Concerto
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Un concerto funziona quando quando i musicisti e il pubblico raggiungono una sorta di esperienza unificante. È commovente e appagante sapere che i confini che separano una persona dall’altra si annullano nell’arco di un’ora.
-Jim Morrison-
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Il mago di Oz (La porta del paese delle meraviglie – Sequel)
Stefano Giolo

Fu sul tragitto di quella strada, su quei mattoni gialli che affrontai infine il destino che attendevo. Fu quando scoprii il mago dietro al telo, quando dietro al telo scoprii lo specchio che mostrava il mago. Mi scoprii con un cilindro in mano, mi scoprii con una mano nel cilindro, ma non c’era pubblico a cui mostrarlo. Mi scoprii il mago, e il pubblico, e tutto, e nulla. Tirai fuori la mano ma il coniglio era già fuggito. Tirai fuori la mano e trovai un orologio rotto. Il pubblico non applaudì.
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Lo scorrere del tempo
Stefano Giolo

“…e poi comincerà a sentire le palpebre pesanti, sempre più pesanti” “uno” “due” “tre” Un orologio. Un orologio da taschino. Si muove a destra e sinistra, lentamente. Lo vedo accelerare quando scende e rallentare fino a fermarsi qualche istante quando sale. Prima da un lato e poi dall’altro. Troppo lentamente per essere credibile. La lancetta dei secondi non si muove. “quattro” L’orologio è rotto, segna le sette e diciannove. Oscilla. Continua nel suo moto imperturbabile. Lento. Lento e mosso da una catenella in bronzo brunito. Lento. Lento e mosso da una mano in un guanto di pelle bianca. È rotto…
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Odore
Stefano Giolo

Non accadde nulla quella sera.Nulla che valga la pena raccontare.Nulla che possa rimanere nella storia se non la tua inconsapevole scelta di portarmi a vedere un qualcosa che non sopporto.Non vi fu nulla da tramandare ai posteri in un racconto, una poesia un ricordo vivido che abbia un senso scrivere su carta, non perché tu non valga, non perché tu non fossi bella, non perché qualcosa fosse andato male, semplicemente non accadde nulla.Ci fu però l’odore della tua pelle, forse complice il caldo, forse complice la vicinanza fisica, forse complice il vento, o il silenzio o qualcos’altro che non so,…
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La porta del paese delle meraviglie – Epilogo
Stefano Giolo

Il rumore che la maniglia produsse fu secco ma chiaro, sentii inizialmente la resistenza alla rotazione e poi dopo un lieve sforzo lo scatto ed il suono del blocco che usciva dallo stipite per lasciare libera lo specchio, la figura accanto a me stava facendo lo stesso e mentre aprivo la porta la vidi sia nel riflesso -finché mi fu possibile- che nella proiezione reale. Fu quando la osservai entrare nel nero del legno che vedevo dietro che mi accorsi che qualcosa non andava.Il vetro si era staccato dal pannello di ebano ma non si aprì alcun passaggio, anzi, una…
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La porta del paese delle meraviglie – Parte quarta
Stefano Giolo

Mi trovavo lì, immobile, alle mie spalle un mondo, di fronte una porta verso un altro, l’istinto urlava dentro urlava fuori urlava di chiuderla per sempre. L’istinto posò la mia mano, il palmo della mia mano sulla superficie di legno marrone liscio freddo. La pelle del mio palmo caldo sul freddo del legno liscio marrone. Il cuore batteva forte ma calmo ma forte ma calmo batteva il cuore. Mentre i muscoli del mio braccio iniziavano a tendersi lievemente prima della spinta il mio sguardo cadde oltre la fessura tra la porta ed il nulla e fu quello il momento in cui cambiarono…
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La porta del paese delle meraviglie – Parte terza
Stefano Giolo

Ero ancora lì, accanto alla porta in attesa di un ricordo per sapere cosa attendessi, in attesa che un’attesa terminasse mentre terminava quello che veniva proiettato sullo schermo, non mancava molto al termine quando iniziò a nevicare nel bosco.Nevicava ovunque nel bosco ma non nella casa di bosco, la neve si posava lieve e immobile ma non si accumulava, cadeva ancora. Non che ci fossero finestre da cui osservarla, non che ci fossero pareti a proteggere ma non c’era ne caldo ne freddo, ne vento ne bonaccia, e nevicava attorno e sopra e sotto e ovunque ma non nella casa…
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La porta del paese delle meraviglie – Parte seconda
Stefano Giolo

Ti seguii per lungo tempo, tra i tuoi salti i tuoi scherzi ed i tuoi impegni a correre, correre senza sosta a perdifiato con quell’orologio in mano, eri la mia Alice ed eri quel bianco coniglio, eri colei di cui anche in assenza potevo innamorarmi incontrandoti e vedendoti ovunque tu non ci fossi e quel simpatico e frettoloso e saltellante animale.Mi mancò il fiato d’un tratto però, non per la corsa in se, ne per il tuo continuare a saltare e cambiare direzione, ne per l’assenza del tempo o la mia incapacità di raggiungerti, d’un tratto mi mancò semplicemente il fiato.…
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La porta del paese delle meraviglie – Parte prima
Stefano Giolo

Ti vidi su di una panchina, abbracciata a tu sorella la quale leggeva, rimasi ad osservare il tuo volto pieno e vivo come quello di chi non sa soffrire che per istanti nonostante fossi seria ed annoiata, ti osservai sbuffare da lontano nascosto dietro un cespuglio.Incantato ed incapace di mostrarmi, di parlarti, di palesare la mia presenza. Tante volte ti avevo immaginata, avevo osservato altre mentre non c’eri immaginando fossi tu e lasciandomi innamorare anche della loro presenza nella tua assenza, immaginarmi te davanti a me a muoverti e correre e sorridere, osservare i -non- tuoi capelli muoversi e saltare e supporre di conoscerti ed…
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Non portarmi con te ad un concerto, non sarò lì.
Stefano Giolo

Sono stato a non so quanti concerti nella mia vita, e non so con quante persone nel tempo, nello spazio, tra le dimensioni.I concerti per me si dividono in due macro categorie, la prima è quella in cui vado ad ascoltare musica, la seconda è quella in cui vado a incontrare musica.Oggi sono qui, la folla mi attornia, di fronte a me una ragazza dai capelli ricci mi ricorda qualcuno, si muove come immersa nel mondo del suono, la vedo sorridere pur non vedendone il volto e ne riconoscerei il sorriso. Accanto a me una vecchia amica con cui condivido una…
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Innamorarsi in assenza (La porta del paese delle meraviglie – Prequel) (edited)
Stefano Giolo

*il post è stato modificato dopo la pubblicazione iniziale* Osservarti di spallementre non ci sei,osservarti tra la folla muoverti come so di per certo ti moveresti se fossi qui,anche se non ti ho mai vista ad un concerto, anche se non ho mai visto le tue braccia alzarsi, anche se non ti conosco ancora davvero. Osservarti di spallecon i tuoi capelli ricci, il tuo collo lievemente scoperto, le tue spalle anche se non sono tuoied innamorarmi un istante un po’ più di te anche se non ti ho mai amata. Innamorarmi di te che non sei qui, di te che non ho…
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Domus de Janas. Un nuovo inizio?
Stefano Giolo

Ebbene, quel che accennavo qualche giorno fa quando parlavo di novità è questa: si chiama Domus de Janas. Ma cos’è? Le domus de janas sono delle strutture sepolcrali preistoriche costituite da tombe scavate nella roccia. Si trovano lungo tutto il bacino del Mediterraneo, ma particolarmente in Sardegna dove si possono scorgere in tutto il territorio dell’isola sia isolate che in grandi concentrazioni costituite spesso da più di 40 tombe. In lingua sarda il termine domus de janas significa case delle fate o delle streghe, ma sono conosciute anche con il nome di forrus o forreddus. A partire dal Neolitico recente fino ad arrivare all’Età del Bronzo antico, queste strutture caratterizzarono tutte le culture prenuragiche.…
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Trippers al San Floriano Caffè

Sabato sera suonerò con i Trippers al San Floriano Caffè, a San Floriano, frazione di San Pietro in Cariano, nel locale accanto alla Pieve. Ci saranno nuovi brani in scaletta, vi attendiamo numerosi!
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Citazioni a caso
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray’r accepted, and each wish resign’d.
Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio
Eloisa to Abelard
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