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	<title>William Shakespeare Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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		<title>Kurt Vonnegut, consigli per scrivere racconti e scrivere con stile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 10:55:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Usa il tempo di un perfetto sconosciuto in modo tale che lui o lei non sentirà che il tempo è stato perso. Dai al lettore almeno un personaggio per il quale possa fare il tifo. Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche fosse solo un bicchiere d’acqua. Ogni frase deve fare una delle due cose: rivelare [&#8230;]]]></description>
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<li>Usa il tempo di un perfetto sconosciuto in modo tale che lui o lei non sentirà che il tempo è stato perso.</li>
<li>Dai al lettore almeno un personaggio per il quale possa fare il tifo.</li>
<li>Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche fosse solo un bicchiere d’acqua.</li>
<li>Ogni frase deve fare una delle due cose: rivelare il personaggio o anticipare l’azione.</li>
<li>Inizia il più vicino possibile al finale.</li>
<li>Sii un sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi protagonisti, fai accadere loro cose terribili – in modo tale che il lettore possa vedere di cosa sono fatti.</li>
<li>Scrivi per accontentare solo una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, tanto per dire, la tua storia prenderà la polmonite.</li>
<li>Dai al tuo lettore più informazioni possibili e il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una così completa comprensione di ciò che sta succedendo, dove e perché, che potrebbero finire la storia da sé, gli scarafaggi dovrebbero mangiare le ultime pagine.</li>
</ol>
<p><span id="more-4229"></span></p>
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<p><strong>TROVA UN SOGGETTO A CUI TIENI</strong><br />
Trova un soggetto a cui tieni e a cui, senti nel tuo cuore, gli altri potrebbero tenere. Questo interesse genuino, e non i tuoi giochi di linguaggio, sarà l’elemento più convincente e seducente&nbsp;nel tuo stile. A proposito, non ti sto spingendo a scrivere un romanzo – anche se non mi dispiacerebbe se ne scrivessi uno, a patto che tu sia sinceramente interessato a qualcosa. Una petizione&nbsp;al sindaco per&nbsp;una buca di fronte alla tua&nbsp;casa o una lettera d’amore per la ragazza della porta accanto lo saranno.</p>
<p><strong>MANTIENILO SEMPLICE</strong><br />
Per quanto riguarda l’uso del linguaggio: ricorda che&nbsp;due dei più grandi maestri della lingua, William Shakespeare e James Joyce, scrivevano frasi quasi infantili quando i loro soggetti erano più profondi. “To be, or not to be?” domanda l’Amleto di Shakespeare. La parola più lunga è di tre lettere. Joyce, quand’era vivace, poteva mettere insieme una frase tanto intricata e sfavillante quanto la collana di Cleopatra, ma la mia frase preferita nel suo racconto <em>Eveline</em> è questa: “Lei era stanca”. A quel punto della storia, nessun altra parola avrebbe potuto spezzare il cuore del lettore come hanno fatto quelle tre parole.</p>
<p><strong>SUONA COME TE STESSO</strong><br />
L’inglese era la terza lingua di Conrad e ciò&nbsp;che sembra arguto nel suo uso della lingua inglese è stato senza dubbio colorato dalla sua prima lingua, il polacco.&nbsp;Ed è&nbsp;infatti fortunato lo scrittore che è cresciuto in Irlanda, perché l’inglese parlato lì&nbsp;è così divertente e musicale. Io stesso sono cresciuto a Indianapolis, dove il linguaggio comune suona come&nbsp;una sega a nastro che taglia dello stagno galvanizzato, e si avvale di un vocabolario tanto disadorno quanto una chiave inglese. […] Non importa quale sia la tua prima lingua, dovresti farne tesoro per tutta la vita. Se per caso&nbsp;non è&nbsp;l’inglese standard, e se si manifesta quando la scrivi in&nbsp;inglese standard, il risultato è di solito delizioso, come una ragazza molto carina con un occhio verde e uno blu. Mi ritrovo a&nbsp;fidarmi di più della mia scrittura, e anche gli altri sembrano fidarsi di più, quando suono più come una persona da Indianapolis, che è ciò&nbsp;che sono. Quali alternative ho?</p>
<p><strong>DÌ QUELLO CHE VUOI DIRE</strong><br />
I miei insegnanti volevano che scrivessi con precisione, sempre selezionando le parole più efficaci, e relazionando le parole tra di loro senza ambiguità, rigidamente, come parti di una macchina. Speravano che sarei diventato comprensibile – e quindi compreso. E là andavano i miei sogni,&nbsp;fare con le parole quello che Pablo Picasso faceva con la pittura o quello che qualsiasi idolo del jazz faceva con la musica. Se&nbsp;avessi rotto&nbsp;tutte le regole della punteggiatura,&nbsp;in modo che le&nbsp;parole significassero ciò che volevo che significavano, e le avessi&nbsp;infilate insieme su una corda alla rinfusa, semplicemente non sarei stato&nbsp;capito. I lettori vogliono che le nostre pagine assomigliano molto alle pagine che hanno visto in precedenza. Perché? Perché essi stessi hanno un lavoro duro da fare, e hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile da noi.</p>
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		<title>Il cammino.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jun 2007 21:00:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La vita.Non è forse un cammino, interiore ed esteriore?Oggi, ieri, ho camminato molto, viaggio esteriore ed interiore.Con amici.La fatica, il sudore che scende, la tua acqua che finisce, un amico ti porge la sua, e si riprende, ancora, in salita, dove non vedi nulla, dove pian piano cominci a veder e il panorama di ciò [&#8230;]]]></description>
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<div style="text-align: justify;">La vita.<br>Non è forse un cammino, interiore ed esteriore?<br>Oggi, ieri, ho camminato molto, viaggio esteriore ed interiore.<br>Con amici.<br>La fatica, il sudore che scende, la tua acqua che finisce, un amico ti porge la sua, e si riprende, ancora, in salita, dove non vedi nulla, dove pian piano cominci a veder e il panorama di ciò che hai passato dietro, dove poi cominci a veder finalmente una meta.<br>E poi sei lì. Chi ha camminato sul serio e faticato, chi per un motivo o l&#8217;alto ha preso la seggiovia, che importa?<br>Sei lì, lassù. E con gli altri puoi ridere del mondo, di quei puntini accaldati che neppure riesci a scorgere là lontano, tra il lago ed altri monti, nella pianura sconfinata, ovunque attorno a te, ma sotto di te.<br>E osservare lontano il mondo che hai abbandonato, almeno per un po&#8217;, osservarlo con attorno Il &#8220;Nessun dorma&#8221; che impera. E poi&#8230; il vento che rinfresca, quasi il freddo, e il sole.<br>Consumare un pasto tra amici con i Pink Floyd in sottofondo e ridere, e parlare, e confrontarsi, come il mondo la sotto non esistesse più.Scoprire una biblioteca, Gibran, Prevert, Oscar Wilde, Dickens, Dumas, Freud, Kipling, Poe, Hamingway, Nietzche, Shakespeare, Omero, libri sulle storie delle religioni, di tutte le religioni, c&#8217;è saggezza.Ti viene alla mente qualcuno da poco conosciuto, pian piano, il volerlo scoprire un po&#8217; di più, e guardare un tramonto, le luci delle città dall&#8217;alto di un monte e pensare al desiderio soffuso e diffuso di incontrarlo ancora.<br>Presto.<br>In questi giorni un po&#8217; del tuo futuro si sta scrivendo, decidendo, pianificando e vorresti condividerlo mentre osservi le luci della città sotto che il monte va lentamente a dormire e sopra le luci di stelle che invece staranno tutta la notte a proteggerti.<br>E il giorno dopo tornare a casa, accaldato e felice, un po&#8217; più vivo, un po&#8217; più vero, un po&#8217; più te.<br>E un po&#8217; più cotto.<br>Ho camminato, cammino esteriore ed interiore, ho pensato a scelte, al futuro.</div>
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