Staipa’s Blog

Esercizi di stile, poesie o urla.

In viaggio sul cammino di Santiago: Giorno 8

Da Torres del Río a Logroño

A volte la migliore musica è il silenzio, diciamo.

-Zucchero Fornaciari, Ghost Track di Miserere-

Oggi è stato un giorno di festa. E con questo intendo a partire da ieri alle 22. Festa grande a Torres del Río, con un magnifico palco di fronte alla finestra del nostro Albergue. Il momento più importante quello dalle 2 alle 5 di notte, fuochi di artificio, musica, danza, balli e soprattutto Despacito.

Partecipare alla festa ci è stato impossibile da dentro al sacco a pelo, irresistibile voglia di ballare e di invocare gli dei.

Durante la camminata credo che Cthulhu abbia voluto lasciarmi un segno per la mia devozione indicandoci il cammino con un nuovo simbolo che a tutti gli altri sembra sempre una conchiglia ma sono sicuro essere il suo ritratto.

Giunti a Viana la festa è continuata, questa volta con un piacevole corteo con bimbi ed enormi statue semoventi, in pieno pomeriggio come si conviene.

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Sulle persone che amano la montagna

Ci sono tre sport che amo in questo periodo. Ne ho fatti molti, più di quanti potrei ricordarmi cercando di fare un elenco in questo momento, non sono mai stato un patito di nessuno di questi, forse dell’atletica leggera a suo tempo. Gli sport che amo in questo periodo sono nell’ordine il running, la subacquea e il trekking. Ognuno ha il suo perché nell’economia della mia vita, ognuno ha il suo ruolo specifico.
Il running lo vivo come espressione massima di solitudine. Lo vivo così un po’ perché non sopporto molto di dover andare al ritmo di qualcun’altro che sia più o meno veloce di me. E non sopporto molto l’idea di costringere qualcun’altro al mio ritmo. Facendo running ho modo di pensare, di ragionare, di estraniarmi dalla realtà e osservando solo quei due metri che separano me dai prossimi tre passi lasciare fluire il tempo.

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Racconti

Mathilde

La sua infanzia non fu delle più felici, non che le mancassero gli affetti, i giochi, gli amici, non che la sua famiglia fosse particolarmente povera o disattenta, la causa scatenante fu certamente un evento della durata di poco più di quindici minuti, una frazione di questi quindici minuti durata forse non più di dieci. Una visione sola di un solo istante e di nuovo tutto ciò che ci sta attorno dilatato nuovamente in quello che significavano quei quindici minuti ed infine verso tutto il resto della vita a partire dal centro del tempo, del corpo, dell’energia, dal centro dello stomaco. La sua nascita fu semplice e veloce e in breve si trovò tra le braccia di una mamma medio borghese e di cultura abbastanza alta e quelle di un padre altrettanto medio borghese ma di una cultura ben più elevata, una famiglia ricca sia del tempo che delle sostanze, una famiglia accogliente e di sani principi, quasi da film americano.

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Vago

Guiderei ore questa notte
-nel nulla di un tutto-
senza meta.

Guiderei ore, chilometri verso un nulla
-come un tempo con te-
nel silenzio di strade non frequentate

Penso a te ad ogni matrimonio
-ancora-
come se ciò che resta irrisolto fosse risolvibile dal tempo
e navigo nel mondo senza un pezzo

Dopo ore a ridere bere e parlare al microfono
-Jolly della festa-
dopo ore a regalare sorrisi penso a te
sulla strada
nel silenzio
ancora
ancora
ancora

ancora

E guido senza accanto nessuno.

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L’inconsolabile Orfeo di Pavese

Il sesso, l’ebbrezza e il sangue richiamarono sempre il mondo
sotterraneo e promisero a più d’uno beatitudini ctonie. Ma il tracio
Orfeo, cantore, viandante nell’Ade e vittima lacerata come lo stesso
Dionisio, valse di più.(Parlano Orfeo e Bacca).

Orfeo: E’ andata così. Salivamo il sentiero tra il bosco delle ombre. Erano già lontani Cocito, lo Stige, la barca, i lamenti. S’intravvedeva sulle foglie il barlume del cielo. Mi sentivo alle spalle il fruscìo del suo passo. Ma io ero ancora laggiù e avevo addosso quel freddo. Pensavo che un giorno avrei dovuto tornarci, che ciò ch’è stato sarà ancora. Pensavo alla vita con lei, com’era prima; che un’altra volta sarebbe finita. Ciò ch’è stato sarà. Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue.

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Riflessione di Pasqua in Chiesa

A pasqua mi accorgo sempre di come le persone siano interessate alle feste religiose più in base all’emotività e alla moda che alla conoscenza reale di cosa sia la festa e della sua importanza nello specifico.

Non credo serva uno psicologo o un sociologo per spiegare come mai a Natale ci sia il triplo delle persone a messa rispetto a Pasqua nonostante Pasqua sia la festa Cristiana più importante dell’anno e Natale abbia un importanza relativa.
Tuttavia ogni anno è così, e credo che buona parte delle persone che considerano importante andare a messa a natale ma non ci vanno il resto dell’anno non sappiano neppure perché sia la Pasqua la festività cuore dell’anno liturgico.

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Del suo sorriso, della bellezza.

Avevi uno sguardo che avrebbe lasciato passare oltre ogni difetto, fisico o psicologico che fosse.
Avevi uno sguardo che avrebbe lasciato passare oltre ogni cosa che non fosse il mio cuore, o forse il cuore di chiunque abbia un minimo, infinitesimo gusto per la bellezza: la bellezza in genere, non i visi, le donne, non i paesaggi, non i tramonti estivi in lidi caraibici, la bellezza in genere, un ideale più alto.
Un sorriso di quelli che immagini sorridere anche quando chi lo porta sta piangendo, un sorriso che anche nel momento più drammatico avrebbe la capacità di farti pervadere da un senso di bene profondo.
Quel giorno ero ad una festa, difficilmente ricordo neppure cosa si festeggiasse, c’era molta gente e poca che si conoscesse ed in mezzo a tutta quella gente d’un tratto vidi un sorriso, uno di quelli che ti entrano dentro e poi non li puoi più scordare.


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Perché non ti ho fatto gli auguri.

Oggi è Natale, sto rispondendo a mille auguri e ne sto facendo pochi, molto pochi.
Probabilmente anche a te che stai leggendo non li ho fatti, e perché?
Credo, anzi sono certo che la gran maggioranza di chi augura un buon Natale auguri invece un buon natale: con la lettera minuscola. Sono convinto che la gran maggioranza auguri delle buone feste in genere, di passare dei bei giorni, di avere del bel calore familiare, e cose di questo genere.
Beh, tutto questo preferisco augurarlo all’ultimo dell’anno, a san Valentino, a qualche festa che non abbia alcun significato.
Se ti auguro un buon Natale lo auguro con Dio, auguro un momento per riprendere in mano la propria fede e rinnovarla. Auguro di “lasciare che il mondo di Dio entri nella nostra vita, e di credere che è possibile vivere in un modo diverso, più semplice, più evangelico” come mi ha scritto qualcuno poco fa.

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Pronti a partire per l'Abruzzo!

Sono giorni complessi, lunghi e difficili.
Questa settimana lavoro la notte da mezzanotte alle sette e le giornate sono stancanti, mercoledì alle 21 ero a Padova per una riunione dell’EPC Agesci del Veneto per organizzare la partenza per L’Aquila, a mezzanotte ero a lavoro, oggi dopo cinque ore di sonno in piedi ad organizzare la mia squadra e il viaggio assieme a Cristina di un’altra squadra con la quale partiremo, totale circa 25 telefonate in poche ore…
Il tempo di riposare ancora un po’, preparare i bagagli e di nuovo a lavoro… eccomi qua.
La situazione almeno è tranquilla.
Domani ultimi preparativi, festa di compleanno la sera e poi partenza alle



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Oktoberfest 2008 Monaco

Resoconto dettagliato e professionale della recente vacanza avvenuta:
Tutto ha inizio dal ristorante la Cascina alle ore 9 del mattino.
Dove tre loschi personaggi si intrufolano nella cucina chiusa per prendersi un caffè svegliamembra prima della partenza e delle taaaaaaante ore di viaggio.

Ma forse è i caso di presentare anche i tre protagonisti dell’avventura, Il capo (Walter), il cuoco (Andrea) e l’infiltrato (Stefano, successivamente citato anche come Io)

Il viaggio di andata è stato del tutto tranquillo, due ore di coda per lavori in corso, a parte e sette ore di viaggio invece di quattro e mezzo, giunti in albergo, un albergo stupendo, con letti comodi, e ampia finestra i tre partono per l’inquietante festiccciuola, ovviamente non prima di saluttare l’automobile che avrebbero rivisto solo per il ritorno!

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Scusino….

Avevo promesso ad alcuni un post Polemipolitico al vetriolo come da spirito originario del blog per questa sera.
Non me ne abbiate, ma uno studio di registrazione mi ha chiamato a sorpresa per registrare un paio di soli… manco avesi la reperibilità….

Ok…. vado a suonare.
Spero sia per un gruppo che faccia della bella musica…

A proposito… appuntamento domani alla Festa in Rosso, allo stand di Radio Popolare per il nostro quartetto!!
Ancora Giolo Sun, Giuliano, Matteo e Zampe Sun!

p.s. ricordo che io sono un mercenario, faccio musica non faccio Partitica
(si Politica si, lo so, ma non partitica. Non suono lì per le loro idee).

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