Mag 282006
 

Ieri sono stato al concerto del Banco del Mutuo Soccorso per chi non li conoscesse sono direi assieme alla PFM il migliore gruppo rock della storia italiana. Per l’esattezza entrambi i gruppi sono tra i massimi esponenti del Rock Progressivo, una “branca” del rock particolarmente elaborata e complessa.
Ho pensato ad alcune cose ascoltandoli. In primis a quanto la musica che viene fatta oggi in Italia sia (per lo più) profondamente più superficiale rispetto alla musica “andava di moda” negli anni 70 e come alcuni gruppi Italiani dell’epoca fossero all’altezza se non superiori dal punto di vista tecnico di molti gruppi Americani che noi giovini idolatriamo oggi, in primis fenomeni di commercializzazione del Progressive quali Dream Theater e dintorni (gruppi che per altro ascolto e stimo nonostante quanto stia dicendo ora) e che in realtà non hanno fatto gran che di nuovo nel panorama storico musicale.
Certo per quanto riguarda la musica italiana sto deliberatamente dimenticando fenomeni quali De Andrè, Battiato e tutto il prolifico cantautorato, che comunque resta qualcosa prevalentemente del passato e pochi sporadici casi moderni di cui preferisco non far nomi per non rischiare linciaggi (già con i Dream rischio).
Ma in realtà non è per questo che ho scritto ma… per gli applausi.
Già, gli applausi. Per chi non conoscesse il Rock Progressivo sappia in ongi caso che spazia tra momenti di forte potenza sonora a momenti di profonda delicatezza armonica fatta di silenzi e note lunghe e sognanti. Proprio in questi ultimi momenti… scatta l’applauso… possibile che sia sempre così? Dico… ci sono momenti in cui i suoni divengono lievi, delicati per entrarti nell’anima e colpirti dritti al cuore… perchè applaudire in quei momenti?!
Non nello spazio tra un brano e l’altro ma nello spazio lento e delicato a metà brano! Sempre sempre sempre! Ogni volta.
Vorrei istutuire un segnale luminoso da inserire sul palco con scritto “vietato applaudire” e accenderlo quando è bene che il pubblico stia in silenzio, godendosi profondamente la delicata forza delle note.
Per il resto applaudite quando volete! Inneggiate al gruppo! Gasatelo! Ma applaudire in quei momenti secondo me risulta quasi offensivo… come dire “bah questa parte non mi interessa, preferisco quando spaccate con le distorsioni e la batteria che pompa”. Tra l’altro è successo anche a me sul palco e l’ho trovato fastidioso. Il fatto è che ad esempio a teatro quando la gente applaude gli attori si fermano e ripartono a fine applauso in modo da non far perdere neppure una parola del discorso al pubblico, ma quando suoni non puoi farlo!!!
Ecco. Ora mi sono sfogato.
Chi vuole i cartelli Antiapplausi lasci qui un commento



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  11 Risposte a “Concerti e… applausi”

  1. mmmm purtroppo non so neppure cosa sia “l’elettronica tedesca” ehehe a meno che non si intendano gruppi come i Ramstein perchè non riesco ad ascoltarli…

  2. già, forse è un po’ la stessa cosa se lo facessero durante un concerto di musica classica, con il fatto che in quel caso sarebbero espulsi dal teatro. Mi domando se gli artisti in questione che menzioni te, provino lo stesso dispiacere nell’udire un appaluso “inaspettato”…

  3. ho scordato di firmarmi….ero io!

  4. Effettivamente in quei momenti ci starebbero bene dei “cartelli antiappalausi”…
    Trovi nel sottoscritto un grande appassionato di rock progressivo. L’estate scorsa ho visto i Van der Graaf Generator e, nel 2003, i Jethro Tull. Piuttosto, commenti sull’elettronica tedesca ?

  5. Non so chi siano i Ramstein. Puoi dare un’occhiata su http://www.ondarock.it/elettronica.html. Tra i principali esponenti ti cito Tangerine Dream, Popol Voh, Kraftwerk, Clister, Klause Schulze…
    Buona ricerca !

  6. Errata corrige: Cluster, non Clister…

  7. Ascolterò, grazie dei consigli!

  8. Anche a me piace molto il rock progressivo. Sottoscrivo tutto quello che hai detto, solo con una piccola precisazione: non mi piace fare classifiche circa i gruppi, però credo che un gruppo come il Banco sia un gradino sopra alla Pfm, se non altro per originalità, la stessa originalità che riscontro ad esempio nelle Orme o nel Rovescio Della Medaglia o nei Dedalus, per rimanere in ambito prog italiano. A mio avviso la Pfm, per quanto sia un grandissimo gruppo e nonostante mi piaccia tantissimo, paga un po’ nei confronti di un sound troppo filo-anglosassone. Ma forse è solo una mia paranoia. Ho visto che citi i Dream Theater, bene, anche loro sono un grande gruppo, che sicuramente non ha portato nulla di nuovo alla musica ma nello scarno panorama musicale dei 90 si è fatto ben valere, ma penso che in quanto a innovazione i Porcupine Tree, che come leggo sul mio blog hai detto di non conoscere, siano molto più validi, una specie di progressive a

  9. tinte psichedeliche che sebbene risenta di sonorità floydiane, si è imposto molto più dei Dream Theater in questi anni, dando qualcosa di più nuovo al rock di fine e inizio millennio. Se posso, permettimi di consigliarteli vivamente, vale davvero la pena. Grazie, ciao!

  10. Hai visto il BANCO!!!
    Cavolo! Dev’essere stato fantastico! La PFM l’ho vista miliardi di volte ma il Banco mai!
    Il prossimo concerto non me lo perdo..
    baci

  11. ps: from Cristina Atzori

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