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	<title>Biologia Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>Biologia Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Perché sogniamo – Antonio Zadra, Robert Stickgold</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un libro sui sogni che decide di non giocare con il mistero, ma di prendere sul serio le domande e provare a spiegare. Perché sogniamo parte con passo narrativo, ma non si perde: usa le storie per portarci dentro il metodo. Non chiede di credere, chiede di seguire il ragionamento. La cosa che convince di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Un libro sui sogni che decide di non giocare con il mistero, ma di prendere sul serio le domande e provare a <strong>spiegare</strong>. <em>Perché sogniamo</em> parte con passo narrativo, ma non si perde: usa le storie per portarci dentro il metodo. Non chiede di credere, chiede di seguire il ragionamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa che convince di più è il <em>come lo sappiamo</em> che accompagna ogni <em>che cosa sappiamo</em>. Storia della ricerca, dati sperimentali, ipotesi in competizione: gli autori mettono in fila le evidenze, chiariscono cosa regge e cosa no, e spiegano perché alcune domande restano aperte. Freud compare come tappa storica, non come chiave universale, anzi viene spesso analizzato in maniera critica per capire cosa di quello che diceva sia ancora considerato valido e cosa no; il focus è sulle neuroscienze del sonno, sulle fasi (REM e non‑REM) e su ciò che i sogni fanno ai processi cognitivi ed emotivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore del libro è l’idea che i sogni <strong>servano</strong>. Non messaggi cifrati, ma un lavoro del cervello su memoria, emozioni e creatività. La proposta teorica degli autori — il sogno come esplorazione di connessioni deboli e possibilità latenti — aiuta a capire perché sogniamo cose strane, perché gli incubi insistono e perché, a volte, una soluzione “salta fuori” dopo una notte di sonno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Incubi, sogni lucidi e disturbi del sonno non sono parentesi curiose: diventano casi di studio per vedere il metodo all’opera. Cosa cambia nel cervello, cosa possiamo misurare, cosa resta ipotesi. È un approccio che riduce il folklore senza impoverire il racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scrittura tiene insieme rigore e accessibilità. È un libro <strong>leggibile</strong>, ma non leggero: richiede attenzione, restituita però con chiarezza. Si impara a distinguere correlazione e causalità, a pesare una teoria rispetto a un’altra, a convivere con risultati che non dicono tutti la stessa cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A me ha convinto molto. Ha rimesso ordine in un tema affollato di semplificazioni e mi ha dato strumenti per parlare di sogni senza scivolare né nel misticismo né nel riduzionismo. È uno di quei testi che, una volta chiusi, <strong>cambiano il modo di leggere</strong> ciò che sappiamo (e non sappiamo) sul cervello che dorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigliato a chi è curioso di capire cosa succede quando spegniamo la luce, a chi ama la divulgazione che non urla e a chi vuole un esempio di scienza raccontata con rispetto per i dati e per l’intelligenza del lettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro è edito da <em>Espress Edizioni</em> (<a href="https://www.espress.it/">https://www.espress.it/</a>), una piccola casa editrice che sforna, secondo me, dei piccoli capolavori di divulgazione scientifica.</p>
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		<title>Neanderthal, l’altra umanità: Storie e luoghi, in Italia e non solo – di Franco Capone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Attrazione, amore, sesso: La parola alla scienza&#160; – di Simon LeVay Ho chiuso questo libro con la sensazione di essere entrato in una grotta con idee scolastiche e di essere uscito con mappe migliori. Qui la preistoria non è una cartolina: è lavoro sul campo. Prima le domande, poi gli indizi, infine le ipotesi messe [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attrazione, amore, sesso: La parola alla scienza&nbsp; – di Simon LeVay</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho chiuso questo libro con la sensazione di essere entrato in una grotta con idee scolastiche e di essere uscito con mappe migliori. Qui la preistoria non è una cartolina: è lavoro sul campo. Prima le domande, poi gli indizi, infine le ipotesi messe alla prova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa più riuscita è il <em>come lo sappiamo</em> che accompagna ogni <em>che cosa sappiamo</em>: stratigrafie, datazioni, microtracce, DNA antico. Non è un elenco per addetti ai lavori, ma strumenti spiegati con calma: abbastanza per capire dove finisce il fatto e dove comincia la ricostruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro si muove tra <strong>storie e luoghi</strong> in Italia e non solo: grotte, terrazzi fluviali, musei che diventano stazioni di un percorso. C’è anche un’appendice per regioni con i siti neandertaliani visitabili: utile per trasformare la curiosità in visita reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>vita quotidiana</strong> emerge per accumulo: fuochi, strumenti su scheggia, tracce di dieta e di cura. Non l’aneddoto brillante, ma la convergenza di evidenze che restringe le possibilità e costringe a mettere da parte gli stereotipi. Neanderthal torna parente, non caricatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Piace l’idea di fare spazio a <strong>voci di chi ricerca</strong>: conversazioni misurate, che raccontano metodo e tentativi. Tra le voci: Donald Johanson (Lucy, <em>Australopithecus afarensis</em>, 1974), Jane Goodall (scimpanzé di Gombe), Marco Peresani (paleoantropologo, ricerche sui Neanderthal in Italia), Francesco D’Errico (paleoantropologo, prime tracce di simboli e ornamenti), e la dinastia Leakey (pionieri delle scoperte di Olduvai). La prefazione di <strong>Francesco Remotti</strong> mette in cornice l’operazione con lo sguardo dell’antropologo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel finale c’è un confronto che resta addosso: <strong>Neanderthal e Sapiens davanti alla stessa scena, nello stesso periodo: un confronto alla pari</strong>. Il punto è il metodo e l’impronta sul territorio, non un processo al presente. Non è il solito dito puntato: è un invito a misurare impatti e ritmi, a chiederci cosa possiamo imparare da chi ha abitato senza stravolgere. È un messaggio positivo, senza moralismi: si migliora partendo dai dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che cosa resta: il gusto di controllare le fonti, la voglia di andare a vedere i luoghi e un lessico più preciso con cui parlare di evoluzione umana senza cadere nei luoghi comuni. A me ha cambiato prospettiva: ha sciolto vecchi dubbi e ne ha accesi di nuovi, migliori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro è edito da <strong>Espress Edizioni</strong> (<a href="https://www.espress.it/book/979-12-80134-68-4/neanderthal-laltra-umanita/">https://www.espress.it/</a>). Cura editoriale alta, attenzione ai dettagli: si vede pagina dopo pagina. E sì, su questa collana credo tornerò presto.</p>
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		<title>Attrazione, amore, sesso – di Simon LeVay</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Attrazione, amore, sesso: La parola alla scienza&#160; – di Simon LeVay Che sollievo quando un libro su sesso, amore e identità smette di urlare e inizia a spiegare. LeVay entra con voce bassa e ferma: biologia e psicologia dialogano senza crociate, gli studi sono citati con misura, le ipotesi alternative vengono messe in fila e [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attrazione, amore, sesso: La parola alla scienza&nbsp; – di Simon LeVay</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Che sollievo quando un libro su sesso, amore e identità smette di urlare e inizia a spiegare. LeVay entra con voce bassa e ferma: biologia e psicologia dialogano senza crociate, gli studi sono citati con misura, le ipotesi alternative vengono messe in fila e pesate. Non chiede fiducia: fornisce strumenti per valutarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’introduzione è una bussola. Spiega cos’è una <em>review</em>, perché una meta-analisi pesa più di un singolo lavoro, come non confondere correlazione e causalità, cosa significa “effetto piccolo” e perché i campioni contano. Capisci subito che non è l’ennesimo saggio di opinioni: c’è metodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla domanda “perché facciamo sesso?” non cerca scorciatoie. Piacere, legame, riduzione dello stress, riproduzione: cause diverse, su tempi diversi, che a volte si sommano e a volte si frenano. Non serve scegliere una religione; serve tenerle insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su attrazione ed eccitazione il testo è chiaro. I segnali del corpo contano, ma contano anche apprendimento, aspettative e contesto. Il <em>dual control model</em> (eccitazione e inibizione) spiega perché la stessa persona può reagire in modo diverso in base a novità, significato e sicurezza. Niente “trucchi”, niente ricette: capire i meccanismi è già metà del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull’orientamento sessuale usa un equilibrio raro. Genetica, ormoni prenatali, sviluppo e ambiente hanno pesi diversi per persone diverse. La distinzione fra orientamento, identità e comportamento è netta. Nessun determinismo, nessun “è tutto cultura”: un quadro probabilistico che mette ordine senza pretendere di chiudere il discorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei capitoli dedicati alla pratica sessuale, alle relazioni e all’amore, l’approccio resta concreto. Ormoni e attaccamento aiutano a capire fasi e tendenze (innamoramento, legame, rottura), ma la qualità di una relazione vive in competenze che si imparano: comunicare, negoziare, prendersi cura. La biologia predispone; non destina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tratta anche temi deli delicati come parafilie e pedofilia, e sono trattati senza sensazionalismi. Definizioni chiare, criteri clinici, distinzione fra condizione, rischio e reato. L’attenzione è sulla prevenzione e sulla tutela, non sulle etichette urlate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parla anche su porno e di stupro e il quadro resta aderente ai dati. Sul porno gli effetti variano per quantità, contesto e persona; la letteratura è mista su aspetti positivi e negativi del suo utilizzo e viene presentata per quello che è. Sullo stupro la lettura è multifattoriale: norme sociali, disuguaglianze, psicologia individuale e, al centro, il consenso. Poche frasi fatte, molti dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa migliore è ciò che rimane in testa: un modo di leggere. Come pesare una <em>review</em>, quando fidarsi di un grafico, come convivere con risultati che non dicono tutti la stessa cosa e scegliere comunque l’interpretazione più probabile. È una palestra contro il bias di conferma, e probabilmente è il motivo per cui questo libro funziona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A me ha convinto moltissimo. Ha chiarito dubbi vecchi e —cosa ancora più preziosa— ha risposto a domande che non sapevo di avere. È uno di quei testi che ti costringono ad aggiustare linguaggio e prospettiva: dopo stai più attento alle parole e a cosa ci metti dentro. Penso sarebbe utile a molte persone, soprattutto quando si parla di genere, orientamento sessuale e temi vicini: offre cornici chiare e parole con significati precisi, aiuta a discutere senza pregiudizi e senza fare la figura di chi “crede di sapere” ma finisce per offendere chi certe realtà le vive sulla propria pelle. Se vi occupate di educazione, comunicazione, genitorialità, o semplicemente volete capirne di più, mettetelo in cima alla lista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro è edito da <em>Espress Edizioni</em> (<a href="https://www.espress.it/">https://www.espress.it/</a>), una piccola casa editrice che sta diventando in fretta la mia preferita, almeno per quanto riguarda la divulgazione scientifica. A breve credo che arriveranno altre recensioni dei loro libri.</p>
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		<title>Italiani veri &#8211; Giacomo Moro Mauretto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Italiani veri- Storia evolutiva e genetica del nostro Paese – di Giacomo Moro Mauretto Esistono libri che provano a raccontare l’evoluzione umana, altri che si concentrano sulla genetica moderna, e altri ancora che cercano di spiegare l’identità italiana da un punto di vista storico. Poi c’è questo libro, che fa tutte e tre le cose [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Italiani veri- Storia evolutiva e genetica del nostro Paese – di Giacomo Moro Mauretto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono libri che provano a raccontare l’evoluzione umana, altri che si concentrano sulla genetica moderna, e altri ancora che cercano di spiegare l’identità italiana da un punto di vista storico. Poi c’è questo libro, che fa tutte e tre le cose insieme, ma con equilibrio, chiarezza e – soprattutto – onestà intellettuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giacomo Moro Mauretto, volto noto della divulgazione scientifica su YouTube grazie al suo canale <em>Entropy for Life</em>, porta in queste pagine lo stesso stile che lo contraddistingue nei video: preciso, diretto, mai pedante. Chi lo conosce già ritroverà quella sua capacità di parlare con rigore senza prendersi troppo sul serio, di spiegare concetti complessi mantenendo un tono umano, a tratti ironico, ma sempre misurato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un viaggio dentro la nostra storia biologica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di partenza è semplice: esiste davvero qualcosa come “gli italiani”?</p>



<p class="wp-block-paragraph">E da qui parte un percorso che attraversa 40.000 anni di migrazioni, contaminazioni, incontri e scontri. Il libro ci racconta come la penisola italiana sia stata, da sempre, un crocevia: Homo sapiens provenienti da est, mescolati con i Neanderthal già presenti; agricoltori neolitici che hanno portato nuovi geni e nuove tecnologie; popoli dell’età del bronzo, invasori, coloni greci, etruschi, romani, barbari, arabi, normanni… e l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta però di una semplice cronistoria di eventi: ogni passaggio è supportato da dati genetici reali, con riferimenti agli studi più recenti, spiegati con grande attenzione. L’autore mostra, passo dopo passo, come le moderne tecniche di analisi del DNA abbiano permesso di riscrivere (o almeno rivedere) molti dei miti sulle origini dei popoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Divulgazione sì, ma con metodo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle qualità più apprezzabili del libro è proprio il modo in cui spiega la scienza. Non si limita a riportare risultati, ma ci porta dentro il laboratorio: ci racconta come funziona una PCR, cosa si intende per DNA antico, come si classificano gli aplogruppi, quali sono i margini di errore, come si interpretano (e come non si devono interpretare) certi dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È divulgazione scientifica nel senso più nobile: non un compendio semplificato, ma una guida alla comprensione dei metodi, dei limiti e delle potenzialità della scienza contemporanea. In un’epoca in cui anche i dati più solidi vengono piegati per confermare ideologie o credenze personali, Moro Mauretto fa qualcosa di raro: spiega come si costruisce una verità scientifica, con tutte le cautele del caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un antidoto contro la propaganda</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che il libro dà il meglio di sé. Perché pur non essendo un saggio politico, <em>Italiani veri</em> ha un valore profondamente politico. Non fa proclami, ma mostra con semplicità e rigore che il concetto di “razza pura” è un’invenzione senza fondamento. I dati genetici ci raccontano una realtà molto diversa da quella propagandata da chi vorrebbe una nazione “etnicamente omogenea”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’autore non si lancia in crociate, non urla, non attacca: semplicemente espone i fatti. E lo fa con la calma di chi sa che non serve alzare la voce quando si hanno buoni argomenti. È proprio questa sobrietà a rendere il libro ancora più potente: chi ha tendenze razziste o populiste potrebbe trovarsi spiazzato, non da una polemica frontale, ma da una serie di verità semplici, limpide e inoppugnabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un libro per chi vuole capire, non solo sapere</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Italiani veri</em> è consigliato a chiunque voglia approfondire la storia evolutiva del nostro Paese, ma anche a chi è interessato al funzionamento della ricerca scientifica. È adatto a studenti, appassionati di storia e biologia, insegnanti, divulgatori… ma anche a lettori comuni, curiosi, magari stanchi delle solite narrazioni identitarie e desiderosi di vedere l’Italia – e l’essere umano – da una prospettiva più ampia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una lettura che non lascia indifferenti. Non per effetto di slogan, ma per il modo in cui cambia la prospettiva: pagina dopo pagina, mostra quanto sia illusoria ogni idea di purezza, quanto le nostre origini siano intrecciate e condivise. E quanto sia liberatorio, tutto sommato, accettarlo.</p>
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		<title>Cosa pensano i pesci. Percezione, coscienza, consapevolezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 14:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra le mie passioni, come in molti sanno, c&#8217;è la subacquea. La vita al di sotto dell&#8217;acqua per me ha un fascino che non ha nulla da invidiare a quella sulla terra. Qualche tempo fa avevo parlato di Altre menti di Peter Godfrey-Smith (https://wp.me/pQMJM-27p), un libro che parla dei Polpi e dei cefalopodi in generale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tra le mie passioni, come in molti sanno, c&#8217;è la <a href="https://www.staipa.it/blog/tag/subacquea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">subacquea</a>. La vita al di sotto dell&#8217;acqua per me ha un fascino che non ha nulla da invidiare a quella sulla terra. Qualche tempo fa avevo parlato di <a href="https://www.staipa.it/blog/altre-menti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Altre menti </a>di <em>Peter Godfrey-Smith</em> (<a href="https://wp.me/pQMJM-27p" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://wp.me/pQMJM-27p">https://wp.me/pQMJM-27p</a>), un libro che parla dei Polpi e dei cefalopodi in generale e della loro intelligenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti noi abbiamo la tendenza a considerare i pesci, e in generale gli animali che vivono sott&#8217;acqua in maniera molto meno empatica di quelli che vivono sulla terra. Se è facile credere che una mucca o un bradipo provino dolore fisico ed emozioni è più difficile pensarlo di un pesce. Un po&#8217; per l&#8217;assenza di espressioni facciali, un po&#8217; per la nostra incapacità di sentirne i segnali analoghi ai versi degli animali terrestri. Diciamo <em>muto come un pesce</em> e siamo convinti che cuocere le aragoste vive non provochi alcun dolore all&#8217;animale. Diciamo <em>hai la memoria di un pesce rosso</em>, pensando che non siano in grado di ricordare cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Cosa pensano i pesci. Percezione, coscienza, consapevolezza</em> di <em>Jonathan Balcombe</em> ci porta invece mano nella mano a conoscere la vita reale dei pesci attraverso gli studi degli ultimi anni. Ci porta a scoprire che i pesci, come gli altri animali, sono in grado di ricordare cose per anni, sono in grado di riconoscere uno specifico umano che li osservi da sopra la superficie dell&#8217;acqua, provano dolore ed emozioni, hanno arzigogolate strategie di cooperazione anche tra specie diverse, alcuni di essi sembrano perfino avere un gusto estetico e cerchino di fare opere più belle dei propri simili per conquistare le proprie compagne.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="8622" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cosa-pensano-i-pesci-percezione-coscienza-consapevolezza/circle-sea-1000x640-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?fit=1000%2C640&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,640" data-comments-opened="1" data-image-title="circle-sea-1000&amp;#215;640-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?fit=1000%2C640&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=500%2C320&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8622" width="500" height="320" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=300%2C192&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=768%2C492&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=640%2C410&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=100%2C64&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=24%2C15&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=36%2C23&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/circle-sea-1000x640-1.jpg?resize=48%2C31&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Fonte: <a href="https://web.archive.org/web/20220704153530/https://www.scuolenaturali.it/cose-questo-misterioso-cerchio-sul-fondo-del-mare/">Cos&#8217;è questo misterioso cerchio sul fondo del mare?</a></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Balcombe riesce capovolge tutte le nostre convinzioni sui pesci, dimostrandoci come non siano creature passive e prive di sentimenti, delle specie di robot senza coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci insegna che esistono più di 30.000 specie diverse di pesci, ognuna con le proprie caratteristiche, la propria individualità e la propria bellezza e lo fa raccontandoci aneddoti, spiegandoci ricerche, affascinandoci con racconti. Infine, ci parla delle statistiche della pesca da parte degli umani e del nostro inquinamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci insegna che, dopo tutto, non sono solo gli animali terrestri a meritarsi la nostra attenzione e le nostre preoccupazioni: ci sono 30.000 specie, laggiù che ignoriamo e distruggiamo senza neppure pensarci.</p>
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		<title>Altre menti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 15:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei libri che mi ha più emozionato e interessato negli ultimi anni. Non si tratta di un romanzo di avventura, o di un incredibile racconto di Stephen King ma di un saggio di Biologia. Altre Menti di Peter Godfrey-Smith racconta di intelligenza. Ci aiuta a capire attraverso quella dei Polpi e dei cefalopodi in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Uno dei libri che mi ha più emozionato e interessato negli ultimi anni. Non si tratta di un romanzo di avventura, o di un incredibile racconto di Stephen King ma di un saggio di Biologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre Menti</strong> di <em>Peter Godfrey-Smith</em> racconta di intelligenza. Ci aiuta a capire attraverso quella dei Polpi e dei cefalopodi in genere come interpretare l&#8217;intelligenza e come possano esserci forme di intelligenza <em>aliene</em> alla nostra ma non per questo meno affascinanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sapete che un polpo può essere in grado di trovare il modo di spegnere una lampadina fastidiosa? Di punire un umano che gli sta antipatico? Che parte del loro cervello è negli arti? </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo saggio l&#8217;autore tratta anche di evoluzione, di come l&#8217;intelligenza dei vertebrati e quella dei cefalopodi si sia sviluppata su rami evoluzionistici completamente distinti, non una figlia dell&#8217;altra ma due distinte formazioni. Questa spiegazione ci aiuta a immaginare come potrebbe essere un&#8217;intelligenza completamente aliena e nata altrove, magari su un altro pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, in qualche modo è probabile che il contatto con i polpi sia l&#8217;esperienza più vicina all&#8217;incontro con un alieno intelligente che possiamo vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Godfrey-Smith parla anche di un ultimo punto: nel momento in cui siamo costretti ad attribuire un&#8217;attività mentale e di coscienza ad animali completamente lontani e diversi da noi anche dal punto di vista evoluzionistico, siamo costretti ad ammettere anche che quello che noi consideriamo intelligenza e coscienza negli esseri umani non è così certo come abbiamo sempre creduto.</p>
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