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	<title>testa o croce Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>testa o croce Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Come cambierà la mia vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 19:28:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono persone che riescono a farti odiare le cose che ami di più, rivolgerle e sconvolgerle di inettitudine, incapaci neppure di rendersi conto della propria incapacità e di essere un danno per chi li circonda, convinte di salvare il mondo che stanno prendendo a calci nel culo fino farti capire che il mondo è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono persone che riescono a farti odiare le cose che ami di più, rivolgerle e sconvolgerle di inettitudine, incapaci neppure di rendersi conto della propria incapacità e di essere un danno per chi li circonda, convinte di salvare il mondo che stanno prendendo a calci nel culo fino farti capire che il mondo è degli inetti e che per chi ha una testa non c&#8217;è luogo.<br />
Ci sono persone che riescono a farti amare le cose che odi di più, a spingerti a credere che l&#8217;impossibile non esiste, che è l&#8217;impegno a rivoltare il mondo, cambiarlo, farlo progredire, che i limiti sono fatti per essere superati che nel mondo sono gli inetti che<span id="more-4421"></span> rimarranno indietro e quelli che non ci credono, quelli che non si lanciano.<br />
Ci sono persone che con la loro immobilità, il non esporsi, il non dire, il rimanere immobili su posizioni, il rifuggire ogni discussione accesa spengono gli animi. Immobili inamovibili ti convincono che il mondo è nelle mani di chi non si lascia muovere, di chi non prende posizione perché non può perdere, perché alla fine gli altri attorno si stancheranno.<br />
Poi ci sei tu. Ci sono io. Navigando tra tutto, tra questo e quello consapevole che troppe cose nel mondo dipendono dagli altri per poter essere autonomi, che per quanto tu possa essere forte, deciso, preparato finirai per scontrarti sempre con la realtà di chi può prevedere le tue mosse. Di chi può conoscere il perché, di chi vuole poter scegliere anche nella vita degli altri. C&#8217;è sempre, in definitiva, qualcuno che prenderà parte alla tua decisione perché sopra di te, accanto, o in mezzo alla decisione.<br />
Lancerò monete.<br />
Lancerò monete come un folle per scegliere. Lancerò monete.<br />
Ma non saranno monete, sceglierebbero loro, sceglierebbe un pezzo di metallo che ruota.<br />
Cambierà così la mia vita. Ogni aspetto, ogni istante, mi volto e scelgo.<br />
Cambierà così, in un caotico movimento neutrale.</p>
<p>Un caotico<br />
neutrale</p>
<p>mo vi men t o</p>
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		<title>Perché vivo?</title>
		<link>https://www.staipa.it/blog/perche-vivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 20:46:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Non sei tu il mio problema. Voglio dire, che sì, ci sto male, mi si strappa l’anima ma il mio problema non sei tu.&#8221; era seria mentre lo diceva, molto seria. &#8220;Piuttosto ho creduto che tu potessi esserne la soluzione. Che tu mi avresti portato via da tutto questo. E non è colpa tua se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non sei tu il mio problema. Voglio dire, che sì, ci sto male, mi si strappa l’anima ma il mio problema non sei tu.&#8221; era seria mentre lo diceva, molto seria. &#8220;Piuttosto ho creduto che tu potessi esserne la soluzione. Che tu mi avresti portato via da tutto questo. E non è colpa tua se non l’hai fatto, se le mie aspettative sono state disattese, è stata la mia fuga, il mio usarti come mia fuga.”<br />
Mi accorsi solo in quel momento che il cielo plumbeo alle sue spalle sembrava essere lì a sottolineare le parole che lei stava pronunciando. Come se avesse organizzato lei tutto questo, e forse è così. Mi accorsi solo in quel momento anche del rossetto scuro che evidenziava le sue labbra. Non lo aveva mai messo prima, o almeno non che io ricordi. Mi ero mai accorto davvero di come si truccasse?<br />
Rimasi in silenzio. E lei abbassò le spalle come arrendendosi alla mia stupidità.<br />
“Non lo capisci vero? Io non ho davvero nulla contro di te e non voglio recriminare nulla, ti sto dicendo solo perché sto male, anzi non perché sto male ma perché non ci sto a causa tua.”<br />
Il vento le aveva portato una ciocca lunga di capelli ad appiccicarsi di sbieco sul viso, attraversando quelle labbra scure fino all&#8217;altro lato. Ci mise qualche secondo a trovarlo e rimetterlo a posto. Giusto mentre mi stavo accorgendo della sottile linea di eyeliner, non avevo mai fatto caso neppure a questo, se mai lo avesse usato prima.<br />
“Non capisco” dissi. “Hai ragione, non capisco, ma cos&#8217;è allora che non funziona tra noi?”<br />
Mi guardò come fossi uno stupido, ruotò gli occhi verso l’alto con l’aria sfinita e si prese qualche secondo prima di rivolgermi nuovamente la parola. Eravamo in piedi uno di fronte all&#8217;altra, sul marciapiedi.<br />
“Non c’è nulla che non funzioni tra noi, sono io il problema, è dentro di me il problema.”<br />
“Ne vuoi parlare?” le dissi immediatamente quasi interrompendola mentre una nuova folata di vento le spostava i capelli. Probabilmente di lì a poco si sarebbe messo a piovere e rimanere qui in piedi impalati come due scemi a prendere freddo non mi sembrava l’opzione migliore. Ma credo sarebbe stato peggio proporle in quel momento di entrare nel locale.<br />
“No”. Rispose.<br />
“Va bene” dissi prendendomi una pausa “va bene, allora, probabilmente è meglio così.”<br />
“No! Non c’è nulla che vada bene invece! Proprio nulla!” Mi aggredì in quel momento. “Il problema è la mia vita, semplicemente l’ineluttabile fallimento completo della mia vita!”<br />
Rimasi in silenzio a guardarla, non avrei saputo come reagire diversamente.<br />
“Guardami. Tutto quello che sognavo di fare l’ho fatto. Oppure ho capito che non faceva per me, che non avrei dovuto lottarci ulteriormente. Tutto quello che mi resta è nessun amico, nessuna aspirazione, nessun desiderio”<br />
“Io non sono un’amico?”<br />
“No.” Mi guardò con aria torva.<br />
“E cosa sono allora?”<br />
“Nulla. Non sei nulla, non più, sei stato la mia fuga da tutto questo, la mia illusione di fuga ma ora ti guardo e sei lì a guardarmi come uno scemo come se stessi guardando un film e non ti rendi neppure conto di cosa stia succedendo, come non mi sono resa conto io che stavo proiettando in te solo stupidi desideri.”<br />
Rimasi di nuovo in silenzio.<br />
“Ti sei mai chiesto perché? Sei vivo?”<br />
“No. Voglio dire, sono vivo perché mi hanno messo al mondo.” Risposi.<br />
“Già, e perché sei <em>ancora</em> vivo?”<br />
“Perché non sono morto prima. Credo.”<br />
“Sei vivo perché hai dei sogni, un motivo di vivere, un motivo di andare avanti.”<br />
“Tu no?” dissi stupito.<br />
“No.”<br />
“Come no?”<br />
“Questo è il male che mi mangia dentro. Semplicemente questo”. Rimase in silenzio a guardarmi.<br />
Io non sapevo come comportarmi e continuai a guardarla provando a sostenerne lo sguardo ma non era semplice. Avrei voluto essere in qualunque altro posto, o essere in grado di dirle la parola giusta se esiste una parola giusta in questi casi.<br />
“Lo sai invece perché non sei ancora morto?” mi disse con aria di sfida.<br />
Rimasi un po’ ancora in silenzio prima di rispondere “Credo per lo stesso motivo.”<br />
“Quasi.” Disse. “Perché non hai un motivo di morire. Ci ho pensato spesso alla morte, i suicidi lo fanno spesso per rivalsa, per far soffrire qualcuno, per lanciare un messaggio, per avere la magra consolazione che qualcuno li piangerà. Morire non è una fuga ma un’atto di eroismo e ogni atto di eroismo è volto verso qualcuno”<br />
“Eroismo?”<br />
“Sì, è come mettersi a dieta<span id="more-4168"></span>, o uscire a correre, è uno sforzo aggiuntivo che devi fare all&#8217;alzarti dal divano. Una persona come me, una che non ha più un motivo di vivere non ha neppure un motivo di alzarsi dal divano. Figurati se ha la forza, l’impeto, il desiderio di fare qualcosa di così complesso come togliersi la vita.”<br />
Cominciava ad agitarsi, sembrava più tetra e al contempo più bella, paradossalmente più viva. Una piccola vena le pulsava sulla tempia.<br />
“Non sono ancora morta perché nessuno mi piangerebbe” aggiunse “perché nessuno soffrirebbe davvero della mia morte”.<br />
Stavo per intervenire in mia difesa quando mi interruppe “No. Neppure tu. Piangeresti un giorno, forse due, poi in breve ti scorderesti di me, di tutto. Sono ancora viva perché non ho un valido motivo di uccidermi.”<br />
Rimasi di nuovo in silenzio a guardarla.<br />
“Anche solo una sfida, un testa o croce di qualcuno che mi sfidi, anche solo un dimostrare qualcosa a qualcuno potrebbe spingermi. Spingere da una parte o l’altra l’ago della bilancia. Anzi da una parte sola, visto che finché vivo l’ago è comunque chiaramente dall&#8217;altra.”<br />
“Un testa o croce?” dissi con voce sospesa.<br />
“Sì. Vuoi giocarci?”<br />
“Cosa?” dissi non capendo.<br />
“Vuoi giocare a testa o croce con me?” Sembrava improvvisamente più rilassata.<br />
“Va bene” dissi insicuro, non avrei saputo rispondere altro. Qualunque cosa mi avesse chiesto in quel momento non avrei saputo rispondere altro.<br />
“Lancia una moneta.” Ci misi un po’ a trovarne una, in fondo alla tasca dei jeans c’era una moneta da due euro la lanciai senza neppure chiedermi nulla e quando la fermai in mano lei rimase a guardarla qualche secondo.<br />
La vena sulla tempia aveva smesso di pulsare ed il vento sembrava leggermente calato, iniziava a scendere qualche goccia invece. Poco o nulla, ma presto si sarebbe trasformato in uno scroscio e ci saremmo completamente bagnati se non ci fossimo spostati. Lei rimase in silenzio a guardarmi negli occhi. Si aspettava le chiedessi cosa avesse puntato immagino, ma la mia testa in quel momento era altrove. Vuota e altrove.<br />
“Io vado” mi disse dopo alcuni secondi. Prima che intervenissi si era già voltata e si stava allontanando.<br />
Non la seguii.<br />
Fu l’ultima volta che la vidi.</p>
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		<title>Qual&#8217;è il dritto e quale il rovescio in una moneta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 12:11:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A volte suoni, a volte sei Dio, a volte sei Il Male, a volte il silenzio esprime meglio il tuo essere. Una suonata pessima in pubblico, e un cattivo umore, poi la gente pensa che tu sia di cattivo umore per la pessima suonata, e se suonavi male per il pessimo umore invece? O se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A volte suoni, a volte sei Dio, a volte sei Il Male, a volte il silenzio esprime meglio il tuo essere.</p>
<div style="text-align: justify;">Una suonata pessima in pubblico, e un cattivo umore, poi la gente pensa che tu sia di cattivo umore per la pessima suonata, e se suonavi male per il pessimo umore invece?<br />
O se le due cose fossero una unica?<br />
E se fossero invece totalmente due cose distinte, non legate?<br />
A cosa era dovuto l&#8217;umore? E a cosa il pessimo suonare? Cosa importa? Il &#8220;pubblico&#8221;, la gente attorno ha le proprie opinioni, ha il proprio mondo, che ruota nella propria direzione.<br />
Ho scritto un libro tempo fa &#8220;Luna Nuova&#8221;, si dovrei sistemarlo, migliorarlo, è ancora una bozza, nelle mani di chiunque voglia cercarlo ma ancora solo una bozza.</p>
<div style="text-align: justify;">Inizia con un tramonto a est, finisce con un&#8217;alba ad est. Una notte in cui il mondo ruotava al contrario, in cui tutto girava per il verso sbagliato. Ma davvero quello era il verso sbagliato?<br />
Talvolta scopro che forse è proprio quello che io considero il verso sbagliato quello giusto, quello verso cui il mondo, il mio mondo -senza tanti generalismi, senza tanti pessimismi universali, senza tanti era meglio quando si stava peggio, non esistono più le mezze stagioni e simili, il MIO mondo, ciò che mi circonda- spinga davvero tutto in una direzione che non è quella che io scelgo, quella che io spero.<br />
Mi guardo intorno e mi scopro girato a guardare nella direzione giusta-sbagliata che non è la direzione dove va il resto di me.<br />
E poi il mondo ruota, cambiano le prospettive, cambiano mille cose, ma alcune no. E sono quelle contro cui eternamente remo. Quelle restano fisse. Forse quello è il vero unico verso giusto, quello contro cui remo.Mi torna alla mente un discorso fatto anni fa con una mia vecchia cara amica, Francesca, filosofa non tanto per la laurea che ha quanto per ciò che è, in una delle tante ore fatte girando a vuoto in macchina. Non so se fosse una visione sua o di qualche &#8220;filosofo riconosciuto&#8221; ma parlava di noi persone come sfere, palle di pongo che ruotano. Nasciamo di un colore, o forse neppure e poi cominciamo a rotolare in salita, verso una vetta. Che vetta? Non si sa, rotoliamo.<br />
Ci incontriamo con altri, ci mescoliamo un po&#8217;, alcuni nostri pezzi si mescolano ai pezzi degli altri, alcuni li perdiamo per strada scontrandoci con qualcosa, e qualcuno passando su questi pezzi li raccoglie ed entrano a far parte di lui.<br />
E la nostra superficie un tempo liscia si trova nel tempo piena di segni, di colori, di pezzi di se e di altri. Graffi, sfregi e intarsi stupendi.<br />
Qualcuno rotolando si consuma, diventa sempre più piccolo, sempre più disgregato, qualcuno invece cresce, si <span id="more-439"></span>modifica si riempie. E ancora ci si incontra, ci si scambia.<br />
Alla fine quanto di noi è nostro e quanto è raccolto? Non importa. Siamo noi, cresciuti cambiati.<br />
Ed andiamo in salita, qualche volta si cede, e ci si lascia rotolare verso valle, possiamo riuscire a frenare, scontrarci contro un oggetto che ci ferisce, scontrarci con qualcuno che ci frena nella discesa lasciandoci qualche pezzo di se, lasciandogli qualche pezzo di noi.<br />
E avanti verso questa salita, verso questa meta che forse qualcuno raggiunge, forse qualcuno no.<br />
Questa stessa teoria che scrivo non è già più la sua, ne è mia, contaminata tra le sue parole e i miei pensieri, e forse cose che ho raccolto altrove, contaminata un po&#8217; anche dai miei vettori e le mie torri che poi non sono miei, ne forse di chi me li ha mostrati. A proposito non ho ancora trovato un filosofo disposto a smontare le mie teorie. Mi hanno pure rapinato del quaderno su cui ho scritto per anni. Dove per rapinato si intende rapina a mano armata. Lasciamo perdere armata di cosa, grazie.<br />
Dove ruota la ruota?<br />
Qual&#8217;è il lato &#8220;giusto&#8221; della medaglia, quello dritto e quello storto?<br />
Avrei spaccato il mondo se me ne si fosse data la possibilità.<br />
Non volevo una leva per alzare il mondo, bastava ciò che avevo dentro.<br />
E così prendo la moneta, la ruoto dall&#8217;altra parte e la guardo.<br />
Davvero è così diversa?</p>
<p>La lancio.<br />
Testa o croce?</p>
</div>
</div>
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