Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

Twitter è morto, lunga vita a Mastodon

Non credo serva sia io a raccontarvi di cosa stia succedendo a Twitter, ormai quando si parla di Elon Musk è a priori una notizia, sia che riesca a innestare un chip nel cervello umano sia che chiami suo figlio X Æ A-Xii, sia che metta in commercio un lanciafiamme o un portachiavi. Quello che succedendo con Twitter però è critico sotto alcuni aspetti che possono essere sotto gli occhi, e in qualche modo il controllo di ognuno di noi.

Twitter, era fino a poco tempo fa tra i social più famosi quello meno intasato da pubblicità mirate, algoritmi che cercano di controllarci e tutte quelle cosine di cui la gente ha paura sui social, non che non fosse una cloaca di rancorosi come per ormai quasi tutti gli altri, ma almeno dava la percezione di una minor ingerenza nelle nostre vite e di una maggiore libertà di azione.

Tra le prime cose fatte da Elon Musk dopo aver rocambolescamente acquistato Twitter c’è stata quella di licenziare praticamente tutti i manager e gran parte dei dipendenti, non starò a elencare tutte le conseguenze ma alcune sono necessariamente da far notare:



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Rimuovere un account social è ledere la libertà di parola?

Nelle ultime settimane si sta riaprendo una domanda che in realtà per gli addetti al settore è trita e ritrita: rimuovere un account social è ledere la libertà di parola? Sinceramente se il problema fosse stato solo la rimozione degli account di Donald Trump non mi sarei neppure messo a scrivere. Ho sempre dato per scontato che chiunque fomenti violenza e possa potenzialmente causare una pesante rivolta popolare con morti e feriti non dovrebbe avere spazio sui media, un po’ come da qualche anno si è smesso di parlare di suicidi, di gente che lancia sassi dal cavalcavia o di altre tematiche che possano creare emulazione.

A contraddire quella che a me sembra un’ovvietà, però, capita sempre più spesso di vedere discussioni utenti comuni che ritengono un diritto inalienabile (https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani) scrivere sui social qualunque cosa vogliano, invocando il primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti o l’articolo 21 della costituzione italiana.

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