Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

I dimenticati d'Abruzzo

di Fabrizio Gatti

Centri storici abbandonati, strade invase dalle macerie, 30 mila ancora sfollati, 15 mila senza lavoro. Nuovi alloggi già deteriorati. Viaggio nei luoghi martoriati dal terremoto. Sedici mesi dopo le scosse

(19 agosto 2010)

Il centro di Sant Eusanio Forconese foto di Fabrizio Gatti Il centro di Sant’Eusanio Forconese
foto di Fabrizio Gatti
Qualcuno ha chiamato per nostalgia il numero della sua casa pericolante. E un bel giorno ha sentito rispondere. “Chi parla?”. “Chi parla? Ma chi sei tu?”. Quello dell’Aquila è stato il primo grande disastro italiano nell’era della comunicazione. E la comunicazione non può aspettare. È per questo che Telecom, secondo quanto è stato detto ad alcuni sfollati dallo sportello clienti, sta assegnando ad altri i numeri dei contratti sospesi dopo il terremoto.

Comincia così l’oblio. Ti cancellano dall’elenco telefonico.



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Draquila, L'Italia che trema (recensione)

Non mi è facile fare una recensione priva di emozione, sono passati pochi minuti da che sono uscito dal cinema, il Cinema Diamante, uno dei pochi, pochissimi cinema dove a Verona danno e daranno questo film, in questo e in quelli affiliati allo stesso gruppo.
Troppo scomodo metterlo nei grossi cinema, al Warner Village, all’UCI, troppo scomodo soprattutto in una città come Verona nella quale anche i circoli culturali non affini a determinate opinioni vengono chiusi con scuse di dubbia liceità.

Incontrarci Tommaso con cui ho condiviso la mia avventura a l’Aquila è stato da un lato un piacere immenso, il piacere di incontrare di nuovo un fratello, dall’altra considerato che abita a 50km da questo cinema la conferma che questo film verrà come sempre nascosto all’opinione pubblica, e la gente non lo vedrà se non chi sa già di cosa parla, di che si tratta, che cosa contiene.

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Terremoto, svelate le trame che hanno ricostruito l’Abruzzo

di Alessio Postiglione
INCHIESTA. Una verifica sulle società che hanno partecipato al progetto Case restituisce dati inquietanti. Legami con criminalità e politica.

Negli appalti, in Abruzzo, qualcosa potrebbe essere andata storta. Per ora, l’attenzione della magistratura si è concentrata sul G8. Ma sono gli stessi appalti delle ricostruzione a meritare qualche considerazione in merito ai soggetti coinvolti: ci imbattiamo, infatti, in complicati intrecci, conflitti d’interesse, rapporti con ditte discutibili, imprenditori e dirigenti con disavventure giudiziarie. Ad incuriosirci particolarmente è il progetto C.a.s.e, Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili; 184 edifici, circa 4.600 appartamenti, capaci di resistere a nuovi sismi, immersi nel verde. Un progetto per una spesa totale di circa 710 milioni di euro.

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L'Aquila, protesta "delle 1000 chiavi" in centro

Iniziativa simbolica “1000 chiavi per riaprire la città” capoluogo d’Abruzzo

L’AQUILA – Gli aquilani sono tornati in centro, molti di più rispetto ai trecento della scorsa settimana, per appendere simbolicamente delle chiavi sulle transenne del corso e dire così “riprendiamoci la città, si riapra per quanto possibile il centro storico, si comincino i lavori di ricostruzione”. Ma stavolta non si sono accontentati di oltrepassare le barricate per raggiungere piazza Palazzo, la piazza del Comune, ma hanno proseguito oltre raggiungendo vicoli e vicoletti per 10 mesi interdetti ai cittadini dopo il terremoto del 6 aprile.

Vicolo dopo vicolo, senza ordine, a piccoli gruppi: i cittadini aquilani sono poi ritornati – molti per la prima volta dal giorno del terremoto – nella zona rossa.

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L'Aquila aspetta il miracolo

di Primo Di Nicola

Sfollati a quota 40 mila. Macerie ancora da rimuovere. Rischi inquinamento. È lungo l’elenco dei problemi irrisolti. A dieci mesi dal sisma

Vigili al lavoro davanti al palazzo del Governo

VIDEOINCHIESTA L’Aquila, l’emergenza continua
La nomina a ministro annunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una commossa lettera di addio agli abruzzesi su una pagina del ‘Centro’. Così Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, alla fine di gennaio ha passato le consegne al nuovo commissario per la ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi e al suo vice, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Se ne è andato con la riconoscenza dei terremotati per il modo in cui la Protezione civile ha offerto i suoi generosi aiuti e l’orgoglio per quanto realizzato per avviare

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Terremoto in Abruzzo: 30mila persone ancora fuori città

10/11/2009, ore 22:12
Intanto Bertolaso annuncia il suo possibile ritiro
Terremoto in Abruzzo: 30mila persone ancora fuori città
di: Elisa Scarfogliero

L’AQUILA – Procede la ricostruzione post terremoto in Abruzzo. Anche se, stando agli ultimi dati, un po’ a rilento. Sono infatti 30mila gli aquilani costretti a vivere ancora lontano dalla loro città. In molti poi, pur di non lasciare il capoluogo, hanno preferito restare nelle tendopoli nonostante il freddo che già si fa sentire in questo avvio della stagione invernale.
Ad esporre i numeri e a spiegare lo stato attuale dei fatti, è il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Il primo cittadino aquilano, infatti, dopo la presentazione di questa mattina a Montecitorio di un’iniziativa per raccogliere fondi per la ricostruzione, ha tracciato il quadro della situazione.


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La tendopoli chiude: l'ira degli sfollati

L’AQUILA – La notizia rimbalza di tenda in tenda. “Ci mandano via, ci deportano come gli ebrei”. C’è paura, nella tendopoli di piazza d’Armi. “Per ora – raccontano alcuni sfollati in attesa del pranzo in mensa – non ci sono conferme ufficiali, solo annunci di prossime riunioni. Ma noi sfollati abbiamo già capito che qui stanno smobilitando tutto. Ci sono già i primi segnali: hanno smontato alcuni bagni e lavandini e altri servizi. E poi – ecco un altro segnale – sono arrivate le televisioni, come se sapessero che sta per succedere qualcosa. In tenda si sta male ma fuori si può stare peggio. C’è già chi minaccia di incatenarsi da qualche parte per non farsi deportare. Le voci sono tante. “Ci portano nella caserma della Guardia di

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Abruzzo… articoli interessanti

Tre articoli interessanti…

L’Aquila moribonda: un SOS all’Europa

Siamo agli inizi del quinto mese dal rovinoso sbriciolamento díuna intera città e dalla fuga in massa dei suoi abitanti. Il motto più diffuso, variamente utilizzato in questa o quellíoccasione, è stato ìLíAquila feritaî. Dalle ferite si può guarire o, invece, morire per infezione: ed è purtroppo questa seconda terribile ipotesi che sta consolidandosi sullo spettrale sfondo della città, la cui

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Ecco perché all’Aquila non si ricostruisce

Il Cavaliere di nuovo a Coppito, ma la ricostruzione è ancora in alto mare.

Sale sul montacarichi e si fa portare sul tetto di una casa in costruzione dove scioglie il nastro che tiene chiusa una bandiera italiana. Il tricolore, una volta liberato, garrisce al vento, con accanto il volto sorridente del presidente del consiglio.
Il palcoscenico è quello di Bazzano, una delle zone dove sorgeranno le tremila casette destinate ai terremotati aquilani. Attore protagonista, Silvio Berlusconi,


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Se a settembre sono tutti fuori dalle tende andrò in giro con le mutande in testa per il centro storico della mia città.

Se a settembre sono tutti fuori dalle tende andrò in giro con le mutande in testa per il centro storico della mia città.

Terremoto, Bertolaso ai sindaci: “A settembre fuori dalle tende”

Il Capo della Protezione Civile ha ribadito ai sindaci abruzzesi che entro la fine dell’estate saranno consegnati a tremila famiglie i primi appartamenti

Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha incontrato oggi all’Aquila, nella caserma della Guardia di finanza di Coppito, alcuni sindaci del cosiddetto “cratere” del terremoto insieme ad altri amministratori locali. A loro ha ribadito che entro fine settembre nessuno resterà nelle tende. Bertolaso ha affermato che entro la fine dell’estate saranno consegnati a tremila famiglie i primi appartamenti del “Progetto Case”, in fase di attuazione.



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