Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

Mussolini ha fatto anche cose buone

Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo” è un libro di Francesco Filippi. Un libro che vorrei stesse sulla scrivania di parecchie persone che conosco, ma che spero possa finire almeno su quelle delle altre.

Quante volte ci si sente raccontare le solite cose, la bonifica delle paludi, le pensioni, l’assistenza sanitaria, l’educazione fisica, il welfare, la cassa integrazione, i treni in orario, le grandi strade, le tasse basse, l’assenza di corruzione…

Il libro si apre con una delle affermazioni più famose di Joseph Goebbels, che fu il ministro della propaganda nazista

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte, e diventerà una verità

Joseph Goebbels

e prende in esame moltissime delle affermazioni tipiche sul fascismo spiegando punto per punto quali sono le cose che sono realmente realizzate dal duce, quali sono quelle di cui ha acquisito i meriti e quali gli sono state attribuite erroneamente.

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Nazisti Al Lucca Comics

E voi continuate a sentirvi assolti.

Non c’è nulla di strano negli ultimi tempi, ragazzate, poco altro. Paura di un ritorno al Fascismo e al Nazismo? No di certo, che vuoi che sia, sono tempi diversi, certe cose non possono tornare.
Ma dai, cosa interessa a me? Ci sono problemi più urgenti che pensare a quelli lì.

Settanta anni fa è stata in un indifferenza poco diversa che è salito al potere prima Benito Mussolini e successivamente Adolf Hitler, lo so il buonismo storico -e in questo caso non è il buonismo a cui fa riferimento una certa politica- fa sì che in Italia ci si dimentichi che Hitler per quanto divenuto più grande e più estremo ha preso spunto esattamente dal “nostro” Benito. Ma è così. Ed è per questo che in tutto il mondo gli autoritarismi di destra si chiamano Fascism e non Nazism. Ma è facile dimenticarlo quando il primo buonista a relativizzare è chi da del buonista agli altri in modo da rigirare la frittata della storia.

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Aquile Randagie

Aquile Randagie

Sono tante le storie che andrebbero conosciute e raccontate, che hanno qualcosa da insegnare a tutti anche a distanza di ottant’anni. Molte servono anche a ricordarci chi siamo, da dove siamo venuti, dove dovremmo andare. A ricordarci perché facciamo quello che facciamo.
Una di queste è la storia delle Aquile Randagie, un piccolo gruppo di scout che dopo il decreto del duce che chiudeva tutte le associazioni giovanili continuarono nelle loro attività.
Giocare? Andare nei boschi a dormire nelle tende? No.
Lasciare il mondo migliore di come lo avevano trovato, formare buoni cittadini liberi. Presero posizione e si opposero al fascismo aiutando ebrei e perseguitati dal nazifascismo ad oltrepassare il confine svizzero salvando vite a costo delle proprie. Morire pur di aiutare il prossimo.
Nel loro essere rivoluzionariamente pacifici arrivarono a fine guerra a preservare le vite dei nazifascisti stessi perché venissero mandati a giusto processo piuttosto che lasciarli linciare dalla folla inferocita; insegnandoci ancora una volta cosa significa amare il nostro prossimo.

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Harry Potter e il fascismo dilagante

Il primo libro di Harry Potter è uscito quando io ero grandino, nel 1998 (anno dell’uscita italiana) avevo sedici anni anni e troppa saccenza per leggere un libro per bambini. Molti della mia generazione e di quella che sta iniziando ora a votare, a partecipare alla vita politica e a fare la differenza nel mondo invece sono cresciuti con lui, da parte mia invece avevo giurato che non li avrei mai letti. Quest’anno tuttavia, una volta uscita la versione in audiolibro (https://goo.gl/62ZyA5 ) il mio voto è venuto meno e così ho appena terminato di ascoltarne l’ultimo capitolo.
Devo ammettere che se da un lato mi spiace non aver vissuto da bambino l’emozione una saga con un personaggio della mia età o quasi, non mi spiace affatto averne letto l’ultima parte da adulto. Alla fine sono comunque cresciuto con Tom Sawyer, Huckleberry Finn, i Goonnies e quello che c’era qualche anno prima ma la cosa che mancava a gran parte di questi era appunto la visione adulta del mondo.

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L’antifascismo ha fallito

Post modificato alle 20:30 del 29 luglio 2018

Siamo nel 2018, direte voi. Che senso ha parlare oggi di fascismo, di comunismo, di destra di sinistra, andiamo avanti e lasciamo perdere queste categorizzazioni, non esistono più i fascisti e i comunisti!
Vero. Verissimo, ma solo parzialmente. Di certo non può esistere una visione come era quella del comunismo, ne quella di un fascismo se presi dal punto di vista tecnico, economico e politico. Soprattutto non esiste, per forza di cose, la possibilità che si mettano in discussione la proprietà privata, il sacro stipendio di un lavoratore ne il successo dell’imprenditore.
Forse.
Per ora.
Ma se si parla di fascismo o antifascismo non si parla di questo. Al di là delle discipline economiche di cui per lo più queste parole si sono spogliate restano gli ideali. La visione dei diritti, della libertà.

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Bologna

Bologna
25/05/2004
(Da “Contrapposizioni” Stefano Giolo, Edizioni Il Filo)

È ancora fermo a quell’ora
l’orologio della stazione.
Quando la gente saliva sul proprio sogno,
per un viaggio che non era l’ultimo
né il più bello forse,
ma era il loro,
la vita.
Persone immerse nella routine,
tristi, §
felici,
amanti,
piccoli infanti.
Ed ora sono un ora,
una crepa in un muro
coperte da torri lontane
da persone non nostre che ci fanno pensare più che loro.

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