Ieri sono stato al concerto del Banco del Mutuo Soccorso per chi non li conoscesse sono direi assieme alla PFM il migliore gruppo rock della storia italiana. Per l’esattezza entrambi i gruppi sono tra i massimi esponenti del Rock Progressivo, una “branca” del rock particolarmente elaborata e complessa.
Ho pensato ad alcune cose ascoltandoli. In primis a quanto la musica che viene fatta oggi in Italia sia (per lo più) profondamente più superficiale rispetto alla musica “andava di moda” negli anni 70 e come alcuni gruppi Italiani dell’epoca fossero all’altezza se non superiori dal punto di vista tecnico di molti gruppi Americani che noi giovini idolatriamo oggi, in primis fenomeni di commercializzazione del Progressive quali Dream Theater e dintorni (gruppi che per altro ascolto e stimo nonostante quanto stia dicendo ora) e che in realtà non hanno fatto gran che di nuovo nel panorama storico musicale.
Certo per quanto riguarda la musica italiana sto deliberatamente dimenticando fenomeni quali De Andrè, Battiato e tutto il prolifico cantautorato, che comunque resta qualcosa prevalentemente del passato e pochi sporadici casi moderni di cui preferisco non far nomi per non rischiare linciaggi (già con i Dream rischio).
Ma in realtà non è per questo che ho scritto ma… per gli applausi.
Già, gli applausi. Per chi non conoscesse il Rock Progressivo sappia in ongi caso che spazia tra momenti di forte potenza sonora a momenti di profonda delicatezza armonica fatta di silenzi e note lunghe e sognanti. Proprio in questi ultimi momenti… scatta l’applauso… possibile che sia sempre così? Dico… ci sono momenti in cui i suoni divengono lievi, delicati per entrarti nell’anima e colpirti dritti al cuore… perchè applaudire in quei momenti?!
Non nello spazio tra un brano e l’altro ma nello spazio lento e delicato a metà brano! Sempre sempre sempre! Ogni volta.
Vorrei istutuire un segnale luminoso da inserire sul palco con scritto “vietato applaudire” e accenderlo quando è bene che il pubblico stia in silenzio, godendosi profondamente la delicata forza delle note.
Per il resto applaudite quando volete! Inneggiate al gruppo! Gasatelo! Ma applaudire in quei momenti secondo me risulta quasi offensivo… come dire “bah questa parte non mi interessa, preferisco quando spaccate con le distorsioni e la batteria che pompa”. Tra l’altro è successo anche a me sul palco e l’ho trovato fastidioso. Il fatto è che ad esempio a teatro quando la gente applaude gli attori si fermano e ripartono a fine applauso in modo da non far perdere neppure una parola del discorso al pubblico, ma quando suoni non puoi farlo!!!
Ecco. Ora mi sono sfogato.
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