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	<title>Selfie Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>Selfie Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Ricordarci dove siamo per imparare ad amarci. Tutti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;evoluzione ci ha portati a essere, o a credere di essere, gli animali più intelligenti del cosmo. A costruire cose che all&#8217;apparenza ci allontanano dalla natura, e questa presunzione di allontanamento ci fa sentire superiori ad essa. Ma avete mai visto come in un pollaio i galli spadroneggino e si sentano i più forti? O [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evoluzione ci ha portati a essere, o a credere di essere, gli animali più intelligenti del cosmo. A costruire cose che all&#8217;apparenza ci allontanano dalla natura, e questa presunzione di allontanamento ci fa sentire superiori ad essa. <br>Ma avete mai visto come in un pollaio i galli spadroneggino e si sentano i più forti? O come i gatti in una casa, ignari dell&#8217;esistenza di un mondo all&#8217;esterno, facciano lotte di potere per dimostrare chi tra loro sia il vero leader? Avete mai visto come i bengalini in una gabbia che è di fatto il loro mondo lottino e a volte si uccidano a vicenda per il proprio piccolo spazio vitale?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta solamente di prospettive. Inconsapevoli delle dimensioni reali del mondo in cui vivono gli animali lottano per le risorse, che siano spazio, cibo, potere fine a sé stesso poco importa. Per noi che conosciamo il pianeta è semplice sorridere a quelle situazioni e considerare questi animali come inferiori, a volte come stupidi. In fondo lottano per cose inutili. Il cibo glie lo daremo sempre, l&#8217;acqua pure, se ne staranno al caldo tutta la vita. No?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno, forse, sarà più naturale guardare il nostro pianeta per quello che è, averne una visione come dovremmo tutti avere.<br>Nel 1990 la sonda<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Voyager_1"> Voyager 1</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Voyager_1">https://it.wikipedia.org/wiki/Voyager_1</a>) su idea dell&#8217;astronomo e divulgatore scientifico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Sagan">Carl Sagan</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Sagan">https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Sagan</a>) è stata ruotata per fare una foto della terra dai confini del sistema solare.<br>La foto è denominata <strong>Pale Blue Dot</strong>&nbsp;(<strong>Pallido puntino azzurro</strong>).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="792" height="895" data-attachment-id="7080" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/ricordarci-dove-siamo-per-imparare-ad-amarci-tutti/palebluedot/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?fit=792%2C895&amp;ssl=1" data-orig-size="792,895" data-comments-opened="1" data-image-title="Pale Blue Dot" data-image-description="&lt;p&gt;La Pale Blue Dot (in italiano pallido puntino azzurro) è una fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza.&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Pale Blue Dot&lt;/p&gt;
" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?fit=792%2C895&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?resize=792%2C895&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7080" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?w=792&amp;ssl=1 792w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?resize=265%2C300&amp;ssl=1 265w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?resize=768%2C868&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?resize=425%2C480&amp;ssl=1 425w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?resize=88%2C100&amp;ssl=1 88w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?resize=21%2C24&amp;ssl=1 21w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?resize=32%2C36&amp;ssl=1 32w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/PaleBlueDot.jpg?resize=42%2C48&amp;ssl=1 42w" sizes="(max-width: 792px) 100vw, 792px" /><figcaption>Pale Blue Dot</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E il nostro pianeta è quel puntino indicato dal cerchio.<br>La foto in realtà sarebbe ben più ampia ed orientata diversamente. In questa versione  il nostro pianeta è quel puntino luminoso sulla fascia rosata più a destra.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="7084" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/ricordarci-dove-siamo-per-imparare-ad-amarci-tutti/pale_blue_dot/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?fit=453%2C614&amp;ssl=1" data-orig-size="453,614" data-comments-opened="1" data-image-title="Pale_Blue_Dot" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?fit=453%2C614&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?resize=349%2C472&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7084" width="349" height="472" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?w=453&amp;ssl=1 453w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?resize=221%2C300&amp;ssl=1 221w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?resize=354%2C480&amp;ssl=1 354w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?resize=74%2C100&amp;ssl=1 74w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?resize=18%2C24&amp;ssl=1 18w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?resize=27%2C36&amp;ssl=1 27w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/01/Pale_Blue_Dot.png?resize=35%2C48&amp;ssl=1 35w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Difficile vederlo? Sembra un granello di polvere disperso nel nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure è lì sopra che ognuno di noi litiga a lavoro e si sbatte per uno stipendio, è lì che ognuno di noi si sente un grande perché prende dei like su Instagram, è lì sopra che il presidente degli Stati Uniti ordina di lanciare missili, o alcuni si preoccupano di minuscole barchette che arrivano su infinitesime spiagge, è lì che il vostro vicino di casa vi sta antipatico. Peggio, è lì che sono vissuti tutti quelli che avete mai incontrato, e i vostri genitori, nonni, bisnonni. Lì sopra si è sentito un  semidio Giulio Cesare, lì sopra Einstein ha definito le leggi della Relatività e Dante ha scritto la Divina Commedia, lì sopra promuoviamo guerre fisiche o psicologiche per difendere Dei che stanno a guardare quel puntino e a giudicare ogni briciola che ci vive sopra, lì sopra abbiamo fatto genocidi e stragi per ognuno dei motivi per cui siano mai stati fatti genocidi e stragi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo su quel minuscolo bruscolino di materia che ruota in un universo infinito. Così grande che neppure il sistema solare dal cui confine è stata fatta la foto è nulla più di un microscopico spazio. E su quella briciola invece di pensare alla serenità, alla felicità reciproca, a trovare il modo di condividere quello spazio piccolo e delicato molti di noi non hanno di meglio che lottare per sentirsi migliori di altri, prevaricare altri, accumulare infinitesimi oggettini che dopo poche decine di anni finiranno distrutti o in mano ad altri che si sentiranno altrettanto al centro dell&#8217;universo.</p>



<span id="more-7079"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Come i bengalini in gabbia, come formichine che generano epiche battaglie contro ragni, uccelli o lucertole per conquistare e mantenere quei pochi metri quadrati che riescono ad occupare. Ignare di quanto attorno a loro esista e di quanto sia insignificante visto da fuori quello che fanno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto nell&#8217;agosto del 2012 la Voyager 1 è uscita dall&#8217;eliopausa ed è diventato il primo oggetto costruito dall&#8217;uomo ad entrare nello spazio interstellare ed ora si trova a più di 22 miliardi di km. 22.000.000.000 di km.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo in grado di fare cose così grandiose, siamo in grado di farci un <em>Selfie </em>dai confini del sistema solare ma non siamo in grado di capire quanto sia delicato e piccolo il nostro pianeta, quanto sia più importante salvare quella briciola che ruota nell&#8217;universo che litigare con la propria suocera. Siamo in grado di vedere quanto siamo insignificanti per l&#8217;universo ma vogliamo sempre che qualcuno su questa terra sia più insignificante di noi per discriminarlo e sentirci migliori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carl Sagan, nel suo libro <em>Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space</em> scrisse questo commento della foto che aveva fortemente voluto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L&#8217;insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni &#8220;superstar&#8221;, ogni &#8220;comandante supremo&#8221;, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.</p><p>Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l&#8217;illusione che noi abbiamo una qualche posizione privilegiata nell&#8217;Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c&#8217;è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.</p><p>La Terra è l&#8217;unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c&#8217;è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.<br>Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l&#8217;astronomia è un&#8217;esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c&#8217;è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l&#8217;uno dell&#8217;altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l&#8217;unica casa che abbiamo mai conosciuto.»</p><cite>Carl Sagan &#8211; <em>Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space</em> </cite></blockquote>
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		<title>La disaffezione dal &#8220;Social&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Aug 2018 14:15:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il processo in me è iniziato da un po&#8217;, ammetto di essere sempre stato piuttosto altalenante nell&#8217;uso dei Social Network. So ad esempio di averne abusato ai tempi dei forum quando la parola &#8220;Social Network&#8221; non era ancora stata coniata ma sui forum si conoscevano persone reali, iniziavano discussioni reali che si perpetravano a volte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il processo in me è iniziato da un po&#8217;, ammetto di essere sempre stato piuttosto altalenante nell&#8217;uso dei Social Network. So ad esempio di averne abusato ai tempi dei <i>forum</i> quando la parola &#8220;<i>Social Network</i>&#8221; non era ancora stata coniata ma sui forum si conoscevano persone reali, iniziavano discussioni reali che si perpetravano a volte anche per mesi o anni e che sfociavano in cene, concerti, amicizie, talvolta matrimoni. La venuta di quelli che oggi si chiamano&nbsp;<i>Social Network</i> al contrario è corrisposta ad una maggiore <i>asocialità.</i> Ma non è di questo che voglio parlare. I <i>Social Network&nbsp;</i>sono riusciti a sostituire i vecchi bar di paese in tutto e per tutto, in primis in quello che era la voce di paese, la leggenda metropolitana perpetrata, il&nbsp;<i>mi ha detto mio cugino</i> divenuto il&nbsp;<i>ha condiviso il mio amico</i>, si è espansa fino a diventare realtà come un tempo diveniva realtà nel piccolo quartiere o nella cittadina. Al bar c&#8217;era sempre chi aveva un&#8217;opinione su tutto, ora sui social tutti hanno un&#8217;opinione su tutto. Quello che un tempo era <i>quel</i> <i>ristorante giapponese è il migliore, me lo ha detto una mia amica che lavora all&#8217;Asl</i> si è trasformato in un mucchio di avvocati, ingegneri strutturali, giuristi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La goccia che ha fatto traboccare il vaso della mia sopportazione è legata ad un grave fatto di cronaca recente, non importa quale perché chi sta leggendo nei giorni vicini lo riconoscerà, chi leggerà più avanti forse ne avrà perso memoria. Ci sono stati diversi modi di reagire sui social, perché ovviamente bisogna reagire, dire la propria, muoversi, mostrarsi. Proverò a farne un semplice elenco cercando di stare tra il serio e il faceto</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il buono:</strong> ne pubblica la foto facendo con didascalia simile a <i>Rispettiamo il silenzio</i> o&nbsp;<i>Solo rispetto per le vittime</i> o cose del genere, di fatto perdendo l&#8217;occasione di rispettare il proprio stesso appello e cogliendo quella di farsi vedere buoni</li><li><strong>Lo sfruttatore: </strong>ne pubblica la foto&nbsp;per pompare l&#8217;indignazione, è <i>colpa di tizio</i>, <i>l&#8217;Italia va a rotoli,</i>&nbsp;<i>quando c&#8217;era lui</i>&#8230; per lo più a sproposito, ma mai farsi mancare la ghiotta occasione di farsi notare, tanto se cavalchi l&#8217;indignazione vinci sempre.</li><li><strong>Lo sfruttatore di secondo livello:</strong>&nbsp;aspetta che <i>lo sfruttatore</i> scriva la sua cazzata, tanto si sa che lo farà, è solo questione di tempo, in genere pochissimo tempo. Poi condivide il contenuto accusandolo di strumentalizzare la questione, di fatto strumentalizzandola a sua volta</li><li><strong>Il buono di secondo livello:</strong>&nbsp;aspetta che <i>Il buono</i>, <i>Lo sfruttatore</i> e <i>Lo sfruttatore di secondo livello</i> abbiano iniziato a litigare tra loro, perché spesso anche <i>Il buono</i> alla fine non riesce a trattenersi, a quel punto ricorda a tutti che nessuno sta pensando alle vittime, che stanno tutti strumentalizzando la cosa per rendersi belli e farsi notare. Rendendosi bello e facendosi notare.</li><li><strong>Il buono di terzo livello:</strong>&nbsp;scrive qualcosa come questo articolo risultando assolutamente ipocrita e finto perfino a sé stesso già mentre lo scrive.&nbsp;Ma comunque è felice di essersi fatto notare e si sente più intelligente degli altri.</li><li><strong>L&#8217;espertone:&nbsp;</strong>scrive la sua, si dilunga in aspetti tecnici specifici, indignato come non mai spiega perché hanno sbagliato, ma nella realtà ha imparato tutto per scienza infusa, o per <i>aver studiato all&#8217;Università dell&#8217;Internet</i> mentre nella vita si occupa di tutto meno che quell&#8217;argomento. Si fa notare molto e se gli va bene fa una gran bella figura.</li><li><strong>L&#8217;espertone Vero:&nbsp;</strong>al contrario de <i>L&#8217;espertone</i>, padroneggia davvero il tema ma non si sbilancia se non per dire a <i>L&#8217;espertone</i> che non ha titolo per parlare di quell&#8217;argomento. Si fa notare prevalentemente sulle spalle del suo fratello minore, vive di luce riflessa e se nessuno fa <i>L&#8217;espertone</i> si trova smarrito.</li><li><strong>L&#8217;esperto:&nbsp;</strong>Figura rarissima ormai quasi introvabile. Padroneggia il tema è dà la sua opinione tecnica precisa, ma non fa notizia, nessuno se ne accorge e vive di continue frustrazioni subissato da&nbsp;<i>L&#8217;espertone&nbsp;</i>e da&nbsp;<i>L&#8217;espertone vero</i>. Di tutti è forse quello meno visibile.</li><li><strong>Lo stronzo:</strong>&nbsp;Ignora la notizia, pubblica la foto di un gattino e se la gode passando sopra a tutto.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica ci si trova immersi in un mondo in cui qualsiasi cosa si faccia, o non faccia, ci si ritroverà in una categoria, in una scelta, in un prendere posizione in una continua gara tra chi vuole farsi notare e farsi bello. Una sagra dell&#8217;egocentrismo intervallati da <i>selfie</i>, foto di vacanze e immagini che mostrano un successo dietrologie all&#8217;altro. Dire la verità senza scontrarsi diviene pressoché impossibile, non schierarsi equivale a far si che gli altri ti infilino in una categoria, in genere quella opposta alla loro. L&#8217;opinione di chiunque vale come quella di chiunque altro, esperto o non, competente o non, intelligente o non in un tripudio di verità contrastanti ma assolute.<br>Nessuno che abbia ragione, tutti torto in un relativismo che ormai è l&#8217;unico assolutismo. Non puoi dire la tua o finirai per scontrarti, non puoi farti i fatti tuoi o finirai per scontrarti.<br>E poi se le stesse persone le incontri per strada ci si saluta con imbarazzo senza scambiare più di due parole.<br>Alla fine, ti importava relativamente anche della discussione e sai che parlando non c&#8217;è il tempo che hai quando stai scrivendo, meglio nascondersi dietro la tastiera per affrontare il mondo.<br>Mi sono dato una regola da oggi. Non più di tre interventi, se la cosa non si risolve non importa.<br>Per il resto giudicatemi come vi pare, e se volete parlarmi, discutere con me, suonatemi il campanello ed entrate in casa che ci beviamo qualcosa.</p>
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