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	<title>DarkWeb Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>DarkWeb Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Cos&#8217;è un Hacker e cosa un Cracker?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Critical Thinking]]></category>
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					<description><![CDATA[Come spesso accade le definizioni che vengono date nel giornalismo, e nelle fiction cinematografiche e televisive sono utilizzate con superficialità e senza informarsi realmente sul significato delle parole. Una di queste definizioni in particolare è quella di Hacker. Quando l&#8217;informatica era ancora qualcosa di misterioso e di poco conosciuto (posto che realmente non lo sia [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Come spesso accade le definizioni che vengono date nel <em>giornalismo</em>, e nelle fiction cinematografiche e televisive sono utilizzate con superficialità e senza informarsi realmente sul significato delle parole. Una di queste definizioni in particolare è quella di <em>Hacker</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando l&#8217;informatica era ancora qualcosa di misterioso e di poco conosciuto (posto che realmente non lo sia più) gli informatici erano tutti visti come <em>Hacker</em>, e forse era l&#8217;unico periodo storico nel quale la parola <em>Hacker</em> non fosse usata a sproposito. Ma era un caso, perché <em>Hacker</em> e informatico non sono sinonimi, era quasi corretto solamente perché all&#8217;epoca quasi tutti gli informatici erano di fatto <em>Hacker</em>. <br>Anche l&#8217;idea che un <em>Hacker</em> debba avere a che fare con l&#8217;informatica, tuttavia, è essenzialmente sbagliata. Se all&#8217;epoca gli informatici erano di fatto <em>Hacker</em>, gli <em>Hacker</em> non erano necessariamente informatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è un Hacker?</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Brevissima storia incompleta dell&#8217;Hacking</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In origine la definizione di <em>hacker </em>era del tutto positiva, e indicava la capacità di modificare e migliorare i sistemi informatici/elettronici rispetto alle funzionalità per le quali erano stati progettati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura <em>hacker</em> e il termine stesso sono nati all&#8217;interno del MIT (Massachusetts Institute of Tecnhology), e grazie alla creazione di ARPAnet, la primordiale base per Internet, gli <em>hacker</em> divennero un gruppo principalmente collaborativo su vasta scala, con grandi scambi di idee, proposte, esperimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Furono tra l&#8217;altro gli <em>hacker</em>, nel loro modificare i sistemi per aggiungerne funzionalità a realizzare i primi giochi, come <em>Spacewar!</em> nel 1961. Il tentativo era stato quello di estendere i primi mainframe da puro prodotto di calcolo a qualcosa di più divertente, dimostrando che le potenzialità dei primi sistemi informatici erano molto più ampie di quanto si potesse pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu l&#8217;<em>hacker</em> <strong>Ken Thompson</strong> che nel 1969 inventò il sistema operativo <em>Unix</em> su cui si basano ancora oggi tra gli altri Linux, Mac Os X, iOS e Android. Fu l&#8217;<em>hacker</em> <strong>Dennis Ritchie</strong> che nel 1972 inventò il linguaggio di programmazione <em>C</em> su cui ancora oggi si basano C++, Java e altri linguaggi ancora molto utilizzati. Sempre loro ipotizzarono, proprio grazie a <em>Unix </em>e <em>C</em> la possibilità di realizzare sistemi operativi e programmi che funzionassero su piattaforme diverse senza costringere ogni produttore e ogni utente ad avere programmi e sistemi diversi per macchine diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunità <em>hacker</em> divenne sempre più grande e sempre più ricca di idee, evolvendo sempre di più la capacità di forzare le capacità delle macchine allora disponibili per rendere migliori. Se prima l&#8217;<em>hacking</em> era un&#8217;operazione legata solamente al software, i programmi, ben presto si allargò all&#8217;hardware, le macchine fisiche stesse. Lo scopo era a quel punto rendere possibile il diffondersi di computer tra le masse. Ogni <em>hacker</em> sognava in pratica di avere un proprio aggeggio a casa su cui smanettare invece di dover essere legati a qualche istituzione o università.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I componenti dell&nbsp;<strong>Homebrew Computer Club</strong>, il club del computer fatto in casa, furono probabilmente i primi a riuscirci, tra di essi c&#8217;erano due nomi piuttosto famosi:&nbsp;<strong>Steve Wozniak</strong> e&nbsp;<strong>Steve Jobs</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="780" height="606" data-attachment-id="8688" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cose-un-hacker-e-cosa-un-cracker/steve-jobs-steve-wozniak/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?fit=780%2C606&amp;ssl=1" data-orig-size="780,606" data-comments-opened="1" data-image-title="Steve-Jobs-Steve-Wozniak" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?fit=780%2C606&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?resize=780%2C606&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8688" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?w=780&amp;ssl=1 780w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?resize=300%2C233&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?resize=768%2C597&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?resize=618%2C480&amp;ssl=1 618w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?resize=100%2C78&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?resize=24%2C19&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?resize=36%2C28&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Steve-Jobs-Steve-Wozniak.jpg?resize=48%2C37&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /><figcaption>Steve Wozniak e Steve Jobs</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">I due nel 1977 fondarono Apple, rendendo possibile con <em>Apple I</em> acquistare un kit per costruirsi il proprio computer. Microsoft era stata fondata l&#8217;anno prima da un altro <em>Hacker</em>, <strong>Bill Gates</strong>.<br>Fu però proprio con la nascita di queste società che si crearono le prime spaccature tra chi, fedele alla cultura <em>Hacker</em> iniziale, voleva una totale condivisione di idee, di software e di informazioni e chi invece iniziava a vedere una possibile fonte di guadagno nell&#8217;industrializzazione e la privatizzazione delle idee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni 80 il movimento <em>hacker</em> era già di molto mutato. La nuova generazione era diventata sempre più abile nella programmazione ma si era allontanata dai principi dei predecessori. Molti si erano adeguati alla logica del mercato sviluppando per le grandi multinazionali, soprattutto giochi, e il software aveva smesso di essere <em>libero</em>. Al contrario ogni software veniva considerato un prodotto commerciale da tutelare con il segreto industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Microsoft fu la prima a usare il modello del <em>software proprietario</em>, ma seguirono a ruota in fretta tutte le aziende che intendevano fare profitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli anni 80 furono anche gli anni in cui il fenomeno dell&#8217;<em>hacking</em>, iniziò ad avere connotazioni simili a quelle che conosciamo oggi. Nel 1980 il gruppo<strong> “414s”</strong> riuscì ad effettuare un&#8217;intrusione illegale su <strong>60 computer</strong>, numeri ridicoli per oggi, ma che allora attirarono l’attenzione dell’FBI e dei Servizi Segreti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli stessi anni<strong> Richard Stallman</strong> fondò la <strong>Free Software Foundation</strong> con lo scopo di creare software gratuiti di alta qualità, inaugurando il ritorno all&#8217;<em>Open Source</em> e contrapponendosi alle logiche del software proprietario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una svolta si ebbe nel 1991 quando <strong>Linus Torvalds</strong>, uno studente dell’Università di Helsinki, iniziò a sviluppare il kernel per un sistema operativo gratuito: <strong>Linux</strong>. Molti <em>hacker</em> furono attratti dall&#8217;idea e contribuirono al progetto con le loro capacità, idee, suggerimenti creando un intero ecosistema gratuito che si è diffuso a livello globale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="780" height="460" data-attachment-id="8690" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cose-un-hacker-e-cosa-un-cracker/linus-torvalds-1991/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?fit=780%2C460&amp;ssl=1" data-orig-size="780,460" data-comments-opened="1" data-image-title="Linus-Torvalds-1991" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?fit=780%2C460&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?resize=780%2C460&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8690" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?w=780&amp;ssl=1 780w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?resize=300%2C177&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?resize=768%2C453&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?resize=640%2C377&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?resize=100%2C59&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?resize=24%2C14&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?resize=36%2C21&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/Linus-Torvalds-1991.jpg?resize=48%2C28&amp;ssl=1 48w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /><figcaption>Linus Torvalds nel 1991 con la sua creatura, Linux</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi la gran parte dei server web è basata su Linux.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avvento di Internet gran parte della vecchia guardia degli <em>Hacker</em> invece si occupò di creare Internet Service Provider e di lottare contro i tentativi di censura sulla rete, furono gli hacker, a far fallire il <strong>“<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communications_Decency_Act" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Communications Decency Act</a>”</strong>&nbsp;(CDA), uno dei primi tentativi di rendere portare Internet sotto il controllo diretto dei governi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono i principi di un hacker?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo noioso racconto simile a un libro di storia non ha lo scopo di incensare gli <em>hacker</em> ma piuttosto quello di cercare di delineare i principi che muovono l&#8217;originario movimento <em>hacker</em> nella storia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I principi erano quello di rendere libero e illimitato l&#8217;accesso agli elaboratori, una completa condivisione delle conoscenze, fiducia reciproca, meritocrazia che portava ad esaltare quelli che erano in grado di portare il limite della conoscenza oltre i limiti attuali, il rigetto di ogni forma di burocrazia che limita la libertà di espressione. Nessun <em>hacker</em> si sarebbe nascosto dietro una maschera per fare azioni illegali o danneggiare qualcuno, piuttosto l&#8217;obbiettivo era quello di &#8220;bucare un sistema&#8221; per avvisare delle falle in modo da aumentarne la sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è un Cracker?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se negli anni 80 la storia dell&#8217;hacking iniziava ad avere un forte impatto, negli stessi anni cominciarono a nascere e crescere gruppi che facevano attacchi a sistemi informatici per scopi puramente personali o economici.<br>Furono questi gruppi a trasformare il concetto di <em>hacker</em> da qualcosa di positivo a qualcosa di negativo e da temere.<br>I virus iniziarono a diffondersi e il giornalismo cominciò a parlare davvero degli <em>hacker</em>, pur non conoscendo la vera storia del termine e del movimento creando l&#8217;associazione indissolubile tra il concetto di <em>hacker</em> e quello di criminale. Cosa aggravata dallo stesso vantarsi del termine <em>hacker</em> da parte di tali criminali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio a causa di questo chi appartiene ancora all&#8217;idea del primo movimento <em>hacker</em>, o chi lo conosce e lo ammira preferisce generalmente chiamare i cyber criminali,<strong> “<em>crackers</em>”</strong>. O in alcuni casi dividere gli hacker in <em>White Hat</em> e <em>Black Hat</em>, <em>cappelli bianchi</em> e <em>cappelli neri</em>, per differenziare le due categorie di <em>hacker </em>etici e non etici.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Buffa conclusione:</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se vi siete mai chiesti perché uso quasi sempre parole come <em>attaccante</em>, <em>malfattore</em> o <em>criminale</em> mentre la parola <em>hacker</em>, mi sfugge di rado&#8230; ora sapete il perché.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



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<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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		<title>Cos&#8217;è il Dark web?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 15:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negli articoli Parliamo dei dati rubati a Facebook? (https://wp.me/pQMJM-2i1) e Parliamo anche dei dati rubati a Linkedin? (https://wp.me/pQMJM-2if) e ho parlato del fatto che i dati rubati siano stati trovati in vendita sul Dark Web, ma cos&#8217;è esattamente il Dark Web? Il modo più diretto per definire Internet è dire che è una enorme rete [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli articoli <a href="https://www.staipa.it/blog/sui-dati-rubati-a-facebook/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parliamo dei dati rubati a Facebook?</a> <a href="https://www.staipa.it/blog/sui-dati-rubati-a-facebook/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>(<a href="https://wp.me/pQMJM-2i1">https://wp.me/pQMJM-2i1</a>) e <a href="https://wp.me/pQMJM-2if" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parliamo anche dei dati rubati a Linkedin?</a> (<a href="https://wp.me/pQMJM-2if" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://wp.me/pQMJM-2if</a>) e ho parlato del fatto che i dati rubati siano stati trovati in vendita sul <em>Dark Web</em>, ma cos&#8217;è esattamente il <em>Dark Web</em>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modo più diretto per definire Internet è dire che è una enorme rete globale di computer. Come in ogni cosa globale però gli aspetti sono molteplici e pressoché infiniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semplificando molto, ogni computer o dispositivo connesso in rete fa parte della rete stessa. Il nostro pc, il nostro smartphone, il nostro forno smart, il nostro spazzolino da denti elettrico che invia dati via wifi, la nostra webcam con cui guardiamo se arrivano ladri in casa, la nostra automobile con gli aggiornamenti software automatici, sono tutti più o meno parte di Internet. Ognuno, si spera, implementa sistemi per evitare l&#8217;accesso dall&#8217;esterno a sconosciuti e malintenzionati, ma in quanto connessi alla rete fanno parte della rete.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Differenza tra indirizzo WEB e indirizzo IP</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista della rete che a un dispositivo sia associato un indirizzo web (<a href="http://www.staipa.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.staipa.it</a>, <a href="http://www.cicap.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.cicap.it</a>, <a href="http://www.google.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.google.it</a>) o che non lo abbia è del tutto ininfluente. Gli indirizzi web servono solo agli umani per rendere più facile riconoscere e memorizzare come raggiungere un servizio. Il vero indirizzo di un servizio o più in generale di un dispositivo all&#8217;interno di una rete è una serie di numeri definita &#8220;Indirizzo IP&#8221;, e quando digitiamo un indirizzo web. Se è vero che ogni indirizzo web ha un indirizzo IP, ovviamente non è vero che ogni Indirizzo IP abbia un indirizzo web. Il mio cellulare ha un indirizzo IP, ma non un indirizzo WEB, lo stesso tutti i dispositivi che ho nominato in precedenza</p>



<h3 class="wp-block-heading">I server DNS</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando nel nostro browser digitiamo un indirizzo web come <a href="http://www.staipa.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.staipa.it</a> il nostro computer andrà a connettersi per prima cosa a un cosiddetto <em>server DNS</em> o <em>Domain Name System</em>, ossia un sistema di gestione dei nomi di dominio, il quale gli dirà che il vero indirizzo è in IPv4 104.21.78.161 oppure 172.67.223.191, in IPv6 2606:4700:3031::6815:4ea1 oppure 2606:4700:3032::ac43:dfbf, in entrambi i casi non propriamente qualcosa di mnemonico per noi umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi fosse curioso visitando il sito <a href="https://www.ipaddress.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.ipaddress.com</a> è possibile vedere l&#8217;indirizzo IP del dispositivo con cui si sta navigando.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il blocco dei siti da parte delle autorità</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno troverà interessante sapere che, almeno nei paesi considerati democratici come il nostro, il sistema che utilizzano le autorità per bloccare l&#8217;accesso ai siti è essenzialmente quello di chiedere ai gestori dei <em>server DNS</em> nazionali, tipicamente quelli degli operatori telefonici, di non rispondere alle richieste da parte dei dispositivi quando viene chiesto l&#8217;indirizzo di quel sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che il sito è in realtà ancora perfettamente raggiungibile, ma per aggirare il blocco e raggiungerlo è necessario ricevere le informazioni del DNS da altre fonti, cosa che non è affatto difficile cambiando il DNS della propria connessione o attraverso una <a href="https://wp.me/pQMJM-2b4#VPN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">VPN</a>, ma non parlerò in questo articolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste un sito che elenchi tutti i siti oscurati ma per farsi un&#8217;idea <a href="https://censura.bofh.it/elenchi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio censura (https://censura.bofh.it/elenchi.html)</a> tra il 2007 e il 2014 aveva tracciato la censura di 6419 siti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è <em>Deep Web</em>?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per spiegare cosa sia il <em>Dark Web</em> è necessario spiegare prima che cosa sia il <em>Deep Web. </em>Il <em>Deep Web</em>, o <em>Web Profondo</em>, è essenzialmente quella parte di Internet che non è direttamente raggiungibile attraverso indirizzi web e motori di ricerca. Fanno parte del <em>Deep Web</em>, le reti interne aziendali connesse all&#8217;esterno, le reti dei bancomat, tutti i vostri dispositivi precedentemente elencati, i servizi web presenti su internet ma non ancora collegati a un indirizzo web o indicizzati dai motori di ricerca comuni&#8230; in pratica tutto quello che non si può raggiungere direttamente e facilmente da un normale browser o senza speciali autorizzazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al <em>Deep Web</em> appartiene una enorme maggioranza di quello che fa parte di Internet.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="1024" height="722" data-attachment-id="8564" data-permalink="https://www.staipa.it/blog/cose-il-darkweb/image-55/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?fit=1124%2C792&amp;ssl=1" data-orig-size="1124,792" data-comments-opened="1" data-image-title="image" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?fit=1024%2C722&amp;ssl=1" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=1024%2C722&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8564" srcset="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=1024%2C722&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=300%2C211&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=768%2C541&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=640%2C451&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=100%2C70&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=24%2C17&amp;ssl=1 24w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=36%2C25&amp;ssl=1 36w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?resize=48%2C34&amp;ssl=1 48w, https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/image.png?w=1124&amp;ssl=1 1124w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption>Fonte Wikipedia: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Deepweb_graphical_representation.svg">File:Deepweb graphical representation.svg &#8211; Wikimedia Commons</a></figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è <em>Dark Web</em>?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un sotto insieme del<em> Deep Web</em>, infine, è il <em>Dark Web</em>. Il <em>Dark Web</em> è una parte di Internet, non solo non raggiungibile da un normale browser, ma che è studiata appositamente per rendere <strong><em>quasi</em></strong> impossibile tracciarne i contenuti e le transazioni. Se in Internet, in generale è sempre possibile tracciare ogni comunicazione e risalire a eventuali colpevoli di reati nel <em>Dark Web</em> questo diventa davvero difficile. Generalmente per accedere al Dark Web è necessario accedere alla cosiddetta rete TOR, attraverso un browser speciale omonimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale rete è considerata <strong><em>virtualmente </em></strong>sicura anche rispetto a controlli delle autorità o di qualsiasi entità, questo la rende il posto migliore dove delinquere, condividere informazioni illegali, pedopornografia, vendita di armi e droga, e qualunque altro genere di cosa illegale che si possa fare attraverso una rete e per la quale si cerchi anonimato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cose che vi si trovano sono</p>



<ul class="wp-block-list"><li>condivisione di file (piratati, personali, illegali o contraffatti, etc.);</li><li>crimini informatici (corruzione di file, frodi, etc.);</li><li>protezione dei dissidenti da ritorsioni politiche;</li><li>protezione della privacy dei cittadini soggetti a sorveglianza di massa;</li><li>vendita di beni limitati su mercati darknet;</li><li>compravendita di beni o servizi illeciti o illegali;</li><li>fughe di notizie;</li><li>aggiramento della censura di internet e dei sistemi di filtraggio dei contenuti o superamento di&nbsp;firewall.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il Dark Web e la rete TOR sono considerati sicuri?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome TOR ossia, <em>The Onion Router</em>, <em>il router cipolla</em>, rende bene l&#8217;idea del funzionamento del sistema. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Normalmente quando un dispositivo vuole inviare una comunicazione a un altro è come se mettesse il messaggio in una busta e inviasse la busta al dispositivo più vicino, quel dispositivo inoltra la busta a uno vicino in direzione di quello che deve essere raggiunto e il processo si ripete fino alla meta. Questo è il processo di routing, e implica che ognuno dei dispositivi che ricevono e inoltrano la busta debbano essere a conoscenza del passaggio di tale busta e di almeno parte del percorso che effettua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Tor invece è come se tale busta venisse ogni volta inoltrata a speciali dispositivi (i server Tor) che infilano la busta in altre buste e se la passano tra di loro in maniera pseudo casuale prima di inviarla al dispositivo da raggiungere. Questo rende molto complesso risalire a mittente e destinatario anche per le autorità e per i sistemi informatici più raffinati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tor però è può essere usato solo per navigare in quello che contiene, non è possibile usare Tor per visitare siti <em>normali</em> fuori dal Dark Web per tanto a meno di voler utilizzare qualcosa al suo interno è del tutto inutile.<br>Al suo interno si trovano moltissimi servizi illegali o di dubbia legalità o comunque di cose che non si vuole siano pubbliche. Non esistono motori di ricerca, perché non è carino che chiunque possa accedere alla rete possa trovare le cose illegali che contiene, quindi la conoscenza dei siti si basa prevalentemente su forum segreti, passa parola e informazioni private.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica se usate Tor, state già dichiarando di avere qualche affare da nascondere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente la sicurezza della rete non è tutto. Sono moltissimi i casi in cui nonostante la rete Tor, le organizzazioni criminali che lo usano siano state sgominate. Per esempio, se si acquista materiale illegale o servizi illegali qualcuno dovrà pure venire a recapitarci o a fare quel servizio, e sarà possibile arrestare e interrogare quella persona. Se il materiale illegale venisse salvato su un computer quel computer potrebbe essere sequestrato per altri motivi o in mancanza di una adeguata sicurezza potrebbe essere sotto controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono alternative anche alla rete Tor, ma non ne parlerò in questo articolo.</p>



<h6 class="wp-block-heading" id="voi-fare-una-domanda-per-uno-dei-prossimi-articoli-falla-qui">Voi fare una domanda per uno dei prossimi articoli? Falla qui!</h6>



<p class="wp-block-paragraph">[contact-form-7]</p>



<p class="has-blue-color has-text-color has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Qui puoi trovare tutte le<em> <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.staipa.it/blog/category/poleminformatica/informetica/le-domande-semplici/?order=asc" target="_blank">domande semplici</a>: </em>https://short.staipa.it/ledomandesemplici</strong></p>
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