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	<title>piacevole Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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	<description>Il Blog di Stefano Giolo, pensiero critico, uso consapevole della tecnologia, e fatti miei</description>
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	<title>piacevole Archivi - Staipa&#039;s Blog</title>
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		<title>Le sfiorò le mani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 17:48:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era una serata come un&#8217;altra, come mille o come nessuna. Attorno le auto in movimento erano poche, finite le feste la gente era ormai stufa di andare in centro ed era il momento giusto per frequentarlo prima che alla gente tornasse la smania degli acquisti grazie ai saldi. Era in piedi, era ormai il momento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era una serata come un&#8217;altra, come mille o come nessuna. Attorno le auto in movimento erano poche, finite le feste la gente era ormai stufa di andare in centro ed era il momento giusto per frequentarlo prima che alla gente tornasse la smania degli acquisti grazie ai saldi.<br />
Era in piedi, era ormai il momento di salutare gli amici dopo una serata piacevole seppur breve, s&#8217;era parlato di ogni cosa, di forse e di ma e di certo e di altro ed ancora. Una serata come altre. Di fronte a lui a ridere e parlare un vecchio amico, e due nuove e la distanza frapposta della novità, del non essere nella zona di confort seppure confortato da una situazione piacevole.</p>
<p><em>Lui le sfiorò le mani. Voleva sentire solo la consistenza di quei guanti di pelle morbida e niente altro. Lui le sfiorò le mani e mentre le sfiorava le mani il mio sguardo cadde su quelle quattro mani, sulle due a stringere le altre due, e sullo sguardo di lui. Rideva con assoluto candore, guardando quelle mani e non lo sguardo che stava poco dietro. Quello sguardo si fece un&#8217;istante serio, o forse fu una mia impressione. Si fece serio il mio indubbiamente, involontariamente mentre dentro di me qualcosa di caldo si scioglieva dalle pareti alte del mio interno precipitando improvvisamente verso il basso come in un vortice che non riuscivo a comprendere.<br />
</em></p>
<p>La ragazza voltò lo sguardo verso di lui e parve un&#8217;istante accorgersi di cosa accadeva nella sua mente. Un&#8217;istante prima che la strada si inclinasse. Mentre la strada si piegava in un imbuto i palazzi attorno si alzavano e le macchine parcheggiate cominciavano a muoversi verso di loro, tutto divenne in qualche modo liquido e mentre cadevano sembravano fondersi in un unico nulla di unico gorgo nero. Tutto attorno a lui era improvvisamente scomparso. O apparso. Quando aprì gli occhi viaggiava su<span id="more-4116"></span> di un treno. Gli parve di averlo aspettato secoli quel treno. Di fronte a lui seduta una donna, aveva lunghi capelli neri con dei riflessi rossi di hennè, il suo viso era rilassato e dolce, gli occhi grandi, le sopracciglia curate ed un piccolo piercing a luce nell&#8217;incavo del naso. Era in sovrappeso ma nascondeva molto bene la cosa valorizzando con vestiario le parti migliori. Si sarebbe detta una madre ideale. Al di sotto del mento un taglio netto le aveva aperto il collo in una linea dritta da una parte all&#8217;altra e lei aveva continuato a sorridere nonostante. Le braccia erano stese aperte con le mani appoggiate ai sedili accanto come per alzarsi, le dita spiegate ed allargate. Il sangue aveva smesso di uscire da un po&#8217; ed aveva sporcato tutto lo scompartimento. Il ragazzo riusciva a vedersi dallo specchio sopra la testa di lei e da quello vedeva lo specchio dietro di sé. Si guardò il corpo, non vi era alcuna traccia di sangue, e pur sedendosi sul sedile sporco non si sporcava. Aveva in mano un bisturi però. Questo sì, sporco di sangue.<br />
Si allontanò dallo scompartimento con calma camminando nel corridoio, aveva lasciato la porta scorrevole aperta e camminando guardava stancamente come tutti gli altri posti fossero vuoti. Camminò fino all&#8217;ultimo vagone senza incontrare anima viva o morta che fosse. Aveva ancora il bisturi in mano, lo osservò. Il sangue era secco, il sangue stesso nello scompartimento era secco seppure il colore fosse vivido e forte come fosse stato nuovo.<br />
Il treno era in movimento ma all&#8217;esterno il mondo non sembrava più reale di un film i cui fondali fossero disegnati malamente e gli pareva continuassero a ripetersi, ripetersi, ripetersi incessantemente. Provò ad aprire un portellone e non accadde nulla, provò a tirare il freno di emergenza e di nuovo non accadde nulla.<br />
Appoggiò la lama al proprio collo e spinse con forza. Un getto nero uscì inondando a schizzi l&#8217;ambiente circostante, una quantità enorme e troppo scura di liquido lo avvolse e tutto divenne nero, il liquidò gli entrò in bocca soffocandolo, nei polmoni, dentro al corpo e si fissò dentro all&#8217;interno come attaccato a pareti di una grotta.</p>
<p>&#8220;Bene, allora noi andiamo, dai magari la prossima volta ci si vede per un aperitivo, no?&#8221; disse l&#8217;altra ragazza, quella senza i guanti di pelle.<br />
&#8220;Sì, potrebbe essere.&#8221; rispose lui.<br />
Un&#8217;auto li illuminò un&#8217;istante con i fari mentre passava lì accanto. I tre si allontanarono e solo quando rimase solo premette il tasto sulla chiave, salì in macchina e l&#8217;avviò per tornare a casa.</p>

<a href='https://www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2017/01/10-Aria.mp3'>Aria</a>

<p><a href="https://myspace.com/alcheramusic">Alchera Myspace</a></p>
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		<title>Risonanze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 22:18:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[*Questa cosa di tutte queste novità, e di andate e di ritorni sta toccando corde che non si muovevano da anni&#8211; Non è bello?*Non lo so, e come quando il catarro di anni si comincia a scrostare dai seni paranasali-Vista così è meno piacevole&#8230;*Fa male e fa bene, fa bene il catarro che si stacca [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">*Questa cosa di tutte queste novità, e di andate e di ritorni sta toccando corde che non si muovevano da anni<br>&#8211; Non è bello?<br>*Non lo so, e come quando il catarro di anni si comincia a scrostare dai seni paranasali<br>-Vista così è meno piacevole&#8230;<br>*Fa male e fa bene, fa bene il catarro che si stacca ma fa male, non so se hai presente: fa bene ma fa quel male che vorresti fermarti</p>
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		<title>Vaghe divagazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2015 23:13:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A volte capita di trovare un brano musicale, per caso, per destino, o per sconosciuta serendipità, oggi ne sto ascoltando ossessivamente uno, in questi giorni ne stavo ascoltando ossessivamente un altro.Sono settimane che vorrei scrivere qualcosa che si chiamerà &#8220;Il Destino Razionalista&#8221; che spiega tutto questa serendipità che ognuno incontra ogni giorno nella propria vita, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A volte capita di trovare un brano musicale, per caso, per destino, o per sconosciuta serendipità, oggi ne sto ascoltando ossessivamente uno, in questi giorni ne stavo ascoltando ossessivamente un altro.<br>Sono settimane che vorrei scrivere qualcosa che si chiamerà &#8220;Il Destino Razionalista&#8221; che spiega tutto questa serendipità che ognuno incontra ogni giorno nella propria vita, ma lo spiega nel modo più scettico e razionalista che mi sia mai capitato di pensare: il destino concetto irrazionale spiegato con il razionalismo.<br>Nel frattempo, questo razionale lato si scontra contro incontri contrari al controllo, che rivolgono, stravolgono, coinvolgono momenti, persone inaspettate.<br>Lo rifuggo e rincorro, con parte e parte trafitto da parte a parte.<br>In passato ci ho messo mesi a scrivere qualcosa come quello che vorrei scrivere, ma non c&#8217;è fretta perché anche questo è cambiamento.<br>Ho finito un secondo romanzo, forse non avevo neppure scritto qui di averne iniziato un primo e il cervello ruota rivolta scalpita per iniziarne uno nuovo, quello è in testa da quasi dieci anni, credo dal 2005, quando ne tirerò fuori gli appunti lo saprò, ma non è ancora il tempo.<br>Oggi è il tempo di ascoltare questo brano, a ripetizione, mille e mille volte e mille ancora.<br>Mi ispira la scrittura di qualcosa di nuovo, che non ha a che fare col destino ma che&nbsp;è destino, mi ispira lo scrivere cose nuove che non ho mai scritto.<br>Intanto vago e&nbsp;divago nel vano e insano percorso che si forma nella mia mente.<br>E così quando il mio lato razionale spinge per scrivere qualcosa di nuovo accanto l&#8217;irrazionale spinge per contraddirne con coerenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><span class="_5yl5" data-reactid=".1u.$<1422054483531=21833753333-891796154@mail=1projektitan=1com>.2:0.0.0.0.0&#8243;><span data-reactid=".1u.$<1422054483531=21833753333-891796154@mail=1projektitan=1com>.2:0.0.0.0.0.0&#8243;><span data-reactid=".1u.$<1422054483531=21833753333-891796154@mail=1projektitan=1com>.2:0.0.0.0.0.0.$end:0:$0:0&#8243;>è una piacevole instabilità che potrebbe portare novità o autodistruzione.<br>Ma intanto ascolto ancora questa musica, ed ancora, ed ancora, ed ancora, ed ancora.<br></span></span></span></p>
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		<title>&#8220;La difficoltà della solitudine si palesa quando la si confronta ad una compagnia piacevole‏&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2015 23:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[04/01/2015Sono scivolato nei meandri di pensieri che non riesco a fissare,Tra voglia di scrivere cose ed incapacità di farlo,Incastrato tra me stesso e me stesso come un cuneo‏. Incastrato tra me e te.Incastrato. Mi manchi, mi manca parlarti, viverti, sfiorarti.Essere, camminare. E non so se è solitudine o qualcosanon so se è nulla o desiderio. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">04/01/2015<br>Sono scivolato nei meandri di pensieri che non riesco a fissare,<br>Tra voglia di scrivere cose ed incapacità di farlo,<br>Incastrato tra me stesso e me stesso come un cuneo‏.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Incastrato tra me e te.<br>Incastrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi manchi, mi manca parlarti, viverti, sfiorarti.<br>Essere, camminare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non so se è solitudine o qualcosa<br>non so se è nulla o desiderio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giro lo sguardo verso te e vedo me,<br>lo giro ancora ed ancora incontro il mio sguardo.<br>Tra me e me, tra me e te.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo cura le ferite del cuore.<br>La mente regola il tempo che cura le ferite.<br>La mente regola il tempo che cura se stessa.</p>
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		<title>Progressive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2008 23:35:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi ho rischiato altri due incidenti&#8230;. un frontale e un entrata nella fiancata&#8230;. fico&#8230; comincio a preoccuparmi, mi sa che ho qualche difficoltà di concentrazione o troppi pensieri per la testa&#8230; Era un po&#8217; che non parlavo di Progressive e mi accorgo che in passato avevo parlato proprio del Banco Del Mutuo Soccorso. In questi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Oggi ho rischiato altri due incidenti&#8230;. un frontale e un entrata nella fiancata&#8230;. fico&#8230; comincio a preoccuparmi, mi sa che ho qualche difficoltà di concentrazione o troppi pensieri per la testa&#8230;</p>
<p>Era un po&#8217; che non parlavo di Progressive e mi accorgo che in passato avevo parlato proprio del <a href="https://www.staipa.it/blog/concerti-e-applausi/">Banco Del Mutuo Soccorso</a>. In questi giorni <span id="more-285"></span>ascolto a ripetizione il doppio album &#8220;Gli Anni 70&#8221; e così riflettevo sulla scena progressive attuale&#8230; sarà che Il Banco sono uno dei migliori gruppi storici del Prog Italiano, sarà che alcuni loro brani mi portano alla mente ricordi più o meno passati&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-RR_iRdCtuk&amp;hl=it" /></object><br />
L&#8217;amore 750.000 di anni fa</p>
<p>Pensavo al Prog oggi, pensavo a come tanti giovani prendano oggi quello che credo sia la parte meno piacevole del prog, prendono il fare suonli lunghi, pezzi strumentali con intro chilometrici e testi praticamente sparati a caso infarciti di paroloni che suonano poetici ma non vogliono dire nulla, o leggendo articoli di giornale o urlando.<br />
Molti dicono che il Prog sia morto, io francamente credo di essere d&#8217;accordo, ma non tristemente.<br />
Il Prog, rock progressivo, era una corrente musicale d&#8217;avanguardia volta alla sperimentazione, il Prog era Avanti nel tempo. Era dove poi col tempo solo più tardi gli altri sarebbero arrivati. Stupendo.<br />
Ascolto alcuni pezzi prog degli Area, della PFM, del Banco, e sono ancora moderni, terribilmente infinitamente moderni, ma non più proiettati al futuro, ormai il futuro di quella musica è stato preso, nel bene e nel male, quei suoni acquisiti. Restano di una bellezza sconvolgente, di una delicatezza, rabbia, forza, emozione pazzesca. E ora? Ed ora esiste ancora musica d&#8217;avanguardia, rara ma esiste, ma non può essere prog. Non può essere quello che era Prog nei fantastici anni rock degli anni 70, se il prog fosse rimasto quello di allora beh&#8230; non sarebbe più innovazione, non sarebbe più Prog, se il prog fosse cambiato e non fosse più quel rock degli anni 70&#8230; non verrebbe più riconosciuto come Prog.<br />
Quindi credo che il Prog sia morto e che la musica di oggi non possa che essere altro, che sia giusto che chi ascolta Prog apprezzi ancora quei gruppi che trenta, quaranta anni fa hanno fatto la storia, hanno insegnato a tutti cosa significa suonare e tutt&#8217;ora avrebbero da insegnare a praticamente tutti quelli che fanno queste scadenti musiche che sentiamo in radio. Ma il Prog è morto, e chi fa il prog oggi o rievoca quel passato glorioso o cerca un innovazione che non è quella che cercava il Prog.<br />
Ciò nonostante attendo. Attendo quando potrò metter su il mio progetto Prog, e innovare, ricercare, e trarre dal passato. Si Il Prog è morto, ma Dio&#8230; come mi piace ascoltarlo, crearlo, amarlo. E se non vi va&#8230;.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/N2mn2sdjz1g&amp;hl=en" /></object><br />
Non Mi rompete</p>
<p>Vi lacio infine con un pezzo lungo ma veramente stupendo da ascoltare in due parti<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CymI2oaVBL0&amp;hl=en" /></object><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/94a5NYXWe9o&amp;hl=en" /></object></p>
<p>Ed uno dei pezzi che tanto sto ascoltando in questi giorni&#8230; (forse pensando ad &#8220;Eri qui &#8221; che nel frattempo cresce&#8230;. &#8220;Ed io canto&#8221;</p>
</div>
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		<title>Il Violino Nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 01:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Violino Nerodi Maxence FermineEditore Bompiani Johannes Karelsky, protagonista de Il violino nero, è un musicista dal genio precoce destinato a conoscere gli abissi della passione in una Venezia di fine Settecento immersa, a dispetto delle precise indicazioni storiche, in un&#8217;atmosfera onirica che ripropone l&#8217;icona funesta della città, forse ispirandosi all&#8217;immagine pittoresca dell&#8217;Italia fissata dalla [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-weight: bold;">Il Violino Nero</span><br>di Maxence Fermine<br>Editore Bompiani</p>



<p class="wp-block-paragraph">Johannes Karelsky, protagonista de Il violino nero, è un musicista dal genio precoce destinato a conoscere gli abissi della passione in una Venezia di fine Settecento immersa, a dispetto delle precise indicazioni storiche, in un&#8217;atmosfera onirica che ripropone l&#8217;icona funesta della città, forse ispirandosi all&#8217;immagine pittoresca dell&#8217;Italia fissata dalla tradizione del romanzo nero e fantastico. L&#8217;incontro con un misterioso liutaio, antico allievo della famiglia Stradivari, è il motore di una storia che sviluppa con grazia il tema del</p>



<span id="more-502"></span>



<p class="wp-block-paragraph"> rapporto speculare tra discepolo e maestro, tesi in una comune recherche de l&#8217;absolu, l&#8217;uno a &#8220;mutare in musica la propria vita&#8221;, l&#8217;altro a &#8220;mutare la musica in vita&#8221;. &#8220;Un violino nero dal suono strano, una scacchiera (&#8230;) magica, e una grappa senza età&#8221; sono gli elementi fantastici di un racconto che, come nella miglior tradizione del genere, accoglie il meraviglioso per affermare la più semplice delle verità terrene: nell&#8217;arte, come nell&#8217;amore, si perviene alla pienezza solo attraverso la perdita.<br><a href="https://web.archive.org/web/20041014044631/http://www.internetbookshop.it:80/ser/serdsp.asp?shop=1106&amp;c=VCF7UZ7YRQYUE">Fonte</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune frasi del libro:<br><span style="font-style: italic;">&#8220;La tua opera, Johannes&#8230; prima di scriverla dovresti viverla.&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;E&#8217; vero&#8221;, disse Johannes. &#8220;Non ci avevo mai pensato. Non avevo nemmeno pensato che vivere potesse essere utile.&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Eppure io so come rendere interessante la tua vita&#8221;.</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Ah sì? E come?&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto.&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;E dov&#8217;è, questa parte di sogno?&#8221;</span><br style="font-style: italic;"><span style="font-style: italic;">&#8220;Un po&#8217; dovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te!&#8221;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-style: italic;">&#8220;E&#8217; lo strumento più straordinario che io conosca. Un semplice alito basta a farlo vibrare. Ma la musica che ne scaturisce è talmente strana da poter cambiare la vita di chi lo suoni. E&#8217; come la felicità. Una volta che la provi, ne resti marchiato a vita. Suonare il violino è la stessa identica cosa.&#8221;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia si presenta come un inno alla voce della Donna, quella voce che può incantare e bruciare la vita di un uomo e fargli capire, nel momento del rischio estremo, che amore, femminilità e musica sono una sola cosa, che ha nome Assoluto.<br>Il modo di scrivere di di Fermine è asciutto, profondo, piacevole e scorrevole, un libro che rapisce, che fa venire la pelle d&#8217;oca, ti fa sognare.<br>Non è facile dare cosi tante emozioni in poche pagine. Riesce a darci riflettere sul significato della vita e sulla ricerca della felicità.<br>Ricordo di averlo letto in diversi giorni, per gustarmelo a pieno.<br>Non più di qualche pagina al giorno nonostante si possa leggere in poche ore.<br>La gran parte l&#8217;ho letto e gustato in alcuni pomeriggi che ho vissuto a Brescia in ritiro dal mondo a casa di una mia cara amica.<br>Stavo da solo in un parco a guardare la gente passare e leggevo, leggevo scordando lentamente il mondo che mi opprimeva altrove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che il messaggio più importante di questo libro sia: ha senso lottare per tutta per raggiungere un solo obiettivo di felicità al punto di odiare tutto il resto della propria vita?<br>Non c&#8217;è una risposta.</p>
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		<title>iPhone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Giolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2007 23:04:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l ristretto manipolo di cronisti che per primi hanno avuto la fortuna di impugnare e provare la novità Apple sono sorpresi di come le linee pulite, l&#8217;aspetto essenziale di iPhone richiamino alla mente l&#8217;idea di perfezione e di archetipo platonico e, allo stesso tempo, offrano un tocco e una maneggevolezza piacevoli, caldi, qualcosa che vive [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="postbody"><span style="font-style: italic;">l ristretto manipolo di cronisti che per primi hanno avuto la fortuna di impugnare e provare la novità Apple sono sorpresi di come le linee pulite, l&#8217;aspetto essenziale di iPhone richiamino alla mente l&#8217;idea di perfezione e di archetipo platonico e, allo stesso tempo, offrano un tocco e una maneggevolezza piacevoli, caldi, qualcosa che vive di vita propria e di assolutamente ergonomico. L&#8217;esatto contrario dei classici cellulari! </span></span></p>
<p>La prova del fuoco<br />
Il cronista impugna iPhone e inizia una <span id="more-524"></span>chiamata: sul grande schermo compare una piacevole icona. Quando durante la conversazione entra una seconda chiamata, sullo schermo compare una seconda piacevole icona. È sufficiente toccare quest&#8217;ultima con un dito per passare alla seconda chiamata oppure, toccando il tasto Unisci Chiamate, creare all&#8217;instante una telefonata-conferenza a tre. Bello da vedere, semplice da usare.</p>
<div style="text-align: center;"><em></p>
<p><figure id="attachment_1984" aria-describedby="caption-attachment-1984" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2007/01/iPhone.jpg?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-1984 " title="iPhone" src="https://i0.wp.com/www.staipa.it/blog/wp-content/uploads/2007/01/iPhone.jpg?resize=480%2C521&#038;ssl=1" alt="iPhone" width="480" height="521" /></a><figcaption id="caption-attachment-1984" class="wp-caption-text">iPhone</figcaption></figure></p>
<p></em></div>
<p><span class="postbody"><span style="font-style: italic;"><br />
Nella gestione degli SMS iPhone organizza i diversi messaggi come thread di conversazione. Non occorre più scorrere l&#8217;intero elenco degli SMS per cercare quello desiderato o per riprendere la conversazione lasciata in sospeso. Basta premere la piacevole icona che ricorda un piccolo oggetto prezioso per vedere in sequenza tutti gli SMS relativi allo stesso contatto o discussione. Ancora, per scrivere testo non siamo più limitati alle classiche tastiere numeriche multifunzione dei cellulari: non occorre più premere numerose volte un singolo tasto per ottenere una lettera o una punteggiatura. iPhone offre una tastiera QWERTY completa e persino utilizzabile. </span></span></p>
<p>Stesso discorso per le applicazioni multimediali e di collegamento Web. I filmati visualizzati a pieno schermo risultano estremamente definiti, brillanti e più grandi di quelli offerti da un iPod video. Il software per la posta elettronica è in grado di gestire allegati, immagini inserite nella mail, email in HTML, insomma tutte le funzioni che ognuno di noi è abituato a utilizzare nella posta sul computer. La versione integrata di Safari mostra le pagine Web nella loro interezza, non le snervanti versioni alleggerite e rimpicciolite tipiche di smartphone e telefonini.</p>
<p>Addirittura disarmante, per la sua semplicità d&#8217;uso e intuitività, l&#8217;interfaccia utente. Per sbloccare iPhone è sufficiente sfiorare con le dita la superficie dello schermo. Per ingrandire una foto o l&#8217;articolo di una pagina Web è sufficiente un doppio tocco con il dito. Per ridurre le dimensioni dell&#8217;immagine e ritornare alla anteprima è sufficiente toccare il bordo superiore e inferiore con pollice e indice infine avvicinare le due dita. Facile come il più semplice dei gesti. A differenza di numerose altre società, Apple riserva una cura maniacale, spasmodica per l&#8217;interfaccia grafica utente. &#8220;Rischiamo di discutere letteralmente anche su un unico singolo pixel&#8221; La frase di Scott Forstall, vice presidente di Apple Platform Experience, non fa altro che confermare quello che tutti i fan della Mela già sapevano. Creare interfacce belle da vedere e facili da usare non è una passeggiata.</p>
<p>Esistono anche difetti<br />
iPhone non è esente da difetti. Cronisti e siti Web sono in corsa per elencarli: non è possibile accedere direttamente da iPhone in iTunes per scaricare canzoni &#8211; serve sempre un computer, non è possibile la sincronizzazione senza fili con il computer tramite Wi-Fi o Bluetooth, mancano i giochi, la batteria non è rimovibile, non esiste un alloggiamento per schede di memoria aggiuntive e forse non è possibile installare altri applicativi ad eccezione di quelli realizzati e concessi da Apple.</p>
<p>Ognuna di queste lacune, così come tutte le caratteristiche positive viste fino a qui, deve essere esaminata a fondo quando le prime unità raggiungeranno gli scaffali dei negozi. Ma cosa altrettanto importante, Apple potrebbe fare tesoro dei primi commenti registrati dal Macworld fino al giorno del lancio ufficiale, per integrare, migliorare e sopperire i punti deboli individuati dalla stampa e dai primi utilizzatori.</p>
<p>PROPRIO QUEST ULTIMA CONSIDERAZIONE E&#8217; IMPORTANTE&#8230; al lancio mancano 6 mesi in america, e quasi 10 per l&#8217;autunno&#8230;<br />
Non è detto che potrà essere migliorato.</p>
<p><span class="postbody"><span style="font-weight: bold;">David Pogue ha provato il telefono in presenza di Steve Jobs, e Steve stesso gli ha detto che il cellulare verrà ulteriormente migliorato prima dell&#8217;uscita ufficiale.</span></span></p>
<p><span class="postbody"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: red;">Il telefono che abbiamo visto è un sorta di prototipo. L&#8217;hanno presentato così presto perche se avessero cominciato la procedura di approvazione e le solite cose, ci sarebbero state fughe di informazioni. Jobs ha precisato che sarà migliorato e verranno spiegate meglio in futuro certe cose.</span></span></span><br />
<span class="postbody"><span style="font-weight: bold;"><br />
<a href="https://www.apple.com/iphone/">Godetevi i filmati&#8230;..</a></span></span></p>
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