Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

La mia prima volta (L’anima)

<- La mia prima volta
<- La mia prima volta (La vita)

Ricordo la prima volta come se fosse appena accaduta. I suoi capelli erano mossi, castano chiari, ricordo che a far scattare il tutto fu un ricciolo sbarazzino sulla fronte, si staccava dal resto dei capelli per spingersi fiero verso il centro e risalire. Quel ricciolo aveva attratto la mia attenzione, sembrava richiedere tutta la mia attenzione, sembrava volere che la mia attenzione si concentrasse solo su di lui quasi ignorando il resto della figura che lo portava. Avevo tredici anni ed eravamo a scuola nell’aula magna, non ricordo esattamente per cosa fossimo lì perché la mia attenzione era rivolta altrove. Non avevo idea di chi fosse perché era in un altra classe ma quel ricciolo spavaldo era in qualche modo un simbolo nella mia testa, il simbolo che avrebbe scatenato tutto il resto.

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Kurt Vonnegut, consigli per scrivere racconti e scrivere con stile

  1. Usa il tempo di un perfetto sconosciuto in modo tale che lui o lei non sentirà che il tempo è stato perso.
  2. Dai al lettore almeno un personaggio per il quale possa fare il tifo.
  3. Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche fosse solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una delle due cose: rivelare il personaggio o anticipare l’azione.
  5. Inizia il più vicino possibile al finale.
  6. Sii un sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi protagonisti, fai accadere loro cose terribili – in modo tale che il lettore possa vedere di cosa sono fatti.
  7. Scrivi per accontentare solo una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, tanto per dire, la tua storia prenderà la polmonite.
  8. Dai al tuo lettore più informazioni possibili e il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una così completa comprensione di ciò che sta succedendo, dove e perché, che potrebbero finire la storia da sé, gli scarafaggi dovrebbero mangiare le ultime pagine.


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The Trippers: post concerto.

Non so ben dire come sia andato il concerto dell’altra sera, ci sono pareri contrastanti.
Da un lato io so di aver suonato veramente male, sotto tono e zeppo di errori, ci ho dato dentro con l’improvvisazione come non mai per recuperare gli errori, ripetendo ad libitum lo stesso errore per confondere il pubblico (“ah… ma allora non è un errore, deve essere voluto…”) o facendo assoli prettamente ritmici con l’utilizzo delle sole tre note che in quel momento mi parevano suonar decenti su un pezzo di cui avevo scordato la tonalità, assoli che poi alla fine alla gente piacciono perché ti fanno “muovere” ma non si possono fare due ore di concerto così e uscirne indenni.
I pareri contrastanti sono appunto invece quelli del pubblico e della cantante. Tania era ed è ancora esaltatissima dalla serata, come fosse stata la serata più spettacolare da qui a anni a dietro, il pubblico seppur scarso in quantità ci ha chiesto il bis (non è come dai concerti professionali, di solito il bis non lo chiedono mai) e noi siamo pure riusciti a darglielo con un pezzo che avevamo eliminato in fase di scelta dei tempi.



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Sullo scrivere su questi giorni, sui prossimi.

In questi giorni son sempre di corsa, sempre di corsa sempre di corsa, sempre di corsa.
La vita cambia ruota, ruotano gli affetti, come capelli ricci cadono ruotano si alzano, improvvisano come jazz come i sogni come le strade che non conosci e i sentieri di montagna, come i flutti dell’acqua nei fiumi, come il fumo di una sigaretta che sale nell’assenza di vento, come le forme delle nubi.

In questi giorni mi sto preparando a dei cambiamenti.

Ho iniziato a raccogliere le ultime cose scritte, le cose scritte negli ultimi due anni e mezzo e mi sono accorto che non è affatto vero che ho scritto



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M Style!

Lunedì 6 ottobre nascono gli M Style!
Forse.
Diciamo che per ora dopo due anni di ricerche ho trovato un piccolo gruppo di musicisti disposti a sperimentare tra Metal, Funk, Jazz e Blues con me e veder cosa ne può venir fuori.
Ero, sono e resto convinto possa venirne fuori qualcosa di spettacolare!
Rincorro questo sogno da tanto.
Il nome definitivo probabilmente non sarà M Style, ma la musica si.

Nel frattempo i Dazzle One perdono la chitarra di Marco e si preparano ad una fase riorganizzativa che parte dalle base e dalle motivazioni del gruppo, e questo potrebbe portare ad ulteriori grossi cambiamenti, anche e soprattutto da parte mia.
Chi vivrà vedrà. Gli altri in roulotte. E soprattutto chi fa da se dica trentatrè.

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Novit

Ecco qualche novità musicale.

  • Parte forse da oggi il nuovo progetto Jazz con Giuliano alla chitarra! Il progetto sarà Chitarra, Batteria e Sax, più sequencer ed effetti vari. Vedremo gli sviluppi tra qualche mese se la cosa andrà in porto.
  • Partirà a breve il progetto "M Style" (nome provvisorio) di confine tra Jazz, Funk, Metal e Blues con alla chitarra il già conosciuto Pasq dei Dazzle One e alcune new entry
  • Infine sto cercando cantante di impronta Rock e buone capacità interpretative per un altro progetto che ritengo al momento prioritario, ma di questo parlerò in privato con l’interessato. Le possibilità di sviluppo sono ampie. Se sentite qualcuno….


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Porto rosso…

Ci pensi mai al mio vestito elegante artistico trasandato?
Ci pensi mai alla notte trascorsa tra le vie di Verona?
Io penso alle tue scarpe che ti ferivano i piedi, alla tua gonna bianca.
Ci pensi mai al parlar di Jazz con un viandante, al passeggiare con te sulle spalle?
Ci pensi mai al bicchiere di Porto Rosso?
Alla complicità di quel giorno?
Di quei giorni?
Passa ogni tanto, attraversa la mia mente, scorre dolce, lieve, scorre.
Se ne va.
Ma se penso a quel che era, quello è il giorno più bello.
Era tutto già morto, tra il bello del passato e il brutto del tempo successivo.
Era il limite massimo.
Apice.
Pienezza.
E pensarci è dolce malinconia

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M'accorgo

M’accorgo d’essere un po criptico negli ultimi post.
Segnali a chi sa, segnali a chi non sa, mancanza di segnali, ma in pratica nulla.
Non ho scritto nulla.
Ora sto qui allora, diviso tra due sogni, da un lato un calice di Recioto dall’altro una tazza di Tè alla Cannella fatto in casa, il tè dell’accoglienza si chiamava dove mi hanno insegnato a farlo.
Solo finalmente, sul divano di casa, una casa deserta, vuota, piena solo dei suoni che ho scelto, degli odori che ho scelto, dei silenzi che ho scelto.
Il presepe che ancora attende i magi ancora lontani, su di un altro scaffale, l’albero spento.
Jazz.
E l’attesa di un sogno, di un altro.
L’odore di Cannella e di Vino dolce si spandono. Odori da gustare nel tempo ancor molto prima di saggiarne il gusto.
Gli occhi chiusi.
E il silenzio, la calma, la tranquillità.

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Suonare suonare suonare!

Dopo qualche tempo, finalmente Giolo Sun di nuovo in live con Giuliano!
Da qualche giorno stiamo suonando in giro, in un campeggio una sera, questo weekend ogni giorno alla Festa in Rosso (Hei! Io sono un mercenario, suono, non faccio politica), lunedì sera di nuovo al campeggio.
Improvvisazione.
L’improvvisazione è la cosa che più amo.
Fino ad ora ogni sera è stata con una formazione diversa: chitarra sax, basso percussioni chitarra sax, percussioni chitarra sax, basso chitarra sax, e lunedì di nuovo, basso percussioni chitarra sax ma con un bassista diverso.
Improvvisazione.
Si sale sul palchetto e si suona, quel che viene, quel che nasce sul momento, senza costruzioni, senza nulla se non lo spirito dell’aria, lo spirito della sera, le anime di chi si siede a sentirci.
Stupendo.
Osservare la gente passare, guardarla e trarne ispirazione, sensazioni, e sputarle fuori nel suono del proprio strumento.



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Racconti

…sì.

Mentre a circa dieci giorni dall’assunzione a tempo indeterminato (che doveva essere la novità grande, ma non quella molto grande) scopro che io e i miei colleghi non verremo assunti se non fra un tempo allungato, indefinito, il mondo ruota. Non lentamente, no. Ruota.
Scrivo. Di nuovo. Non c’è un motivo preciso, forse un po’ la stanchezza e un po’ la solitudine cronica, il vedere la mia vita proiettata verso un futuro di successo esteriore e insuccesso interiore, di continue novità, cose positive nel lavoro e in altri ambiti che alla fine sono funzionali al vivere ma non all’essere, cosa che invece mi manca.
Inizia così questo periodo lunghissimo, inizia così il mio … prossimo? Ormai il mio ultimo libro, inizia così, ma…. ma forse è già vecchio.
Il mondo gira, ruota, e il lavoro improvvisamente ha uno stop, o no, non uno stop, è come se al 38esimo chilometro di una maratona ti dicessero “beh dai… dovete continuare a correre qualche chilometro in più… facciamo altri 30, però se riusciamo vi fermiamo prima, si comunque al limite se superate gli altri 30 al limite ne fate un altro po’ dai, comunque vi facciamo sapere”.


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