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	<title>Cambridge Analytica Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>Cambridge Analytica Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Sull&#8217;app di tracciamento per Covid-19</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 17:27:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Strani giorni, viviamo strani giorni&#8221; diceva il buon Battiato (https://youtu.be/QPxmw9mqYRY). Su questo non c&#8217;è alcun dubbio. Non lo siamo solo per i fatti storici che stanno accadendo e che ci porteremo avanti nella memoria ma per il fatto che sempre di più le persone si sentono in grado di sentenziare, pontificare, lamentarsi di argomenti che [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><br>&#8220;Strani giorni, viviamo strani giorni&#8221; diceva il buon Battiato (<a href="https://youtu.be/QPxmw9mqYRY">https://youtu.be/QPxmw9mqYRY</a>). Su questo non c&#8217;è alcun dubbio. Non lo siamo solo per i fatti storici che stanno accadendo e che ci porteremo avanti nella memoria ma per il fatto che sempre di più le persone si sentono in grado di sentenziare, pontificare, lamentarsi di argomenti che non conoscono, non solo sui social purtroppo ma anche e soprattutto nelle sfere alte che prendono decisioni sulle nostre vite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni si parla di app di tracciamento per il virus Covid-19, si parla dell&#8217;utilità, della paura, della privacy, e se ne parla quasi sempre a sproposito. Se è chiaro che chi si lamenta per la privacy e lo fa su un social network come <em>Facebook</em> magari dopo aver accettato le policy di giochini per <em>scoprire che frutto sei</em>, o che hanno usato per settimane app come <em>FaceApp</em> tende a coprirsi di ridicolo, meno lampante è come chi prende in giro gli stessi stia dimostrando una superficialità solo di poco minore. Non mi metterò a rispiegare &#8220;<em><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/perche-a-prendere-in-giro-chi-ti-lancia-allarmi-sulla-privacy-stai-solo-facendo-la-figura-dello-stupido/" target="_blank">Perché a prendere in giro chi ti lancia allarmi sulla privacy stai solo facendo la figura dello stupido.</a></em>&#8220;, anche se chi lancia l&#8217;allarme si lascia violare la privacy più di te, l&#8217;ho gia fatto in un articolo precedente (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/perche-a-prendere-in-giro-chi-ti-lancia-allarmi-sulla-privacy-stai-solo-facendo-la-figura-dello-stupido/" target="_blank">https://wp.me/pQMJM-1I0</a>), è un argomento ormai talmente noioso che non merita molte altre parole.<br>Mi soffermerò invece a riflettere su quanto una simile applicazione si fattibile, e utile, e per tanto quanto abbia senso investirci realmente allo stato delle cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto vorrei ricordate alcuni dei precedenti tentativi tecnologici realizzati dal nostro governo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Portale italia.it</strong>: è stato un portale costato 45 milioni di euro, fatto come poteva fare un ragazzino delle medie con WordPress, fallito dopo pochi mesi (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.wired.it/economia/business/2014/09/11/italia-it-redazione/" target="_blank">https://tinyurl.com/y8wemcfm</a>)</li><li><strong>Posta certificata gov</strong>: un servizio di posta certificata gratuita per tutti fornita dal governo, ora non riesco a ritrovarne i costi ma anche questo fu un servizio stra pagato, con il piccolo difetto che invece di essere una posta certificata come tutte le altre poteva comunicare solo con pochi indirizzi governativi scelti. Ovviamente è naufragato brutalmente. (<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/04/posta-certificata-rivoluzione-di-brunetta-finisce-con-maxi-flop/398471/">https://tinyurl.com/y9wy2au9</a>)</li><li><strong>Sito INPS:</strong> Non serve che vi ricordi tutto l&#8217;accaduto ma potete trovare tutte le informazioni che avete dimenticato nelle ultime due settimane in Internet (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.punto-informatico.it/inps-ddos-azure-akamai-cache/" target="_blank">https://tinyurl.com/y9o5b642</a>)</li><li>Varie ed eventuali che tutti abbiamo provato: a me hanno cambiato il nome della via e sono dovuto andare io in anagrafe, fornitori elettricità gas e acqua, ufficio rifiuti eccetera ad avvisare che la mia via aveva cambiato nome, per dire.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che ci aspettiamo è che in poche settimane lo stesso governo, che ora sta litigando sull&#8217;app di tracciatura sia in grado di fornire un servizio che abbia almeno questi requisiti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Sapere che i dati sono al sicuro (<strong>INPS </strong>ha appena avuto la più grossa fuga di dati di sempre <a href="https://www.altalex.com/session/set/?returnurl=https%3a%2f%2fwww.altalex.com%2fdocuments%2fnews%2f2020%2f04%2f02%2finps-grave-data-breach&amp;sso=2NPQ447NIRFJK9AHOP9RTI6F14">https://tinyurl.com/yakav53e</a>)</li><li>Elabori in tempi accettabili gli spostamenti di 60 milioni di persone (<strong>INPS </strong>ha appena avuto un blocco totale solo per mostrare i dati delle partite iva che in Italia sono meno di 4 milioni <a href="https://www.varesenews.it/2020/03/sito-inps-sovraccarico-protesta-dei-consulenti-del-lavoro/915706/">https://tinyurl.com/ya5db8om</a>)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi immagino siano i requisiti che si aspetta un utente medio. Un informatico richiederebbe sicuramente almeno:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Chi custodirà i dati e con quale sicurezza?</li><li>Cosa verrà fatto dei dati una volta finita l&#8217;emergenza?</li><li>Quando l&#8217;app segnala che tu sei passato vicino ad un potenziale positivo cosa devi fare? Perché se passi accanto alla fila del supermercato ad esempio hai grandissime probabilità di passare accanto a un positivo e bassissime di essere contagiato.</li><li>Come garantire che un contagiato installi l&#8217;app e si autodenunci considerato che per molti significa perdere il lavoro con contratto temporaneo che magari gli permette di portare a casa il pane?</li><li>Se l&#8217;installazione è volontaria come garantire che la installi un numero sufficiente di persone? Grazie al senso etico di persone che lasciano mascherine e guanti per terra davanti ai supermercati? (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.google.com/search?q=mascherine+guanti+per+terra&amp;sxsrf=ALeKk01jXhOZzhN9hF8T0zc0cEqtzqeXIA:1587401615923&amp;source=lnms&amp;tbm=nws&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjF_brru_foAhXKQEEAHSceCd8Q_AUoBHoECAsQBg&amp;biw=1638&amp;bih=730" target="_blank">https://tinyurl.com/ybf2ylgr</a> )</li><li>Come gestire tecnicamente l&#8217;enorme mole di dati in arrivo da un app del genere? Il governo è in grado di mettere su un infrastruttura come quella di Google o di Apple?</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Finito con i punti più importanti mi tocca comunque tornare a fare due parole sulla privacy:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi continua con i &#8220;Google già ci traccia, cosa cambia se ci traccia anche il governo?&#8221; vorrei ricordare che lo stesso potrebbe e dovrebbe fare per gli evasori fiscali, quelli che non pagano le tasse che servono per gli ospedali e le terapie intensive. Non lo fa. Come mai?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso no, non siamo tutti tracciati perché a google non interessa quando stai andando dal dermatologo per una malattia venerea, o quando vai a denunciare in un consultorio un atto di violenza subito in casa, o una gravidanza inaspettata, o quando vai dall&#8217;amante. Questa app sarebbe costretta a saperlo, e in caso di problemi di privacy simili a quelli di INPS potrebbero saperlo molte altre persone. Ma non solo, quando tua moglie, tuo marito, il tuo compagno, possono sapere che tu eri dall&#8217;amante solo perché l&#8217;app ha scoperto che sei potenzialmente contagioso per essere potenzialmente stato a casa sua perché l&#8217;altro è passato dalla fila del supermercato chi glie lo spiega cosa ci facevi lì?<br>Basta spegnere il telefono o l&#8217;app quando fai queste cose, giusto?<br>E allora stai rendendo inutile l&#8217;app stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo basta? No. Perché Google, Facebook, Apple non hanno la tua cartella medica, l&#8217;app che si propone sì. E siamo sicuri che tutti siano vogliosi di dire ad un app gestita da server come quelli INPS di aver avuto malattie sessualmente trasmissibili, o di avere un solo testicolo o di avere qualche brutto male?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi qual è la soluzione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non ce l&#8217;ho ma non significa che perché non ho una soluzione non abbia senso ascoltare le critiche: se avete un problema e la soluzione che vi viene fornita è sbagliata non apprezzate comunque che vi venga detto?<br>Almeno potete cercare soluzioni migliori, più adatte. Magari prendendo seriamente in considerazione di coinvolgere gli esperti del settore invece di far parlare tra loro politici che pensano che la tecnologia siano i selfie su Instagram, le frasette sagaci su Twitter e le dirette su Facebook.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è detto che una soluzione tecnologica non ci sia, ma questa, allo stato delle cose mi sembra rischi di essere l&#8217;ennesimo buco in cui buttare soldi e poi trovarsi tra le mani un progetto fallimentare.</p>
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		<title>La democrazia della paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2019 14:38:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parlo spesso della privacy, lancio allarmi, cerco di spiegare. Non lo faccio solo io, lo fanno in tanti, ma l&#8217;uso che le persone continuano ad avere dei social mostra palesemente quanto tali allarmi siano assolutamente ignorati dalla gran parte della popolazione. Purtroppo è anche facile comprendere che proprio chi sta ignorando questo genere di allarmi [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Parlo spesso della privacy, lancio allarmi, cerco di spiegare. Non lo faccio solo io, lo fanno in tanti, ma l&#8217;uso che le persone continuano ad avere dei social mostra palesemente quanto tali allarmi siano assolutamente ignorati dalla gran parte della popolazione. Purtroppo è anche facile comprendere che proprio chi sta ignorando questo genere di allarmi è esattamente il target delle azioni che sono state fatte per il controllo dell&#8217;opinione pubblica.<br>Ho citato più volte il caso di Cambridge Analytica che secondo le indagini sembra aver agito prevalentemente sulla campagna di Trump e su quella della Brexit.<br>&#8220;The Great Hack &#8211; Privacy violata&#8221; è un documentario presente su Netflix (<a href="https://www.netflix.com/it/Title/80117542">https://www.netflix.com/it/Title/80117542</a>) che credo sia fondamentale sia guardato. Le mie parole, i miei allarmi, possono non contare nulla, come quelli di tanti professionisti del settore che come me lo stanno lanciando ma generalmente quando qualcosa è su Netflix appare improvvisamente più interessante anche per le masse.<br>Consiglio di guardarlo con attenzione e ricordare che non è tanto il COSA è stato fatto, ne il QUANDO, ma il metodo con cui è stato fatto che dovrebbe inquietarci. Ed è guardando il nostro recente passato, le notizie false e i dati falsi che sono stati dati su immigrazione e reati per immetterci la paura che dovrebbe farci fare un parallelo con quanto accaduto con  Cambridge Analytica.<br>Quel documentario racconta molto di ognuna di quelle persone che prende sotto gamba la privacy, racconta molto di quelli che si informano attraverso le condivisioni sui social, raccontano molto su quanto la nostra democrazia sia in pericolo.<br>Guardatelo. Pensateci prima di seguire la corrente delle prossime campagne elettorali, pensateci prima di votare. Fatelo con la vostra testa e non con quello con cui venite bombardati.</p>
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		<title>Perché a prendere in giro chi ti lancia allarmi sulla privacy stai solo facendo la figura dello stupido.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 13:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni si parla particolarmente di FaceApp, e della sua privacy. Dopo il consueto scoppio della mania da parte dell&#8217;utente medio, gli esperti hanno alzato scudi e spade e suonato decine di allarmi. Il risultato è stato come sempre che chi non sa nulla dell&#8217;argomento si ritiene più intelligente e si sente in diritto [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni si parla particolarmente di FaceApp, e della sua privacy. Dopo il consueto scoppio della mania da parte dell&#8217;utente medio, gli esperti hanno alzato scudi e spade e suonato decine di allarmi. Il risultato è stato come sempre che chi non sa nulla dell&#8217;argomento si ritiene più intelligente e si sente in diritto di prendere in giro chi da esperto pone determinate questioni. Probabilmente FBI negli stati uniti e il nostro Garante per la privacy sono anche loro dei pivelli stupidi meno intelligenti dei leoni da tastiera dato che entrambi hanno aperto indagini sull&#8217;argomento (<a href="https://web.archive.org/web/20220825193607/https://www.huffingtonpost.it/entry/faceapp-mette-a-rischio-la-privacy-la-denuncia-del-senatore-usa-schumer-allfbi_it_5d304b11e4b004b6adab881e/">https://tinyurl.com/y5yhubts</a>).<br>Forse neppure il fatto che ormai moltissimi Smatphone e computer vengano sbloccati con la faccia del proprietario e che questo uso stia andando sempre più di moda preoccupa mentre state dando la vostra faccia ad un sistema in grado di elaborare in così poco tempo un immagine di quel livello. Perché se non ci avete fatto caso non è il vostro smarphone ad avere quella potenza di calcolo, per fare un lavoro del genere la vostra foto viene inviata ad un datacenter remoto, all&#8217;estero che a quanto pare non rispetta nulla delle leggi sulla privacy che gli espertoni che state snobbando hanno costruito per proteggervi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma sì, a chi possono interessare i miei dati?</strong> Questa è l&#8217;obbiezione più tipica e stupida da cui parte tutto. Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.<br>Uno studio ad esempio è stato fatto dalla <a href="https://onlinemba.unc.edu/">University of North Carolina Kenan-Flagler Business School</a> che ha sviluppato una comodo <span class="removed_link" title="https://onlinemba.unc.edu/news/data-brokers-infographic/">grafico </span>a riguardo.</p>





<p class="wp-block-paragraph">Troppo lungo e noioso da leggere suppongo, giusto? Riassumendo si parla di <strong>426 milioni di dollari</strong> nel 2012, ottenuti dai cosiddetti <em>Data broker</em>, ossia aziende si occupano di raccogliere informazioni personali sui consumatori correlandoli e recuperandoli da fonti pubbliche (o meno pubbliche) per rivenderle a società che si occupano di vendere o pubblicizzare prodotti. E non significa solo prodotti come le scarpe della Lelli Kelly. Significa anche <strong>la vostra assicurazione sulla vita</strong>. <strong>Il vostro mutuo</strong>. <strong>Il finanziamento per pagare l&#8217;università ai vostri figli</strong>. Significa un controllino prima di firmare un contratto di qualche genere con voi. Avete una buona aspettativa di vita? Siete davvero in grado di pagare quel mutuo o siete degli spendaccioni? Significa poter valutare se affidarvi un lavoro importante, magari anche solo perché avete una posizione politica non popolare in azienda. Quante volte vorreste saperne di più su qualcuno? Voi state dando questa possibilità a qualcun&#8217;altro su di voi stessi. Sono indirizzi mail, indirizzi di casa da cui si può risalire al catasto a redditi, numeri di telefono che possono collegare persone tra loro nelle rubriche, o peggio se siete stupidi. Perché allora potrebbero avere anche il vostro stato di salute, quanti soldi consumate in vacanze, quanti in macchinoni e vestiti, quando siete a casa e quando no, la vostra abitudine al gioco d&#8217;azzardo, quella all&#8217;uso di sostanze stupefacenti, il numero e l&#8217;età dei vostri figli e dove vanno a scuola, . E purtroppo non è complottismo, sono <strong>426 milioni di dollari</strong> di business nel 2012. Cresciuto sicuramente nel frattempo grazie al vostro <strong>ma sì, a chi possono interessare i miei dati?</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima ho scritto &#8220;<em>Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.</em>&#8221; Se tutto va bene. E se invece no?<br>Il grande incubo di tutti i complottisti. Il controllo mentale. Sto esagerando? Forse volutamente un po&#8217; ma poco diverso è stato il caso Cambridge Analytica (<a href="https://www.ilpost.it/2018/03/19/facebook-cambridge-analytica/">https://tinyurl.com/y7mgr3by</a>) e non veniva neppure da un&#8217;app russa senza controlli di privacy di cui FBI e Codacons si sono preoccupati, veniva da Facebook. Allora il social network più attivo, amato e conclamato. Come è funzionato lo scandalo?  Cambridge Analytica era una dei tanti Data Broker che vanno a riempire quei  <strong>426 milioni di dollari</strong> di business. Non particolarmente più conosciuta di altre. Era riuscita ad ottenere da Facebook un enorme quantità di dati sugli utenti americani, le loro idee, i loro gusti, le loro posizioni politiche eccetera. Lo aveva fatto con quelle bellissime app dentro al social network dove rispondi a domande e poi condividi con gli amici i risultati. Sai quelle cose divertenti che ti piace fare e che poi ti dicono che sei una persona intelligente, sempre in grado di risolvere problemi e generosa con le persone che ami? Quelle lì. E cosa ci faceva con tutti questi dati? Profili psicometrici. E come sono stati usati? Torniamo alla frase di apertura di questa parte di articolo:  &#8220;<em>Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.</em>&#8221; Se tutto va bene. E se invece no? Se invece no bombardare le singole persone appartenenti ad un gruppo di messaggi mirati. Esagero, ma non troppo: fare arrivare pubblicità di Trump a chi dal profilo psicometrico poteva apparire del Ku Klux Klan con messaggi di odio e la sua foto. Nessun&#8217;altro di nessun&#8217;altra categoria l&#8217;avrebbe notato. Far arrivare pubblicità di Trump agli imprenditori dicendo che Trump sarebbe stata la soluzione. Nessun&#8217;altro di nessuno categoria l&#8217;avrebbe notato. Ad ogni categoria il messaggi perfetto mirato. Quanto potere dà nelle mani? Forse non è controllo mentale ma di certo è influenza dell&#8217;opinione pubblica. <br>Ma è successo?<br>Nel 2016,  Steve Bannon&nbsp;manager della campagna elettorale di Trump spinse per avere una  collaborazione con Cambridge Analytica per la gestione della raccolta dati per la campagna elettorale. Ne era stato per altro vicepresidente in passato. Non sappiamo con certezza come poi questa collaborazione sia andata se non il fatto che Trump puntò gran parte del budget sulla promozione in internet. Partì poi un processo che si concluse con un nulla di fatto per assenza di prove. Si dà il caso purtroppo che i social network non abbiano previsto un modo per vedere quali pubblicità erano state visualizzate da quale utente. In pratica il sistema è fatto in modo che le prove non possano in nessun modo esistere.<br>Emerse però l&#8217;uso di grandi quantità di account fasulli gestiti in maniera automatica che diffondevano post, notizie false e contenuti negativi nei confronti di Hilary Clinton.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Guardian ha dedicato un inchiesta (<a href="https://www.theguardian.com/technology/2017/may/07/the-great-british-brexit-robbery-hijacked-democracy">https://tinyurl.com/y5xaka84</a>) sullo stesso meccanismo che pare possa essere stato applicato nella fase precedente al voto per la Brexit. Ad ognuno il motivo proprio motivo valido per votare a favore. Per ogni gruppo sociale il motivo specifico per farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nostro piccolo anche in Italia sono stati usati automatismi per creare post di consensi automatici da un nostro esponente politico come racconta (<a href="https://www.davidpuente.it/blog/2018/01/24/tweet-automatici-della-lega-nord-su-twitter-un-matteo-salvini-strepitoso-su-la7-siete-daccordo/">https://tinyurl.com/y2hkrjco</a>) David Puente (<a href="https://www.davidpuente.it/blog/">https://www.davidpuente.it</a>), debunker informatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sì ma io avevo solo fatto una foto divertente&#8230;</strong> se sei arrivato a leggere fino a qui e se questa è la tua conclusione, beh. Auguri allora. Continua pure così. Ah e mi raccomando, fidati solo di chi non è del settore. Gli informatici ti vogliono solo manipolare.<br>&#8230;ah. No, aspetta&#8230;</p>
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