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	<title>grappa Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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		<title>Immemori battaglie pt4: Spari?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 17:35:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Puzzi di grappa Baffo.&#8221; Nessuna risposta. &#8220;Puzzi di grappa, Stronzo mi vuoi dire che hai fatto la sta notte? Sei rimasto a scolarti la bottiglia? Non sembrerebbe, è ancora quasi del tutto piena!&#8221; Nessuna risposta. &#8220;Hai una bottiglia nascosta da qualche parte?&#8221; si stava alterando. &#8220;Senti Biondo. Lo sai che non bevo, non troppo almeno.&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Puzzi di grappa Baffo.&#8221;<br />
Nessuna risposta.<br />
&#8220;Puzzi di grappa, Stronzo mi vuoi dire che hai fatto la sta notte? Sei rimasto a scolarti la bottiglia? Non sembrerebbe, è ancora quasi del tutto piena!&#8221;<br />
Nessuna risposta.<br />
&#8220;Hai una bottiglia nascosta da qualche parte?&#8221; si stava alterando.<br />
&#8220;Senti Biondo. Lo sai che non bevo, non troppo almeno.&#8221; Baffo sembrava realmente dispiaciuto e altrettanto dispiaciuta parve la risposta di Biondo.<br />
&#8220;Lo so, qui beviamo tutti, non c&#8217;è modo di sopravvivere a questo senza bere ma non mi piace affatto come ti stai comportando, sembri bloccato, in panico, e lo sembri da giorni. Allunga un braccio in avanti.&#8221;<br />
Baffo allungò in avanti il braccio, la sua mano tremava. Lui rimase in silenzio.<br />
&#8220;Ti rendi conto che tu sei probabilmente il miglior tiratore tra di noi? Non spari un colpo da giorni, forse da settimane&#8221; Biondo stava osservando Baffo con uno sguardo grave, parlava a bassa voce. &#8220;La mia sopravvivenza, quella di tutti gli uomini che abbiamo attorno dipende anche da te. Credi non mi sia accorto che punti il fucile assieme agli altri e poi non spari? Che le uniche volte che lo fai spari volutamente fuori bersaglio?&#8221; Baffo guardava in basso, in silenzio. Osservava le proprie mani tremare e provava con scarso impegno a concentrarsi per fermarle.<br />
Attorno il vento fischiava nella notte, era una notte umida e fredda, folate di neve entravano nella trincea e gli uomini non di guardia cercavano inutilmente di dormire.<br />
&#8220;Credi che io possa fare la differenza?&#8221; disse Baffo, guardava lo zaino pronto con la coda dell&#8217;occhio.<br />
&#8220;Tu credi di no? Credi che potresti prendere quello zaino e fuggire? Ci sei in mezzo ormai. Ci sei in mezzo con tutte le scarpe, ci sei in mezzo con tutta la vita. Se provi a scappare qualcuno ti sparerà alla schiena come disertore. Non sarò certo io, sia chiaro ma qualcuno di certo se ne occuperà. E lo stesso potrebbe accadere quando qualcun&#8217;altro si accorgerà che hai smesso di sparare. Il tuo cibo è il cibo di tutti, la tua acqua l&#8217;acqua di tutti, le tue munizioni le munizioni di tutti. Non puoi sprecarle e startene seduto qui in attesa che qualcosa accada. Se attendi la morte tanto vale indossare ora quello zaino e fuggire, almeno ti sparerebbe qualcuno di noi e non attireresti l&#8217;attenzione del nemico.&#8221;<br />
Baffo rimase in silenzio di nuovo, guardò lo zaino senza nascondersi, poi strinse le mani, ne sfilò il feticcio ed iniziò a farlo ruotare tra le dita. Aveva incontrato un uomo che faceva lo stesso con una pallottola ed ipnotizzava la gente ma lui era in grado solo di ipnotizzare se stesso.<br />
&#8220;Siamo di guardia, io e te&#8221; continuò Biondo, &#8220;io e te e nessun&#8217;altro. Cosa pensi accada se ci attaccano e tu non spari, se te ne stai lì immobile in silenzio mentre arrivano e ci massacrano tutti? Se puoi fare la differenza? Puoi far si che tutti questi uomini vivano o muoiano. Ognuno di loro, ognuno di noi può fare la differenza ogni istante, e non sai chi la farà, quando la farà. Siate pronti. Non è questo che ci hanno ripetuto mille volte? Siate pronti. Lo hanno detto a me, lo hanno detto a te, lo hanno detto ad ognuno di questi uomini. Tu non puoi salvare te stesso, sono loro che ti salveranno e loro, ognuno di loro non può salvare se stesso senza l&#8217;aiuto degli altri. Credi possa mai uno solo di noi sopravvivere da solo?&#8221;<br />
Baffo rimase ancora in silenzio, scosse leggermente la testa mentre si toccava la camicia sulla tasca, sul cuore. Aveva rimesso il feticcio al suo posto ma subito dopo tornò a toccarlo e ancora se ne allontanò come un fumatore che avesse aperto il pacchetto anche se aveva deciso di smettere.<br />
&#8220;Baffo. Davvero. Pensi di farcela? Credi di essere in grado di riprenderti prima che sia troppo tardi?&#8221;<br />
&#8220;Non lo so.&#8221; rispose Baffo. &#8220;Non lo so.&#8221;<br />
Un istante prima del botto Baffo fece in tempo a vedere un lampo e a sentire un fischio ed un rumore sordo come di un cocomero colpito da un martello. Il lampo era alle spalle di Biondo, poi arrivò il botto e quasi contemporaneamente pezzi mollicci e caldi gli arrivarono sul volto e sulla tasca, e altrove. Fece in tempo a vedere un buco nella faccia di Biondo, un buco nero che aveva portato via una parte del naso e si univa all&#8217;orbita di un occhio non più presente.<br />
Si alzò urlando e puntò il fucile nella direzione da cui aveva visto il lampo.<br />
&#8220;Maledetto! Ti ammazzo!&#8221; fu il suo grido. Solo nella testa.</p>
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		<title>Immemori battaglie pt3: Lettere e notti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 23:08:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Succede in notti come queste, notti subito prima o subito dopo di una battaglia, notti insonni, che accade. Dovresti pensare a fare un briefing per il giorno successivo o un debriefing del precedente ma non importa. Non ci riusciresti comunque. E forse è la grappa che hai buttato giù per non pensarci o il manto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Succede in notti come queste, notti subito prima o subito dopo di una battaglia, notti insonni, che accade. Dovresti pensare a fare un briefing per il giorno successivo o un debriefing del precedente ma non importa. Non ci riusciresti comunque. E forse è la grappa che hai buttato giù per non pensarci o il manto stesso della notte, del silenzio attorno mentre il mondo sembra scomparso e così lontano ma le inibizioni se ne sono andate, resti solo con te stesso e con i demoni che questa guerra avrebbe dovuto esorcizzare, i demoni da cui volevi scappare il giorno in cui hai iniziato questa strada ti osservano e ti ruotano attorno. Osservi il tuo zaino. Sai che è pronto, non ti serve neppure controllarlo. Sai che è pronto per fuggire al primo cenno di pericolo eppure lo hai scelto. Lo hai scelto tu questo percorso, hai scelto tu di lottare per questa causa, hai scelto tu di andare verso la gloria o la morte. Guardi anche il fucile del tuo compagno e lo carezzi, vorresti puntartelo sul mento e premere quel cazzo di grilletto, sarebbe una fuga così semplice, così veloce eppure non sei uomo neppure per andartene così.<br />
Ci sono cose che hai deciso non avresti mai più detto, persone a cui avevi deciso non le avresti più dette eppure la notte, o forse quel sorso di grappa&#8230; era solo un sorso, non abbastanza ma ti ritrovi con un foglio in mano ed una penna e stai scrivendo parole che vorresti dire, vivere qualcosa che per esplicito ti è stato chiesto di non vivere, ed allora prendi un altro po&#8217; di grappa, lo versi su quel foglio e poco prima di dargli fuoco ti rendi conto che qualcuno da lontano potrebbe vederlo, avresti potuto attirare il nemico. Ti tendi conto che ciò che hai scritto non solo è vero, ma resta indelebile nelle tue mani. Così asciughi il foglio e lo riponi nella tasca della camicia, la tasca sul cuore. Domani puzzerai ancora di grappa e ti daranno dell&#8217;alcolizzato e non potrai dire quanto vicino alla morte sei stato, quanto vicini alla morte tu abbia portato i tuoi compagni, annuirai e dirai solo &#8220;Sì.&#8221; pensando che forse hai un nuovo feticcio perché non ne bastava uno, non bastava quello che incessantemente ti fai ruotare tra le mani, non bastava il cazzo di feticcio che ti ricorda ogni giorno perché sei lì, perché sei finito i quel mondo, non ti bastava.<br />
Ed è ora di infilarsi nel sacco a pelo, forse è la volta che ti si chiuderanno gli occhi.<br />
Forse è la volta che i tuoi occhi si chiuderanno. O si apriranno forse.</p>
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		<title>Il Violino Nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 01:22:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Violino Nerodi Maxence FermineEditore Bompiani Johannes Karelsky, protagonista de Il violino nero, è un musicista dal genio precoce destinato a conoscere gli abissi della passione in una Venezia di fine Settecento immersa, a dispetto delle precise indicazioni storiche, in un&#8217;atmosfera onirica che ripropone l&#8217;icona funesta della città, forse ispirandosi all&#8217;immagine pittoresca dell&#8217;Italia fissata dalla [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: bold;">Il Violino Nero</span><br>di Maxence Fermine<br>Editore Bompiani</p>



<p class="wp-block-paragraph">Johannes Karelsky, protagonista de Il violino nero, è un musicista dal genio precoce destinato a conoscere gli abissi della passione in una Venezia di fine Settecento immersa, a dispetto delle precise indicazioni storiche, in un&#8217;atmosfera onirica che ripropone l&#8217;icona funesta della città, forse ispirandosi all&#8217;immagine pittoresca dell&#8217;Italia fissata dalla tradizione del romanzo nero e fantastico. L&#8217;incontro con un misterioso liutaio, antico allievo della famiglia Stradivari, è il motore di una storia che sviluppa con grazia il tema del</p>



<span id="more-502"></span>



<p class="wp-block-paragraph"> rapporto speculare tra discepolo e maestro, tesi in una comune recherche de l&#8217;absolu, l&#8217;uno a &#8220;mutare in musica la propria vita&#8221;, l&#8217;altro a &#8220;mutare la musica in vita&#8221;. &#8220;Un violino nero dal suono strano, una scacchiera (&#8230;) magica, e una grappa senza età&#8221; sono gli elementi fantastici di un racconto che, come nella miglior tradizione del genere, accoglie il meraviglioso per affermare la più semplice delle verità terrene: nell&#8217;arte, come nell&#8217;amore, si perviene alla pienezza solo attraverso la perdita.<br><a href="https://web.archive.org/web/20041014044631/http://www.internetbookshop.it:80/ser/serdsp.asp?shop=1106&amp;c=VCF7UZ7YRQYUE">Fonte</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune frasi del libro:<br><span style="font-style: italic;">&#8220;La tua opera, Johannes&#8230; prima di scriverla dovresti viverla.&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;E&#8217; vero&#8221;, disse Johannes. &#8220;Non ci avevo mai pensato. Non avevo nemmeno pensato che vivere potesse essere utile.&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Eppure io so come rendere interessante la tua vita&#8221;.</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Ah sì? E come?&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto.&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;E dov&#8217;è, questa parte di sogno?&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Un po&#8217; dovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te!&#8221;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-style: italic;">&#8220;E&#8217; lo strumento più straordinario che io conosca. Un semplice alito basta a farlo vibrare. Ma la musica che ne scaturisce è talmente strana da poter cambiare la vita di chi lo suoni. E&#8217; come la felicità. Una volta che la provi, ne resti marchiato a vita. Suonare il violino è la stessa identica cosa.&#8221;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia si presenta come un inno alla voce della Donna, quella voce che può incantare e bruciare la vita di un uomo e fargli capire, nel momento del rischio estremo, che amore, femminilità e musica sono una sola cosa, che ha nome Assoluto.<br>Il modo di scrivere di di Fermine è asciutto, profondo, piacevole e scorrevole, un libro che rapisce, che fa venire la pelle d&#8217;oca, ti fa sognare.<br>Non è facile dare cosi tante emozioni in poche pagine. Riesce a darci riflettere sul significato della vita e sulla ricerca della felicità.<br>Ricordo di averlo letto in diversi giorni, per gustarmelo a pieno.<br>Non più di qualche pagina al giorno nonostante si possa leggere in poche ore.<br>La gran parte l&#8217;ho letto e gustato in alcuni pomeriggi che ho vissuto a Brescia in ritiro dal mondo a casa di una mia cara amica.<br>Stavo da solo in un parco a guardare la gente passare e leggevo, leggevo scordando lentamente il mondo che mi opprimeva altrove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che il messaggio più importante di questo libro sia: ha senso lottare per tutta per raggiungere un solo obiettivo di felicità al punto di odiare tutto il resto della propria vita?<br>Non c&#8217;è una risposta.</p>
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