Apr 142017
 

<- La mia prima volta
<- La mia prima volta (La vita)

Ricordo la prima volta come se fosse appena accaduta. I suoi capelli erano mossi, castano chiari, ricordo che a far scattare il tutto fu un ricciolo sbarazzino sulla fronte, si staccava dal resto dei capelli per spingersi fiero verso il centro e risalire. Quel ricciolo aveva attratto la mia attenzione, sembrava richiedere tutta la mia attenzione, sembrava volere che la mia attenzione si concentrasse solo su di lui quasi ignorando il resto della figura che lo portava. Avevo tredici anni ed eravamo a scuola nell’aula magna, non ricordo esattamente per cosa fossimo lì perché la mia attenzione era rivolta altrove. Non avevo idea di chi fosse perché era in un altra classe ma quel ricciolo spavaldo era in qualche modo un simbolo nella mia testa, il simbolo che avrebbe scatenato tutto il resto. Ci avevo già provato in passato in maniera meno concentrata e motivata ma questa volta sarei arrivato fino in fondo anche se non lo sapevo ancora. Non ricordo quanto ci volle per sapere che il nome della ragazzina fosse Chiara e che fosse in terza B. Io se non ricordo male ero in F ma lei, ne sono certo, era in B. Di questo sono sicuro.
Dicono che la prima volta non si scordi mai. Io penso che siano le sensazioni provate a non essere scordate, l’atto in se purtroppo va perduto nei meandri della mente ricoperto dalla ripetizione ad libitum dell’atto stesso. Mi chiedo se lei invece abbia ancora memoria del risultato, visto che durante l’atto non era presente. Continue reading »

Ago 022016
 

Bologna
25/05/2004
(Da “Contrapposizioni” Stefano Giolo, Edizioni Il Filo)

È ancora fermo a quell’ora
l’orologio della stazione.
Quando la gente saliva sul proprio sogno,
per un viaggio che non era l’ultimo
né il più bello forse,
ma era il loro,
la vita.
Persone immerse nella routine,
tristi, §
felici,
amanti,
piccoli infanti.
Ed ora sono un ora,
una crepa in un muro
coperte da torri lontane
da persone non nostre che ci fanno pensare più che loro. Continue reading »

Lug 062015
 

Sono sulla fine del progetto che ho messo in piedi dagli “esercizi di stile” che ho presentato su questo blog negli ultimi mesi, credo di aver costruito un qualcosa che va molto al di là delle mie aspettative, non so se lo saranno anche di chi leggerà ma per la prima volta dopo dieci anni dalla pubblicazione di “Contrapposizioni” ho per le mani un prodotto che mi soddisfi finalmente a pieno e che possa essere paragonabile in termini di sperimentazione e qualità.
Scrivendolo ed ancor più componendone le parti mi sono chiesto se mai avrei potuto avere un’idea sufficientemente forte e bella per poter proseguire a scrivere dopo averlo terminato, mi chiedevo se la spinta che ho ricevuto anche grazie a chi mi legge qui sarebbe bastata, se nella mia testa potesse starci ancora qualcosa di nuovo o se la vena si sarebbe nuovamente sopita.
Il progetto non è ancora terminato manca una piccola parte del finale -che finalmente ieri come un fulmine mi ha colpito- e la seconda revisione completa ma c’è una cosa da cui capisco che è in dirittura di arrivo: quando chiudo gli occhi vedo scorrere le immagini del nuovo che deve arrivare, dei suoi personaggi, delle loro storie passate e di ciò che dovranno affrontare.

Feb 232015
 

Fuori dalla finestra c’è la nebbia, mi accorgo che erano anni che non mi fermavo a guardare la nebbia dalla finestra.
Mi riporta indietro di secoli, a Contrapposizioni, al capitolo Vetro, e poi mi fa rimbalzare avanti di nuovo. Mi riporta al terzo piano della casa dove sono cresciuto e poi come un film accelerato mi riporta qui a guardare l’aura attorno al lampione acceso nel buio della notte.
Poco fa rileggevo l’ultimo post che ho scritto, sotto ogni post compaiono i post correlati, vengono scelti in modo automatico, e ho iniziato a navigarci un po’ come si faceva un tempo nelle note dei libri, o come si fa oggi su Wikipedia, sono così arrivato a leggerne uno vecchio del 2008: ….parentesi e scrivere…...
Rileggerlo dopo così tanto tempo è stato strano, ricordo ancora chi mi disse “pensa meno” e chi “se deve essere sarà”, e mi fa sorridere l’idea di dove sia andato il rapporto che avevo ho con l’una e l’altra persona. In modo imprevedibilmente prevedibile in ogni suo aspetto.
Ricordo anche chi dialogò con me:
“Hai scritto di lei?”
“Si, molto”
“Hai scritto in passato cosa provi per lei? Perché stai bene con lei?”
“Si, certo.”
“E se lo rileggi ora? Sei ancora d’accordo con quanto hai scritto?”
E se lo rileggo oggi sono ancora d’accordo.

Scrivevo “Credo sia quando si riesce a scrivere un concetto e rileggerlo dopo settimane, mesi, anni che si da a se stessi (e agli altri) prova di aver scelto, di essere, di credere.” lo credo ancora, e credo ancora nelle cose che scrivevo allora.
Ed è una bella consapevolezza rileggere dopo anni che anche ciò che nel breve tempo sembrava incoerenza nel lungo termine risulta una linea continua senza interruzioni, ciò che sembravano parentesi sono in realtà le virgole tra una semi frase ed un altra, ciò che sembra un punto semplicemente un istante per sottolineare l’importanza di una frase, ciò che sembra una andata a capo solo la coerenza di un discorso più ampio.

Set 192014
 

Ancora una volta inizierò scrivendo “è da molto che non scrivo qui”, e mi chiedo anche perché mi ritrovo a farlo. Negli anni ho raggiunto la convinzione che scrivere un blog sia privo di senso a meno che lo scopo non sia professionale, di autopromozione o simili. Ti chiedi “a chi può interessare leggere ciò che scrivo?”.
Negli ultimi mesi sono cambiate molte cose, cose perse, cose trovate, cose ritrovate. E persone.

La prima cosa ritrovata, perché è più bello parlare di quel che si trova che di quel che si lascia, è la voglia di scrivere, e la motivazione soprattutto. Scrivere.
Per un paio mesi ho lavorato ad un progetto che avevo in mente da anni ma che non ero mai stato in grado di scrivere, ne è uscito un romanzo breve.
Credo sia un po’ strano, particolare, non so giudicare se bello.
Anni fa dopo aver pubblicato Contrapposizioni avevo fatto una promessa, avevo promesso ad una mia insegnante di Italiano di avvisarla qualora avessi “prodotto” qualcosa di nuovo.
Non è stato facile rintracciarla dopo tanti anni.

Rintracciarla però è stato un tuffo in un mondo vecchio e nuovo. Mi aspettavo di incontrarmi davanti una signora dall’aspetto più anziano di quanto è stato nella realtà, mi aspettavo di entrare in una casa piena di cultura e così è stato, tra mobili di pregio, quadri, e infiniti soprammobili con riferimenti alla storia e alla letteratura.
Mi sono trovato davanti una donna come ricordavo essere quella donna, quella di cui tutti avrebbero riconosciuto il rumore dei passi nel corridoio. Fiera e forte e dolce al contempo.

Il tuffo più forte, al cuore, è stato quando mi ha porto la sua copia di Contrapposizioni con le pieghe agli angoli delle pagine delle poesie che preferisce, il suo raccontarmi che lo tiene nel comodino, ed ogni tanto lo rilegge, ed ogni volta che lo rilegge le da emozioni diverse e lo interpreta diversamente.
Uno scopo raggiunto nella mia idea di scrittura in quel libro.
Un tuffo più forte quando mi ha porto una copia di un giornale con un mio racconto, un giornale che non ricordavo neppure fosse mai stato edito, un giornale che neppure io ho.

E mi sono chiesto ancora “a chi può interessare leggere ciò che scrivo?” non lo so. E forse non deve neppure interessarmi troppo. Forse la vera domanda è “per chi scrivo?” non darò una risposta pubblica ne univoca questa domanda, ma questo è il motore che fa si che abbia senso farlo.
Che sia per l’arte, che sia per te che stai leggendo, che sia per qualcuno che mai leggerà ciò che serve per scrivere è un motore e nulla che possa uccidere la motivazione.

Pubblicare non so se farlo ancora o no, importa più scrivere che pubblicare, non puoi pubblicare ciò che non scrivi, che ti tieni dentro, che soffochi, che lasci morire dentro.

E poi quando scrivi, quando vivi, quando affronti il mondo con la faccia pulita di chi guarda al futuro con curiosità e fiducia le cose vanno, le cose tornano, i mondi cambiano. Incontrare una persona che non vedevi, sentivi, incontravi da anni, troppi anni.
Trovare la foto di uno sguardo che non riesci a non continuare guardare, che non riesci a guardare senza che il cuore acceleri come, parlare con quello sguardo, non nella mente ma con la voce. Accorgersi che il tempo dilatato dell’assenza si può comprimere ed il tempo essere come pochi istanti dopo di un altra foto di quando avevi quattordici anni.

So che scriverò ancora perché la testa è piena di idee, so che vivrò ancora perché la testa è piena di sogni, so che correrò ancora perché le gambe, i piedi l’intero corpo non vedono l’ora di uscire da questo tepore delle coperte.

Il mondo va, il mondo viene, e nel mondo noi andiamo e veniamo e ci muoviamo e nuotiamo.
E il tempo scorre, non torna mai indietro, e il tempo scorre e talvolta il passato acquista significati che prima non aveva e da un significato ad un futuro che prima non si vedeva all’orizzonte.

Set 052010
 

Il mio mondo di scrivere è cambiato, si il mondo non il modo.
Accorgermene è stato quasi improvviso, quasi in quanto in realtà sotto sotto me ne stavo accorgendo da anni.

Ho scritto diversi libri, quelli che ho completato sono tutti di Poesia. Ho pubblicato “Contrapposizioni” che in quel momento era il meglio di ciò che avevo ma che pecca a tratti dei difetti della gioventù, ho tentato poi di pubblicare “Ritratti” che nonostante sia ormai datato a rileggerlo mi emoziona ancora, è ricco di citazioni, cita ognuno degli altri libri che ho scritto e mai pubblicato, contenine significati più o meno nascosti nei meandri delle frasi, come e meglio di “Contrapposizioni“, e soprattutto contiene tanto, tanto me. Ho cercato di pubblicarlo ma ho avuto solo problemi, tanto da dovermi rivolgere ad avvocati. Ci proverò ancora, lo so già,
Poi… finito ritratti ho cominciato a dire che scrivo poco, che non scrivo più. Ho scritto altre poesie ma in modo inorganico, ne ho scritte alcune che sono tra le più belle che ho scritto, sono riuscito a esprimere concetti che volevo esprimere da anni ma… la poesia stava calando.

Scrivere è un po’ come l’amore, quando sei adolescente ami con un intensità, un calore, una forza innate, non esiste che l’amore nasca nei meandri della mente e si insinui, l’amore quando sei adolescente arriva come un tram in corsa e ti colpisce portandoti via in un istante e poi… e poi chissà spesso lo perdi alla prima fermata, o ti perde lui. Col passare del tempo l’amore cambia, non è meno intenso, è solo diverso, l’amore quando cresci un po’ comincia ad essere meno impetuoso ma più stabile, non ci sono giorni in cui ami alla follia e giorni in cui non ami affatto, ci sono giorni in cui ami, ami sempre non ci sono più i giorni in cui ti strappi l’anima ma non ci sono neppure quelli in cui lasceresti perdere tutto per una discussione.
Controlli di più le sensazioni e apprezzi di Continue reading »

Ago 042010
 

Come da oggetto Contrapposizioni è su google libri!!

Set 222009
 

Scrivere per me è come camminare, passo passo, come viaggiare.
Inizia un progetto, anzi no, inizia un passo che può essere una poesia, un racconto, una singola frase, e poi intravedo il secondo, non lo vedo, non so come sarà ma lo intravedo, talvolta ne intravedo diversi altri.
E mi incammino.
Ad un certo punto mi trovo talvolta, non sempre, a conoscere la meta dove arriverò, ma mai la strada, solo qualche passo, i prossimi passi.
Una volta scrissi una frase, parlava di un uomo che fuggiva immobile da un albero, ci vollero sette anni per raggiungere la meta e completare quell’idea, tre per capire dove sarebbe andata a parare.
Passo passo,
passo passo.
Un giorno mi venne in Continue reading »

Ago 022009
 

Bologna
25/05/2004

È ancora fermo a quell’ora
l’orologio della stazione.
Quando la gente saliva sul proprio sogno,
per un viaggio che non era l’ultimo
ne il più bello forse,
ma era il loro,
la vita.
Persone immerse nella routine,
tristi,
felici,
amanti,
piccoli infanti.
Ed ora sono un ora,
una crepa in un muro
coperte da torri lontane
da persone non nostre che ci fanno pensare più che loro.

(Da “Contrapposizioni” – Stefano Giolo – Il Filo Edizioni)

ANTONELLA CECI anni 19
ANGELA MARINO ” 23
LEO LUCA MARINO ” 24
DOMENICA MARINO ” 26
ERRICA FRIGERIO IN DIOMEDE FRESA ” 57
VITO DIOMEDE FRESA ” 62
CESARE FRANCESCO DIOMEDE FRESA ” 14
ANNA MARIA BOSIO IN MAURI ” 28
CARLO MAURI ” 32
LUCA MAURI ” 6
ECKHARDT MADER ” 14
MARGRET ROHRS IN MADER ” 39
KAI MADER ” 8
SONIA BURRI ” 7
PATRIZIA MESSINEO ” 18
SILVANA SERRAVALLI IN BARBERA ” 34
MANUELA GALLON ” 11
NATALIA AGOSTINI IN GALLON ” 40
MARINA ANTONELLA TROLESE ” 16
ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE ” 51
ROBERTO DE MARCHI ” 21
ELISABETTA MANEA VED. DE MARCHI ” 60
ELEONORA GERACI IN VACCARO ” 46
VITTORIO VACCARO ” 24
VELIA CARLI IN LAURO ” 50
SALVATORE LAURO ” 57
PAOLO ZECCHI ” 23
VIVIANA BUGAMELLI IN ZECCHI ” 23
CATHERINE HELEN MITCHELL ” 22
JOHN ANDREW KOLPINSKI ” 22
ANGELA FRESU ” 3
MARIA FRESU ” 24
LOREDANA MOLINA IN SACRATI ” 44
ANGELICA TARSI ” 72
KATIA BERTASI ” 34
MIRELLA FORNASARI ” 36
EURIDIA BERGIANTI ” 49
NILLA NATALI ” 25
FRANCA DALL’OLIO ” 20
RITA VERDE ” 23
FLAVIA CASADEI ” 18
GIUSEPPE PATRUNO ” 18
ROSSELLA MARCEDDU ” 19
DAVIDE CAPRIOLI ” 20
VITO ALES ” 20
IWAO SEKIGUCHI ” 20
BRIGITTE DROUHARD ” 21
ROBERTO PROCELLI ” 21
MAURO ALGANON ” 22
MARIA ANGELA MARANGON ” 22
VERDIANA BIVONA ” 22
FRANCESCO GOMEZ MARTINEZ ” 23
MAURO DI VITTORIO ” 24
SERGIO SECCI ” 24
ROBERTO GAIOLA ” 25
ANGELO PRIORE ” 26
ONOFRIO ZAPPALA’ ” 27
PIO CARMINE REMOLLINO ” 31
GAETANO RODA ” 31
ANTONINO DI PAOLA ” 32
MIRCO CASTELLARO ” 33
NAZZARENO BASSO ” 33
VINCENZO PETTENI ” 34
SALVATORE SEMINARA ” 34
CARLA GOZZI ” 36
UMBERTO LUGLI ” 38
FAUSTO VENTURI ” 38
ARGEO BONORA ” 42
FRANCESCO BETTI ” 44
MARIO SICA ” 44
PIER FRANCESCO LAURENTI ” 44
PAOLINO BIANCHI ” 50
VINCENZINA SALA IN ZANETTI ” 50
BERTA EBNER ” 50
VINCENZO LANCONELLI ” 51
LINA FERRETTI IN MANNOCCI ” 53
ROMEO RUOZI ” 54
AMORVENO MARZAGALLI ” 54
ANTONIO FRANCESCO LASCALA ” 56
ROSINA BARBARO IN MONTANI ” 58
IRENE BRETON IN BOUDOUBAN ” 61
PIETRO GALASSI ” 66
LIDIA OLLA IN CARDILLO ” 67
MARIA IDRIA AVATI ” 80
ANTONIO MONTANARI ” 86

Non sapevo se inserire questa poesia come sezione “Poesia” o “Polemipolitica”, ho scelto la seconda, e poi chi ha orecchi da intendere intenda, nel 2004 quando è stata scritta il ricordo della critica che contiene era più vivo di oggi, oggi resta soprattutto il resto, il ricordo delle persone, delle vite, di quelle persone, di quei ragazzi, di quei bambini.

Set 172008
 

Mi ha chiamato la mia vecchia casa editrice e il mio libro non è in vendita, per fortuna è stato solo un errore del sito.

© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Privacy Policy Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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