Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Complottismo e Anticomplottismo

Negli ultimi anni, l’espansione di Internet e la conseguente accelerazione e popolarizzazione dell’informazione ha cambiato il nostro mondo in diversi modi.

Umberto Eco aveva riassunto in una maniera quantomai efficace quanto stava accadendo, era il 10 giugno 2015 durante l’incontro con i giornalisti in occasione della laurea honoris causa in Comunicazione e cultura dei media conferitagli dall’Università di Torino, parlava di Twitter ma in generale dei social media

…dà diritto di parola a legioni di imbecilli, i quali prima parlavano solo al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la società. […] Sono della gente che di solito veniva messa a tacere dai compagni […] e che adesso invece ha lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. […] Credo che dopo un poco si crei una sindrome di scetticismo, la gente non crederà più a quello che gli dice Twitter.



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La salute scende in piazza: 07 Aprile 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, fondata il 22 luglio 1946 ma entrata in vigore il 7 aprile 1948 promuove ogni anno in questa data la giornata mondiale della salute. Il SISM (Segretariato Italiano Studenti in Medicina) organizza per l’occasione l’evento La Salute scende in Piazza in tutte le principali città Italiane, quest’anno sarà presente anche a Verona in Piazza Bra e saranno presenti tra le altre associazioni anche il CICAP Veneto. Con un banchetto di informazione medica, nello specifico questo banchetto viene realizzato da un piccolo gruppo del CICAP Veneto che sta organizzandosi per fondare una sezione Veronese dell’associazione.

Alcuni degli argomenti che verranno trattati dalle varie associazioni saranno:

  • Donazione di sangue ed emoderivati o degli organi;
  • Diabete e i rischi cardiovascolari;
  • Cancro;
  • Disinformazione in ambito medico-scientifico.


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Incontrare il passato

Molte delle persone che mi conoscono, soprattutto quelle che mi conoscono meno probabilmente, mi conoscono per la mia passione per la montagna e per quella per la scienza. Ho raccontato raramente da dove queste due passioni vengano, ho raccontato spesso che venissero dallo scoutismo, talvolta che venissero da mio padre. Tutto questo è vero. Non posso dire che non sia così. Ma prima di questo c’è un signora nella mia vita che mi ha dato un imprinting tutto speciale, prima che arrivasse lo scoutismo, probabilmente prima che arrivassero i ricordi.
Quando ero molto piccolo, non saprei dire quanto, mio padre mi portava a camminare in montagna, ricordo poche cose, ricordo il Carega, l’Altissimo, ricordo la Val di Rabbi ed una giornata di pioggia sul percorso dei laghi da quelle parti, ricordo l’acqua ferrugginosa ma soprattutto ricordo una signora, un’amica di famiglia che camminava con me.

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Kurt Vonnegut, consigli per scrivere racconti e scrivere con stile

  1. Usa il tempo di un perfetto sconosciuto in modo tale che lui o lei non sentirà che il tempo è stato perso.
  2. Dai al lettore almeno un personaggio per il quale possa fare il tifo.
  3. Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche fosse solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una delle due cose: rivelare il personaggio o anticipare l’azione.
  5. Inizia il più vicino possibile al finale.
  6. Sii un sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi protagonisti, fai accadere loro cose terribili – in modo tale che il lettore possa vedere di cosa sono fatti.
  7. Scrivi per accontentare solo una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, tanto per dire, la tua storia prenderà la polmonite.
  8. Dai al tuo lettore più informazioni possibili e il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una così completa comprensione di ciò che sta succedendo, dove e perché, che potrebbero finire la storia da sé, gli scarafaggi dovrebbero mangiare le ultime pagine.


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Una rivoluzione immaginaria

Una rivoluzione immaginaria

Riflettevo su questa cosa ancora anni fa, avevo un età in cui ci si sente destinati a cambiare il mondo, in cui ci si sente di poter essere “la persona diversa”, quella intelligente, quella che può fare la differenza. Mi guardavo attorno e pensavo a come generazioni di giovani abbiano nel tempo cambiato o quantomeno provato a cambiare il mondo. Penso alle generazioni che negli anni 70 hanno creato fermenti che anche in una nazione piccola come l’Italia hanno cambiato l’istruzione, lasciamo perdere se nel meglio o nel peggio, al fermento artistico che univa poesia a musica a pittura a performance artistiche, alle comuni in cui musicisti di estrazioni diverse contribuivano a vicenda a creare opere di altri senza pensare ai guadagni, tornando indietro alle generazioni che hanno combattuto per la patria con o senza fucile in mano, quelli che hanno contribuito alle ricostruzioni.

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Racconti

Mathilde

La sua infanzia non fu delle più felici, non che le mancassero gli affetti, i giochi, gli amici, non che la sua famiglia fosse particolarmente povera o disattenta, la causa scatenante fu certamente un evento della durata di poco più di quindici minuti, una frazione di questi quindici minuti durata forse non più di dieci. Una visione sola di un solo istante e di nuovo tutto ciò che ci sta attorno dilatato nuovamente in quello che significavano quei quindici minuti ed infine verso tutto il resto della vita a partire dal centro del tempo, del corpo, dell’energia, dal centro dello stomaco. La sua nascita fu semplice e veloce e in breve si trovò tra le braccia di una mamma medio borghese e di cultura abbastanza alta e quelle di un padre altrettanto medio borghese ma di una cultura ben più elevata, una famiglia ricca sia del tempo che delle sostanze, una famiglia accogliente e di sani principi, quasi da film americano.

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L’inconsolabile Orfeo di Pavese

Il sesso, l’ebbrezza e il sangue richiamarono sempre il mondo
sotterraneo e promisero a più d’uno beatitudini ctonie. Ma il tracio
Orfeo, cantore, viandante nell’Ade e vittima lacerata come lo stesso
Dionisio, valse di più.(Parlano Orfeo e Bacca).

Orfeo: E’ andata così. Salivamo il sentiero tra il bosco delle ombre. Erano già lontani Cocito, lo Stige, la barca, i lamenti. S’intravvedeva sulle foglie il barlume del cielo. Mi sentivo alle spalle il fruscìo del suo passo. Ma io ero ancora laggiù e avevo addosso quel freddo. Pensavo che un giorno avrei dovuto tornarci, che ciò ch’è stato sarà ancora. Pensavo alla vita con lei, com’era prima; che un’altra volta sarebbe finita. Ciò ch’è stato sarà. Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue.

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Lettera da capo scout a capo scout


Nota del 01/02/2016:
Questo post sta acquistando una inaspettata notorietà e la quantità di visite che riceve è in fortissimo aumento, ci tengo a specificare che tale riflessione è indirizzata ai capi facenti parte dell’associazione Agesci ma non all’istituzione Agesci che come tale non credo possa ad oggi schierarsi pubblicamente su questi temi senza una discussione interna. Non vuole per tanto essere sprono per chi sostiene campagne denigratorie nei confronti della stessa, ma tuttalpiù per chi ne promuova una discussione interna che non passi dai media.
Ringrazio per i commenti ricevuti (che non pubblicherò per evitare l’alimentazione di polemiche) nel bene e nel male e ricordo a chi mi accusa di mantenere l’anonimato che in questo blog non ho mai nascosto il mio nome, e vi si trovano agevolmente le mie generalità.

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Racconti

Andate e ritorni

Ancora una volta inizierò scrivendo “è da molto che non scrivo qui”, e mi chiedo anche perché mi ritrovo a farlo. Negli anni ho raggiunto la convinzione che scrivere un blog sia privo di senso a meno che lo scopo non sia professionale, di autopromozione o simili. Ti chiedi “a chi può interessare leggere ciò che scrivo?”.
Negli ultimi mesi sono cambiate molte cose, cose perse, cose trovate, cose ritrovate. E persone.

La prima cosa ritrovata, perché è più bello parlare di quel che si trova che di quel che si lascia, è la voglia di scrivere, e la motivazione soprattutto. Scrivere.
Per un paio mesi ho lavorato ad un progetto che avevo in mente da anni ma che non ero mai stato in grado di scrivere, ne è uscito un romanzo breve.
Credo sia un po’ strano, particolare, non so giudicare se bello.
Anni fa dopo aver pubblicato Contrapposizioni avevo fatto una promessa, avevo promesso ad una mia insegnante di Italiano di avvisarla qualora avessi “prodotto” qualcosa di nuovo.

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Perchè ho smesso di scrivere

In questi giorni mi sono interrogato sul mio scrivere, anzi per l’esattezza sul mio non scrivere.
Perché non scrivo?
Non sento più il bisogno di scrivere?
Talvolta si, ma è ciò che vorrei scrivere a bloccarmi, o meglio chi leggerebbe e non trovo sensato scrivere solo per me, perché ciò che è scritto lo è per essere letto.
La vita è più frenetica, il tempo è meno, vivere da soli ti lascia determinate libertà ma contemporaneamente ti porta via molti tempi morti un tempo utilizzabili per creare, scrivere, comporre, suonare.
L’età fa calare determinati impeti letterari ma neppure questa ne è la causa.
Un tempo la mia vita era più “tumultuosa” come quella di ogni adolescente o ragazzo e amavo creare “mondi” immaginari o pseudo reali ed applicarli alla realtà del momento, scrivere cose struggenti ed applicarle a realtà non necessariamente tali, scrivere racconti o pezzi poetici da psico killer e camuffarli da rabbia adolescenziale, scrivere di uno sguardo incontrato per strada come fosse l’amore di una vita, magari applicarlo ad uno sguardo di persona reale ma non necessariamente corrispondente per giustificare il mio scrivere d’un amore che in realtà non esisteva.

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Rottomi le balle dell'inaffidabilità del mondo ho deciso di rimettermi a studiare.

Ultimamente mi capita sempre più spesso di leggere articoli di giornale pseudo scientifici ricchi di castronerie antiscientifiche, mi capita di leggere di prodotti assurdi come la washball, il braccialetto power balance, le scie chimiche e altre amenità del genere.
Mi sono imbattuto pure in cose più pratica è più incidenti con la mia vita come gli anticalcare magnetici, su cui prima di comprare un prodotto ho deciso di informarmi sulla reale possibilità che esso funzioni e come autorevole risposta di un professore di chimica all’università di Bari ho avuto come risposta la non riproducibilità per via sperimentale del fenomeno, ossia l’attuale impossibilità di dare una risposta certa sull’effettivo funzionamento (la spiegazione è più complessa ma tralascerò, il riassunto è che non esiste un esperimento di laboratorio che dimostri che il prodotto funzioni al di là di ogni dubbio).

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Racconti

La Genesi. Dalla Bibbia secondo me.

In principio Dio creò il cielo e la terra.
Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: “Sia la luce!”.
E la luce fu.
Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.

E fu sera e fu mattina:  primo giorno.
Dio disse:  “Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”. Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento.
E così avvenne.
Dio chiamò il firmamento cielo.

E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Dio disse:  “Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto”. E così avvenne.
Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare.

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