Staipa’s Blog

Esercizi di stile, poesie o urla.

La bestia

Questo sarà il resoconto fedele di quanto accadde realmente quella notte di tredici anni fa, perché tutto quello che si è detto, le leggende che ne sono nate sulla mia persona non sono più reali di una fiaba per bambini. Non racconterò di quello che già sapete, di come affrontai il mostro e di come lo uccisi se davvero questo è quello che è accaduto, non mi soffermerò su quanto già scritto nei resoconti pubblici che ormai tutti avete letto e riletto, ma solamente su quanto in quei resoconti non è stato scritto. Su quanto non ho mai confessato ad anima viva. Ad anima. Viva.
Perché ora dopo tredici anni scelgo di scriverne? Perché sento che le forze mi stanno abbandonando, che il processo iniziato quel giorno sta arrivando a compimento, perché sappiate che cosa dovrete affrontare quando io me ne sarò andato. Io lo compresi quasi immediatamente, quando dopo essermi pulito di tutto quel sangue, dopo che il mio corpo fu recuperato alla fine di quella battaglia memorabile mi ritrovai a guardare nel piatto che sarebbe stata la mia cena.

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Il pensiero e la tascendenza visti come quarta dimensione

Mi sono sempre chiesto come esprimere il concetto di dimensioni fisiche aggiuntive a quelle che sperimentiamo quotidianamente, come spiegare a qualcuno di non avvezzo a tali teorie cosa possa essere una quarta dimensione o più. Lasciamo perdere come di consueto il fatto che una quarta dimensione, il tempo, la percepiamo ogni istante seppure non siamo in grado di interagirvi come con le altre e chiamiamo quarta una ulteriore “direzione” che non sia altezza, lunghezza o larghezza.
L’esempio classico che ho sempre usato è funzionale e semplice ma non permette di vivere in prima persona una rappresentazione di quarta dimensione, l’ho preso dalla spiegazione classica che viene fatta nella divulgazione scientifica, a partire da Stephen Hawking, passando per romanzi di fantascienza come Sfera di Michael Crichton al geniale Flatlandia di Edwin Abbott Abbott che ho già citato altre volte.

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Lettera da capo scout a capo scout


Nota del 01/02/2016:
Questo post sta acquistando una inaspettata notorietà e la quantità di visite che riceve è in fortissimo aumento, ci tengo a specificare che tale riflessione è indirizzata ai capi facenti parte dell’associazione Agesci ma non all’istituzione Agesci che come tale non credo possa ad oggi schierarsi pubblicamente su questi temi senza una discussione interna. Non vuole per tanto essere sprono per chi sostiene campagne denigratorie nei confronti della stessa, ma tuttalpiù per chi ne promuova una discussione interna che non passi dai media.
Ringrazio per i commenti ricevuti (che non pubblicherò per evitare l’alimentazione di polemiche) nel bene e nel male e ricordo a chi mi accusa di mantenere l’anonimato che in questo blog non ho mai nascosto il mio nome, e vi si trovano agevolmente le mie generalità.

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Nuovo Blog!

Dopo anni che ci pensavo ho deciso di fare un cambio radicale.
Mi sono spostato dal bLog vecchio a questo nuovo, la cosa che mi frenava di più dal passare alla precedente piattaforma a WordPress era il rischio di perdere i post e/o i commenti.
Direi che è andato tutto bene!
Devo ancora sistemare un po’ la grafica, ma alla fine è come entrare in una casa nuova, intanto ci metti i comfort base e poi pian piano sistemi tutto al meglio e la personalizzi fino a sentirla tua.

Ora vedo di ambientarmi, di capire le funzioni che sono molte di più di quelle del bLog precedente .
Tra l’altro per l’occasione ho creato anche il nuovo sito www.staipa.it su cui mi poggio…. chissà che pian piano anche questo diventi qualcosa di ricco e pieno!

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Cadere

Il mondo ruota.
Le cose vanno, le cose vengono.
I pensieri vanno, i pensieri restano.
A volte guardarsi attorno, vedere come tutto cambia, come tutto sia cambiato uccide.
A volte ancora sogni rincorsi o fuggiti per anni d’un tratto palesi veri vivi forti.
E ancora il mondo ruota incomprensibile.
Sarò all’altezza?
Ne avrò la forza?
E già il solo chiedersi queste cose toglie fiducia, speranza, forza.
E pensare al suo sorriso, il suo sguardo.
Chiedersi se amare possa essere sempre di lode e non di condanna.
Buttarsi ancora una volta nel mondo, ad occhi chiusi, sperando, pregando con tutte le forze di non fare questa volta gli errori di ogni volta.
Di non mandare all’aria un mondo.
E guardare il mondo con queste domande che già lo uccidono.
E guardare ancora il suo sguardo credendo che questa volta allungherà una mano mentre precipiti, ed osservare che sta cadendo con te.

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La motivazione del premio a Obama

«Raramente qualcuno ha dato come lui speranza per un futuro migliore»
La motivazione del premio a Obama

Nucleare, diplomazia, cambiamenti climatici: tutti i fronti che hanno visto protagonista il presidente Usa

MILANO – Il Comitato per il Nobel ha deciso di assegnare il premio per la pace a Barack Obama per i suoi «sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli», si legge nella motivazione pubblicata sul sito web del Comitato.

L’IMPEGNO SUL NUCLEARE – Il Comitato «ha dato grande importanza all’impostazione di Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari. Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali. La diplomazia multilaterale ha riguadagnato centralità, evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere.

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Sullo scrivere su questi giorni, sui prossimi.

In questi giorni son sempre di corsa, sempre di corsa sempre di corsa, sempre di corsa.
La vita cambia ruota, ruotano gli affetti, come capelli ricci cadono ruotano si alzano, improvvisano come jazz come i sogni come le strade che non conosci e i sentieri di montagna, come i flutti dell’acqua nei fiumi, come il fumo di una sigaretta che sale nell’assenza di vento, come le forme delle nubi.

In questi giorni mi sto preparando a dei cambiamenti.

Ho iniziato a raccogliere le ultime cose scritte, le cose scritte negli ultimi due anni e mezzo e mi sono accorto che non è affatto vero che ho scritto



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Minoux

Ci sono cose su cui sto lavorando da anni, altre da pochi mesi, per non dirmi più troppo tardi “ecco cosa avrei dovuto fare”, ci sono cose per cui sono arrivato a ragionare su “se capitasse di nuovo farò questo”, ci sono ragionamenti lunghi e discernimento grazie a me ed un supporto amico e a Ignazio di Loyola, ci sono cambiamenti in atto che chi vorrà cogliere coglierà, c’è una stabilità maggiore, una forza una decisione, una linea di pensiero, un percorso, un mondo.
Ma come verificare che questo sia reale e non una costruzione mentale?
“Beh, mi sei proprio piaciuto questa sera e sei piaciuto molto anche alle mie gatte, era da molto che non stavano serene attorno a me entrambe con un non abitante della casa”.
Hai ragione, Minoux era moltissimo che non se ne stava lì a guardarmi tranquilla mentre io e te parliamo, è sempre stato un ago, una bilancia, diffidente quando non sono in me tanto da cambiare stanza, affettuosa quando lo sono.

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M Style!

Lunedì 6 ottobre nascono gli M Style!
Forse.
Diciamo che per ora dopo due anni di ricerche ho trovato un piccolo gruppo di musicisti disposti a sperimentare tra Metal, Funk, Jazz e Blues con me e veder cosa ne può venir fuori.
Ero, sono e resto convinto possa venirne fuori qualcosa di spettacolare!
Rincorro questo sogno da tanto.
Il nome definitivo probabilmente non sarà M Style, ma la musica si.

Nel frattempo i Dazzle One perdono la chitarra di Marco e si preparano ad una fase riorganizzativa che parte dalle base e dalle motivazioni del gruppo, e questo potrebbe portare ad ulteriori grossi cambiamenti, anche e soprattutto da parte mia.
Chi vivrà vedrà. Gli altri in roulotte. E soprattutto chi fa da se dica trentatrè.

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