Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

Sulla cultura, sulla perdita della cultura, sulla fede, sui popoli che conquistano altri popoli, su come i popoli dovrebbero fare per mantenere la propria identità.

Si fa un gran parlare di culture che vogliono cannibalizzarne altre, di crocefissi da tenere o togliere, di perdita di identità di conquiste, di scontri culturali, religiosi, di guerre sante e chi si lamenta è ovviamente, giustamente, chi rischia di soccombere.
Ma perché? Se lo chiedono le persone che si lamentano il perché? E Cosa fanno per opporvisi?

Un esempio che mi sembra calzare è l’educazione di un bimbo, o di un ragazzo.
Ci sono infinite cose che attraggono l’attenzione d

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Luce Chiara

Luce Chiara
15/02/2009

Osservo il tuo sguardo
lucido di lacrime
gioia
comprensione
sogni
osservo il tuo sguardo che osserva a sua volta
dentro te
come fosse dentro me osservarti

E poi…
e poi d’un tratto dal banale si entra in qualcosa che è nubi
ed è cielo ed è montagna e i fiori che la popolano
e luci
e colori
e neve
e prati
e tutto
e tutto ciò che è contraddizione stessa del tutto
tutto e ciò che ancora si scontra con l’esistenza
e ciò che non esiste si trova ad essere tutto ciò che è e che ha senso
tutto ciò che credevo realtà si capovolge
tutto ciò che un giorno prima era il mio essere diviene il non essere, il perdere me stesso
tutto ciò che era il mio fuggire diviene il mio divenire
d’un tratto il cielo diventa mare e il mare cielo,
la terra innevata diviene nube bianca, le rosse nubi fiori, i fiori stelle
ed io a testa in giù cammino sulle mani e rido,
rido ancora un po’ prima di saltare verso un cielo di nubi sparse,
prima di saltare tra fiori e stelle
e foglie e lucciole che erano prima stelle
e farfalle che eran prima foglie
e immagini di quadri che ora sono realtà e luoghi divenuti immagini
e sogni.

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Racconti

Salite….

Ho sognato sta notte.
Una salita, di roccia, e terra, ripida e pioggia.
Mi arrampicavo su di un percorso erto, ripido scivoloso, mi arrampicavo sempre con più fatica, dovevo arrivare lassù, qualunque cosa fosse, dovevo arrivarci, e scivolavo, ero ormai pieno di fango, le mani ferite, stanco, il percorso sempre più Erto, ormai pareva di arrampicarsi in parete, tra sassi, terra chiara, sabbia, stanchezza, scivolavo. Poi infine mi

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….fatto. (post modificato lievemente)

Ed infine l’ho fatto.
Ho indossato per l’ultima volta la mia uniforme?
Ultima uscita dei passaggi?
Forte Gisella. Qui ho fatto la prima uscita della mia vita, con i Lupetti tanti anni fa a giocare e poi dormire fuori per la prima volta lì vicino, qui finisce, come un cerchio che si chiude.
Mezzora per indossarla, questa uniforme, nel silenzio. Lacrime che spingono contro una barriera di sorriso. Ci sono i miei lupi là, e loro devono essere allegri.
Indossare la camicia che sono fiero di portare, arrotolarne le maniche,  tre giri? Quattro? Sono sempre stato indeciso, in realtà dipende


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Capi scout: Vanno rispettati i valori fondanti della società

Dopo un veloce giro di mail che io ho sottoscritto ma non iniziato, ieri è uscita questa lettera su “L’Arena” il giornale locale di Verona e credo su “Il Verona”.

Capi scout: Vanno rispettati i valori fondanti della società
(da L’Arena del 25/05/2007 pg.46)

Le esternazioni a favore di un utilizzo più disinvolto delle armi da parte delle forze dell’Ordine e soprattutto a favore della “pulizia etnica”, da parte del candidato sindaco Flavio Tosi e di alcuni esponenti della Lega Nord in suo appoggio, ci destano preoccupazione, soprattutto per la disinvolta leggerezza con cui in questa campagna elettorale simili affermazioni vengono pronunciate in pubblico e mai smentite (così ci risulta) dai protagonisti, e talvolta riportate dai quotidiani locali. (Alcuni esempi: giovedì 10 maggio, “Perché la polizia municipale gira armata?



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Incontro quasi mistico

Ieri un mio vecchio amico è diventato prete, non capitano tutti i giorni ste cose…

per anni ha fatto scoutismo con mio fratello e per uno con me, quando ero piccolo, così alla festa sono stati invitati i mitici capi scout di quei tempi, tra essi Ema, il mio primissssimo capo scout e sua moglie Sara. Sono i due capi a cui sono legato di più, non lo so il perché ma sono sempre stati i miei preferiti, quelli da cui ho preso di più (assieme a Marco e la Chiara e in genere gli altri che all’epoca hanno fondato il gruppo).
Per me è stato una specie di viaggio mistico.
Nella mia storia di scout ho avuto diversi problemi e sconfitte, non ho mai preso la partenza, sono stato più o meno forzato ad andarmene dalla comunità capi perché per qualcuno risultavo scomodo (soprattutto per il prete) eccetera. Abbiamo parlato un sacco della mia storia e lui mi ha raccontato della sua.


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