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	<title>lgbtqia Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>lgbtqia Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Giornata internazionale contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:30:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 17 maggio è la giornata mondiale contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia, lo è ormai dal 2004, e pian piano sta prendendo piede e sempre più associazioni, aziende, istituzioni stanno facendo attenzione a questo tema. Ma è così importante e urgente? Sì. Lo è. Pensa cosa significa essere discriminati perché si ama qualcuno. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 17 maggio è la giornata mondiale contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia, lo è ormai dal 2004, e pian piano sta prendendo piede e sempre più associazioni, aziende, istituzioni stanno facendo attenzione a questo tema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è così importante e urgente? Sì. Lo è. Pensa cosa significa essere discriminati perché si ama qualcuno. Pensa cosa significa sentirsi ogni giorno dire di essere sbagliato, di essere contro natura. Contro natura come Albatros, Anatra, Ariete, Bisonte americano, Bonobo e altre scimmie, Cane, Cervo, Cigno nero, Cimice, Delfino, Elefante, Gabbiano, Gatto, Giraffa, Iena, Leone, Libellula, Lucertola, Macaco giapponese, Marmotta, Moscerino della frutta, Orso, Pecora, Pinguino, Pipistrello, Puzzola, Tartaruga, Tricheco&#8230; (fonte <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_negli_animali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_negli_animali</a>). Pensa cosa significa sentire barzellette che dipingono il tuo amore e i tuoi desideri come divertenti macchiette su cui ridere. Pensa ogni giorno vedere ridicolizzato ciò che sei e che non hai scelto di essere da una maggioranza che si comporta come se tu non esistessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia. E non importa se dietro ci sia un retaggio religioso o di provincialismo o di qualunque altra &#8220;giustificabile&#8221; esperienza. Non importa se &#8220;a me stanno simpatici&#8221;, &#8220;ho tanti amici così&#8221;. Perché finché c&#8217;è divisione, finché c&#8217;è <em>lui</em> e <em>me</em> ci sarà sempre omofobia, bifobia e transfobia (e razzismo e discriminazione e molto altro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Servono a questo i <em>pride</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parata_del_Pride" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Parata_del_Pride</a>), quello che molti chiamano ancora <em>Gay Pride</em>, e serve per questo che siano dei grandi carrozzoni di divertimento e trasgressione. Perché chi soffre vuole essere visto, considerato. Non sarà un giorno di festa, una parata, un po&#8217; di baldoria a offendere e ferire quanto una vita a sentire <em>barzellette sui froci</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensiamoci, scendiamo in piazza, facciamo un po&#8217; di casino tutti assieme e poi torniamo a casa pensando che tutto sommato la cosa più importante è essere felici.</p>
<p id="wpar-pubdate" class="wpar-pubdate wpar-pubdate-container"><span class="wpar-label">Articolo pubblicato in origine il </span><span class="wpar-time">17/05/2023 @ 09:07</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Tolleranza: una parola terribile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 10:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tolleranza è quasi sempre la parola sbagliata. Tolleranza è la parola che si è usata tanto in questo mese del Pride, tolleranza è la parola che si usa quando si parla dei comportamenti che non rientrano nella media di una vita di comportamenti standard, tolleranza è la parola che si usa quando si ha a [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Tolleranza</em> è quasi sempre la parola sbagliata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tolleranza</em> è la parola che si è usata tanto in questo mese del Pride, <em>tolleranza</em> è la parola che si usa quando si parla dei comportamenti che non rientrano nella media di una vita di comportamenti standard, <em>tolleranza</em> è la parola che si usa quando si ha a che fare con persone &#8220;diverse da noi&#8221; che arrivano sul nostro territorio, <em>tolleranza</em> è la parola che si usa in generale quando si sceglie -o si prova- ad accettare qualcosa di diverso da quello che ci aspettiamo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>tolleranza [dal lat.&nbsp;<em>tolerantia</em>, der. di&nbsp;<em>tolerare</em>&nbsp;&#8220;sopportare, tollerare&#8221;]. </strong><br /><strong>[il rispettare le convinzioni, spec. politiche e religiose, altrui, anche se diverse dalle proprie:&nbsp;<em>avere spirito di t.</em>] ≈ ampiezza (<em>o</em>&nbsp;larghezza) di vedute, apertura (mentale), flessibilità, liberalità, pluralismo. ↑ permissivismo, permissività. ‖ clemenza, comprensione, condiscendenza, indulgenza, pazienza, sopportazione. ↔ inflessibilità, insofferenza, intolleranza, intransigenza, rigidezza, severità. ↑ assolutismo, dispotismo, fanatismo, integralismo, settarismo. ‖ impazienza, insofferenza.</strong></p>
<cite><a href="https://www.treccani.it/vocabolario/tolleranza_(Sinonimi-e-Contrari)/">Vocabolario Treccani </a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quando stiamo <em>tollerando</em> stiamo sopportando, stiamo guardando con giudizio qualcosa che non ci piace e scegliendo di tapparci il naso. Stiamo guardando uno straniero, stiamo pensandolo diverso da noi e ciò nonostante accettandolo. Stiamo guardando due persone dello stesso sesso che si amano, stiamo pensandole diverse da noi e ciò nonostante accettandole. Stiamo guardando una persona che soffre perché la propria individuazione genetica non corrisponde a quella che percepisce, stiamo pensandola diversa da noi e ciò nonostante accettandola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non stiamo mettendoci nei loro panni, li stiamo guardando in faccia e dicendogli &#8220;tu non mi piaci, ma ti accetto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tolleranza</em> è qualcosa che si dovrebbe usare verso qualcuno che fa qualcosa di sbagliato, <em>tollero</em> i difetti della mia compagna perché la amo, <em>tollero</em> le difficoltà lavorative perché tutto sommato il lavoro mi piace (o ne ho bisogno per sopravvivere), <em>tollero</em> il caldo del mare perché almeno posso rilassarmi e fare il bagno, <em>tollero</em> la fatica di una salita in montagna perché pregusto quello che mi aspetterà sulla cima, <em>tollero</em> l&#8217;automobile che fa le bizze perché non ho soldi per comprarne un&#8217;altra, <em>tollero</em> la fatica di non mangiare i dolcetti perché sono a dieta. Ma non <em>tollero</em> un essere umano, e pretendo io stesso di non essere <em>tollerato</em>. Le persone vanno accolte, e vogliono essere accolte. Le persone vanno aiutate, e vogliono essere aiutate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ci si può aspettare un rispetto reciproco e uno scambio alla pari quando da una parte un gruppo <em>tollera</em> e dall&#8217;altro qualcuno viene <em>tollerato</em>?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tolleranza</em> è <em>sempre</em> la parola sbagliata, se stiamo parlando di esseri umani, perché se si vuole instaurare un dialogo, se si vuole che ambo le parti dialoghino per trovare un accordo, non si può di certo farlo con una delle due parti inalzata a indicare l&#8217;altra col dito.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tolleranza</em> è una parola terribile. <em>Dialogo</em>, <em>accoglienza</em>, sono le parole giuste. E ce ne sono certamente decine di altre, lungi da me imporre la parola giusta. Ma che <em>tolleranza</em> sia quella sbagliata mi sembra fuori da ogni dubbio.</p>
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		<title>Nascere nel corpo sbagliato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 14:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Com&#8217;è nascere nel corpo sbagliato? Com&#8217;è sentirsi qualcosa di completamente diverso da ciò che il tuo corpo rappresenta? Perché è oggettivo che i nostri corpi dicano molto su di noi, su ciò che siamo, ed è oggettivo che in molti casi invece non ci rappresenti affatto. Al contrario talvolta rappresenta qualcosa di radicalmente diverso da [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Com&#8217;è nascere nel corpo sbagliato? Com&#8217;è sentirsi qualcosa di completamente diverso da ciò che il tuo corpo rappresenta?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché è oggettivo che i nostri corpi dicano molto su di noi, su ciò che siamo, ed è oggettivo che in molti casi invece non ci rappresenti affatto. Al contrario talvolta rappresenta qualcosa di radicalmente diverso da ciò che sappiamo di essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Un&#8217;Alice come un&#8217;altra&#8221;, di Alice T. parla esattamente di questo e lo racconta da dentro. Racconta un tratto della vita di questa ragazzina nata in un corpo che non la rappresenta, lo racconta in prima persona con la gioia e la sofferenza di una adolescente, con il giudizio della gente, la violenza dei propri coetanei e la difficoltà dei genitori nel gestire la situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un libro a tratti scanzonato e divertente e a tratti terribilmente drammatico che non lascia spazio a dubbi. Una fotografia indelebile di un punto di passaggio per lei ma anche per l&#8217;intera società ancora incapace di accogliere determinate differenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alice è una ragazza, una signora anziana dice lei, nata in un corpo maschile. Con tutte le difficoltà che ne vengono. È un libro che dovrebbe dare forza ai ragazzini nella sua stessa situazione ma che dovrebbe soprattutto insegnare agli adulti quanto sia difficile affrontarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in libro che parla di vita ma anche di morte, di suicidio. Una situazione così comune tra i giovani LGBTQ+ da meritarsi una pagina Wikipedia (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Suicidio_tra_i_giovani_LGBT) è causata principalmente dalla difficoltà dei genitori e della società di riconoscere la lor realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è questione di <em>teorie del gender</em> o di <em>lobby g</em>ay<em> </em>come<em> </em> vorrebbero derubricare queste situazioni alcune fazioni politiche e religiose, è questione di riconoscere che non tutti gli esseri umani possono, né soprattutto devono, riconoscersi in qualcosa che non sentono proprio. Nessuno spinge perché ci siano più omosessuali o più transessuali nel mondo ma perché ci sia una maggiore comprensione. Basterebbe la comprensione del fenomeno a far dare per scontati i diritti e i doveri e l&#8217;uguaglianza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco. Questo piccolo libro aiuta alla comprensione, e lo fa in una maniera quasi leggera, senza lunghi discorsi, senza appelli alle morali. Solo una ragazza che racconta di sé.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La nostra vita è fatta da tutto ciò che non esisterebbe se non ci fossimo noi&#8221; </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="684" height="1024" data-attachment-id="9917" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/nascere-nel-corpo-sbagliato/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?fit=1000%2C1498&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,1498" data-comments-opened="1" data-image-title="5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?fit=684%2C1024&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?resize=684%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9917" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?resize=684%2C1024&amp;ssl=1 684w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?resize=768%2C1150&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/5c58c0bdee244f659c4ff16bfd3670d94530204057235497311.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /></figure>
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		<title>Il mondo va comunque avanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 May 2021 15:39:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una questione che molte persone devono ancora capire, ed è una questione che ci portiamo avanti da millenni e che probabilmente ci porteremo avanti ancora. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Via via sempre meno, via via scomparendo nei meandri dei dimenticatoi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mondo va avanti anche senza i no-qualsiasicosa</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>Il mondo è andato avanti nonostante chi non voleva che le persone fossero curate perché doveva decidere il divino</li><li>Il mondo è andato avanti anche se hanno bruciato Giordano Bruno perché sosteneva esistessero altri pianeti</li><li>Il mondo è andato avanti anche se si voleva bruciare Galileo perché diceva che il sole gira attorno alla terra</li><li>Il mondo è andato avanti anche se molti erano convinti che non si potesse volare come hanno fatto i fratelli Wright</li><li>Il mondo è andato avanti anche se il petrolio sembrava più promettente della corrente continua di Edison</li><li>Il mondo è andato avanti anche se Edison screditava la corrente alternata di Tesla che oggi usiamo</li><li>Il mondo è andato avanti anche se la gente pensava che la corrente elettrica fosse pericolosa</li><li>Il mondo è andato avanti anche se prima di Elena Lucrezia Corner a nessuna donna era stato permesso di laurearsi</li><li>Il mondo è andato avanti anche se non volevano che Marie Curie in quanto donna fosse una scienziata e meritasse un Nobel</li><li>Il mondo è andato avanti anche se quando Marie Curie quel secondo Nobel lo ha vinto non volevano lo ritirasse perché troppo emancipata</li><li>Il mondo è andato avanti anche se molti uomini non volevano dare il voto alle donne</li><li>Il mondo è andato avanti anche se alcuni esseri umani non volevano considerare gli africani umani al pari degli altri</li><li>Il mondo è andato avanti anche se alcuni uomini non volevano considerare le donne umani al pari degli altri</li><li>Il mondo è andato avanti anche se qualcuno non voleva venissero usate le cellule staminali</li><li>Il mondo è andato avanti e l&#8217;aspettativa di vita raddoppiata anche se alcuni sono convinti si stesse meglio quando si moriva a 45 anni</li><li>Il mondo è andato avanti anche se le persone avevano paura del GSM, del 2G, del 3G, del 4G, del 5G…</li><li>Il mondo sta andando avanti anche se molti sono ancora critici sui mezzi elettrici</li><li>Il mondo sta andando avanti anche se qualcuno nega il riscaldamento globale</li><li>Il mondo sta andando avanti anche se qualcuno pensa che l&#8217;esplorazione spaziale non dia benefici</li><li>Il mondo sta andando avanti anche se qualcuno ha paura ad ogni tecnologia nuova senza rendersi conto che è vivo grazie ad essa</li><li>Il mondo andrà avanti anche se qualcuno non vuole riconoscere diritti alle categorie LGBTIQ+</li><li>Il mondo andrà avanti anche se qualcuno è convinto che esista una &#8220;famiglia naturale&#8221; e in natura esistono incesti, coppi miste, poligamia, omosessualità, omicidi, infanticidi, interazioni positive tra specie diverse e non si capisce a quale concetto di &#8220;naturale&#8221; fare affidamento</li><li>Il mondo andrà avanti anche se qualcuno ha paura e diffidenza nei vaccini o nella medicina</li><li>Il mondo andrà avanti anche se qualcuno pensa vogliano metterci dei chip</li><li>Il mondo andrà avanti nonostante quelli che remano sempre contro</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo andrà sempre avanti e i no-qualsiasicosa resteranno sempre e inesorabilmente le anonime comparse che hanno permesso al resto di brillare.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Fonte dell&#8217;immagine in evidenza: <a href="https://www.flickr.com/photos/teobonjour/2205269246">giordano bruno | Matteo Mignani | Flickr</a></p>
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		<title>Perché odi gli immigrati. O gli omosessuali. O le donne. O i tossici. O&#8230;</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/perche-odi-gli-immigrati-o-gli-omosessuali-o-le-donne-o-i-tossici-o/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2019 17:54:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cambiamento sta avvenendo ormai da qualche anno, prima sottovoce quando al bar la gente diceva &#8220;Io non ce l&#8217;ho con loro ma&#8230;&#8220;, poi complice una certa politica tutti quei &#8220;io non sono [omissis] ma..&#8221; è diventata nella pratica la formula di una nazione tanto da arrivare al governo e venire sdoganata come normale, ampiamente [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento sta avvenendo ormai da qualche anno, prima sottovoce quando al bar la gente diceva &#8220;<em>Io non ce l&#8217;ho con loro ma&#8230;</em>&#8220;, poi complice una certa politica tutti quei &#8220;<em>io non sono [omissis] ma..</em>&#8221; è diventata nella pratica la formula di una nazione tanto da arrivare al governo e venire sdoganata come normale, ampiamente accettata. Conosco perfino persone che pur lavorando nel sociale e con poveri e stranieri non provano nessuna pietà per chi arriva in barcone, e questo vale per ognuna delle minoranze che vengono regolarmente vessate. Non è solo questione del fatto che vessare una minoranza sia più semplice, che faccia sentire un&#8217;appartenenza, che aiuti a distrarci da problemi più immediati o ci faccia sentire migliori. Forse esiste un altro meccanismo insito nell&#8217;uomo a spingere la massa in quella direzione.</p>



<span id="more-6052"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, come spesso accade, va visto dal punto di vista di una società che abbia in se un&#8217;idea di <em>morale.</em> In senso generico, ed in modo trasversale tra le culture e le religioni c&#8217;è spesso la visione che il mondo sia <em>giusto</em>, che a comportamenti scorretti e negativi debba necessariamente corrispondere una reazione negativa, e viceversa che comportamenti corretti e positivi corrispondano necessariamente a premi divini, karmici, o meritocratici che siano. Non è passato molto da quando si considerava l&#8217;AIDS legata esclusivamente al tipo di desiderio sessuale, e c&#8217;è ancora chi predica che il non avere figli sia causa di tumore al seno (<a href="https://www.repubblica.it/dossier/salute/saluteseno/2019/03/30/news/congresso_famiglia_verona_avere_figli_da_giovani_e_allattarli_protegge_dal_cancro_al_seno_facciamo_chiarezza-222874349/">https://tinyurl.com/y659clee</a>), o peggio chi considera i terremoti punzoni divine (<a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/-terremoto-punizione-divina-radio-maria-sospende-padre-giovanni-cavalcoli_3040030-201602a.shtml">https://tinyurl.com/y3jqp5el</a>).<br>Nel 1966 il sociologo Melvin Lerner e la psicologa Carolyn Simmons hanno pubblicato sul <em>Journal of personality and social psychology </em>uno studio dal titolo  <br>“La reazione dell&#8217;osservatore alla &#8216;vittima innocente&#8217;: compassione o rifiuto?”  (“Observer’s Reaction to the ‘Innocent Victim’: Compassion or Rejection?” <a href="https://psycnet.apa.org:443/record/1966-11086-001" rel="noopener noreferrer">https://tinyurl.com/y3833sme</a>). L&#8217;idea era partita da Melvin in relazione al comportamento degli infermieri con cui collaborava e che risultavano involontariamente gentili e cordiali con alcuni malati mentali e sgarbati fino ad accusarli di essere colpevoli dei propri problemi con altri. Voleva capire quale relazione ci fosse tra la compassione e l&#8217;osservazione esterna di una situazione &#8220;dolorosa&#8221;.<br>I soggetti dello studio venivano posti ad osservare attraverso una televisione a circuito chiuso una donna sottoposta ad un test di memoria. La donna, che in realtà era un&#8217;attrice d&#8217;accordo con i ricercatori, sembrava subire una scossa elettrica ad ogni risposta sbagliata.<br>Solo ad un gruppo ridotto dei soggetti venne chiesto se sarebbero stati d&#8217;accordo sul sostituire il sistema <em>a punizione</em> con uno a <em>rinforzo positivo</em>, premiando la donna alle risposte giuste invece che punirla a quelle sbagliate. Quasi tutti, ovviamente, accettarono di buon grado questa proposta. <br>Alla fine dell&#8217;esperimento il gruppo a cui era stato proposto di modificare la punizione in rinforzo positivo descrisse la donna come vittima innocente che non meritava di essere punita mentre il gruppo a cui non era stato proposto considerò in larga maggioranza la donna meritevole di essere punita. Dal loro punto di vista la donna meritava le scosse elettriche in quanto incapace di concentrarsi a sufficienza per portare a termine la prova di memoria: se si fosse concentrata di più, secondo questi, sarebbe stata in grado di superare la prova indenne.<br>L&#8217;analisi dei dati portò i ricercatori a comprendere che chi non aveva potuto impedire la sofferenza della donna non era in grado di accettare l&#8217;ingiustizia e si trovava inconsciamente costretto a trovare delle motivazioni che rendessero quella situazione giustificata.<br>In psicologia questo meccanismo viene definito <em>razionalizzazione post hoc</em>. lo stesso si quando si produce una fallacia del tipo:<br></p>



<ul class="wp-block-list"><li>si è prodotto&nbsp;<strong>A</strong>, poi si è prodotto&nbsp;<strong>B</strong> </li><li>dunque&nbsp;<strong>A</strong>&nbsp;ha causato&nbsp;<strong>B</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che il susseguirsi degli avvenimenti non implica necessariamente che il primo sia causa del secondo. Se c&#8217;è un aumento di immigrati e io vengo rapinato non significa necessariamente che l&#8217;aumento di immigrati abbia causato la mia rapina. Se vaccino mio figlio al primo anno di età e poi a tre scopro che soffre di autismo non significa necessariamente che il vaccino sia la causa dell&#8217;autismo. Se mangio la pastasciutta oggi e domani vengo investito non significa che la pastasciutta sia la causa del mio investimento. Al contrario, seguendo questo ragionamento, la rapina che ho subito e l&#8217;autismo del figlio, potrebbero dipendere dalla pastasciutta perché a ben guardare l&#8217;ordine delle cose sia il figlio che io ce ne siamo nutriti prima dei due eventi.<br>A partire dallo studio di Lerner e Simmons ne sono stati svolti diversi altri sull&#8217;argomento: “Experimental Research on Just-World Theory: Problems, Developments, and Future Challenges”, pubblicato da Carolyn Hafer e Laurent Bègue nel  <em>Psychological Bulletin</em>, Vol. 131 (<a href="https://www.researchgate.net/publication/8098570_Experimental_Research_on_Just-World_Theory_Problems_Developments_and_Future_Challenges">https://tinyurl.com/y43aycjw</a>) indicava nel 2005 66 ricerche a tal proposito con diversi modelli teorici e interpretazioni. Oltre che sulla percezione degli infermieri rispetto gli ammalati sono stati fatti studi su casi di violenza domestica, stupro, incidenti stradali, povertà, immigrazione. In tutti i casi i risultati hanno mostrato una correlazione secondo cui chi più ha una maggior convinzione in un <em>mondo giusto</em>, premi divini o karmici più ha la tendenza ad avere minore empatica verso le vittime. Questo causa una tendenza a razionalizzare la situazione motivando il male accaduto come una conseguenza di errori della vittima, che per tanto andrebbe punita.<br>Per uscire da questo meccanismo che altro non è che una forma di pregiudizio, l&#8217;unico modo è quello di cercare di comprenderlo al meglio. Bisogna capire che la tendenza a colpevolizzare la vittima purtroppo non nasce sempre da cattiveria o ignoranza ma spesso, per assurdo, proprio dal bisogno di trovare un senso alla sofferenza delle persone. La nostra mente fatica ad accettare la violenza o il dolore insensati e privi di raziocinio e cerca di inquadrarli in qualcosa che è in grado di comprendere ed incasellare. Di conseguenza a volte è proprio l&#8217;idea che esista un <em>mondo giusto</em>, che regoli autonomamente e bilanci il bene ed il male che porta a perpetrare involontariamente tale ingiustizia. Invece di provare a fermarla uscendo dallo schema si finisce per giustificarla ed esserne complici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica è lo stesso meccanismo che a tutti noi fa pensare che il nostro amico <em>se le va sempre a cercare</em> quando gli capita spesso qualche sfortuna, o che ci toglie l&#8217;empatia verso quelli che chiamiamo <em>tossici</em>, perché potevano pensarci prima o alle donne con problemi di alimentazione perché sono stupide e non capiscono che stanno bene anche così, o peggio ancora a dire di una donna stuprata che se l&#8217;è andata a cercare. La differenza è che ultimamente sono i leader politici a indicarci chi odiare e lo fanno per acquisire la nostra fiducia, il nostro interesse. Usano la nostra <em>razionalizzazione ad hoc</em> per convincerci che i nostri problemi derivano da dei fattori esterni, invasori o che vogliano sovvertire le nostre regole o che vogliano in qualche modo continuare a perpetrare quegli stessi problemi semplicemente perché così noi, convinti di non poterci fare nulla non solo non potremo provare empatia, ma non ci lamenteremo dell&#8217;incapacità di questi politici stessi di risolvere i problemi, o spesso della loro colpevolezza nel causarli. Questo tra l&#8217;altro sarà un ottimo meccanismo perché avendo dimostrato la loro tesi con la fallacia di cui sopra  </p>



<ul class="wp-block-list"><li>si è prodotto&nbsp;<strong>A</strong>, poi si è prodotto&nbsp;<strong>B</strong> </li><li>dunque&nbsp;<strong>A</strong>&nbsp;ha causato&nbsp;<strong>B</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Potranno perdere tempo a fingere di risolvere <strong>A</strong> per dare a noi la percezione che <strong>B</strong> stia migliorando. E continuare a dare la colpa ad <strong>A</strong> qualora <strong>B</strong> non migliori sensibilmente.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Fonte di ispirazione: QueryOnline <a href="https://www.queryonline.it/2017/04/06/dare-un-senso-alla-sofferenza-lipotesi-del-mondo-giusto/">https://www.queryonline.it/2017/04/06/dare-un-senso-alla-sofferenza-lipotesi-del-mondo-giusto/</a> </p>
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