Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Domus de Janas. Un nuovo inizio?

Ebbene, quel che accennavo qualche giorno fa quando parlavo di novità è questa: si chiama Domus de Janas. Ma cos’è?

Le domus de janas sono delle strutture sepolcrali preistoriche costituite da tombe scavate nella roccia. Si trovano lungo tutto il bacino del Mediterraneo, ma particolarmente in Sardegna dove si possono scorgere in tutto il territorio dell’isola sia isolate che in grandi concentrazioni costituite spesso da più di 40 tombe. In lingua sarda il termine domus de janas significa case delle fate o delle streghe, ma sono conosciute anche con il nome di forrus o forreddus.

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San tremo: la recensione caustica annuale.

Patty Pravo: IL VENTO E LE ROSE
Il raffronto tra la sua faccia ventenne e le sue mani che lasciano trapelare la vera età comincia ad essere inquietante.
Il modo di cantare ormai è troppo sempre lo stesso e pare aver perso l’alternatività e la creatività dei suoi cavalli di battaglia, dei suoi bei tempi.
A tratti sembra leggermente stonata, canzone piatta, piatta, piattissima.

Modà con Emma:  ARRIVERÀ
Non male come canzone dei Negramaro, peccato non siano i Negramaro a suonare e cantare, bella la voce di lei quando imita Gianna Nannini, belli i crescendo ma poca sostanza.

Luca Madonia con Franco Battiato: L’ALIENO
In questi due personaggi non posso che riporre la più smisurata fiducia, non sono certo artisti sanremo style e forse anche per questo ripongo in loro tale fiducia.
Tuttavia non mi pare un brano particolarmente incisivo, interessante anche se già usata la tematica del sentirsi alieno tra la gente ma manca la tipica capacità di Battiato di creare un

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Alex pt1

Sono Alex, non ho un cognome e se anche lo avessi non lo verrei a dire a te.
Sono nato in una famiglia medio borghese, non si stava male, anzi forse a dirla tutta si stava fin troppo bene, almeno prima che scoppiasse la guerriglia.
I miei genitori lavoravano in una corporazione erano entrambi a un buon livello gerarchico ed economico, non c’era nulla di cui potersi lamentare, io crescevo primo della classe fin dall’asilo, fin dall’asilo stupivo gli insegnanti per la mia acuta intelligenza e i miei compagni per la mia inettitudine ed incapacità di rapportarmi a loro.
Ero preso in giro, bistrattato, ero lo sfigato del gruppo, quello che non c’era posto per un altro giocatore, quello che “è stato lui maestra”, quello che…. ho imparato presto quanto le persone siano infide, quanto appena mostri un lato debole queste in massa ti attacchino in quel punto per distruggerti, ho cominciato ad isolarmi.

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I dimenticati d'Abruzzo

di Fabrizio Gatti

Centri storici abbandonati, strade invase dalle macerie, 30 mila ancora sfollati, 15 mila senza lavoro. Nuovi alloggi già deteriorati. Viaggio nei luoghi martoriati dal terremoto. Sedici mesi dopo le scosse

(19 agosto 2010)

Il centro di Sant Eusanio Forconese foto di Fabrizio Gatti Il centro di Sant’Eusanio Forconese
foto di Fabrizio Gatti
Qualcuno ha chiamato per nostalgia il numero della sua casa pericolante. E un bel giorno ha sentito rispondere. “Chi parla?”. “Chi parla? Ma chi sei tu?”. Quello dell’Aquila è stato il primo grande disastro italiano nell’era della comunicazione. E la comunicazione non può aspettare. È per questo che Telecom, secondo quanto è stato detto ad alcuni sfollati dallo sportello clienti, sta assegnando ad altri i numeri dei contratti sospesi dopo il terremoto.

Comincia così l’oblio. Ti cancellano dall’elenco telefonico.



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Stupidolandia!!! Il sito intelligente.

Dopo tanti anni, dopo continui rinvii, prove, promesse non mantenute, dopo andate e ritorni, prove e riprove, puffi e patuffi ecco finalmente qui, di nuovo qui, di nuovo presente, di nuovo tra noi….

Stupidolandia!!! Il sito intelligente.

Questa volta contrariamente al passato il sito sarà (si spera) realmente interattivo, gli utenti abilitati potranno inserire nuovo materiale, modificarlo, sarà possibile (questo sicuramente) lasciare commenti ed interagire.
Il progetto è all’inizio e sono in cerca di collaboratori ma… finalmente Stupidolandia!!! è tornata!

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L'Aquila aspetta il miracolo

di Primo Di Nicola

Sfollati a quota 40 mila. Macerie ancora da rimuovere. Rischi inquinamento. È lungo l’elenco dei problemi irrisolti. A dieci mesi dal sisma

Vigili al lavoro davanti al palazzo del Governo

VIDEOINCHIESTA L’Aquila, l’emergenza continua
La nomina a ministro annunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una commossa lettera di addio agli abruzzesi su una pagina del ‘Centro’. Così Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, alla fine di gennaio ha passato le consegne al nuovo commissario per la ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi e al suo vice, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Se ne è andato con la riconoscenza dei terremotati per il modo in cui la Protezione civile ha offerto i suoi generosi aiuti e l’orgoglio per quanto realizzato per avviare

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Berlusconi sbugiardato. Nessun cantiere per il ponte sullo Stretto

Intervista al dott. Sergio Conti Nibali, del Centro studi per l’area dello Stretto di Messina. Non esiste alcun progetto esecutivo, ma solo uno preliminare. Possono iniziare lavori per la cosiddetta “variante Cannitello” un’opera che non ha niente a che fare col ponte

L’apertura del cantiere per il ponte sullo stretto di Messina annunciata dal presidente del Consiglio è una bugia, grande come una casa.

Berlusconi  ha dato la notizia con il coro dei “suoi” media:  “entro la fine dell’anno partiranno i lavori. Ma da Messina è pronta una secca smentita. Un medico, Sergio Conti Nibali, che fa parte del Centro studi per l’area dello Stretto “Fortunata Pellizzeri” scrive alla rubrica di Repubblica tenuta da Corrado Augias. Una lettera dove senza giri di parole si sbugiarda Berlusconi.

Da Palazzo Chigi, comunque, non arrivano smentite. Neppure da  Palazzo Grazioli, l’abitazione di Berlusconi quando si

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Fine

Fine
20/08/2009

È sempre alla fine che scrivo,
all’inizio talvolta
ma quasi mai mentre vivo.

È sempre alla fine che scrivo,
ed è per questo che di te
-te che vorresti leggere-
non scrivo

Ed è per questo che alla fine scrivo sempre di te che non vorresti più leggere.

È sempre alla fine che scrivo,
quando non c’è più altro da fare.

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Sullo scrivere su questi giorni, sui prossimi.

In questi giorni son sempre di corsa, sempre di corsa sempre di corsa, sempre di corsa.
La vita cambia ruota, ruotano gli affetti, come capelli ricci cadono ruotano si alzano, improvvisano come jazz come i sogni come le strade che non conosci e i sentieri di montagna, come i flutti dell’acqua nei fiumi, come il fumo di una sigaretta che sale nell’assenza di vento, come le forme delle nubi.

In questi giorni mi sto preparando a dei cambiamenti.

Ho iniziato a raccogliere le ultime cose scritte, le cose scritte negli ultimi due anni e mezzo e mi sono accorto che non è affatto vero che ho scritto



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Fu allora.

Fu allora
27/05/09

Fu nel momento stesso in cui la vidi che accadde
o forse quello fu il momenti in cui mi accorsi che era accaduto.

Fu il punto di non ritorno,
la fine
l’inizio.

Fu quello l’istante e dove come chi quando non importa.
Fu quello l’istante.
Fu quello l’istante

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