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Il Blog di Stefano Giolo

Università

Nella mia facoltà di informatica, a Verona hanno reso il primo anno un inferno, a la gente si sa già si dimezzerà entro i primi mesi a causa di alcuni esami/professori davvero pesanti, i test di Medicina sono un terno al lotto e conosco più gente che non li ha passati di quanti ne conosco che li ha passati, a Venezia all’accademia d’Arte ti segano che è un piacere, e comunque molti di noi (compreso me) ritengono che l’università sia troppo semplice, che troppa gente si laurei creando un paese di laureati disoccupati…

Bene…. io non ho parole quando leggo articoli come questi….

Atenei, ecco i primi risultati dei test
I medici più bravi? Quasi tutti a Messina
di SALVO INTRAVAIA

Atenei, ecco i primi risultati dei test
I medici più bravi? Quasi tutti a Messina

Superbravi nel test di Medicina solo a Messina e Bari. Lo rivela una classifica stilata da ‘Repubblica.it’ in base ai risultati pubblicati sul sito del ministero dell’Università. Mentre, tra errori (ammessi e denunciati) e irregolarità il test di Medicina finisce in tribunale. E’ la procura di Catanzaro ad avere aperto un’inchiesta su presunte irregolarità durante lo svolgimento delle prove.

In base alla lista compilata da ‘Repubblica’ sono al Sud (Messina, Bari e Palermo), gli studenti più bravi d’Italia. Almeno, stando ai punteggi riportati dai ragazzi messi in linea sul sito del Miur. Atenei prestigiosi come quelli della Capitale, di Milano (Bicocca) e Napoli si piazzano nelle retrovie.

Per comprendere la distribuzione dei ‘geni’ è bastato fare la media dei punteggi dei primi dieci classificati. A sorpresa Messina, con la stratosferica media di 71,18 è l’ateneo che ha battezzato i più bravi in assoluto. Occorre ricordare che, essendo state cancellate due domande delle 80 poste ai candidati, il punteggio massimo che i ragazzi potevano agguantare era 78.

Fra l’ateneo siciliano e prestigiose università italiane c’è un abisso. La Federico II di Napoli e l’università Bicocca di Milano sono distaccate, sempre in base alla media dei primi, di quasi 10 punti. Per non parlare di università un po’ più piccole dove il divario diventa imbarazzante. La media degli studenti di Sassari è quasi 20 punti inferiore a quella di Messina. Differenza che si accorcia ai 15 punti per l’università di Salerno e 14 per quella di Ferrara. Pur essendo analogo il questionario da risolvere in tutta Italia, in questi ultimi atenei, la vigilanza è stata forse più rigorosa che in altri contesti? O gli aspiranti camici bianchi hanno studiato meno?

Sta di fatto che l’università di Messina, una volta tanto, mette in fila atenei che nella pubblica opinione sono i migliori esistenti nel Paese. Basta fare qualche esempio. I primi 80 classificati nella città dello Stretto sono più bravi del primo classificato a Sassari. I primi della Bicocca di Milano e della Federico II di Napoli, a Messina, si sarebbero piazzati rispettivamente al 32° e al 17° posto.

Ma è il numero di coloro che sono riusciti a superare la barriera dei 70 punti l’indicatore che probabilmente dà l’idea migliore di quanto si siano scervellati in l’estate i candidati siciliani, per presentarsi superpreparati all’appuntamento con i test. Su oltre 42 mila candidati, non conteggiando quelli di Catanzaro, sono stati soltanto 18 i ragazzi che hanno riportato un punteggio superiore o uguale a 70 punti: quasi tutti tra Messina e Bari. L’ateneo siciliano può vantarne addirittura 9, mentre quello pugliese 4. Napoli (Federico II), Foggia, Reggio Emilia, Pavia e Udine soltanto uno. Nessuno in tutte le altre università sparse per lo Stivale.

(10 settembre 2007)
Fonte La Repubblica


Fino a 30mila euro per passare i test di Medicina a Bari

Tariffe fino a 30 mila euro per superare la prova d’ingresso a Medicina e Odontoiatria: succede a Bari, da alcuni anni, e forse anche in altri atenei. I candidati pagano per ascoltare negli auricolari le soluzioni dei quiz al momento della prova, fornite da un gruppo di ascolto esterno. A scoprire l’ingegnoso sistema è stata la guardia di finanza nel corso di un’indagine iniziata un anno fa e che ha coinvolto anche le Università di Ancona e Chieti.

Gli studenti paganti si presentavano al test accompagnati da falsi candidati che dovevano aiutarli a rispondere alle domande, erano vestiti tutti allo stesso modo per riconoscersi tra loro ed erano forniti di un cellulare nascosto con auricolare per ricevere dall’esterno le soluzioni. Anche se poteva costare sino a 30.000 euro, il sistema illecito realizzato da una organizzazione per facilitare l’accesso alla facoltà di Medicina e Odontoiatria delle università di Bari, Ancona e Chieti garantiva a più livelli i candidati disposti a pagare.

Dopo un anno di indagini, i militari della guardia di finanza il 4 e il 5 settembre scorso hanno filmato e intercettato tutta l’attività del gruppo dando luogo a perquisizioni e sequestri nei confronti di sette persone indagate. Gli studenti coinvolti sarebbero una cinquantina. Tra gli indagati figurano anche un medico in pensione che organizzava un corso di preparazione al test in un paese della provincia di Bari, Polignano a Mare: gli studenti pagavano, ben sapendo che potevano contare, durante la prova, su un aiuto organizzato.

Secondo la ricostruzione fatta dalla procura di Bari e dalla guardia di finanza, in caso di ammissione, poi, il candidato doveva versare una quota che poteva essere fino a quattro volte quella iniziale. Il giorno dell’esame, i candidati dovevano essere vestiti con camicia bianca e pantaloni neri per essere riconoscibili. Arrivavano corredati di due telefonini, uno lo consegnavano all’ingresso, l’altro era nascosto anche nella biancheria intima e serviva a ricevere i dati grazie alla tecnologia bluetooth e a un auricolare. Quando veniva distribuito il test, c’era chi, tra i falsi candidati, si occupava di fare arrivare le domande all’esterno dove i «gruppi di ascolto», come li ha definiti il
procuratore Emilio Marzano, inviavano le risposte. Per svolgere le indagini, oltre ad intercettazioni e f
ilmati, la guardia di finanza ha anche infiltrato propri militari tra i candidati: uno di loro, ha detto un suo superiore, per poco non ha superato il test, e senza alcun aiuto.


Gli iscritti sul registo degli indagati al momento sono sette: Maurizio Procaccini, direttore dell’Istituto di Scienze odontostomatologiche e presidente del corso di laurea di Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università politecnica delle Marche; Giuseppe ginecologo e consigliere comunale di An a Bari, che aveva un figlio che partecipava ai test; Marcantonio Pollice, il figlio Giulio la moglie Paola Favaretto, titolari della società di Polignano a Mare (Bari) che preparava gli studenti ai test; l’esperto di informatica Francesco Avellis, ed Emanuele Valenzano, papà di una studentessa che partecipava ai test.


Test università, procura Bari indaga altre 21 persone

BARI (Reuters) – La procura di Bari ha emesso altri 21 avvisi di garanzia, che verranno notificati a breve, nell’ambito dell’indagine condotta su presunte agevolazioni a studenti impegnati nei test di ingresso alle facoltà di medicina e odontoiatria negli atenei di Ancona, Bari e Chieti, per cui sono state indagate altre sette persone nei giorni scorsi.

Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie, precisando che gli oltre 20 avvisi di garanzia — destinati a studenti e membri dell’organizzazione — verranno notificati in due diverse tranche, perché in alcuni casi sono ancora in corso gli accertamenti sugli studenti coinvolti.

Le ipotesi di reato per i 21 sono quelle di truffa e corruzione.

Secondo quanto riferito, tra i destinatari degli avvisi di garanzia ci sarebbero anche alcune persone che avrebbero preso parte alle staffette per portare i questionari e altre informazioni dalle sedi universitarie ai cosiddetti “centri di ascolto” e altre che si sarebbero invece occupate delle varie fasi dell’organizzazione della struttura.

Intanto oggi il ministro per l’Università e la Ricerca, Fabio Mussi, ha detto che saranno da rifare i test d’ammissione alle facoltà di medicina e odontoiatria nell’università di Catanzaro, mentre gli studenti che risulteranno coinvolti in truffe presso l’ateneo di Ancona, Bari e Chieti dovranno essere cancellati dalle graduatorie.

Lunedì scorso, la procura di Bari aveva indagato sette persone nell’ambito della stessa inchiesta, dopo aver condotto diverse perquisizioni e sequestri nei tre atenei di Puglia, Marche e Abruzzo.

I primi sette indagati sono Maurizio Procaccini, presidente del corso di laurea di Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università politecnica delle Marche, Giuseppe Varcaccio, ginecologo barese e consigliere comunale di An a Bari, il cui figlio partecipava ai test di medicina, ma anche Francesco Avellis, esperto di informatica ed Emanuele Valenzano, padre di una studentessa che partecipava ai test.

Oltre a questi anche Marcantonio Pollice, medico in pensione, suo figlio Giulio e sua moglie Paola Favaretto, titolari di una società di Polignano a Mare, in provincia di Bari.

Per questi sette le ipotesi di reato sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa ai danni dello Stato.

Fonte Reuters


Test Medicina, occupazione lampo al ministero

ROMA (14 settembre) – Occupazione lampo al ministero dell’università. In mattinata circa 150 studenti di Azione universitaria sono riusciti a superare la sicurezza e il cancello principale, racconta presidente nazionale dell’organizzazione Giovanni Donzelli, e hanno srotolato all’interno del dicastero uno striscione su cui campeggia al scritta ‘Test sbagliati, concorsi truccati, caste e baronati… studenti incazz..’.
Gli studenti protestano contro la situazione accademica chiedendo le dimissioni del ministro Mussi. Dopo una trattativa con le forze dell’ordine gli studenti hanno lasciato l’atrio e hanno continuato all’esterno la loro protesta.

«Il recente scandalo dei test di Medicina -spiega Donzelli- è solo l’ennesima dimostrazione del marciume e del caos nel quale versa il sistema universitario del nostro paese e uno dei tanti sintomi di un male ben più diffuso che noi della destra universitaria denunciamo da anni. Il caos di cui Mussi è responsabile -aggiunge Donzelli- rischia di mettere in discussione l’esistenza della selezione in una facoltà importante e delicata come Medicina».

Azione universitaria, oltre a chiedere le dimissioni di ministro, propone di mantenere il regime di numero programmato rivedendo contenuti e modalità del test d’ingresso: stilare e pubblicare in Gazzetta ufficiale, a 20 giorni dalla prova, decine di migliaia di domande per poi sorteggiarle in maniera causale ed informatizzata per preparare schede test differenti per ogni candidato.

«In tal modo -evidenzia Donzelli- si garantirebbe il principio della trasparenza, si evidenzierebbero eventuali errori e si limiterebbero di molto i fenomeni di mercanteggiamento, speculazione e corruzione. Oggi -conclude Donzelli- abbiamo occupato il ministero, da domani -annuncia- la nostra offensiva sarà a 360 gradi negli atenei e nelle facoltà per ridare al paese e ai giovani un sistema accademico basato su qualità, meritocrazia, efficienza e trasparenza».


Azione Universitaria sembra sembra l’unico gruppo di studenti a protestare per questa cosa… ma dove siamo finiti?
Dovrebbero tutti gli studenti ribellarsi! Spaccare questo mondo!
Possibile?

Tutti gli studenti dovrebbero manifestare, lottare, andare contro questo sistema schifoso! Poi ci chiediamo perché ci troviamo medici che non sanno diagnosticare un infarto? Che non sanno neppure guardarti un ginocchio e farti una diagnosi che ti saprebbe fare un qualunque sportivo con un po’ d’esperienza?

Poi la gente che ha studiato e faticato per anni fatica a trovare un lavoro?

Ci chiediamo perché siamo un mondo pieno di laureati ed essendo tali non ci abbassiamo più a fare determinati lavori? E poi magari ci lamentiamo che questi lavori vengono fatti da immigrati, gli unici disposti a farli.

Forse dovremmo imparare ad essere più umili? A faticare per ottenere risultati? Forse dovremmo cominciare a lottare per quello in cui si crede e non a considerare che ci sia dovuto, non a pagare.

Personalmente resto schifato, da chi accetta e considera praticamente normale cose simili, ed evidentemente sono tanti. Troppi. E finché non c’è uno scandalo di tali dimensioni e fomentato dal giornalismo nonostante si sappia che queste cose ci sono vengono tollerate, non solo, accettate, perfino apprezzate, perfino considerate normali. E la cosa non è solo a livello universitario, ci sono scuole superiori in cui vengono passate le domande d’esame, ci sono persone che prendono la patente pagando l’istruttore, gente che compra i diplomi e il tutto viene pure detto senza vergogna.

Ci vuole uno scandalo, così si fa qualcosa, si cambia qualcosa e appena le acque tornano tranquille tutto può tornare come prima,

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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