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	<title>umanità Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>umanità Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>&#8220;Restiamo umani&#8221;? Ma anche no.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2018 19:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, sempre più spesso sento usare come slogan &#8220;restiamo umani&#8221;, o dare del disumano&#160; a personaggi -soprattutto politici o pseudo tali- che si rendono colpevoli di atti contro l&#8217;umanità, contro gli altri umani.&#160;Restiamo umani si dice,&#160;siate umani,&#160;torniamo umani. Quando sento queste espressioni mi viene sempre da sorridere. umanità&#160;s. f. (ant.&#160;umanitade) [dal lat.&#160;humanĭtas -atis, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, sempre più spesso sento usare come slogan &#8220;restiamo umani&#8221;, o dare del <em>disumano&nbsp;</em> a personaggi -soprattutto politici o pseudo tali- che si rendono colpevoli di atti contro l&#8217;umanità, contro gli altri umani.&nbsp;<em>Restiamo umani</em> si dice,&nbsp;<em>siate umani</em>,&nbsp;<em>torniamo umani</em>. Quando sento queste espressioni mi viene sempre da sorridere.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><br><strong>umanità</strong>&nbsp;s. f. (ant.&nbsp;<strong>umanitade</strong>) [dal lat.&nbsp;<em>humanĭtas -atis</em>, der. di&nbsp;<em>humanus</em>&nbsp;«umano»; nel sign. di «genere umano» ricalca il fr.&nbsp;<em>humanité</em>]. –&nbsp;</p><p>1. Natura umana: [&#8230;] L’essere uomo, condizione umana, soprattutto con riferimento ai caratteri, alle qualità, ai vantaggi e ai limiti inerenti a tale condizione [&#8230;]&nbsp;</p><p>2. Sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini&nbsp;[&#8230;]&nbsp;</p><cite><a href="https://www.treccani.it/vocabolario/umanita/">Treccani </a>(<a href="https://www.treccani.it/vocabolario/umanita/">http://www.treccani.it/vocabolario/umanita/</a>)</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo punto sulla Treccani è ovvio, non se ne discute, è il secondo su cui avanzerei qualche dubbio. Chi ha deciso che&nbsp;<em>umano&nbsp;</em>è&nbsp;<em>solidarietà</em>,&nbsp;<em>comprensione</em>,&nbsp;<em>indulgenza</em>? L&#8217;uomo. Tanto chi c&#8217;è a giudicare che non sia vero? Finché un alieno o un animale senzienti, o un Dio forse, non scenderanno a dire &#8220;emm, ma ti sei visto un po&#8217;?&#8221; l&#8217;uomo continuerà a definirsi&nbsp;<em>solidale</em>,&nbsp;<em>comprensivo</em>, <em>indulgente</em>. E a fare guerre, ammazzare il proprio vicino, far affogare lo straniero, insultare quello dell&#8217;altra fazione politica, pestare a sangue quello che tifa la squadra diversa, parcheggiare storto per dar fastidio al vicino, insultare uno sconosciuto su un social network, parlare male di una donna solo perché ha successo. L&#8217;<em>essere umano</em> ad <em>essere umano</em>&nbsp;facendo del male e beandosi di <em>essere umano</em>.&nbsp;</p>



<span id="more-5860"></span>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il problema è che è questo il problema. Vogliamo risolvere tutto divenendo più noi stessi di noi stessi, non cercando di cambiare. Di scegliere un&#8217;altra strada.&nbsp;<br>Quando veniamo attaccati la soluzione è sempre e solo rispondere. Alla guerra l&#8217;unica risposta è e rimarrà sempre la guerra quando non c&#8217;è guerra che abbia mai fatto finire la guerra. Quando avviene qualunque cosa non facciamo che comportarci nello stesso modo in cui ci si sarebbe comportati. Ci comportiamo in pratica da umani. Siamo già umani. Siamo fin troppo umani.<br>Qualcuno potrebbe partire con il solito pippone degli animali che sono meglio degli umani, che il leone ammazza ma lo fa solo per mangiare, che una volta ammazzato si nutre e una volta nutrito lascia i resti anche per gli sciacalli. Sì. Verissimo. Ma gli animali fanno lo stesso che fa l&#8217;uomo. Continuare a ripetere all&#8217;infinito gli stessi meccanismi. Da un leone ci si aspetta che si comporti come un leone, esattamente come l&#8217;uomo si comporta come tutti gli uomini prima di lui.<br>Ogni volta, ogni santa volta che accade qualcosa nel mondo la risposta è la medesima della precedente. Cosa è successo negli stati uniti quando noi siamo emigrati? Lo stesso che sta succedendo qui quando qualcuno emigra da noi. Cosa è successo quando gli stati Uniti sono stati attaccati sul loro territorio l&#8217;11 settembre? Rappresaglia, lo stesso che accade quando viene attaccato qualunque territorio. Cosa è successo quando negli anni prima del fascismo si è persa la fiducia nelle istituzioni? Lo stesso che sta accadendo oggi. Siamo umani. Continuiamo ad esserlo ogni giorno e la soluzione non è essere sempre più umani ma evolversi. Fare un evoluzione che fino ad ora non siamo mai stati in grado di fare. Ambiamo da sempre all&#8217;uomo nuovo, al super uomo, e poi ricadiamo negli stessi errori di quando abbiamo voluto crearlo. Che sia per l&#8217;eugenetica del Nazismo e del Fascismo o il controllo assoluto del Comunismo, anche l&#8217;idea più semplice, la più bella viene trasformata nel male dal desidero, dal potere, dal voler prevalere, dal sentirsi migliori e al di sopra delle parti. Ogni attacco, attentato, migrazione, cambiamento è un occasione per chiedersi come reagire, per chiedersi se sia il caso di reagire diversamente ed ogni volta la risposta è così ridicolamente identica alle precedenti che emerge chiaramente cosa significa&nbsp;<em>essere umani</em>, e che come&nbsp;<em>essere leoni</em>&nbsp;o&nbsp;<em>essere pecore</em> implica semplicemente continuare a seguire lo schema che ci fa essere umani, o leoni, o pecore, o parameci, o aironi.<br>Di tutte le filosofie economiche forse la più &#8220;mite&#8221;, la più &#8220;giusta&#8221;, è e rimarrà quella del socialismo, il <em>socialismo utopista</em>. Una società dove ognuno ha solo quello di cui ha bisogno e tutti hanno ciò di cui hanno bisogno, giustizia sociale, parità. Perfino Mussolini ne fu affascinato. Ma <em>siamo umani</em>. Semplicemente&nbsp;<em>siamo umani</em>&nbsp;e la giustizia sociale non è affatto&nbsp;<em>umana</em>. Lo è nel senso che vorremmo avesse la parola&nbsp;<em>umanità</em>&nbsp;&#8211;<em>Sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini</em>&#8211; ma umana non è. Peggio, è il nostro essere umani che trasforma anche il&nbsp;<em>socialismo&nbsp;utopico</em>&nbsp;nel male del <em>comunismo </em>o del <em>fascismo </em>visto che Mussolini era un socialista (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Socialista_Italiano">https://goo.gl/89xLUa</a>), non importa. Quello che conta è che se siamo pari, qualcuno deve essere <em>più pari</em>, che qualcuno protesterà perché merita di più e allora qualcun&#8217;altro vorrà che le regole siano rispettate e farà della coercizione su chi non le segue e ricomincerà il ciclo di sopraffazione o distruzione della cultura alla Mao Tse Tung o quella dell&#8217;uomo illuminato e del popolo&nbsp; asservito alla Mussolini. Non importa ma di coercizione sempre si tratta. Di diritti negati. Di umanità.<br>C&#8217;è una soluzione?<br>Io non lo so, se l&#8217;avessi probabilmente sarei già il nuovo Gandhi e mi traviserebbero prendendomi per folle. O il nuovo Hitler probabilmente, con la soluzione in tasca ad imporla sul popolo inferiore e stupido. Come ogni nuovo movimento politico da quando esiste l&#8217;uomo al governo attuale. Facile predicare, ma una volta ottenuto l&#8217;ascolto sono, siamo, sempre e solo <em>umani</em>. <em>Siamo fin troppo umani</em>&nbsp;e l&#8217;unico modo di cambiare, forse, è riuscire a prenderne coscienza. Capire che umano non è affatto&nbsp;<em>sentimento di solidarietà, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini</em>, e lavorare ognuno per far si che&nbsp;<em>essere umani</em>&nbsp;sia diverso, smettere di essere come i leoni che mangiano perché devono mangiare, attaccano perché si devono difendere, uccidono perché devono vivere e scegliere di essere diversi, di essere migliori. Di cambiare i meccanismi e reagire in maniera diversa. Diversa come? Io non lo so, io riesco solo ad arrivare al fatto che continuare a ripetersi come fa l&#8217;uomo, continuare ad&nbsp;<em>essere umani</em>&nbsp;fino ad ora non ha portato a miglioramenti nell&#8217;<em>umanità delle persone</em>. Continuiamo a trascinarci gli stessi problemi, gli stessi errori, gli stessi orrori.<br></p>
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		<title>Chi lotta contro i diritti dell&#8217;uomo e chi lotta per i diritti del pesce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2018 15:15:13 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Lo so. Alla domanda &#8220;<i>In che mondo vivranno i nostri figli?</i>&#8221; rispondo sempre &#8220;<i>Nello stesso in cui viviamo noi e in cui hanno vissuto i nostri genitori e i genitori dei nostri genitori e così via</i>&#8220;. Il mondo alla fine è sempre la stessa declinazione di bellezze e brutture. L&#8217;uomo si crede migliore di chi è venuto prima (e di chi verrà dopo) e ogni volta si meraviglia nello scoprire di essere invece peggiore. Di fatto cambiano le situazioni ma non i meccanismi di base. Cambiano i tempi ma non l&#8217;uomo.<br>Una domanda più pertinente per me sarebbe: &#8220;<i>Ma in che mondo stiamo vivendo noi?</i>&#8220;.<br>In questi giorni mi sono trovato ad affrontare un paradosso che come direbbe una mia cara amica, &#8220;<i>non mi ci sta in testa</i>&#8220;. Non trovo una definizione migliore. In poche ore mi sono trovato a leggere articoli di un gruppo parlamentare che lotta per diminuire i diritti dei cittadini (<a href="https://www.provitaefamiglia.it/blog/vita-famiglia-e-liberta-al-via-lintergruppo-parlamentare">https://goo.gl/L7PbCY</a>) e di una <i>attivista vegana</i> che lotta per i diritti dei pesci (<a href="https://www.vegolosi.it/news/la-cena-allacquario-di-genova-mangiando-pesce-davanti-ai-pesci/">https://goo.gl/Fqephw</a>) lamentandosi del fatto che all&#8217;acquario di Genova ci si mangi davanti. Come se un pesce riuscisse a distinguere cos&#8217;hai nel piatto. Come se la differenza tra un uomo e una mucca, entrambi mammiferi, fosse maggiore di quella tra uno delfino e un totano che sono rispettivamente un mammifero cetaceo e un cefalopode.<br>Siamo davvero in un mondo in cui nonostante la crisi economica, nonostante le guerre continue, nonostante esseri umani muoiano quotidianamente nella ricerca della libertà qualcuno si occupa di togliere altre libertà o di lamentarsi perché un delfino, che mangia pesce per definizione, potrebbe offendersi perché ti vede un totano nel piatto. Mi immagino già il totano che fa il tifo quando ti vede nel piatto un tonno o una ricciola, suoi principali predatori.<br>Qualcuno vuole decidere come finire la propria vita e ottiene la possibilità di farlo. Che male ti fa se tu non vuoi avere questa libertà? Qualcuno vuole riconosciuti i diritti di poter ereditare, avere informazioni mediche, condividere degli averi, costruire qualcosa con chi ama indipendentemente dal sesso e riesce ad ottenerlo. Che male ti fa se tu non vuoi farlo?</p>



<span id="more-5765"></span>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra che ognuno si senta in potere di scegliere di che cosa gli altri abbiano diritto, cosa sia giusto e cosa sia sbagliato per gli altri. L&#8217;<i>etero</i> di turno che dall&#8217;alto della propria conoscenza del mondo può sentenziare sulla vita del&nbsp;<i>ricchione</i> di turno. Il <i>benestante dalla vita perfetta</i> che dal suo divano sente di poter decidere per le scelte della <i>ragazza violentata in un vicolo</i>. Il <i>giovane&nbsp;bigotto</i>&nbsp;che si sente di poter decidere per <i>l&#8217;anziano malato ad un passo dalla morte</i>.&nbsp;<br>Nel frattempo in&nbsp;Aceh, Afghanistan, Algeria, Burundi, Colombia, Congo, Costa d&#8217;Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Filippine, Yemen, Israele, Palestina, Libia, Kashmir, Kurdistan, Nepal, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Siria, Somalia, Sudan, Uganda, Ucraina (Dati purtroppo aggiornati al 2016<br><a href="https://contropiano.org/documenti/2017/01/06/la-guerra-mondiale-corso-coinvolti-47-paesi-087675">https://goo.gl/u4F3hC</a> ) ci sono persone che muoiono per fame, bombe, diritti negati.&nbsp;<br><br><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="5768" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/guerre-nel-mondo/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?fit=1357%2C628&amp;ssl=1" data-orig-size="1357,628" data-comments-opened="1" data-image-title="Guerre nel mondo 2006" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?fit=1024%2C474&amp;ssl=1" class="wp-image-5768" style="width: 554px;" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?h=256&#038;ssl=1" alt=""  scale="0" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?w=1357&amp;ssl=1 1357w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=300%2C139&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=1024%2C474&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=768%2C355&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=640%2C296&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=100%2C46&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=24%2C11&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=36%2C17&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2018/09/guerre-nel-mondo.png?resize=48%2C22&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br>Altro che&nbsp;<i>Repubblica fondata sul lavoro</i>,&nbsp;<i>diritto al lavoro</i>,&nbsp;<i>diritto all&#8217;autodeterminazione</i>. Loro non hanno diritto a mangiare, a bere, a respirare, a passeggiare, a ridere. Non hanno diritto a vivere. Non sono tonni che guardano umani mangiare totani. Non sono uomini frustrati e insoddisfatti che invidiano la libertà e l&#8217;apertura mentale di altri uomini.<br>E ciò nonostante, quando qualcuno proveniente di questi paesi arriva a chiederci aiuto siamo capaci di rifiutarlo, perché abbiamo paura che ci rubino il nostro di diritto al lavoro, il nostro diritto a sentirci migliori, i nostri diritti. Abbiamo paura che ci tolgano il diritto di stare a pensare quali diritti togliere agli <i>altri di noi</i>. Abbiamo paura che ci sveglino e ci facciano capire quanto sia stupido perdere tempo su queste cose. Abbiamo paura di accorgerci che stiamo a pensare a&nbsp;<i>froci</i>,&nbsp;<i>negri</i>, <i>peccatori che vogliono morire</i>,<i> assassine di feti</i>,&nbsp;solo perché non vogliamo guardare dentro di noi e renderci conto che siamo uguali alle persone che odiamo, siamo uguali a ciò che ci schifa. Siamo uguali.<br>Semplicemente siamo uguali a loro, a chi ci ha preceduto, a chi ci succederà. Siamo uguali ai nostri figli e ai nostri nonni. Siamo uguali a chi diceva <i>Heil Hitler</i>, siamo uguali ai&nbsp;<i>servi della gleba&nbsp;</i>e ai&nbsp;<i>patrizi</i>. Siamo uguali ai seguaci di&nbsp;<i>Malcom X</i> o di <i>Ghandi</i>. Siamo uguali ai <i>cavalieri medievali</i> e ai poveracci che al tempo prendevano la sifilide nei bordelli. Siamo uguali ai grandi viaggiatori eroici come&nbsp;<i>Cristoforo Colombo</i> che arrivò in America e agli europei che spazzarono via le popolazioni autoctone. Siamo uguali a <i>Neil Armstrong</i> che mise il primo piede sulla Luna e ai complottisti convinti che sulla Luna non ci siamo mai stati. Siamo uguali a <i>chi attraversa il Mediterraneo su un gommone</i> e a <i>chi vive sui monti e non ha mai visto il mare</i>. Siamo uguali a chi <i>prega ogni giorno il suo Dio</i> e a <i>chi violenta bambini nascondendosi dietro un ruolo</i>. Siamo uguali a <i>chi prega un dio diverso dal nostro</i> e a <i>chi crede che non esista nulla oltre la morte</i>. Siamo uguali a <i>un qualunque ladro o assassino</i> e siamo uguali alla <i>maestra delle elementari</i>.<br>Basterebbe capire questo. Capire che i miei diritti sono i tuoi. Che toglierne a te equivale a toglierne a me, o ai miei figli.&nbsp;<br>Basterebbe capire questo per rendersi conto di quanto siamo stupidi.<br>Ma non lo faremo, proprio come i nostri genitori, e i loro prima, e i loro prima ancora. E non lo faranno i nostri figli, e i figli dei nostri figli perché in sostanza la questione è sempre e solo che siamo tutti uguali.<br>Il paradosso sta tutto qui. Non nei totani e i delfini. Non nel sentirsi in diritto di togliere diritti.<br>Il paradosso sta nell&#8217;essere tutti uguali da 200.000 anni e non essere in grado di capirlo.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Immagine in evidenza:&nbsp;<i>Uguaglianza davanti alla morte Bouguereau &#8211; égalité devant la mort</i>&nbsp;di William-Adolphe Bouguereau (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uguaglianza_davanti_alla_morte">https://goo.gl/K4qrdz</a>)</p>
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