Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

Salute Mentale

Giornata mondiale della salute mentale

Il 10 ottobre, dal 1992, è un giorno riconosciuto a livello internazionale per sensibilizzare le persone riguardo alla salute mentale.

Sono molte ancora le persone che considerano non malattie, le malattie mentali, che sull’argomento hanno poco altro da dire se non “non pensarci”, o “vai dallo psicologo? Vuol dire che sei matto?”. In qualche modo è naturale, sono spesso malattie poco visibili dall’esterno, è più facile considerare malattia qualcosa che fa venire bozzi sulla pelle, la febbre o reazioni del corpo visibili ma molte delle persone che ci circondano hanno invece problemi invisibili e delicati.

Per questo è importante capire che quei problemi sono reali, e comuni, che andare da uno psicologo o uno psichiatra non è una debolezza, al contrario richiede l’enorme forza di ammettere di avere bisogno di aiuto.

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Conoscenza

Giornata internazionale per l’accesso universale alle informazioni

Nell’ottobre 2019 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 28 settembre Giornata internazionale per l’accesso universale alle informazioni (IDUAI).

Perché non è così scontato che le informazioni siano facilmente e completamente fruibili alle persone. Perché alcune nazioni bloccano l’accesso, perché alcune popolazioni non hanno la possibilità economica, perché alcune persone non hanno la capacità cognitiva o tecnica.

Anche nella nostra nazione la libertà di stampa non è ai massimi mondiali (https://it.wikipedia.org/wiki/Indice_della_libert%C3%A0_di_stampa) e il nostro livello di alfabetizzazione (https://short.staipa.it/i4m3r) non aiuta alla capacità media di discernere tra informazioni e Fake News (https://short.staipa.it/fake).

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Il danno scolastico. La scuola progressista come macchina della disuguaglianza.

Il danno scolastico di Paola Mastrocola e Luca Ricolfi non è un libro semplice da spiegare. Si articola sulla tesi che il tentativo, forse idealmente buono, di rendere la scuola accessibile a tutti attraverso semplificazioni e diritti abbia al contrario fatto in modo da amplificare le differenze tra chi già prima di queste riforme veniva privilegiato e chi veniva tagliato fuori dalla società.

Gli autori sono due, Paola Mastrocola che è stata un’insegnante e che racconta come è cambiata negli anni la scuola dal suo punto di vista e Luca Ricolfi, sociologo, che alle sensazioni e gli aneddoti di Paola Mastrocola aggiunge la statistica e una misurazione più tecnico-scientifica allo scopo di dimostrare la tesi di partenza.

L’ho trovato un libro disarmante, a tratti destabilizzante per quanta lucidità esprime. Seppure non abbia apprezzato a pieno tutte le parti scritte da Paola Mastrocola perché a volte un po’ semplicistiche e limitate, Luca Ricolfi ha costruito attorno alla tesi una struttura di informazione e di dati difficilmente controvertibili.

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Fai da te le tue ricerche

Siamo ormai da tempo nell’era dell’informazione, la tecnologia permette di condividere il sapere in tempi estremamente ridotti, tutto corre e sembra sempre più alla portata di tutti farsi un’opinione, capire, studiare, scavare nella conoscenza e così sono tanti quelli che non si fidano, quelli che fanno da sé le proprie ricerche.

Il discrimine però tra fare queste ricerche in maniera accurata e farle in maniera superficiale però è spesso lo stesso discrimine tra scoprire una (probabile) verità e convincersi di una grande castroneria.

A questo punto come si fa a trovare informazioni affidabili e scartare informazioni inaffidabili in tutto il marasma di pro-cose, no-cose, complotti falsi, e complotti veri?

Ovviamente non ci sono metodi certi, anche il più esperto dei ricercatori della rete, come dei ricercatori di qualunque campo, può cadere in errore.

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Le domande semplici

Il mondo in cui viviamo si è velocemente riempito di tecnologia. Da una parte chi l’ha vista nascere e crescere in età adulta ne è spesso spaventato, dall’altra chi è cresciuto dopo l’avvento di tutte queste novità ha la netta impressione che siano la normalità e non si interroga più di tanto su che cosa ci sia dietro. Forse i più fortunati sono quelli della mia generazione, quelli che erano adolescenti quando c’è stata l’esplosione e hanno potuto vederla crescere cavalcandone i pro e i contro.

Gli appartenenti al primo gruppo, quello che per il secondo sono i boomer, restano spesso immobili con un uso superficiale della tecnologia e con l’idea che il secondo gruppo, quelli che chiamano i nativi digitali sia l’unico in grado di capirci qualcosa e padroneggiarla. La verità probabilmente è che entrambi fanno lo stesso genere di errore che io ho sempre chiamato non leggere il libretto delle istruzioni.

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Complottismo e Anticomplottismo

Negli ultimi anni, l’espansione di Internet e la conseguente accelerazione e popolarizzazione dell’informazione ha cambiato il nostro mondo in diversi modi.

Umberto Eco aveva riassunto in una maniera quantomai efficace quanto stava accadendo, era il 10 giugno 2015 durante l’incontro con i giornalisti in occasione della laurea honoris causa in Comunicazione e cultura dei media conferitagli dall’Università di Torino, parlava di Twitter ma in generale dei social media

…dà diritto di parola a legioni di imbecilli, i quali prima parlavano solo al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la società. […] Sono della gente che di solito veniva messa a tacere dai compagni […] e che adesso invece ha lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. […] Credo che dopo un poco si crei una sindrome di scetticismo, la gente non crederà più a quello che gli dice Twitter.



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La salute scende in piazza: 07 Aprile 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, fondata il 22 luglio 1946 ma entrata in vigore il 7 aprile 1948 promuove ogni anno in questa data la giornata mondiale della salute. Il SISM (Segretariato Italiano Studenti in Medicina) organizza per l’occasione l’evento La Salute scende in Piazza in tutte le principali città Italiane, quest’anno sarà presente anche a Verona in Piazza Bra e saranno presenti tra le altre associazioni anche il CICAP Veneto. Con un banchetto di informazione medica, nello specifico questo banchetto viene realizzato da un piccolo gruppo del CICAP Veneto che sta organizzandosi per fondare una sezione Veronese dell’associazione.

Alcuni degli argomenti che verranno trattati dalle varie associazioni saranno:

  • Donazione di sangue ed emoderivati o degli organi;
  • Diabete e i rischi cardiovascolari;
  • Cancro;
  • Disinformazione in ambito medico-scientifico.


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Incontrare il passato

Molte delle persone che mi conoscono, soprattutto quelle che mi conoscono meno probabilmente, mi conoscono per la mia passione per la montagna e per quella per la scienza. Ho raccontato raramente da dove queste due passioni vengano, ho raccontato spesso che venissero dallo scoutismo, talvolta che venissero da mio padre. Tutto questo è vero. Non posso dire che non sia così. Ma prima di questo c’è un signora nella mia vita che mi ha dato un imprinting tutto speciale, prima che arrivasse lo scoutismo, probabilmente prima che arrivassero i ricordi.
Quando ero molto piccolo, non saprei dire quanto, mio padre mi portava a camminare in montagna, ricordo poche cose, ricordo il Carega, l’Altissimo, ricordo la Val di Rabbi ed una giornata di pioggia sul percorso dei laghi da quelle parti, ricordo l’acqua ferrugginosa ma soprattutto ricordo una signora, un’amica di famiglia che camminava con me.

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Kurt Vonnegut, consigli per scrivere racconti e scrivere con stile

  1. Usa il tempo di un perfetto sconosciuto in modo tale che lui o lei non sentirà che il tempo è stato perso.
  2. Dai al lettore almeno un personaggio per il quale possa fare il tifo.
  3. Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche fosse solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una delle due cose: rivelare il personaggio o anticipare l’azione.
  5. Inizia il più vicino possibile al finale.
  6. Sii un sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi protagonisti, fai accadere loro cose terribili – in modo tale che il lettore possa vedere di cosa sono fatti.
  7. Scrivi per accontentare solo una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, tanto per dire, la tua storia prenderà la polmonite.
  8. Dai al tuo lettore più informazioni possibili e il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una così completa comprensione di ciò che sta succedendo, dove e perché, che potrebbero finire la storia da sé, gli scarafaggi dovrebbero mangiare le ultime pagine.


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Una rivoluzione immaginaria

Una rivoluzione immaginaria

Riflettevo su questa cosa ancora anni fa, avevo un età in cui ci si sente destinati a cambiare il mondo, in cui ci si sente di poter essere “la persona diversa”, quella intelligente, quella che può fare la differenza. Mi guardavo attorno e pensavo a come generazioni di giovani abbiano nel tempo cambiato o quantomeno provato a cambiare il mondo. Penso alle generazioni che negli anni 70 hanno creato fermenti che anche in una nazione piccola come l’Italia hanno cambiato l’istruzione, lasciamo perdere se nel meglio o nel peggio, al fermento artistico che univa poesia a musica a pittura a performance artistiche, alle comuni in cui musicisti di estrazioni diverse contribuivano a vicenda a creare opere di altri senza pensare ai guadagni, tornando indietro alle generazioni che hanno combattuto per la patria con o senza fucile in mano, quelli che hanno contribuito alle ricostruzioni.

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Racconti

Mathilde

La sua infanzia non fu delle più felici, non che le mancassero gli affetti, i giochi, gli amici, non che la sua famiglia fosse particolarmente povera o disattenta, la causa scatenante fu certamente un evento della durata di poco più di quindici minuti, una frazione di questi quindici minuti durata forse non più di dieci. Una visione sola di un solo istante e di nuovo tutto ciò che ci sta attorno dilatato nuovamente in quello che significavano quei quindici minuti ed infine verso tutto il resto della vita a partire dal centro del tempo, del corpo, dell’energia, dal centro dello stomaco. La sua nascita fu semplice e veloce e in breve si trovò tra le braccia di una mamma medio borghese e di cultura abbastanza alta e quelle di un padre altrettanto medio borghese ma di una cultura ben più elevata, una famiglia ricca sia del tempo che delle sostanze, una famiglia accogliente e di sani principi, quasi da film americano.

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L’inconsolabile Orfeo di Pavese

Il sesso, l’ebbrezza e il sangue richiamarono sempre il mondo
sotterraneo e promisero a più d’uno beatitudini ctonie. Ma il tracio
Orfeo, cantore, viandante nell’Ade e vittima lacerata come lo stesso
Dionisio, valse di più.(Parlano Orfeo e Bacca).

Orfeo: E’ andata così. Salivamo il sentiero tra il bosco delle ombre. Erano già lontani Cocito, lo Stige, la barca, i lamenti. S’intravvedeva sulle foglie il barlume del cielo. Mi sentivo alle spalle il fruscìo del suo passo. Ma io ero ancora laggiù e avevo addosso quel freddo. Pensavo che un giorno avrei dovuto tornarci, che ciò ch’è stato sarà ancora. Pensavo alla vita con lei, com’era prima; che un’altra volta sarebbe finita. Ciò ch’è stato sarà. Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue.

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