racconto
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Nulla
Stefano Giolo

Non c’era nulla. Ma non è facile spiegare cosa significhi il non esserci nulla. Quando tu guardi un cassetto vuoto e dici che dentro non c’è nulla non è vero, c’è l’aria. Ma non è tanto quello, la questione è che comunque c’è il cassetto, un contenitore. Un bicchiere vuoto è comunque un bicchiere, un lago prosciugato è comunque una conca piena di sabbia o pietre, un deserto per quanto vuoto è sempre un deserto. Là invece non c’era nulla. O forse è più corretto dire che c’era nulla. Il nulla normalmente non c’è ne nel cassetto vuoto, né nel…
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Tracce

Gocce rosse. Questo erano e questo sarebbero potute restare. Solamente delle stupide gocce rosse sul selciato di arenaria rosa in una piazza piena di gente. Stupide gocce rosse. Forse avrei potuto continuare a pensare che il mondo fosse un mondo normale, dove le persone sono al sicuro e al massimo ti aspetti di incontrare qualcuno di cattivo umore che ti tratta male per rimuginarci su. Ed invece no. Mi accorsi quasi subito che quelle erano macchie di sangue, piccole ma ravvicinate. Venivano da una parte ed andavano dall’altra. Difficile sapere da quale a quale. Rimasi ad osservarle un po’ mentre…
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Perché ho smesso di scrivere poesie
Stefano Giolo
2017, Abbraccio, Acqua, Amore, Anni, ansia, cuore, desiderio, dipendenza, Edgar Allan Poe, Emozione, Emozioni, Esperienza, esplosioni, Fine, Fotografia, Futuro, Il tempo, Immagini, Inizio, Istanti, leggere, Libro, Me stesso, Mondo, morte, nulla, Occhi, Parole, Passato, Persone, Poesia, rabbia, Racconti, racconto, sangue, Scrivere, sensi, Sogni, sogno, Spazio, Tempo, vento, viaggio, Vita, Volto, vuoto
Scrivevo molta più poesia un tempo. Ho scritto sempre molto, ricordo il primo racconto che ho scritto era qualcosa come il 1990. avevo otto anni, forse nove. Raccontava di un viaggio nello spazio in cui io, nel 2017 andavo su Marte e incontravo una popolazione aliena, ma non era fantascienza, utilizzava il cliché inizio novecentesco della perdita di sensi momentanea a distinguere la parte reale da quella immaginaria, un trucco mutuato da Poe o da altri scrittori della sua epoca. Avevo descritto la morte da dentro il morente descrivendo una serie di deformazioni sensoriali e poi la sua resurrezione in…
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Sono diventato te. Nel tempo.
Stefano Giolo

Sono diventato te. Nel tempo. Sono diventato te. Ricordo ancora il primo istante in cui ti ho veduta. Troppo grande ho pensato. Eri grande. Sì. Non avevo idea di quanto, di cosa e in che senso lo fossi. La prima impressione era che tu fossi di età troppo avanzata, troppo grande sì. La seconda era che tu fossi eccessivamente sovrappeso, troppo grande. Mi ci volle poco tempo per capire che dentro ci fosse uno spessore diverso, che non eri come le altre che avevo incontrato, tra giovani si sarebbe detto che eri una grande, troppo grande. Eppure non avevo capito…
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Barbecue!
Stefano Giolo

La pelle dietro il collo gli si tese all’improvviso. C’era un solo modo per spiegare contemporaneamente la tensione che aveva provato entrando in casa e il ricordo che era appena affiorato. E solo in quel momento si accorse che spiegava anche il silenzio quasi spettrale nella stanza accanto. C’era stato tutto il tempo di pensarci, di arrivarci con calma, quell’odore che aveva sentito, quell’odore strano non era altro che il profumo della sua lacca, no? Ed era qualche minuto che la bambina non faceva alcun rumore. A quell’ora era troppo presto per essersi addormentata e raramente si addormentava senza prima…
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La mia prima volta (L’anima)
Stefano Giolo
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<- La mia prima volta <- La mia prima volta (La vita) Ricordo la prima volta come se fosse appena accaduta. I suoi capelli erano mossi, castano chiari, ricordo che a far scattare il tutto fu un ricciolo sbarazzino sulla fronte, si staccava dal resto dei capelli per spingersi fiero verso il centro e risalire. Quel ricciolo aveva attratto la mia attenzione, sembrava richiedere tutta la mia attenzione, sembrava volere che la mia attenzione si concentrasse solo su di lui quasi ignorando il resto della figura che lo portava. Avevo tredici anni ed eravamo a scuola nell’aula magna, non ricordo…
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Kurt Vonnegut, consigli per scrivere racconti e scrivere con stile
Stefano Giolo

Usa il tempo di un perfetto sconosciuto in modo tale che lui o lei non sentirà che il tempo è stato perso. Dai al lettore almeno un personaggio per il quale possa fare il tifo. Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche fosse solo un bicchiere d’acqua. Ogni frase deve fare una delle due cose: rivelare il personaggio o anticipare l’azione. Inizia il più vicino possibile al finale. Sii un sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi protagonisti, fai accadere loro cose terribili – in modo tale che il lettore possa vedere di cosa sono fatti. Scrivi per…
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Le sfiorò le mani
Stefano Giolo

Era una serata come un’altra, come mille o come nessuna. Attorno le auto in movimento erano poche, finite le feste la gente era ormai stufa di andare in centro ed era il momento giusto per frequentarlo prima che alla gente tornasse la smania degli acquisti grazie ai saldi. Era in piedi, era ormai il momento di salutare gli amici dopo una serata piacevole seppur breve, s’era parlato di ogni cosa, di forse e di ma e di certo e di altro ed ancora. Una serata come altre. Di fronte a lui a ridere e parlare un vecchio amico, e due…
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Fallimento
Stefano Giolo

Non se ne andrà questo senso di fallimento. Sono stato in un luogo, oggi. In un prato in cui ho fatto l’amore con te anni or sono. Di nascosto da un mondo. Non lo ricordavo. Come un pugno nello stomaco il mondo ancora una volta si è voltato. Ancora una volta mentre sei lontana. Scrivo. Scrivo di un sogno in cui t’incontrai tanti anni prima, il mio primo ricordo d’infanzia su cui costruire un altro mondo che potrebbe portarmi lontano. Ne mancano ancora due da raccontare ed un mondo. Lontano. Racconto di te, di ciò che sei stata in un altro mondo ancora di cosa…
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Odore
Stefano Giolo

Non accadde nulla quella sera.Nulla che valga la pena raccontare.Nulla che possa rimanere nella storia se non la tua inconsapevole scelta di portarmi a vedere un qualcosa che non sopporto.Non vi fu nulla da tramandare ai posteri in un racconto, una poesia un ricordo vivido che abbia un senso scrivere su carta, non perché tu non valga, non perché tu non fossi bella, non perché qualcosa fosse andato male, semplicemente non accadde nulla.Ci fu però l’odore della tua pelle, forse complice il caldo, forse complice la vicinanza fisica, forse complice il vento, o il silenzio o qualcos’altro che non so,…
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Spleen et idéal
Stefano Giolo

Tengo chiusi gli occhi ancora un po’, attorno a me il buio filtra tra le palpebre ed il silenzio mi avvolge, lo vivo, me ne lascio pervadere, mi lascio attraversare mentre osservo i tuoi occhi.Capita talvolta osservando troppo un flash, una luce forte, il sole che questo si imprima in qualche modo sulla retina e che chiudendo gli occhi essa appaia ancora impressa come dentro le palpebre, come sospesa a qualche centimetro dagli occhi a seguirti in qualunque direzione osservi. Tutto ciò che vedi non puoi che vederlo attraverso quella palla al centro in qualche modo iridescente, mutante ma stabilmente immobile…
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Oltre il muro
Stefano Giolo
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Non ho voglia di svegliarmi, non credo sia ancora il momento, voglio rimanere ancora qui un po’ nel letto a ricordare la serata di ieri.Quando mi sono vestita per lui e……cos’è successo ieri? Perché non riesco a ricordare?Il letto non è affatto morbido, ed è freddo, ed ho un dolore forte al centro del petto.Dove sono?!Attorno a me buio, non sento il ticchettio della sveglia, ma è qui, la tocco ma sono sul pavimento e attorno sento solo la sveglia che non fa rumore e non sento le fughe delle mattonelle.Sono seduta e gli occhi si stanno abituando all’oscurità, il…
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