Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Ora

Oggi sono andato a correre. È stato strano. Mi sembrano secoli che non andavo a correre al tramonto, forse mi ricorda un po’ quella volta che al tramonto sono andato a camminare con lei, con i capelli del colore del sole, ma da quello sembrano passati millenni. C’era quell’atmosfera di freddo pungente che si contrappone al caldo del mio corpo e di caldo del mio corpo che si contrappone al freddo dentro. Una sensazione strana, mi ricorda di quella volta in cui sono stato investito.
Questo lo ricordo come fosse ieri. Sono sensazioni che difficilmente scivolano via dall’anima, te le porti dentro comunque vada.
Quel giorno credevo fosse uno come un’altro, avrei dovuto andare a correre il giorno dopo ma sarebbe stato un mese da che mi frequentavo con Lei. Avrei dovuto andare a correre il giorno dopo ma quel giorno non avevo di meglio da fare se non correre, sfogare il corpo e l’anima, tornare a casa, cucinare per Lei che mi avrebbe raggiunto più tardi.

Continua a leggere

La legge della conservazione del moto

La legge della conservazione del moto mi ha sempre affascinato. Una volta l’ho vista tatuata sul braccio di una ragazza e per qualche decina di minuti l’ho trovata una cosa affascinante, non tanto il fatto che fosse la legge della conservazione del moto ma il fatto che fosse una ragazza con tatuata una formula di fisica. Avrei voluto chiederle il perché l’avesse tatuata e forse sarebbe stato un ottimo modo di attaccare bottone ma fortunatamente qualcuno prima mi ha tolto di impiccio chiedendolo al mio posto. Lei la trovava una cosa particolarmente romantica, suo moroso studiava fisica e glie lo aveva proposto e la formula aveva un significato molto bello, solo che non lo sapeva spiegare. Prese il telefono e cercò su wikipedia per spiegarlo. Lo trovai molto romantico, un po’ come se mi tatuassi la faccia di Derek Shepherd perché mia morosa adora Grey’s Anatomy.

Continua a leggere

Incontrare il passato

Molte delle persone che mi conoscono, soprattutto quelle che mi conoscono meno probabilmente, mi conoscono per la mia passione per la montagna e per quella per la scienza. Ho raccontato raramente da dove queste due passioni vengano, ho raccontato spesso che venissero dallo scoutismo, talvolta che venissero da mio padre. Tutto questo è vero. Non posso dire che non sia così. Ma prima di questo c’è un signora nella mia vita che mi ha dato un imprinting tutto speciale, prima che arrivasse lo scoutismo, probabilmente prima che arrivassero i ricordi.
Quando ero molto piccolo, non saprei dire quanto, mio padre mi portava a camminare in montagna, ricordo poche cose, ricordo il Carega, l’Altissimo, ricordo la Val di Rabbi ed una giornata di pioggia sul percorso dei laghi da quelle parti, ricordo l’acqua ferrugginosa ma soprattutto ricordo una signora, un’amica di famiglia che camminava con me.

Continua a leggere

Il pensiero e la tascendenza visti come quarta dimensione

Mi sono sempre chiesto come esprimere il concetto di dimensioni fisiche aggiuntive a quelle che sperimentiamo quotidianamente, come spiegare a qualcuno di non avvezzo a tali teorie cosa possa essere una quarta dimensione o più. Lasciamo perdere come di consueto il fatto che una quarta dimensione, il tempo, la percepiamo ogni istante seppure non siamo in grado di interagirvi come con le altre e chiamiamo quarta una ulteriore “direzione” che non sia altezza, lunghezza o larghezza.
L’esempio classico che ho sempre usato è funzionale e semplice ma non permette di vivere in prima persona una rappresentazione di quarta dimensione, l’ho preso dalla spiegazione classica che viene fatta nella divulgazione scientifica, a partire da Stephen Hawking, passando per romanzi di fantascienza come Sfera di Michael Crichton al geniale Flatlandia di Edwin Abbott Abbott che ho già citato altre volte.

Continua a leggere

Alex pt2 (Umanità)

(Precedente: Alex pt1)

Non puoi capire come gli innesti cibernetici ti cambino fino a quando gli innesti cibernetici non ti hanno cambiato. Non puoi capire fino a che punto tutte quelle stronzate del fatto che ti facciano perdere umanità non siano affatto stronzate. Il primo innesto l’ho fatto quasi per gioco, per moda. Non avevo ancora i miei seguaci all’epoca ma ero entrato nel gruppo da poco. Ognuno di loro aveva la propria caratteristica speciale, che lo rendeva più minaccioso. Gli anni dei tatuaggi, dei piercing o delle creste in testa erano passati, cioè voglio dire tutti li avevano e non era più un segno di distinzione, era quasi conformismo almeno tra chi viveva nei bassifondi, gli innesti sottocutanei tradizionali erano anche questi roba passata. C’era chi si era fatto innestare un braccio bionico solo per il gusto di averlo e di essere più forte senza dover sostituire necessariamente un braccio non più funzionante, c’era chi si era fatto innestare mezza calotta cranica in acciaio a vista, chi denti in titanio affilati.

Continua a leggere

Il mago di Oz (La porta del paese delle meraviglie – Sequel)

Fu sul tragitto di quella strada,
su quei mattoni gialli che affrontai infine il destino che attendevo.
Fu quando scoprii il mago dietro al telo,
quando dietro al telo scoprii lo specchio che mostrava il mago.

Mi scoprii con un cilindro in mano,
mi scoprii con una mano nel cilindro,
ma non c’era pubblico a cui mostrarlo.

Mi scoprii il mago,
e il pubblico,
e tutto,
e nulla.

Tirai fuori la mano ma il coniglio era già fuggito.
Tirai fuori la mano e trovai un orologio rotto.
Il pubblico non applaudì.

Continua a leggere

Odore

Non accadde nulla quella sera.
Nulla che valga la pena raccontare.
Nulla che possa rimanere nella storia se non la tua inconsapevole scelta di portarmi a vedere un qualcosa che non sopporto.
Non vi fu nulla da tramandare ai posteri in un racconto, una poesia un ricordo vivido che abbia un senso scrivere su carta, non perché tu non valga, non perché tu non fossi bella, non perché qualcosa fosse andato male, semplicemente non accadde nulla.
Ci fu però l’odore della tua pelle, forse complice il caldo, forse complice la vicinanza fisica, forse complice il vento, o il silenzio o qualcos’altro che non so, o qualcos’altro ancora.
Ma c’era l’odore della tua pelle e attorno niente altro, non c’erano migliaia di persone, non c’erano nel cielo fuochi non c’erano le chiacchiere che facevo con qualcun’altro di cui neppure ricordo il nome, non c’era il rumore né il silenzio, né la presenza né l’assenza.

Continua a leggere

La porta del paese delle meraviglie – Epilogo

Il rumore che la maniglia produsse fu secco ma chiaro, sentii inizialmente la resistenza alla rotazione e poi dopo un lieve sforzo lo scatto ed il suono del blocco che usciva dallo stipite per lasciare libera lo specchio, la figura accanto a me stava facendo lo stesso e mentre aprivo la porta la vidi sia nel riflesso -finché mi fu possibile- che nella proiezione reale. Fu quando la osservai entrare nel nero del legno che vedevo dietro che mi accorsi che qualcosa non andava.
Il vetro si era staccato dal pannello di ebano ma non si aprì alcun passaggio, anzi, una parte si era rimasta lasciando una porta più piccola ancora chiusa.
Il cuore mi batté forte in gola forse per la prima volta in questo strano viaggio, batté forte da farmi sembrare di non essere più in grado di respirare, sentii la gola chiusa ed i peli sulla nuca mi si rizzarono mentre misi la mano sulla nuova maniglia che era spuntata.

Continua a leggere

Trailer di Romanzo

Finalmente dopo tempo sembra che “il motore sia ripartito”, e sto scrivendo parecchio. Probabilmente più di quanto abbia mai fatto ed in una forma che è decisamente diversa da quella di un tempo. Si cambia, si cresce, ed è bello.

Ho scritto un romanzo “Romanzo incompiuto“, che non so se davvero mai mi impegnerò a pubblicare, mi piace, si. Ma riconosco che c’è troppo “me” come fosse una contorta biografia immaginaria.
Le pochissime persone che me ne hanno dato un parere, tra le poche persone che lo hanno avuto in mano me ne hanno fatto dei complimenti che non ritengo del tutto sinceri, come a non avere il coraggio di dire il vero. Mi fa ridere perché proprio nel romanzo stesso parlo del fastidio dell’incapacità delle persone che ti vogliono bene di dirti davvero cosa pensano di cosa produci.

Continua a leggere

Il nostro ministro dell’istruzione e la sua ignoranza… (ma basterebbe il buon senso a volte)

Io mi deprimo all’idea che il nostro ministro dell’istruzione sia ignorante a questo punto, e soprattutto che si permetta di fare dichiarazioni su cose che non conosce vantandosi pure di assurdità..

“Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. ”

Dico… qualcuno ritiene credibile che tra il CERN a Ginevra e Il gran sasso in Abruzzo ci sia un tunnel scavato sotto terra? Dalla svizzera al centro Italia un tunnel?? Non lo sa che i neutrini vengono sparati attraverso la crosta terrestre e non vengono influenzati dalla materia se non in minima parte?

Per altro gli autori dell’esperimento suppongono di sbagliarsi e chiedono supporto alla comunità scientifica per aiutarli a dimostrare se vi sia un errore o se il dato sia reale, e a quel punto bisognerà vedere quanto cambierà se semplicemente sarà un allargamento della relatività co che cosa implicherà, di certo non la faciloneria di “possiamo andare più veloci della luce”.

Continua a leggere

Rottomi le balle dell'inaffidabilità del mondo ho deciso di rimettermi a studiare.

Ultimamente mi capita sempre più spesso di leggere articoli di giornale pseudo scientifici ricchi di castronerie antiscientifiche, mi capita di leggere di prodotti assurdi come la washball, il braccialetto power balance, le scie chimiche e altre amenità del genere.
Mi sono imbattuto pure in cose più pratica è più incidenti con la mia vita come gli anticalcare magnetici, su cui prima di comprare un prodotto ho deciso di informarmi sulla reale possibilità che esso funzioni e come autorevole risposta di un professore di chimica all’università di Bari ho avuto come risposta la non riproducibilità per via sperimentale del fenomeno, ossia l’attuale impossibilità di dare una risposta certa sull’effettivo funzionamento (la spiegazione è più complessa ma tralascerò, il riassunto è che non esiste un esperimento di laboratorio che dimostri che il prodotto funzioni al di là di ogni dubbio).

Continua a leggere

Il Credo del Fuffaro (sul complottismo)

Qui mi sono imbattuto in un interessante ed esaustivo elenco delle strategie più usate dai ciarlatani in generale e da quelli che bazzicano il web in particolare.
Ho pensato di riproporlo con qualche modifica per adattarlo a ciò che accade in forum e blog (l’originale si riferiva nello specifico all’ambiente dei newsgroup), in quanto veramente illuminante, anche perché quella che ho linkato è la versione italiana di una lista di fuffosità varia redatta inizialmente da un gruppo statunitense, a dimostrazione del fatto che tutto il mondo è paese: le regole che seguono, vi ricordano il comportamento di qualcuno, per purissimo caso?

Per essere un Fuffaro come si deve, è necessario seguire le seguenti norme:

1.

Preferite sempre la chiave di lettura cospirazionista rispetto alla chiave di lettura noiosamente banale: le spiegazioni naturali, come ad esempio che a Roswell sia caduto un pallone-sonda, sono per i sempliciotti e per le spie del governo.


Continua a leggere
Scroll Up

Questo sito usa cookies per fornirti la migliore esperienza. Se sei d'accordo clicca sul tasto 'Accetta cookies', altrimenti controlla la privacy cookies policy e scegli nel dettaglio.