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	<title>I Ricci Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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		<title>Il Giardino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 13:37:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il giardino è grande, grande davvero eppure&#8230;. eppure pian piano nell&#8217;erba due ricci si avvicinano tra loro. Si allontanano, ognuno nella sua parte di giardino, ognuno con le sue cose. Uno intento rotolar sulle foglie gialle e rosse autunnali, infilarle, raccoglierle, catalogarle, comporre nuovi disegni, nuove sculture e rappresentazioni, cammina, si muove un po&#8217; goffo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giardino è grande, grande davvero eppure&#8230;. eppure pian piano nell&#8217;erba due ricci si avvicinano tra loro.<br />
Si allontanano, ognuno nella sua parte di giardino, ognuno con le sue cose.<br />
Uno intento rotolar sulle foglie gialle e rosse autunnali, infilarle, raccoglierle, catalogarle, comporre nuovi disegni, nuove sculture e rappresentazioni, cammina, si muove un po&#8217; goffo di qua e di là dondolando sulle zampette corte, pof pof pof&#8230; poi vede una foglia che gli piace, e ci rotola sopra, la porta alla sua tana e poi comincia a scuotersi <span id="more-156"></span>fino a sganciarla, a volte le rovina, a volte le tiene stupendamente, non importa, è più divertente così, e poi di foglie ce ne sono tante, che importa! Però prima o poi troverà la foglia più bella, farà la composizione più bella, realizzerà qualcosa, cosa non lo sa.<br />
L&#8217;altro riccio anche lui passeggia qua è la per la sua zona di giardino, non ci sono solo due zone, il giardino è grande e c&#8217;è posto per tanti, tanti, tanti altri animali, e anche per due ricci.<br />
L&#8217;altro riccio dicevo passeggia nella sua zona, si guarda intorno e segue gli uccellini in volo. Guarda sempre in alto, li osserva e quando gli uccellini saltellano sui rami li osserva saltare, li ascolta, ascolta il loro canto, ogni tanto tra i rami vede correre qualche scoiattolo o qualche piccolo animale, quando corrono fanno spesso cadere le foglie, trova così bello quando uno scoiattolo correndo tra i rami li piega e fa cadere una piccola pioggia di foglioline che scendono lente! Allora corre e cerca di mettersi su due zampe per toccarle col naso prima che tocchino terra. La cosa più bella è quando invece di scendere foglie cadono le samare dagli aceri, quei semi con l&#8217;aletta attaccata che quando si staccano dal ramo ruotano ruotano ruotano fino a toccare terra. Diventa quasi imprevedibile dove cadranno e il riccio lentamente e goffamente dondola alla ricerca di dove andranno a finire, per toccarle al volo col nasino tondo, pin pin pin pin si muove qua e la, a volte cerca anche di fare un piccolo balzo ma la natura non l&#8217;ha dotato di questo dono.<br />
Ogni tanto però questi due ricci, uno rotolando l&#8217;altro col musino all&#8217;insù si ritrovano uno accanto all&#8217;altro, osservano la stessa foglia, uno mentre sta cadendo, l&#8217;altro mentre è già a terra, e poi si guardano timidamente.<br />
A volte uno, a volte l&#8217;altro si avvicina da un annusatina. Quasi sempre l&#8217;altro si richiude timido, forse spaventato chissà, si arrotola su se stesso e mostra gli aculei. Qualche volta quando proprio le cose non vanno bene punge pure il malcapitato come gli avesse fatto chissà cosa e quest&#8217;ultimo scappa.<br />
Il riccio pungitore però poi ci pensa, ci pensa, ci pensa e gli spiace, poi&#8230; poi torna a rotolar sulle foglie, o a guardare sui rami i piccoli animali.<br />
E così continua la vita, come niente fosse, o forse qualcosa si, ma continua, così, ognuno nelle proprie faccende affaccendato.<br />
Poi, poi pian piano una foglia che cade più in là, un colore più bello di qua&#8230; ancora i due ricci si trovano uno in fronte all&#8217;altro, di sorpresa, ancora, come un filo li legasse in qualche modo, come un sentiero disegnato, sognato, immaginato li portasse in ogni caso lì, come non potessero non ritrovarsi ogni tanto accanto.<br />
Si ritrovano uno in fronte all&#8217;altro e si osservano un istante, uno azzarda un timido sorriso, l&#8217;altro risponde, uno si avvicina un po&#8217;, gira intorno all&#8217;altro, l&#8217;altro si lascia osservare, si lascia guardare, si fermano di nuovo uno in fronte all&#8217;altro, poi uno si fa coraggio e col nasino spinge dolcemente il muso dell&#8217;altro e&#8230; e questo d&#8217;improvviso si chiude, mostra le spine, ed una spina si pianta sul musetto ancora sorridente del primo riccio il quale fugge via pensando non tornerò mai più qui.<br />
Non è sempre lo stesso a pungere, non è lo stesso ad essere punto. A volte uno a volte l&#8217;altro. Comunque sia il pungitore timido resta ancora lì per un po&#8217; chiuso, poi pian piano si schiude, lentamente. Si guarda attorno e si scopre nuovamente l&#8217;unico riccio presente. Si guarda un po&#8217; intorno quasi sperando di non esser solo, passeggia un po&#8217; e se ne torna alle sue cose pensando chissà perché, chissà che cosa, pensando e se fosse stato&#8230; pensando.<br />
E ancora tante foglie sono sparse sul prato, e ancora tante foglie cadono dagli alberi che le stanno perdendo, poi pian piano viene il freddo, scende la neve, rotolar sulla neve non è come sulle foglie, la neve si sfalda, si rompe, e fa freddo e copre i colori, e gli scoiattoli sono tutti a dormire e anche i ricci cominciano ad essere stanchi e scende il sonno, un sonno lungo mesi, ma un sonno talvolta interrotto da sogni, pensieri chissà perché, chissà che cosa, e se fosse stato.<br />
Poi pian piano il tepore riscalda i cuori, riscalda il cielo, riscalda il mondo, &#8220;che il sole alzandosi possa sfiorare il tuo viso con il primo raggio, se lo merita dopo tutte queste ere che ogni mattina si occupa di dar vita al mondo&#8221; è il primo pensiero a volar nell&#8217;aria, poi il tempo comincia a scorrere, le foglie sono verdi, belle si, ma non come quelle d&#8217;autunno e non cadono così spesso e i frutti degli aceri non sono maturi ma il tempo ancora passa ed ogni riccio vive il proprio spazio, il proprio giardino, il proprio momento, le cose cambiano nel tempo.<br />
Poi pian piano torna l&#8217;autunno, le foglie gialle, le foglie rosse, tornano colori dei sogni ed una foglia rossa color del sangue, rossa color del cuore scende dal cielo, e vede un riccio affannarsi per prenderla, così si sposta, e il riccio la segue ancora, si sposta verso il centro del giardino, ed il riccio la segue ancora, si sposta e vede un altro riccio indifferente che guarda invece in basso, tocca così il naso del primo e poi scende giusto accanto agli occhi del secondo.<br />
E si ferma lì.<br />
Un riccio alza lo sguardo, l&#8217;altro lo abbassa e lì s&#8217;incrociano un istante solo in cui uno come per farsi avanti si ferma un istante tentennando e l&#8217;altro già si chiude un istante, poi apre un solo occhio come per vedere cosa l&#8217;altro ha fatto, poi apre entrambi gli occhi, si guardano ancora un istante.<br />
E poi.</p>
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		<title>I ricci.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 23:03:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono i fiorellini, il sole, c&#8217;è il profumo dell&#8217;erba appena tagliata, e i ricci sembrano piuttosto contenti&#8230;]]></description>
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