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	<title>real-time bidding Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>real-time bidding Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Real-Time Bidding, privacy violata nonostante il GDPR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 15:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il GDPR, o Regolamento generale per la protezione dei dati (https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue) è stato indubbiamente un grande passo avanti per la gestione della nostra privacy, ha imposto regole a volte un po&#8217; farraginose ma senza dubbio molto importanti ed efficaci per proteggerla. Ma come sempre c&#8217;è chi è molto creativo nel trovare alternative per aggirare ogni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il GDPR, o<em> Regolamento generale per la protezione dei dati </em>(<a href="https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue</a>) è stato indubbiamente un grande passo avanti per la gestione della nostra privacy, ha imposto regole a volte un po&#8217; farraginose ma senza dubbio molto importanti ed efficaci per proteggerla. Ma come sempre c&#8217;è chi è molto creativo nel trovare alternative per aggirare ogni forma di regola, soprattutto quando di mezzo possono esserci forti guadagni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La più grave di queste è probabilmente il <em>Real-Time Bidding</em>, che in italiano si traduce in <em>Offerte in tempo reale</em>. La cosa emerge da un&#8217;inchiesta di <em>Iccl Irish Council for Civil Liberties</em> (<a href="https://www.iccl.ie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.iccl.ie/</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>real-time bidding</em> è un processo a cui tutti siamo costantemente sottoposti nella nostra navigazione Internet o nell&#8217;uso di app che riportano pubblicità. Un processo a cui siamo tutti sottoposti e che quasi nessuno (dei non addetti ai lavori) conosce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho già parlato di come la pubblicità sfrutti massivamente informazioni legate alla nostra navigazione nell&#8217;articolo <strong>Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?</strong> (<a href="https://wp.me/pQMJM-26S">https://wp.me/pQMJM-26S</a>), ma la scelta di quale pubblicità venga veicolata è legata al meccanismo del <em>real-time bidding</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il <em>real-time bidding</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in clicchiamo su un risultato di un motore di ricerca o digitiamo l&#8217;indirizzo di un sito di una specifica tematica potenzialmente commerciale, in pochi millesimi di secondo viene lanciata una specie di asta tra le agenzie pubblicitarie. In quel momento Google/Microsoft/Facebook/Amazon&#8230; sa una tematica a cui siete certamente interessati in quell&#8217;istante e dove vi trovate permettendo di avvisare le agenzie pubblicitarie di questa informazione e attendendo offerte -automatizzate- da parte di queste per scegliere quale mostrarvi. Quella che ha offerto di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sembra nulla di spaventoso, asta a parte è esattamente quello che ci si aspetta da questo genere di sistema pubblicitario, giusto?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto del dell’<a href="https://www.iccl.ie/">Irish Council for Civil Liberties</a>&nbsp;o ICCL sul <em>real-time bidding</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto&nbsp;dell&#8217;ICCL il&nbsp;<em>real-time bidding</em>&nbsp;sarebbe&nbsp;<em>“la più grande violazione di dati personali mai vista”</em>, e che&nbsp;<em>“agisce dietro le quinte nei siti web e nelle app, traccia quello che guardi, non importa quanto sia privato o sensibile, e registra dove vai. Ogni giorno trasmette continuamente questi dati su di te a una serie di aziende, permettendo loro di profilarti”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le principali aziende che si occupano di <em>real-time bidding</em>, come ci si può immaginare, sono anche le più grandi multinazionali dell&#8217;informatica, Google, Microsoft, Meta (la società che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp) e Amazon. Tutte queste raccolgono una grande quantità di dati per ogni utente creando per ognuno una sorta di identikit virtuale, e non ci sono molti modi per proteggersi da questo tipo di dossieraggio senza smettere di usare ogni forma di tecnologia. Nulla di nuovo ne ho già parlato in parecchi articoli.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La modalità in incognito del browser protegge la mia privacy? </a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/perche-ognuno-vede-risultati-diversi-nelle-ricerche-su-internet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Perché ognuno vede risultati diversi nelle ricerche su Internet?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/sui-dati-rubati-a-facebook/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parliamo dei dati rubati a Facebook?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/parliamo-anche-dei-dati-rubati-a-linkedin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parliamo anche dei dati rubati a Linkedin?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/nuovo-aggiornamento-della-privacy-su-whatsapp-maggio-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuovo aggiornamento della privacy su WhatsApp (Maggio 2021)</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La modalità in incognito del browser protegge la mia privacy?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-sa-facebook-di-me-cosa-sa-google-di-me/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sa Facebook di me? Cosa sa Google di me?</a></li><li><a href="https://www.staipa.it/blog/cosa-sono-i-cookies/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sono i Cookies?</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che non ci sono neppure modi per avere la certezza che i dati inviati da questi colossi alle agenzie pubblicitarie per permettere l&#8217;asta del <em>real-time bidding</em> non siano a loro volta utilizzati in maniera scorretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sua volta un&#8217;indagine del <em>Financial Time </em>(<a href="https://short.staipa.it/6vv0k">https://sho</a><a href="https://short.staipa.it/6vv0k" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rt.staipa.it/6vv0k</a>) indica come esista un mercato illegale di scambio di questi dati, tra i quali appaiono informazioni delicate come l&#8217;orientamento sessuale, lo stato di salute, le posizioni politiche e l&#8217;etnia, religione, divorzio, lutto, salute mentale, infertilità e malattie sessualmente trasmissibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie al GDPR i dati non possono essere legati ad una anagrafica in stile umano, non possono esserci il nome e il cognome di un utente, ma questo non impedisce che tale profilo sia sufficientemente dettagliato da rappresentare una persona in maniera puntuale e così volendo non è impossibile attraverso i dati rappresentati risalire alla persona specifica, tanto più collegando la geolocalizzazione. Ne avevo parlato in maniera molto più limitata in <a href="https://www.staipa.it/blog/la-modalita-in-incognito-del-browser-protegge-la-mia-privacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La modalità in incognito del browser protegge la mia privacy? </strong></a> mostrando come sia facile identificare in maniera univoca un utente anche senza usare o cookies e simili tecnologie.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://i0.wp.com/blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEirNLrZspe7k4RaADOKPNbNf_JkOF7FbfI35_uUzEAtdXqpyqOkRPTsDsde2XOCfxRfYAjx715wZkQbfTn7ej5DGw4885AMDP8VVK2dYumeCaU2VTX9YOCq4Vj3seE-ZDTpHpLMk7w5GtH1VKt4IlYFgx6m9Hvg506PVFmgENQNTwJPEN_FKP4/s767/Screen%20Shot%202022-05-18%20at%2023.35.49.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEirNLrZspe7k4RaADOKPNbNf_JkOF7FbfI35_uUzEAtdXqpyqOkRPTsDsde2XOCfxRfYAjx715wZkQbfTn7ej5DGw4885AMDP8VVK2dYumeCaU2VTX9YOCq4Vj3seE-ZDTpHpLMk7w5GtH1VKt4IlYFgx6m9Hvg506PVFmgENQNTwJPEN_FKP4/s16000/Screen%20Shot%202022-05-18%20at%2023.35.49.png?ssl=1" alt=""/></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;rapporto&nbsp;dell’ICCL indica come Google invii dati per il <em>real-time bidding</em>&nbsp;a più di 4500 aziende e che alcuni di questi abbiano usato, in particolare i dati di geolocalizzazione, per profilare chi avesse partecipato alle manifestazioni di Black Lives Matter i come perfino il Dipartimento per la Sicurezza Interna statunitense abbia usato lo stesso tipo di dato per tracciare persone senza richiedere un mandato.</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file aligncenter"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/Mass-data-breach-of-Europe-and-US-data-1.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Incorporamento PDF."></object><a href="https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/Mass-data-breach-of-Europe-and-US-data-1.pdf" class="wp-block-file__button" download>Download</a></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema però non può essere circoscritto al suolo americano e nonostante il GDPR, secondo lo stesso rapporto, i dati europei vengono tracciati 71 mila volte l&#8217;anno, a fronte di 107 mila di quelli statunitensi. Una differenza tutto sommato non così grande, anche se consideriamo che la popolazione europea è poco più del doppo di quella statunitense capiamo che il GDPR allo stato attuale ci riesce a proteggere solo fino ad un certo punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia le attività online di un singolo utente vengono inviate per il <em>real-time bidding</em> una media di 284 volte al giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto include però solamente Google, e di questo un archivio di trenta giorni, A questi dati vanno quindi aggiunti teoricamente quelli di Microsoft, Meta (la società che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp) e Amazon.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="653" height="783" data-attachment-id="9789" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/real-time-bidding-privacy-violata-nonostante-il-gdpr/image-7-6/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?fit=653%2C783&amp;ssl=1" data-orig-size="653,783" data-comments-opened="1" data-image-title="image-7" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?fit=653%2C783&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=653%2C783&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-9789" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?w=653&amp;ssl=1 653w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=250%2C300&amp;ssl=1 250w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=400%2C480&amp;ssl=1 400w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=83%2C100&amp;ssl=1 83w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=20%2C24&amp;ssl=1 20w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=30%2C36&amp;ssl=1 30w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2022/07/image-7.png?resize=40%2C48&amp;ssl=1 40w" sizes="(max-width: 653px) 100vw, 653px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le industrie del settore del&nbsp;<em>real-time bidding</em> tendono a giustificare il loro operato usando il GDPR stesso, che prevede la clausola «motivi di legittimo interesse» (<a href="https://short.staipa.it/4au2j" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/4au2j</a>)</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" id="risposta"><p><strong>In qualità di azienda/organizzazione, è spesso necessario trattare dati personali per svolgere compiti legati alle attività aziendali. Il trattamento dei dati personali in questo contesto può non essere necessariamente giustificato da un obbligo giuridico o dall’esecuzione delle clausole di un contratto con una persona fisica. In questi casi, il trattamento dei dati personali può essere giustificato sulla base del legittimo interesse.</strong></p><p><strong>La tua azienda/organizzazione deve informare le persone del trattamento al momento della raccolta dei dati.</strong></p><p><strong>La tua azienda/organizzazione deve anche verificare che, perseguendo i propri legittimi interessi, i diritti e le libertà di tali persone non siano seriamente pregiudicate, altrimenti la tua azienda/organizzazione non potrà invocare il legittimo interesse come giustificazione per il trattamento dei dati e bisognerà trovare un’altra base giuridica.</strong></p><p>Esempio</p><p><strong>La tua azienda/organizzazione ha un interesse legittimo quando il trattamento avviene all’interno di una relazione con il cliente, quando si trattano dati personali per scopi di marketing diretto, per prevenire frodi o per garantire la sicurezza della rete e dei dati dei sistemi informatici dell’azienda.</strong></p><cite>Fonte: Sito dell&#8217;Unione euiropea <a href="https://short.staipa.it/4au2j" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://short.staipa.it/4au2j</a></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ma già diversi enti di regolamentazione hanno respinto l&#8217;uso di questa clausola e ci sono azioni legali in corso su questo tema in Regno Unito, Belgio, Germania e Irlanda nel tentativo di limitare il&nbsp;<em>real-time bidding</em>. </p>
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