Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

Racconti

Non portarmi con te ad un concerto, non sarò lì.

Sono stato a non so quanti concerti nella mia vita, e non so con quante persone nel tempo, nello spazio, tra le dimensioni.
I concerti per me si dividono in due macro categorie, la prima è quella in cui vado ad ascoltare musica, la seconda è quella in cui vado a incontrare musica.
Oggi sono qui, la folla mi attornia, di fronte a me una ragazza dai capelli ricci mi ricorda qualcuno, si muove come immersa nel mondo del suono, la vedo sorridere pur non vedendone il volto e ne riconoscerei il sorriso. Accanto a me una vecchia amica con cui condivido una passione del tutto musicale e di ricordi di mare, di monti, di tramonti Corsi e dell’odore di quel fuoco, e di fonte a lei immancabilmente la donna più alta del mondo a spostarsi ovunque lei vada. Due donne nascondono il loro affetto reciproco che non è d’amicizia pura e tra rockers e persone raffinate la folla si mescola in caleidoscopiche combinazioni di colori e di volti, persone si muovono all’unisono pendendo dalle labbra di una cantante non più così giovane come un tempo ma d’una carica immensa, ed io lì al centro di un mondo fino.

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La danza dell’essere infiniti

Sono passate alcune notti da che ti ho sognata, ma resta indelebile la sensazione mentre sfumano i ricordi come fumo nel vento.
Ricordo d’essermi svegliato immerso nella sensazione d’infatuazione con cui nella più piena adolescenza ci si innamora la prima volta, ricordo di essermi svegliato stupito dal sogno stupendo e perfettamente coerente appena fatto.
Volevo alzarmi dal letto e scriverlo per filo e per segno, con il suo inizio, lo svolgimento e la fine perfetta come mai avrebbe potuto essere una storia ragionata a tavolino, rimasi a letto a cullarmi del tuo ricordo inaspettato proveniente da non so quale recesso della mia mente.
Al mattino non ricordavo più nulla. Non ricordavo neppure di averti sognata, ma provavo quella sensazione di dolce inquietudine che si prova poco prima o poco dopo di un bell’incontro.
Sono andato a lavoro pensandoti, pensando perché ti pensavo, e poi d’un tratto il ricordo di quel sogno.

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Dell’amore e di altre sciocchezze

Mi è capitato in questi giorni di essere interpellato sulla mia idea di amore.
Credevo di averne scritto esaustivamente in passato, ma cercando ho scoperto di non averlo fatto, o di aver perso dove ne avevo scritto.
Oggi un uomo che parla della propria idea di amore viene sicuramente preso per debole, stupido, sentimentale. Non si parla di amore, è diventato tabù tra gli adulti, come ridotto ad una esperienza adolescenziale.
L’amore adulto dovrebbe essere una mera scelta, un contratto, qualcosa di freddo e calcolato?

Credo nell’amore. Ma non credo che l’amore sia solo un sentimento.
Credo che l’amore sia per sempre, ma che non sempre il sentimento lo sia.
Credo che l’amore sia una scelta ed al contempo un accadimento.

Sono una persona discretamente facile all’infatuazione, ma difficile all’amore, non dico spesso le parole tanto desiderate da un’aspirante amata, non dico spesso “ti amo”, credo che vi sia un rischio di inflazione dell’affermazione, credo che a ripeterlo, ripeterlo, e ripeterlo ancora perda ogni valore.

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Perdersi in uno sguardo

Fui illuminato all’improvviso dalla potenza della luce, come se il cielo aperto in un istante in uno squarcio avesse mostrato come il sole fosse invece che una palla un gigantesco universo che prima guardasse dallo spioncino convinto di non essere visto.
Nel cielo stormi di migliaia di storni volavano nel cielo terso e azzurro.
Non c’è nulla di più simile alle mani di una donna che danza musiche orientali per descrivere il movimento nel cielo di quei gruppi, quegli ammassi di piccoli corpi volanti che scendono, salgono come uno solo cambiando forme di istante in istante in modo continuo, in alto verso il cielo ed in basso tanto da sentirne lo spostamento d’aria, tanto da sentire l’odore delle piume e del grasso pronto per il freddo invernale.
D’improvviso vedere il bosco, nel bosco, attraverso il bosco.

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Ricordi di ricordi di ricordi di ricordi di ricordi di ricordi

Ci sono momenti che restano trasversali alla vita.

Incroci qualcosa, qualcuno, una persona, la incroci in un momento della tua vita, come un linea trasversale alla tua, come un vettore che si incrocia.

Cambia la tua vita? No, non è cambiato nulla, ma è cambiato tutto.
Non si torna indietro. Non si torna indietro a prima di questo incontro, ma non si torna indietro neppure al momento in cui è stato.
Non si torna mai indietro  e basta.

Eppure alcune parole, alcuni istanti, alcuni scambi fanno rivivere ancora, e ancora, e ancora i sogni le sensazioni i sentimenti i colori le luci gli odori di allora, la pista, il sole, la tangibile mancanza di un fuoco che sarebbe bello ci fosse stato, la comprensione profonda di sconosciuti, di vite parallele, una vita parallela alla mia accanto alla vita parallela di qualcun altro che viveva come me una vita parallela alla propria.

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Un ricordo

Essere un ricordo,
stupendo, dolce, delicato.
Ma essere un ricordo.
Nulla di paragonabile a ciò che invece è.

Essere un ricordo,
essere forse eterno,
immortale,
infinito,
ma essere un ricordo e non poter più agire.

Essere solo ciò che si è già stato.
Per sempre.
Essere un ricordo
pieno di sentimento e vuoto di essenza.
Essere un ricordo e nient’altro.

Nient’altro
mentre tu vivi ancora
ciò che sei,
ciò che non puoi non essere.

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La Subacquea

Il mondo subacqueo.
Un altro mondo.
Un altro dove.
Un altro quando.
Un altro perché.
Dopo un po’ di assenze dovute al continuo lavorare nei fine settimana od avere impegni scoutistici finalmente ho re indossato la mia muta stagna e sono sceso nel mondo di laggiù. Uno dei miei “mondi lontani”.
Non è un periodo “buono” troppe cose, troppi pensieri, troppo poco sonno, troppo o troppo poco di tutto, ma laggiù e un mondo lontano.
Ti vesti ancora immerso nel mondo di qui, ancora preoccupato, ancora teso, ancora serio, ancora freddo.
Ti vesti, entri lentamente in acqua e poi… e poi non esisti più in questo mondo, non esiste più questo mondo, i pensieri, non esiste più altro che il silenzio.
Fuori.
Dentro.
Silenzio.
Nulla.
E quello che c’è lì, quello che hai dentro quando sei lì, quello che provi è solo tuo e nessuno lo può comprendere se non forse il tuo compagno che ti segue, nelle cui mani è affidata la tua vita, che affida la propria vita nelle tue, il compagno con cui fai la tua strada.

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Cascata

Labbra.
Nel silenzio
attese un’istante infinito
Brevemente lungo avvicinarsi
un tocco,
lieve
dolce,

anime che d’improvviso scorrono l’una nell’altra
come liberate d’improvviso in un tocco
scorrono veloci in un tocco

Un altro
dolce.

E ancora.

E scoprire ancora e ancora e ancora,
e mescolarsi di sensazioni nuove
inaspettate forti
e ancora volti,
occhi a guardarsi negli occhi,
e cascate
e luci
e mondi
e universi
e ancora
e ancora

e…. e poi…
e poi attendere ancora sognando quel tocco inaspettato.

28/09/2007

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Morgana

Fata Morgana

Vedo tutto attraverso….

Sabbia rossa e deserto….

Ho sete, ho sete di te che non sei qui,
stella caduta dagli occhi
che voli sul mio deserto.

Ho sete, le nuvole mi cadono dentro,
cerchio che ha perso il suo centro
perché ha smarrito ogni senso

Sabbia rossa e deserto

Lunga scala d’aria che sale dal deserto.
Non c’è confine tra l’occhio dentro e l’occhio fuori

Morgana

Lenta processione all’alba nel deserto
Fata Morgana ha già cambiato ogni profilo

Aspetto a parlare prima che l’illusione si sia mossa
poi scopro il confine che dall’infinito vola dentro di me

Morgana

Ho sete significa che sono vivo
che importa se l’ultimo o il primo,
il cuore vuol battere ancora, ancora.

Sabbia rossa e deserto…
La sento negli occhi,
in fondo ai miei occhi,
salire dal mare
passando dal cuore

-Litfiba-

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