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	<title>smarphone Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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		<title>Immuni: come sta andando?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 15:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho parlato di Immuni in alcuni altri articoli, in un primo tempo in Sull&#8217;app di tracciamento per Covid-19 (https://wp.me/pQMJM-1QY) quando ancora si parlava della possibilità di sviluppare una app di tracciamento ero stato molto critico per la questione della privacy in quanto le bozze fino a quel momento non erano affatto convincenti e lasciavano dei [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ho parlato di Immuni in alcuni altri articoli, in un primo tempo in <a href="https://www.staipa.it/blog/sullapp-di-tracciamento-per-covid-19/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sull&#8217;app di tracciamento per Covid-19 </a>(<a href="https://wp.me/pQMJM-1QY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-1QY</a>) quando ancora si parlava della possibilità di sviluppare una app di tracciamento ero stato molto critico per la questione della privacy in quanto le bozze fino a quel momento non erano affatto convincenti e lasciavano dei grossi punti interrogativi. All&#8217;epoca le proposte erano diverse e Immuni non esisteva ancora e le stesse perplessità erano state espresse anche da numerosi altri esperti del settore. Successivamente quando l&#8217;app ufficiale è stata presentata ne ho parlato in <a href="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Immuni: l&#8217;app anti Covid-19. Parliamone</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-1UW" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-1UW</a>) spiegandone l&#8217;assoluta sicurezza in merito ai rischi di privacy ed evidenziando alcune criticità che riporto:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Perché funzioni tutti i malati dovrebbero dichiararsi al medico, e sappiamo che purtroppo molte persone hanno remore a farlo per non rimanere a casa da lavoro</li><li>Potrebbero esserci molti falsi positivi, il mio bluetooth ad esempio vede spesso quello del mio vicino di casa che non incontro mai, sarà da verificare.</li><li>Potrebbero esserci molti falsi negativi, bisogna vedere se davvero ci ammaliamo più per la vicinanza tra persone o magari toccando oggetti toccati da altri, sarà da verificare e sarà più difficile: l’App non l’ha tracciato perché funziona male? O perché non era in uso da entrambi?</li><li>Il parametro della quantità di tempo di esposizione andrà tarato. Come?</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi seppure il mio consiglio fosse quello di installare l&#8217;app ero piuttosto pessimista sul fatto che sarebbe stata adottata bene e utilizzata in maniera corretta. Infine, nell&#8217;ultimo articolo in cui ho trattato nello specifico di Immuni, <a href="https://www.staipa.it/blog/faceapp-si-ma-immuni-no/">FaceApp sì ma Immuni no?</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-1Yg">https://wp.me/pQMJM-1Yg</a>), in una situazione già di scarsa adozione dell&#8217;app avevo evidenziato come fosse poco intelligente non installare Immuni per paura della privacy.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Immuni sta funzionando? Ha funzionato?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta semplice è no. Ma credo che analizzarne i motivi sia qualcosa di fondamentale perché imparare dagli errori potrebbe permetterci in futuro di trarre beneficio da questo genere di applicazione: per quanto si voglia essere ottimisti questa non è la prima pandemia mondiale che abbiamo subito e non sarà di certo l&#8217;ultima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati non sono stati scarsi solo in Italia, anche se in Italia sono stati <em>particolarmente scarsi</em>, soprattutto per quanto riguarda il livello di adozione dell&#8217;App da parte degli utenti. In parole povere pochissimi hanno scelto di installarla, anche rispetto a nazioni che hanno presentato la loro app più tardi. Nonostante questo, va ammesso che anche all&#8217;estero le app di tracciamento non sono andate benissimo aprendo un dibattito tra chi vorrebbe trarre spunto per migliorarle e chi dà per scontato che non possano funzionare. Io come informatico appartengo alla prima delle due visioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati italiani sono disponibili nell&#8217;apposita pagina del sito ufficiale <a href="https://www.immuni.italia.it/dashboard.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I numeri di Immuni</a> (<a href="https://www.immuni.italia.it/dashboard.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.immuni.italia.it/dashboard.html</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riporto qui alcuni dati per fare dei ragionamenti:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="362" data-attachment-id="8506" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/immuni-come-sta-andando/image-3-6/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?fit=1159%2C410&amp;ssl=1" data-orig-size="1159,410" data-comments-opened="1" data-image-title="image-3" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?fit=1024%2C362&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=1024%2C362&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8506" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=1024%2C362&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=300%2C106&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=768%2C272&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=640%2C226&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=100%2C35&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=24%2C8&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=36%2C13&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?resize=48%2C17&amp;ssl=1 48w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-3.png?w=1159&amp;ssl=1 1159w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Fonte: sito ufficiale di Immuni: (https://www.immuni.italia.it/dashboard.html).</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nella settimana dal 15 al 21 febbraio le notifiche inviate nella regione che ne ha ricevute di più, l&#8217;Emilia-Romagna, sono state 289 a fronte di 147 casi segnalati attraverso l&#8217;app. Quando nella stessa regione i casi sono stati da un minimo di 968 a un massimo di 1848 al giorno, per un totale di circa 10.000. </p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="789" height="646" data-attachment-id="8507" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/immuni-come-sta-andando/image-4-4/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?fit=789%2C646&amp;ssl=1" data-orig-size="789,646" data-comments-opened="1" data-image-title="image-4" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?fit=789%2C646&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?resize=789%2C646&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8507" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?w=789&amp;ssl=1 789w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?resize=300%2C246&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?resize=768%2C629&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?resize=586%2C480&amp;ssl=1 586w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?resize=100%2C82&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?resize=24%2C20&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?resize=36%2C29&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/02/image-4.png?resize=48%2C39&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 789px) 100vw, 789px" /><figcaption>Fonte statistichecoronavirus.it (<strong><a href="https://statistichecoronavirus.it/coronavirus-italia/coronavirus-emilia-romagna/">https://statistichecoronavirus.it/coronavirus-italia/coronavirus-emilia-romagna/</a></strong>)</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica Immuni sembra aver ricevuto dai propri utenti l&#8217;1,45% delle segnalazioni dei casi reali e con questo 1,45% ha allertato circa due persone per ogni malato di cui è venuta a conoscenza. Considerato che l&#8217;RT in Emilia-Romagna quella settimana si attestava di poco al di sopra di 1, ossia una persona contagiava mediamente un&#8217;altra o poco più, i risultati sono necessariamente così sconfortanti come li si vuole far apparire? Un dato che manca purtroppo è quanti di quelli che hanno ricevuto la notifica siano poi risultati effettivamente positivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa sarebbe successo se il servizio nazionale avesse obbligato a segnalare tutti i 10.000 casi invece di lasciare alla volontarietà dei pochissimi utenti questa facoltà? Difficile saperlo con certezza. Ma non credo che la lettura dei dati ci dica con certezza che non avrebbe funzionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sito di Immuni riporta anche i dati relativi alla diffusione dell&#8217;app, in particolare dopo una crescita discreta nel periodo autunnale, ossia all&#8217;inizio della seconda ondata, si sono praticamente fermati dopo novembre. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-datawrapper wp-block-embed-datawrapper"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" title="Download App Immuni" src="https://datawrapper.dwcdn.net/UtF59/1/#?secret=akyUlhFfrX" data-secret="akyUlhFfrX" scrolling="no" frameborder="0" height="400"></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Da fine ottobre 2020 a metà febbraio 2021 sono passati da 9,6 a 10,3 milioni. Se prendessimo questo dato per valido, considerato il numero di abitanti in Italia -60,36 milioni- il 17% avrebbe scaricato l&#8217;app. In questi dati però sono compresi anche quelli che l&#8217;hanno installata e non l&#8217;hanno attivata o l&#8217;hanno disinstallata, e sono ricontati tutti quelli che l&#8217;hanno installata più volte. Verosimilmente, quindi, gli utenti che la stanno utilizzando sono molti, molti meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va aggiunto che se chi è positivo poi non inserisce la propria positività, o ha difficoltà a farlo anche grazie ai problemi della sanità, anche se il sistema funzionasse in maniera ottimale sarebbe ulteriormente menomato dal pessimo utilizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei motivi per cui è stato scarsamente utilizzato è senza dubbio la disattenzione diretta del governo. A settembre ne è stata fatta una breve campagna pubblicitaria di qualche settimana e poi basta, l&#8217;opinione pubblica se ne è completamente dimenticata e tutti si sono concentrati sulla speranza derivante dai vaccini e sulle scaramucce del governo stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non voglio polemizzare nuovamente su alcuni politici che si sono perfino schierati contro l&#8217;utilizzo instillando paure che non solo erano ridicole al tempo, ma che oggi lo sono ancora di più dato che il sistema di invio delle stringhe che ho descritto in <a href="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/">Immuni: l&#8217;app anti Covid-19. Parliamone</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-1UW">https://wp.me/pQMJM-1UW</a>) è integrato sia in Android che in iOS, quindi vengono comunque inviate.<br><strong>Non installando Immuni l&#8217;unica garanzia che si ha è quella di non poter avvisare gli altri di essere malati, e non poter ricevere le notifiche di rischio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema che ha contribuito di più al fallimento del progetto, o quantomeno all&#8217;impossibilità di testarne a fondo i risultati è l&#8217;assenza di integrazione reale nel sistema di prevenzione. In autunno per permettere di caricare i propri dati era necessario un intervento degli operatori sanitari, e alcune regioni si sono perfino rifiutate di caricarli (<a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2020/10/14/news/immuni_veneto-270588096/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Repubblica: In Veneto la app Immuni non funziona</a> <a href="https://tinyurl.com/pzrasjam" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/pzrasjam</a>). Attualmente è possibile dichiarare in autonomia la positività grazie alla conferma di un operatore dedicato all&#8217;app e un numero verde, nelle prossime settimane l&#8217;app dovrebbe anche ricevere un aggiornamento per rendere completamente autonomo l&#8217;inserimento del proprio stato grazie al codice CUN fornito dal personale sanitario quando dichiara la positività, ma quando l&#8217;uso è caduto nel dimenticatoio e ormai considerato inutile è difficile convincere le persone a farlo. Soprattutto nel caso i servizi sanitari regionali non collaborassero correttamente fornendo il CUN.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aggiungo un piccolo dettaglio di colore: qualcuno ha sentito notizie sul fatto che il sistema di inserimento dei dati in Immuni sia cambiato? Ne dubito fortemente. E se non c&#8217;è interesse a comunicare queste informazioni, non c&#8217;è interesse che l&#8217;app venga realmente usata. Non è scritto neppure sul profilo twitter di Immuni&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può sperare che con il cambio del governo il nuovo <em>ministro dell&#8217;innovazione</em> prenda in mano la situazione ma come ogni sistema di contract tracing funziona bene prima che esploda il numero di casi, quando si superano le migliaia è davvero difficile starci dietro. Sarebbe comunque utile a mettere davvero alla prova il lato tecnologico dell&#8217;app e vederla in funzione, invece di ucciderla ancora prima che si possa provare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se non lo è stata per questa, alla prossima pandemia potrebbe essere di vitale importanza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come sta andando all&#8217;estero?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le app di contact Tracing sono state utilizzate quasi solamente in Occidente. In praticamente tutti gli stati europei e in molti stati degli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda. Cina, Corea del Sud e Taiwan nonostante un ottimo risultato nel contenimento dei contagi e grande uso di strumenti tecnologici non hanno usato sistemi simili a Immuni e tendenzialmente hanno proceduto con meno remore sulla privacy. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale i risultati sono stati comunque deludenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Germania alla fine di gennaio, l&#8217;app&nbsp;<a href="https://www.coronawarn.app/assets/documents/2021-02-12-cwa-daten-fakten.pdf">Corona-Warn-App</a>, era stata scaricata 25 milioni di volte contro i 10 milioni dell&#8217;Italia, una differenza importante ma non enorme considerato che gli abitanti sono 83 milioni. In compenso il numero di utenti tedeschi che hanno inserito il proprio status di positivo è stato di 240 mila invece degli 11 mila italiani, il 2.080% in più. Anche in Germania, tuttavia, in proporzione ai numeri che servirebbero per far funzionare un simile tracciamento si tratta di numeri piuttosto bassi, e anche da loro ci sono polemiche sullo scarso impatto che l&#8217;app ha avuto sull&#8217;evoluzione della pandemia.<br>In Francia<em> TousAntiCovid</em> non utilizza il sistema integrato in Android e iOs e ha grossi problemi di compatibilità con gli smartphone, in Spagna <em>Radar COVID</em> è stata scaricata da poco più di 7 milioni di utenti e sono stati caricati solo 50.000 casi di positività. Ma le motivazioni sono più o meno sempre, tasso di adozione scarso, poco utilizzo e poca integrazione con il sistema sanitario nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse l&#8217;unico caso non deludente è quello di Inghilterra e Galles dove prima era stata sviluppata un&#8217;applicazione come quella Francese non legata ai protocolli dei relativi sistemi, poi abbandonata in favore di <em>NHS Covid-19 App</em>, scaricata 21 milioni di volte. In Scozia e Irlanda del Nord invece sono state adottate app diverse. Da parte di alcuni ricercatori dell’Istituto Alan Turing e dell’Università di Oxford è stato fatto uno <a href="https://raw.githubusercontent.com/BDI-pathogens/covid-19_instant_tracing/master/Epidemiological_Impact_of_the_NHS_COVID_19_App_Public_Release_V1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio</a> (<a href="https://tinyurl.com/yo2a6mqp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://tinyurl.com/yo2a6mqp</a>)&nbsp;sulla correlazione tra mortalità da covid e download dell&#8217;app <em>NHS Covid-19 App</em>. <strong>La ricerca riporta che l&#8217;adozione dell&#8217;app<em> </em>potrebbe aver evitato tra le 200 mila e le 900 mila infezioni fra novembre e dicembre del 2020</strong>. Se così fosse non sarebbe per niente male. <br>I ricercatori stessi dichiarano che la loro ricerca andrebbe comunque approfondita con maggiori <em>studi randomizzati</em>, per escludere che i cambiamenti nell&#8217;utilizzo dell&#8217;app nel tempo e sulla base delle aree geografiche non riflettano cambiamenti di altro tipo, e che la l&#8217;analisi non attribuisca in maniera errata l’effetto all’app.</p>
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		<title>Non serve il GPS per tracciare il tuo telefono.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2020 21:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
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		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[I casi di Covid continuano ad aumentare e la necessità di tracciare i casi si fa sempre più importante, così sono tornato a farmi un giro sui commenti di chi elogia o denigra l&#8217;app Immuni di cui ho spiegato il funzionamento e la totale non pericolosità per la privacy nell&#8217;articolo &#8220;Immuni: l’app anti Covid-19. Parliamone.&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I casi di <em>Covid</em> continuano ad aumentare e la necessità di tracciare i casi si fa sempre più importante, così sono tornato a farmi un giro sui commenti di chi elogia o denigra l&#8217;app<em> Immuni</em> di cui ho spiegato il funzionamento e la totale non pericolosità per la privacy nell&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Immuni: l’app anti Covid-19. Parliamone.</a>&#8221; (<a href="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-1UW</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei motivi più ricorrenti che ho letto e che sento è la paura dell&#8217;attivare il GPS sul proprio telefono. Premesso che immuni, come ampiamente spiegato (<a href="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/#NonUsaGPS" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-1UW#NonUsaGPS</a>) non utilizza il GPS, qualcuno teme che attivandola la batteria del telefono duri sensibilmente di meno, ma è falso. L&#8217;attivazione del GPS senza l&#8217;uso continuo da parte di una App non consuma praticamente nulla.<br>Il GPS è un sensore di ricezione che non invia segnali ma li riceve dai satelliti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La paura più difficile da far passare invece è quella che Google o Apple ci spiino attraverso il GPS e che tenendolo spento siamo più &#8220;al sicuro&#8221;. Far passare tale paura raccontando che quei dati sono solo raccolti in maniera aggregata e che le due aziende non hanno nessun interesse a sapere dove sia una specifica persona ma piuttosto di capire come funzioni l&#8217;andamento del traffico, l&#8217;ammassamento in una data zona e macro dati di questo genere è ovviamente impossibile. Non perché non siano vere ma perché aprioristicamente chi crede nel complotto del controllo continuerà a crederci. L&#8217;altra strada, sempre senza mentire, è quella di ingigantire all&#8217;ennesima potenza la paura di queste persone con una semplice serie di dati, da qui questo articolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non serve il GPS per tracciare il tuo telefono. Si può fare tranquillamente senza.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qualunque telefono moderno ha sopra una quantità enorme di sensori, e una quantità enorme di controlli. Ecco qualche esempio facile con cui è possibile tracciare i vostri spostamenti senza l&#8217;utilizzo del gps:</p>



<h3 class="wp-block-heading">Triangolazione delle celle telefoniche: </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le antenne all&#8217;interno del telefono hanno la capacità di calcolare la potenza delle celle telefoniche che si trovano attorno per cercare di agganciarsi alla più vicina e per mostrarvi i livelli di campo, &#8220;quanto prende&#8221; insomma. La posizione fisica delle antenne è facilmente reperibile e di pubblico dominio (vedesi ad esempio <a href="https://www.cellmapper.net/map">https://www.cellmapper.n</a><a href="https://www.cellmapper.net/map" target="_blank" rel="noreferrer noopener">et/map</a>). A questo punto una volta che si sia in grado di calcolare una distanza approssimativa da tre punti definiti, disegnando tre cerchi attorno ai tre punti, il punto in cui si incontrano indicherà la posizione del telefono con una discreta precisione. All&#8217;aumentare delle celle la precisione aumenta. Il tutto è perfettamente fattibile senza l&#8217;ausilio del GPS.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="7680" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/non-serve-il-gps-per-tracciare-il-tuo-telefono/triangolaturacelle/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/triangolaturaCelle.gif?fit=1000%2C1000&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,1000" data-comments-opened="1" data-image-title="triangolaturaCelle" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/triangolaturaCelle.gif?fit=1000%2C1000&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/triangolaturaCelle.gif?resize=381%2C381&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7680" width="381" height="381" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/triangolaturaCelle.gif?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/08/triangolaturaCelle.gif?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Posizionamento delle reti wifi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La gran parte delle reti wifi del mondo ha una posizione nota. Vuoi perché il telefono di altre persone ha segnalato tale WIFI a Google o Apple per i vari servizi tipo &#8220;attiva il wifi quando sei vicino a casa&#8221;, vuoi perché di proprietà di qualche negozio, vuoi perché esistono veri e propri siti che forniscono questo genere di servizi (<a href="https://wifi.italia.it/it/">https://wifi.italia.it/it/</a>, <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=io.wifimap.wifimap&amp;hl=it">https://play.google.com/store/apps/details?id=io.wifimap.wifimap&amp;hl=it</a>, <a href="http://www.freeitaliawifi.it/">http://www.freeitaliawifi.it/</a>) il vostro telefono, continua a verificare se ci sono reti libere o non nei dintorni, facendolo sa a quale rete siete vicini e di conseguenza indicativamente dove vi troviate. Lo stesso può essere fatto con dispositivi bluetooth di cui si conosca la posizione, come quelli posizionati vicino a monumenti, musei o altro per dare informazioni ai turisti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Accelerometro</strong>, <strong>magnetometro</strong>&nbsp;e <strong>giroscopio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti i cellulari ormai hanno questi tre sensori. Il magnetometro è quello che tutti conosciamo più semplicemente come bussola. Permette al telefono di sapere come è orientato nello spazio, l&#8217;accelerometro è uno strumento in grado di capire se il telefono è in movimento e in che direzione, il giroscopio permette di capire se il telefono viene ruotato. A questo punto possedendo le mappe di tutte le strade del mondo (Cosa grazie ai loro servizi di mappe possono fare sia Google che Apple) è piuttosto semplice stimare le lunghezze di un percorso, gli angoli di curvatura e confrontarli con le strade conosciute trovando dove sia stato svolto quel percorso. Anche senza GPS, anche senza triangolatura delle celle, come dimostrato ad esempio dal ricercatore Sashank Narain della Northeastern University (<a href="https://techstory.in/researchers-tracking-withoutgps-2018/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://techstory.in/researchers-tracking-withoutgps-2018/</a>).<br>Questo metodo è più o meno efficace a seconda della città in cui si è testato, ma nella pratica reale se accostato alla triangolatura delle celle diventa potenzialmente perfetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Avere uno smartphone significa essere tracciati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto è chiaro che già l&#8217;idea di possedere uno smartphone implica l&#8217;essere tracciabili e potenzialmente tracciati. Indipendentemente dal vostro uso di Facebook o di Google Maps o di Apple Mappe. Avete scelto di avere in tasca ogni giorno un oggetto che è in grado di tracciarvi e dare informazioni su dove siete al produttore, e non sono solo gli smartphone a farlo. Lo fanno molte automobili moderne, orologi e braccialetti smart&#8230; chi più ne ha più ne metta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi seriamente: se avete paura di essere tracciati spegnete subito il vostro smartphone e non riaccendetelo mai più. </strong>Oppure, come avete già fatto accettate il rischio per apprezzarne le potenzialità. Ogni giorno accettate il rischio di tumori alla pelle per essere più belli, accettate il rischio di rimanere schiacciati in una scatola di ferro per potervi spostare agevolmente in auto, accettate il rischio di soffrire per poter amare ed essere amati, accettate il rischio di poter essere tracciati da un social network per dire la vostra e sentirvi importanti, accettate una piccola dose di violazione della vostra privacy per farvi la tessera del supermercato, o quella del locale notturno, o per vedere su internet qualcosa, ogni giorno accettate il rischio che qualcuno legga i vostri messaggi attraverso la rete mentre li inviate o li ricevete. Il vostro posizionamento è già tracciato. Non avete nulla di cui temere che già non vi stia accadendo ogni giorno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il motivo per cui non installate <em>Immuni</em> è la paura di dare dati a Google o Apple, quei dati li ha già anche senza <em>Immuni</em>, e senza GPS. Non è una scusa valida.</p>
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		<title>Immuni: l&#8217;app anti Covid-19. Attiva in tutta Italia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 08:25:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[Da oggi Immuni (https://www.immuni.italia.it/) è attiva in tutte le regioni, ho già analizzato e spiegato in un precedente articolo (https://wp.me/pQMJM-1UW) perché non è da ritenetsi pericolosa e non è in grado di violare nessun dato sensibile, neppure la nostra posizione. Un veloce riassunto per i pigri: Non invia dati a server se non quando il [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Da oggi Immuni (<a href="https://www.immuni.italia.it/">https://www.immuni.italia.it/</a>) è attiva in tutte le regioni, ho già analizzato e spiegato in un precedente articolo (<a href="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/">https://wp.me/pQMJM-1UW</a>) perché non è da ritenetsi pericolosa e non è in grado di violare nessun dato sensibile, neppure la nostra posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un veloce riassunto per i pigri:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Non invia dati a server se non quando il medico ci dichiara malati, in quel caso manda solo delle stringhe casuali di testo che non contengono dati legati alla persona</li><li>Non registra la nostra posizione</li><li>Non conosce nome indirizzo e nessun dato privato dell&#8217;utente</li><li>Chiunque può visionare e verificare i codici sorgenti (è opensource)</li></ul>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento del 16/06/2020: </strong>qualcuno mi scrive lamentandosi che l’app richiede i permessi di geolocalizzazione: in alcune versioni di Android più datate potrebbe comunque chiedere il permesso di “Localizzazione” che era legato all’utilizzo del bluetooth“. Per le altre Immuni funziona comunque solamente con la geolocalizzazione attiva. Una funzione considerata fondamentale perché Android gestisce in un solo permesso le due funzioni, ma che non permette comunque all’app Immuni di acquisire le informazioni di localizzazione. Se avesse il permesso di utilizzarle in fase di installazione verrebbe richiesta tale funzionalità in maniera esplicita, cosa che non accade. Andando nelle impostazioni di sistema a verificare quali app usino la geolocalizzazione non troverete Immuni, in compenso probabilmente troverete diverse altre app che non vi aspettate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ovviamente sul mio articolo (<a href="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/">https://wp.me/pQMJM-1UW</a>) tutto questo è spiegato in maniera più esaustiva, e anche sul sito dell&#8217;app (<a href="https://www.immuni.italia.it/">https://www.immuni.italia.it/</a>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Su quali smartphone si può installare Immuni?</h2>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Android</strong>: il dispositivo deve avere il Bluetooth Low Energy, il sistema operativo aggiornato ad Android 6.0 o superiore, Google Play Services aggiornati alla versione&nbsp;20.18.13 o superiore. Ma in generale la gran parte degli smatphone di pochi anni fa è normalmente compatibile. I problemi che ci sono stati inizialmente con alcuni smartphone <a href="https://tecnologia.libero.it/immuni-non-funziona-piu-su-smartphone-huawei-36539">Huawei</a> dovrebbero essere risolti.</li><li><strong>iPhone aggiornato a iOS 13.5</strong>&nbsp;(supportato da iPhone 11, 11 Pro, 11 Pro Max, Xr, Xs, Xs Max, X, iPhone SE (seconda generazione), iPhone 8, 8 Plus, iPhone 7, 7 Plus, iPhone 6s, 6s Plus, iPhone SE (prima generazione).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;app si scarica dal&nbsp;Google Play Store o l’<a rel="noreferrer noopener" href="https://apps.apple.com/app/id1513940977" target="_blank">App Store</a>. Attenzione al logo: </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="183" height="178" data-attachment-id="7524" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-attiva-in-tutta-italia/image-3-3/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/image-3.png?fit=183%2C178&amp;ssl=1" data-orig-size="183,178" data-comments-opened="1" data-image-title="image-3" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/image-3.png?fit=183%2C178&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/image-3.png?resize=183%2C178&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7524" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/image-3.png?w=183&amp;ssl=1 183w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/image-3.png?resize=100%2C97&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/image-3.png?resize=24%2C24&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/image-3.png?resize=36%2C36&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/image-3.png?resize=48%2C48&amp;ssl=1 48w" sizes="auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono stati casi di utenti che hanno scaricato l&#8217;app sbagliata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché scaricare Immuni?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Essenzialmente perché la pandemia non è finita. Il rischio di un ritorno c&#8217;è, soprattutto considerato che molti italiani ora si stanno già comportando come se niente fosse.<br>Quello qui sotto è l&#8217;andamento delle morti del&#8217;<em>influenza spagnola</em>. Non solo c&#8217;è stato un picco inaspettato, ma quello che era il primo picco è qello minuscolo a sinistra a inizio 1918. Il secondo è quello enorme. E ce ne è stato un terzo. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/pbs.twimg.com/media/EPdgcDXX0AApW-v.png?ssl=1" alt="Roberto Burioni on Twitter: &quot;Per farle passare l'arrabbiatura le ..."/><figcaption>Andamento morti influenza spagnola</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa che ci sarà un secondo picco, oggi cento anni dopo l&#8217;<em>influenza spagnola</em> siamo sicuramente più pronti e più tecnologicamente avanzati, ma è proprio usando gli strumenti tecnologici che possiamo prevenire un secondo picco. Se saremo in grado di tracciare velocemente eventuali nuovi focolai potremo essere in grado di evitarlo. L&#8217;app <em>Immuni</em> ha esattamente questo scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con buona pace di chi grazie ai risultati ottenuti è convinto che gli sforzi siano stati eccessivi e inutili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se abbiamo passato momenti difficili, se siamo arrabbiati per le perdite umane ed economiche che abbbiamo avuto, se c&#8217;è un modo per evitare di tornare indietro, sfruttiamolo.</p>
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		<title>Immuni: l&#8217;app anti Covid-19. Parliamone.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 14:16:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Poco tempo fa ho criticato il concetto di App di Tracciatura (https://wp.me/pQMJM-1QY). Come me sono stati in molti gli informatici a lamentarsi, non tanto perché critici verso il concetto quanto per la realizzabilità e la sicurezza. Il progetti che venivano presentati allora avevano parecchie criticità e rischi. Le cose nel frattempo sono cambiate e da [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Poco tempo fa ho criticato il concetto di <em>App di Tracciatura</em> (<a href="https://www.staipa.it/blog/sullapp-di-tracciamento-per-covid-19/">https://wp.me/pQMJM-1QY</a>). Come me sono stati in molti gli informatici a lamentarsi, non tanto perché critici verso il concetto quanto per la realizzabilità e la sicurezza. Il progetti che venivano presentati allora avevano parecchie criticità e rischi. Le cose nel frattempo sono cambiate e da qualche giorno è possibile scaricare l&#8217;applicazione <em>immuni</em>, che come poi spiegherò più avanti non si può definire <em>di tracciatura</em>.<br>Non voglio discutere sui tempi di uscita della stessa, anche se spero che sia ormai sempre meno utile, ma potrà essere certamente utile al prossimo rischio di <em>Pandemia</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto alla prima proposta iniziale e vaga di qualche tempo fa le cose sono cambiate parecchio.  Evidentemente le critiche arrivate sono state ascoltate e la soluzione adottata sembra tutto sommato buona. Inanzi tutto è stata abbandonata l&#8217;idea di utilizzare il <em>GPS</em>. Idea pericolosa perché il <em>GPS </em>non prende ovunque, non è sempre preciso, espone l&#8217;utente al rischio di tracciamento da parte di chi dovesse detenere i dati eccetera, e questa è una cosa buona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In secondo luogo ci eravamo allarmati per una serie di motivazioni legate a chi deterrebbe i dati, quale sarebbe la mole di dati da tenere, e come fare sì che siano in sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine l&#8217;altra situazione di allarme era che i dati potessero far risalire a situazioni estremamente personali o uniti a dati che un governo ha già come starebbe accadendo in Cina (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.fanpage.it/esteri/in-cina-lapp-per-tracciare-il-contagio-potrebbe-diventare-permanente-per-10-milioni-di-persone/" target="_blank">https://tinyurl.com/y7w6q2g7</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro dubbio era dal punto di vista tecnico per via di alcuni limiti imposti per privacy e consumo di batteria da parte di Apple su iOs e Google su Android.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente l&#8217;app è uscita, e ne sono uscite le specifiche e devo ammettere che sono davvero interessanti, anche se alcune perplessità restano. Non tanto sulla privacy quanto sull&#8217;aspetto tecnico che porta all&#8217;effettivo risultato di tracciare la Pandemia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente i soliti allarmi persistono da parte di chi o non si è informato sul funzionamento e qualche <em>solito noto </em>politico a cui non voglio fare pubblicità spera in una crescita di consensi spaventando chi sicuramente non si informerà. <br>(Vedi mio articolo sulle Fake News:<a href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/">https://wp.me/pQM</a><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/" target="_blank">JM-1Sz</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="NonUsaGPS">L&#8217;app non usa il GPS. E a prova di questo quando viene installata non ne vengono richiesti i permessi, e funziona perfettamente anche con il GPS disattivato. Anche se in alcune versioni di Android più datate potrebbe comunque chiedere il permesso di &#8220;Localizzazione&#8221; che era legato all&#8217;utilizzo del <em>bluetooth</em>. </p>



<figure class="wp-block-embed-twitter wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-twitter"><blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Non se ne fa nulla. In Android come già spiegato un gazzillione di volte SIA il GPS sia BLE richiedono il permesso geolocalizzazione. Non significa che l’app usi il GPS.</p>&mdash; Stefano Zanero (@raistolo) <a href="https://twitter.com/raistolo/status/1267595161871228929?ref_src=twsrc%5Etfw">June 1, 2020</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
</div><figcaption>Stefano Zenato professore associato presso il DEIB esprto di&nbsp;<strong>sicurezza informatica</strong></figcaption></figure>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento del 15/06/2020</strong>: qualcuno mi scrive lamentandosi che l&#8217;app richiede i permessi di geolocalizzazione: come scritto qui sopra in alcune versioni di Android più datate potrebbe comunque chiedere il permesso di &#8220;Localizzazione&#8221; che era legato all&#8217;utilizzo del <em>bluetooth</em>&#8220;. Per le altre Immuni funziona comunque<strong>&nbsp;solamente con la geolocalizzazione attiva</strong>. Una funzione considerata fondamentale perché Android gestisce in un solo <em>permesso</em> le due funzioni, ma che non permette comunque all&#8217;app Immuni di acquisire le informazioni di localizzazione. Se avesse il permesso di utilizzarle in fase di installazione verrebbe richiesta tale funzionalità in maniera esplicita, cosa che non accade. Andando nelle impostazioni di sistema a verificare quali app usino la geolocalizzazione non troverete <em>Immuni</em>, in compenso probabilmente troverete diverse altre app che non vi aspettate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unico servizio che usa effettivamente è appunto il <em>bluetooth</em>, ossia <em>&#8220;l&#8217;antenna&#8221;</em> che usiamo tutti i giorni per collegare le cuffie senza fili, il vivavoce dell&#8217;auto, o altri dispositivi analoghi. Come abbiamo sperimentato tutti non è in grado di comunicare con dispositivi che siano più lontani di pochi metri e questa è un&#8217;ottima scelta. Se siamo dentro a un bunker dove il GPS non prende, il nostro dispositivo è comunque in grado di verificare se ci siano dispositivi <em>bluetooth</em> nelle vicinanze entro qualche metro.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="356" height="752" data-attachment-id="7377" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/immuni/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/immuni.gif?fit=356%2C752&amp;ssl=1" data-orig-size="356,752" data-comments-opened="1" data-image-title="immuni" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/immuni.gif?fit=356%2C752&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/immuni.gif?resize=356%2C752&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-7377"/><figcaption>Le spiegazioni interne all&#8217;app Immuni</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il segreto che rende anonime le comunicazioni sta nel meccanismo di scambio delle stesse. Il nostro telefono genererà periodicamente un codice univoco <em>pseudocasuale</em>, che non contiene alcuna informazione su di noi e sul dispositivo stesso e lo invierà via <em>bluetooth</em> a tutti i dispositivi che grazie alla stessa tecnologia stima essere entro una certa distanza. In pratica come se noi andassimo in giro dicendo codici come <em>h725! Cat5pq! Cr6bn!</em> e tutti quelli attorno a noi, solo quelli attorno a noi, li annotassero e se ne andassero a spasso. Loro non sanno il nostro nome, indirizzo, o altro. Sanno solo che abbiamo urlato <em>h725</em>, piuttosto che <em>Cat5pq</em>, o <em>Cr6bn</em>.<br>A quel punto se non ci ammaliamo non accadrà nulla, e chiunque abbia trascritto quella serie di &#8220;parole strane&#8221; non se ne potrà fare nulla di utile.<br>Se però dovessimo ammalarci, potremo andare dal nostro medico di base che ci fornirà un apposito pin. Inserendo quel pin nell&#8217;app ci dichiareremo malati. Ma non sarà <em>Stefano Giolo</em> ad essere indicato come malato, sarà il dispositivo che aveva mandato i codici <em>h725</em>, <em>Cat5pq</em>, e <em>Cr6bn</em>. Il dispositivo caricherà tutti i codici che ha inviato e queste verranno caricati in una grande lista su internet, che conterrà tutti i codici inviati dal nostro dispositivo e quelli di tutti gli altri che si sono dichiarati malati. Mescolati. Senza riferimenti. <br>Se non siamo ammalati invece la nostra app andrà periodicamente a confrontare la lista di codici salvati sul server, con la lista delle parole ricevute via <em>bluetooth</em> dai dispositivi a cui siamo stati vicini. Tornado alla metafora di noi che passeggiamo urlando strane parole, tutti quelli che si sono trascritti quelle parole, senza sapere chi io fossi, vanno periodicamente sulla <em>rubrica delle parole</em> a controllare se una di quelle sia stata urlata da qualcuno che poi si è ammalato. Nel momento in cui ci sarà una corrispondenza vuol dire che siamo stati vicini a una persona che poi è stata dichiarata malata, quindi siamo a rischio. <br>Senza che nessuno possa sapere chi era la persona, dove l&#8217;ho incontrata o quando, se non il giorno. Neppure i proprietari del server che contiene la lista dei codici di chi è risultato malato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per limitare i falsi positivi, ad esempio se passiamo accanto a un passante in auto, è stato scelto di mettere un limite di tempo. Ossia dobbiamo essere stati &#8220;<em>a tiro di bluetooth</em>&#8221; da una persona positiva per un tot di tempo perché l&#8217;app si allerti. Il tempo è un parametro interno che immagino verrà regolato nel tempo in base ai risultati dei test preliminari che stanno venendo fatto in questi giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto non si tratta più di una <em>app di tracciamento</em> ma piuttosto di un <em>esposimetro</em> che similarmente a quelli indossati da chi lavora in radiologia si allerta dopo che siamo stati <em>potenzialmente </em>esposti più di un tot di tempo a qualcuno che è poi risultato positivo al virus. Senza farci sapere chi, dove e a che ora. Sono informazioni non necessarie, a noi basta sapere che da quel momento siamo a rischio e che è il caso di isolarci per quindici giorni a partire dal giorno dell&#8217;esposizione, unico dato che l&#8217;app ci fornirà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un limite che anche in questa soluzione preoccupava gli informatici è che su iOs e su Android non era possibile tenere il <em>bluetooth</em> attivo per più di cinque minuti da parte di un app. Questo limite grazie ad Apple e a Google è stato rimosso nell&#8217;aggiornamento 13.5 di iOs e aggiornando i <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.gms">Google Play Services</a> su Android 6 o successivo e comunque disattivabile o attivabile manualmente.</p>



<figure data-carousel-extra='{&quot;blog_id&quot;:1,&quot;permalink&quot;:&quot;https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/&quot;}'  class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="606" height="1280" data-attachment-id="7381" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/covidandroid/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidAndroid.jpg?fit=606%2C1280&amp;ssl=1" data-orig-size="606,1280" data-comments-opened="1" data-image-title="CovidAndroid" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidAndroid.jpg?fit=485%2C1024&amp;ssl=1" src="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidAndroid.jpg?fit=485%2C1024&amp;ssl=1" alt="" data-id="7381" data-full-url="https://i1.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidAndroid.jpg?fit=606%2C1280&amp;ssl=1" data-link="https://www.staipa.it/blog/?attachment_id=7381" class="wp-image-7381" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidAndroid.jpg?w=606&amp;ssl=1 606w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidAndroid.jpg?resize=142%2C300&amp;ssl=1 142w" sizes="auto, (max-width: 606px) 100vw, 606px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="845" height="1600" data-attachment-id="7382" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-parliamone/covidios/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?fit=845%2C1600&amp;ssl=1" data-orig-size="845,1600" data-comments-opened="1" data-image-title="CovidIOS" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?fit=541%2C1024&amp;ssl=1" src="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?fit=541%2C1024&amp;ssl=1" alt="" data-id="7382" data-full-url="https://i2.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?fit=845%2C1600&amp;ssl=1" data-link="https://www.staipa.it/blog/?attachment_id=7382" class="wp-image-7382" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?w=845&amp;ssl=1 845w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?resize=158%2C300&amp;ssl=1 158w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?resize=541%2C1024&amp;ssl=1 541w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?resize=768%2C1454&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?resize=811%2C1536&amp;ssl=1 811w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?resize=254%2C480&amp;ssl=1 254w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2020/06/CovidIOS.jpeg?resize=53%2C100&amp;ssl=1 53w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Impostazioni di raccolta log per Covid su Android e su iOs</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi volesse approfondire consiglio la visione di questo video della <a href="https://www.upad.it/">Fondazione UPAD</a>&nbsp;e al&nbsp;<a href="https://www.upad.it/mua/">Movimento Universitario Altoatesino</a>&nbsp;insieme al consulente su privacy e GDPR Patrick Lazzarotto e il giornalista informatico Paolo Attivissimo, con la moderazione di Pietro Calò, membro del Senatus della Fondazione.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="550" height="310" src="https://www.youtube.com/embed/x6trihjxN0g?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Per chi poi, avesse ancora dubbi sulla sicurezza dell&#8217;applicazione dal sito ufficiale <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.immuni.italia.it/" target="_blank">(www.immuni.italia.it</a>) si accede alla pagina di GitHub che contiene tutti i codici sorgenti (<a href="https://github.com/immuni-app">https://github.com/immuni-app</a>), dove è possibile per chiunque ne abbia le competenze, vedere nei dettagli tutto di come l&#8217;applicazione è sviluppata. Nessun segreto: è tutto lì.<br><br>In ogni caso consiglio di leggere anche le pratice FAQ sul sito ufficiale: <span class="removed_link" title="https://www.immuni.italia.it/faq.html">https://www.immuni.italia.it/faq.html</span></p>



<h2 class="wp-block-heading">Installare o non installare l&#8217;App Immuni?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene l&#8217;App sia già scaricabile il servizio sarà attivo dall&#8217;8 Giugno solamente in Liguria, Abruzzo, Marche e Puglia, verrà reso disponibile più avanti per le altre regioni. Io sono convinto che dal punto di vista di sicurezza non ci siano particolari pericoli, e che quindi valga la pena fare un tentativo. Più persone l&#8217;avranno installata più verosimile sarà la fase di test.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Aggiornamento del 15/06/2020</strong>: da oggi l&#8217;app è attiva in tutta Italia. (<a href="https://www.staipa.it/blog/immuni-lapp-anti-covid-19-attiva-in-tutta-italia/">https://wp.me/pQMJM-1Xk</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano comunque delle forti criticità sul fatto che una simile applicazione sia efficace:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Perché funzioni tutti i malati dovrebbero dichiararsi al medico, e sappiamo che purtroppo molte persone hanno remore a farlo per non rimanere a casa da lavoro</li><li>Potrebbero esserci molti falsi positivi, il mio bluetooth ad esempio vede spesso quello del mio vicino di casa che non incontro mai, sarà da verificare.</li><li>Potrebbero esserci molti falsi negativi, bisogna vedere se davvero ci ammaliamo più per la vicinanza tra persone o magari toccando oggetti toccati da altri, sarà da verificare e sarà più difficile: l&#8217;App non l&#8217;ha tracciato perché funziona male? O perché non era in uso da entrambi?</li><li>Il parametro della quantità di tempo di esposizione andrà tarato. Come?</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sinceramente sono comunque curioso di vedere come si svilupperà l&#8217;idea. Io l&#8217;ho installata, anche se nella mia regione per ora rimarrà inattiva, e seguirò l&#8217;evoluzione del prodotto, sperando che non sia l&#8217;ennesimo spreco tecnologico istituzionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione alle fregature</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione però che ci sono già le prime truffe legate all&#8217;app. Mail e messaggi che richiedono di installarla, e portano a siti contraffatti contenenti malware o cose similari. Non fidatevi.<br>L&#8217;app si può scaricare solamente dal Play Store (https://tinyurl.com/ImmuniPlayStore) o dall&#8217;Apple Store (<a rel="noreferrer noopener" href="https://apps.apple.com/it/app/immuni/id1513940977" target="_blank">https://tinyurl.com/ImmuniAppStore</a>), non invia sms, non invia mail e qualunque informazione dovesse dare la darà solamente dalle notifiche dell&#8217;app stessa. Anche perché per attivarla non è necessario inserire alcun dato.</p>
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		<title>Sull&#8217;app di tracciamento per Covid-19</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/sullapp-di-tracciamento-per-covid-19/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 17:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[InformEtica]]></category>
		<category><![CDATA[Poleminformatica]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Abuso della tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Strani giorni, viviamo strani giorni&#8221; diceva il buon Battiato (https://youtu.be/QPxmw9mqYRY). Su questo non c&#8217;è alcun dubbio. Non lo siamo solo per i fatti storici che stanno accadendo e che ci porteremo avanti nella memoria ma per il fatto che sempre di più le persone si sentono in grado di sentenziare, pontificare, lamentarsi di argomenti che [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><br>&#8220;Strani giorni, viviamo strani giorni&#8221; diceva il buon Battiato (<a href="https://youtu.be/QPxmw9mqYRY">https://youtu.be/QPxmw9mqYRY</a>). Su questo non c&#8217;è alcun dubbio. Non lo siamo solo per i fatti storici che stanno accadendo e che ci porteremo avanti nella memoria ma per il fatto che sempre di più le persone si sentono in grado di sentenziare, pontificare, lamentarsi di argomenti che non conoscono, non solo sui social purtroppo ma anche e soprattutto nelle sfere alte che prendono decisioni sulle nostre vite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni si parla di app di tracciamento per il virus Covid-19, si parla dell&#8217;utilità, della paura, della privacy, e se ne parla quasi sempre a sproposito. Se è chiaro che chi si lamenta per la privacy e lo fa su un social network come <em>Facebook</em> magari dopo aver accettato le policy di giochini per <em>scoprire che frutto sei</em>, o che hanno usato per settimane app come <em>FaceApp</em> tende a coprirsi di ridicolo, meno lampante è come chi prende in giro gli stessi stia dimostrando una superficialità solo di poco minore. Non mi metterò a rispiegare &#8220;<em><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/perche-a-prendere-in-giro-chi-ti-lancia-allarmi-sulla-privacy-stai-solo-facendo-la-figura-dello-stupido/" target="_blank">Perché a prendere in giro chi ti lancia allarmi sulla privacy stai solo facendo la figura dello stupido.</a></em>&#8220;, anche se chi lancia l&#8217;allarme si lascia violare la privacy più di te, l&#8217;ho gia fatto in un articolo precedente (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/perche-a-prendere-in-giro-chi-ti-lancia-allarmi-sulla-privacy-stai-solo-facendo-la-figura-dello-stupido/" target="_blank">https://wp.me/pQMJM-1I0</a>), è un argomento ormai talmente noioso che non merita molte altre parole.<br>Mi soffermerò invece a riflettere su quanto una simile applicazione si fattibile, e utile, e per tanto quanto abbia senso investirci realmente allo stato delle cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto vorrei ricordate alcuni dei precedenti tentativi tecnologici realizzati dal nostro governo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Portale italia.it</strong>: è stato un portale costato 45 milioni di euro, fatto come poteva fare un ragazzino delle medie con WordPress, fallito dopo pochi mesi (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.wired.it/economia/business/2014/09/11/italia-it-redazione/" target="_blank">https://tinyurl.com/y8wemcfm</a>)</li><li><strong>Posta certificata gov</strong>: un servizio di posta certificata gratuita per tutti fornita dal governo, ora non riesco a ritrovarne i costi ma anche questo fu un servizio stra pagato, con il piccolo difetto che invece di essere una posta certificata come tutte le altre poteva comunicare solo con pochi indirizzi governativi scelti. Ovviamente è naufragato brutalmente. (<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/04/posta-certificata-rivoluzione-di-brunetta-finisce-con-maxi-flop/398471/">https://tinyurl.com/y9wy2au9</a>)</li><li><strong>Sito INPS:</strong> Non serve che vi ricordi tutto l&#8217;accaduto ma potete trovare tutte le informazioni che avete dimenticato nelle ultime due settimane in Internet (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.punto-informatico.it/inps-ddos-azure-akamai-cache/" target="_blank">https://tinyurl.com/y9o5b642</a>)</li><li>Varie ed eventuali che tutti abbiamo provato: a me hanno cambiato il nome della via e sono dovuto andare io in anagrafe, fornitori elettricità gas e acqua, ufficio rifiuti eccetera ad avvisare che la mia via aveva cambiato nome, per dire.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che ci aspettiamo è che in poche settimane lo stesso governo, che ora sta litigando sull&#8217;app di tracciatura sia in grado di fornire un servizio che abbia almeno questi requisiti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Sapere che i dati sono al sicuro (<strong>INPS </strong>ha appena avuto la più grossa fuga di dati di sempre <a href="https://www.altalex.com/session/set/?returnurl=https%3a%2f%2fwww.altalex.com%2fdocuments%2fnews%2f2020%2f04%2f02%2finps-grave-data-breach&amp;sso=2NPQ447NIRFJK9AHOP9RTI6F14">https://tinyurl.com/yakav53e</a>)</li><li>Elabori in tempi accettabili gli spostamenti di 60 milioni di persone (<strong>INPS </strong>ha appena avuto un blocco totale solo per mostrare i dati delle partite iva che in Italia sono meno di 4 milioni <a href="https://www.varesenews.it/2020/03/sito-inps-sovraccarico-protesta-dei-consulenti-del-lavoro/915706/">https://tinyurl.com/ya5db8om</a>)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi immagino siano i requisiti che si aspetta un utente medio. Un informatico richiederebbe sicuramente almeno:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Chi custodirà i dati e con quale sicurezza?</li><li>Cosa verrà fatto dei dati una volta finita l&#8217;emergenza?</li><li>Quando l&#8217;app segnala che tu sei passato vicino ad un potenziale positivo cosa devi fare? Perché se passi accanto alla fila del supermercato ad esempio hai grandissime probabilità di passare accanto a un positivo e bassissime di essere contagiato.</li><li>Come garantire che un contagiato installi l&#8217;app e si autodenunci considerato che per molti significa perdere il lavoro con contratto temporaneo che magari gli permette di portare a casa il pane?</li><li>Se l&#8217;installazione è volontaria come garantire che la installi un numero sufficiente di persone? Grazie al senso etico di persone che lasciano mascherine e guanti per terra davanti ai supermercati? (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.google.com/search?q=mascherine+guanti+per+terra&amp;sxsrf=ALeKk01jXhOZzhN9hF8T0zc0cEqtzqeXIA:1587401615923&amp;source=lnms&amp;tbm=nws&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjF_brru_foAhXKQEEAHSceCd8Q_AUoBHoECAsQBg&amp;biw=1638&amp;bih=730" target="_blank">https://tinyurl.com/ybf2ylgr</a> )</li><li>Come gestire tecnicamente l&#8217;enorme mole di dati in arrivo da un app del genere? Il governo è in grado di mettere su un infrastruttura come quella di Google o di Apple?</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Finito con i punti più importanti mi tocca comunque tornare a fare due parole sulla privacy:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi continua con i &#8220;Google già ci traccia, cosa cambia se ci traccia anche il governo?&#8221; vorrei ricordare che lo stesso potrebbe e dovrebbe fare per gli evasori fiscali, quelli che non pagano le tasse che servono per gli ospedali e le terapie intensive. Non lo fa. Come mai?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso no, non siamo tutti tracciati perché a google non interessa quando stai andando dal dermatologo per una malattia venerea, o quando vai a denunciare in un consultorio un atto di violenza subito in casa, o una gravidanza inaspettata, o quando vai dall&#8217;amante. Questa app sarebbe costretta a saperlo, e in caso di problemi di privacy simili a quelli di INPS potrebbero saperlo molte altre persone. Ma non solo, quando tua moglie, tuo marito, il tuo compagno, possono sapere che tu eri dall&#8217;amante solo perché l&#8217;app ha scoperto che sei potenzialmente contagioso per essere potenzialmente stato a casa sua perché l&#8217;altro è passato dalla fila del supermercato chi glie lo spiega cosa ci facevi lì?<br>Basta spegnere il telefono o l&#8217;app quando fai queste cose, giusto?<br>E allora stai rendendo inutile l&#8217;app stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo basta? No. Perché Google, Facebook, Apple non hanno la tua cartella medica, l&#8217;app che si propone sì. E siamo sicuri che tutti siano vogliosi di dire ad un app gestita da server come quelli INPS di aver avuto malattie sessualmente trasmissibili, o di avere un solo testicolo o di avere qualche brutto male?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi qual è la soluzione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non ce l&#8217;ho ma non significa che perché non ho una soluzione non abbia senso ascoltare le critiche: se avete un problema e la soluzione che vi viene fornita è sbagliata non apprezzate comunque che vi venga detto?<br>Almeno potete cercare soluzioni migliori, più adatte. Magari prendendo seriamente in considerazione di coinvolgere gli esperti del settore invece di far parlare tra loro politici che pensano che la tecnologia siano i selfie su Instagram, le frasette sagaci su Twitter e le dirette su Facebook.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è detto che una soluzione tecnologica non ci sia, ma questa, allo stato delle cose mi sembra rischi di essere l&#8217;ennesimo buco in cui buttare soldi e poi trovarsi tra le mani un progetto fallimentare.</p>
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		<title>La democrazia della paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2019 14:38:10 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Parlo spesso della privacy, lancio allarmi, cerco di spiegare. Non lo faccio solo io, lo fanno in tanti, ma l&#8217;uso che le persone continuano ad avere dei social mostra palesemente quanto tali allarmi siano assolutamente ignorati dalla gran parte della popolazione. Purtroppo è anche facile comprendere che proprio chi sta ignorando questo genere di allarmi è esattamente il target delle azioni che sono state fatte per il controllo dell&#8217;opinione pubblica.<br>Ho citato più volte il caso di Cambridge Analytica che secondo le indagini sembra aver agito prevalentemente sulla campagna di Trump e su quella della Brexit.<br>&#8220;The Great Hack &#8211; Privacy violata&#8221; è un documentario presente su Netflix (<a href="https://www.netflix.com/it/Title/80117542">https://www.netflix.com/it/Title/80117542</a>) che credo sia fondamentale sia guardato. Le mie parole, i miei allarmi, possono non contare nulla, come quelli di tanti professionisti del settore che come me lo stanno lanciando ma generalmente quando qualcosa è su Netflix appare improvvisamente più interessante anche per le masse.<br>Consiglio di guardarlo con attenzione e ricordare che non è tanto il COSA è stato fatto, ne il QUANDO, ma il metodo con cui è stato fatto che dovrebbe inquietarci. Ed è guardando il nostro recente passato, le notizie false e i dati falsi che sono stati dati su immigrazione e reati per immetterci la paura che dovrebbe farci fare un parallelo con quanto accaduto con  Cambridge Analytica.<br>Quel documentario racconta molto di ognuna di quelle persone che prende sotto gamba la privacy, racconta molto di quelli che si informano attraverso le condivisioni sui social, raccontano molto su quanto la nostra democrazia sia in pericolo.<br>Guardatelo. Pensateci prima di seguire la corrente delle prossime campagne elettorali, pensateci prima di votare. Fatelo con la vostra testa e non con quello con cui venite bombardati.</p>
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		<title>Perché a prendere in giro chi ti lancia allarmi sulla privacy stai solo facendo la figura dello stupido.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 13:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni si parla particolarmente di FaceApp, e della sua privacy. Dopo il consueto scoppio della mania da parte dell&#8217;utente medio, gli esperti hanno alzato scudi e spade e suonato decine di allarmi. Il risultato è stato come sempre che chi non sa nulla dell&#8217;argomento si ritiene più intelligente e si sente in diritto [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni si parla particolarmente di FaceApp, e della sua privacy. Dopo il consueto scoppio della mania da parte dell&#8217;utente medio, gli esperti hanno alzato scudi e spade e suonato decine di allarmi. Il risultato è stato come sempre che chi non sa nulla dell&#8217;argomento si ritiene più intelligente e si sente in diritto di prendere in giro chi da esperto pone determinate questioni. Probabilmente FBI negli stati uniti e il nostro Garante per la privacy sono anche loro dei pivelli stupidi meno intelligenti dei leoni da tastiera dato che entrambi hanno aperto indagini sull&#8217;argomento (<a href="https://web.archive.org/web/20220825193607/https://www.huffingtonpost.it/entry/faceapp-mette-a-rischio-la-privacy-la-denuncia-del-senatore-usa-schumer-allfbi_it_5d304b11e4b004b6adab881e/">https://tinyurl.com/y5yhubts</a>).<br>Forse neppure il fatto che ormai moltissimi Smatphone e computer vengano sbloccati con la faccia del proprietario e che questo uso stia andando sempre più di moda preoccupa mentre state dando la vostra faccia ad un sistema in grado di elaborare in così poco tempo un immagine di quel livello. Perché se non ci avete fatto caso non è il vostro smarphone ad avere quella potenza di calcolo, per fare un lavoro del genere la vostra foto viene inviata ad un datacenter remoto, all&#8217;estero che a quanto pare non rispetta nulla delle leggi sulla privacy che gli espertoni che state snobbando hanno costruito per proteggervi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma sì, a chi possono interessare i miei dati?</strong> Questa è l&#8217;obbiezione più tipica e stupida da cui parte tutto. Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.<br>Uno studio ad esempio è stato fatto dalla <a href="https://onlinemba.unc.edu/">University of North Carolina Kenan-Flagler Business School</a> che ha sviluppato una comodo <span class="removed_link" title="https://onlinemba.unc.edu/news/data-brokers-infographic/">grafico </span>a riguardo.</p>





<p class="wp-block-paragraph">Troppo lungo e noioso da leggere suppongo, giusto? Riassumendo si parla di <strong>426 milioni di dollari</strong> nel 2012, ottenuti dai cosiddetti <em>Data broker</em>, ossia aziende si occupano di raccogliere informazioni personali sui consumatori correlandoli e recuperandoli da fonti pubbliche (o meno pubbliche) per rivenderle a società che si occupano di vendere o pubblicizzare prodotti. E non significa solo prodotti come le scarpe della Lelli Kelly. Significa anche <strong>la vostra assicurazione sulla vita</strong>. <strong>Il vostro mutuo</strong>. <strong>Il finanziamento per pagare l&#8217;università ai vostri figli</strong>. Significa un controllino prima di firmare un contratto di qualche genere con voi. Avete una buona aspettativa di vita? Siete davvero in grado di pagare quel mutuo o siete degli spendaccioni? Significa poter valutare se affidarvi un lavoro importante, magari anche solo perché avete una posizione politica non popolare in azienda. Quante volte vorreste saperne di più su qualcuno? Voi state dando questa possibilità a qualcun&#8217;altro su di voi stessi. Sono indirizzi mail, indirizzi di casa da cui si può risalire al catasto a redditi, numeri di telefono che possono collegare persone tra loro nelle rubriche, o peggio se siete stupidi. Perché allora potrebbero avere anche il vostro stato di salute, quanti soldi consumate in vacanze, quanti in macchinoni e vestiti, quando siete a casa e quando no, la vostra abitudine al gioco d&#8217;azzardo, quella all&#8217;uso di sostanze stupefacenti, il numero e l&#8217;età dei vostri figli e dove vanno a scuola, . E purtroppo non è complottismo, sono <strong>426 milioni di dollari</strong> di business nel 2012. Cresciuto sicuramente nel frattempo grazie al vostro <strong>ma sì, a chi possono interessare i miei dati?</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima ho scritto &#8220;<em>Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.</em>&#8221; Se tutto va bene. E se invece no?<br>Il grande incubo di tutti i complottisti. Il controllo mentale. Sto esagerando? Forse volutamente un po&#8217; ma poco diverso è stato il caso Cambridge Analytica (<a href="https://www.ilpost.it/2018/03/19/facebook-cambridge-analytica/">https://tinyurl.com/y7mgr3by</a>) e non veniva neppure da un&#8217;app russa senza controlli di privacy di cui FBI e Codacons si sono preoccupati, veniva da Facebook. Allora il social network più attivo, amato e conclamato. Come è funzionato lo scandalo?  Cambridge Analytica era una dei tanti Data Broker che vanno a riempire quei  <strong>426 milioni di dollari</strong> di business. Non particolarmente più conosciuta di altre. Era riuscita ad ottenere da Facebook un enorme quantità di dati sugli utenti americani, le loro idee, i loro gusti, le loro posizioni politiche eccetera. Lo aveva fatto con quelle bellissime app dentro al social network dove rispondi a domande e poi condividi con gli amici i risultati. Sai quelle cose divertenti che ti piace fare e che poi ti dicono che sei una persona intelligente, sempre in grado di risolvere problemi e generosa con le persone che ami? Quelle lì. E cosa ci faceva con tutti questi dati? Profili psicometrici. E come sono stati usati? Torniamo alla frase di apertura di questa parte di articolo:  &#8220;<em>Lo scopo di avere dati, se tutto va bene, è ottenere montagne di soldi.</em>&#8221; Se tutto va bene. E se invece no? Se invece no bombardare le singole persone appartenenti ad un gruppo di messaggi mirati. Esagero, ma non troppo: fare arrivare pubblicità di Trump a chi dal profilo psicometrico poteva apparire del Ku Klux Klan con messaggi di odio e la sua foto. Nessun&#8217;altro di nessun&#8217;altra categoria l&#8217;avrebbe notato. Far arrivare pubblicità di Trump agli imprenditori dicendo che Trump sarebbe stata la soluzione. Nessun&#8217;altro di nessuno categoria l&#8217;avrebbe notato. Ad ogni categoria il messaggi perfetto mirato. Quanto potere dà nelle mani? Forse non è controllo mentale ma di certo è influenza dell&#8217;opinione pubblica. <br>Ma è successo?<br>Nel 2016,  Steve Bannon&nbsp;manager della campagna elettorale di Trump spinse per avere una  collaborazione con Cambridge Analytica per la gestione della raccolta dati per la campagna elettorale. Ne era stato per altro vicepresidente in passato. Non sappiamo con certezza come poi questa collaborazione sia andata se non il fatto che Trump puntò gran parte del budget sulla promozione in internet. Partì poi un processo che si concluse con un nulla di fatto per assenza di prove. Si dà il caso purtroppo che i social network non abbiano previsto un modo per vedere quali pubblicità erano state visualizzate da quale utente. In pratica il sistema è fatto in modo che le prove non possano in nessun modo esistere.<br>Emerse però l&#8217;uso di grandi quantità di account fasulli gestiti in maniera automatica che diffondevano post, notizie false e contenuti negativi nei confronti di Hilary Clinton.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Guardian ha dedicato un inchiesta (<a href="https://www.theguardian.com/technology/2017/may/07/the-great-british-brexit-robbery-hijacked-democracy">https://tinyurl.com/y5xaka84</a>) sullo stesso meccanismo che pare possa essere stato applicato nella fase precedente al voto per la Brexit. Ad ognuno il motivo proprio motivo valido per votare a favore. Per ogni gruppo sociale il motivo specifico per farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nostro piccolo anche in Italia sono stati usati automatismi per creare post di consensi automatici da un nostro esponente politico come racconta (<a href="https://www.davidpuente.it/blog/2018/01/24/tweet-automatici-della-lega-nord-su-twitter-un-matteo-salvini-strepitoso-su-la7-siete-daccordo/">https://tinyurl.com/y2hkrjco</a>) David Puente (<a href="https://www.davidpuente.it/blog/">https://www.davidpuente.it</a>), debunker informatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sì ma io avevo solo fatto una foto divertente&#8230;</strong> se sei arrivato a leggere fino a qui e se questa è la tua conclusione, beh. Auguri allora. Continua pure così. Ah e mi raccomando, fidati solo di chi non è del settore. Gli informatici ti vogliono solo manipolare.<br>&#8230;ah. No, aspetta&#8230;</p>
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