Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Cos’è un Hacker e cosa un Cracker?

Come spesso accade le definizioni che vengono date nel giornalismo, e nelle fiction cinematografiche e televisive sono utilizzate con superficialità e senza informarsi realmente sul significato delle parole. Una di queste definizioni in particolare è quella di Hacker.

Quando l’informatica era ancora qualcosa di misterioso e di poco conosciuto (posto che realmente non lo sia più) gli informatici erano tutti visti come Hacker, e forse era l’unico periodo storico nel quale la parola Hacker non fosse usata a sproposito. Ma era un caso, perché Hacker e informatico non sono sinonimi, era quasi corretto solamente perché all’epoca quasi tutti gli informatici erano di fatto Hacker.
Anche l’idea che un Hacker debba avere a che fare con l’informatica, tuttavia, è essenzialmente sbagliata. Se all’epoca gli informatici erano di fatto Hacker, gli Hacker non erano necessariamente informatici.

Continua a leggere

Perché é necessaria un’educazione all’uso delle tecnologie

Il bisogno di una forte educazione all’uso delle tecnologie è un argomento che sostengo da ormai molto tempo. Non è solo questione di ignoranza o di stupidità, anzi non è quasi mai la causa principale (Stupidità e ignoranza non sono la causa. https://wp.me/pQMJM-1Zy). Il problema è essenzialmente che ci siamo dimenticati quanto sia importante imparare a usare uno strumento, prima di iniziare a usarlo.

Credo che tutti conoscano Corrado Augias: ha scritto 41 libri, ha ricevuto le onorificenze di grande ufficiale dell’ordine al merito e cavaliere di gran croce dell’ordine al merito dall’Italia e di cavaliere della legion d’onore dalla Francia. È stato autore di 14 programmi televisivi e di 6 spettacoli teatrali. Ha 86 anni, da 52 giornalista professionista ed è ancora ampiamente sulla piazza. Insomma, chiunque abbia dell’onestà intellettuale, contrariamente a chi lo sta prendendo in giro sui social, non può certo dire che sia uno stupido.

Continua a leggere

L’algoritmo di Google. L’algoritmo di Facebook. Ma cos’è l’algoritmo?

Nel giornalismo o nel complottismo si sente spesso parlare di cose come l’algoritmo. Si parla dell’algoritmo di Facebook, che potrebbe a seconda dell’occasione inviarci le pubblicità che più ci colpiscono, o renderci dipendenti dai social o peggio controllare le nostre menti. Si parla dell’algoritmo di Google, che saprebbe tutto di noi, dove siamo, quali interessi abbiamo, tutti i nostri reconditi segreti. Ho letto dell’algoritmo che diffonde il sovranismo, lavoratori comandati da algoritmi, politici che usano meglio di altri gli algoritmi, algoritmi per scovare gli evasori, algoritmi per scrivere il proprio curriculum, Facebook che cambia algoritmi per oscurare pagine politiche. In questi giorni ho sentito parlare del fatto che i nuovi vaccini siano stati sviluppati da algoritmi e di un algoritmo che sceglierà in che ordine vaccinarci.

Continua a leggere

T-Shirt Radical Chic

I buonisti, Bibbiano e la Sea Watch

Un paio di giorni fa ho condiviso su Facebook un articolo che ho trovato interessante dal sito Linkiesta. Il titolo, decisamente provocatorio, era “Due americani hanno ammazzato un buonista. E voi razzisti avete perso un’altra occasione per stare zitti” (link: https://tinyurl.com/y4mdugnd poi rimosso da www.linkiesta.it/). Avevo trovato molto buono il titolo, nonostante apparentemente offensivo perché aveva la capacità di mettere in cortocircuito il cervello di buona parte dei lettori. Un po’ per le stesse ragioni per cui probabilmente tu stai leggendo questo articolo. “I buonisti, Bibbiano e la Sea Watch” mi aspetto che attiri chi mi conosce che penserà mi si sia fuso il cervello e chi non mi conosce che sarà pronto a scagliarsi contro una a caso delle fazioni che oggi dividono il mercato della comunicazione di massa.

Continua a leggere

Chi sta facendo la guerra santa?

Da un po’ non capita che qui io scriva di politica, il titolo del blog è ancora poesipolemipolitica ma ammetto di aver mollato un po’ su quest’ultima.
La causa è piuttosto semplice in realtà, ossia il fatto che negli ultimi cinque o sei anni sono aumentati esponenzialmente in rete quelli che non sanno distinguere la politica dalla partitica, quelli che non sanno neppure cosa sia la politica e credono di parlarne ogni giorno pubblicando link con titoli altisonanti, quelli che si bevono ogni cosa dalle scie chimiche ai complotti spaziali credendo di essere per questo più acculturati e intelligenti di chi ha una formazione scientifica e lavora nei settori di competenza, questo mi ha fatto passare la voglia di discutere pubblicamente di politica.
Oggi tuttavia sono abbastanza infoiato da non aver voglia di non parlarne.

Continua a leggere

Santoro talvolta racconta bugie

Alla sua nuova trasmissione “servizio pubblico” Santoro ha parlato delle varie banche Europee, tra cui di Unicredit.
Mentre ne parlava è successo (dice lui) un fatto alquanto interessante:

Riporto uno dei tanti articoli a caso che si trovano su internet

Santoro spiega che Unicredit è in crisi e Banca di Roma blocca l’accesso al sito.

Santoro spiega che Unicredit è in crisi e Banca di Roma blocca l’accesso al sito per evitare che i propri correntisti spostino i propri soldi su altri conti correnti, rischiando di mandare in fallimento la banca.

Ecco cosa accade quando internet funziona e i giornali no.

Se avete un conto Unicredit provate ad accedere al sito web. La banca ha inibito gli accessi per paura di chi come noi, ha pensato di spostare i soldi verso banche più piccole e meno a rischio.

Santoro dice Unicredit a rischio fallimento e va in tilt il sito della banca.

E ora?

Ora sarà impossibile prelevare i soldi fino a quando?

Continua a leggere

Sul giornalismo moderno.

Giornalismo.
In questi tempi sono entrato volente o nolente a contatto con il giornalismo, nel bene e soprattutto nel male.
Essere laggiù in Abruzzo nelle tendopoli, o a vedere la morte di una persona conosciuta, o a sentire la verità di una città bistrattata dai media come quella in cui vivo, vedere le realtà dei fatti, toccarle con mano e poi leggere i giornali, guardare la televisione, ascoltare la radio talvolta mi provoca un senso come di conati di vomito.
Mi chiedo dove sia finita la libertà di parola che essi stessi professano, ed ormai diventa normale intervistare la donna piangente per chiederli “cosa prova

Continua a leggere

Sui film… i media… l'opinione pubblica… le leggi… la dittatura.

Mentre il governo prepara la futura dittatura facendo passare leggi con la fiducia invece che con il parlamento ed ignorando cosucce come la costituzione italiana, e la tv ci propina informazioni giornalistiche di dubbia riscontrabilità e realtà, tra quanto ci troviamo a sorbirci c’è un film che consiglio.
Domani, Mercoledì Sera su Italia 1 daranno “V For Vendetta“, ovviamente in seconda serata.
Forse c’è chi si chiede perché “ovviamente” e non credo che siano però le persone che lo già hanno visto con occhio critico-politico, ovviamente perché?
Scene troppo violente? No, molto meno di altri. Scene di sesso? No, neppure una, neppure un “seno al vento”. Scene che potrebbero spingere dei ragazzini ad emulare qualcosa di cattivo? No, ma quasi.
Scene che potrebbero spingere gli adulti ad emulare qualcosa di cattivo, ossia aprire la propria mente e ragionare sul controllo psicologico che i media e i governi tendono a creare su di noi senza farcene accorgere, comprendere come le notizie messe ad arte servano a distrarci da cose più importanti, o a farci avere paure che servano a scegliere di votare da una parte piuttosto che da un altra, o a tenere la nostra attenzione su qualcosa, o peggio a farci credere qualcosa.


Continua a leggere

Università

Nella mia facoltà di informatica, a Verona hanno reso il primo anno un inferno, a la gente si sa già si dimezzerà entro i primi mesi a causa di alcuni esami/professori davvero pesanti, i test di Medicina sono un terno al lotto e conosco più gente che non li ha passati di quanti ne conosco che li ha passati, a Venezia all’accademia d’Arte ti segano che è un piacere, e comunque molti di noi (compreso me) ritengono che l’università sia troppo semplice, che troppa gente si laurei creando un paese di laureati disoccupati…

Bene…. io non ho parole quando leggo articoli come questi….

Atenei, ecco i primi risultati dei test
I medici più bravi? Quasi tutti a



Continua a leggere

Questo sito usa cookies per fornirti la migliore esperienza. Se sei d'accordo clicca sul tasto 'Accetta cookies', altrimenti controlla la privacy cookies policy e scegli nel dettaglio.

Impostazioni Cookie

Di seguito puoi scegliere quale tipo di cookie consentire su questo sito Web. Fai clic sul pulsante "Salva impostazioni cookie" per applicare la tua scelta.

FunzionaliQuesto sito utilizza cookie funzionali. Questi cookie sono necessari per farlo funzionare.

AnaliticiQuesto sito utilizza cookie analitici per consentire di analizzarne l'uso e le visite alle pagine allo scopo di migliorare l'esperienza utente.

Social mediaQuesto sito web inserisce cookie di social media per mostrarti contenuti di terze parti come YouTube e Twitter. Questi cookie possono tracciare i tuoi dati personali.

AltriQuesto sito inserisce cookie di terze parti da altri servizi di terze parti che non sono analitici, social media o pubblicitari.