racconto
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Oltre il muro del sonno
Stefano Giolo

Quella sera indossavi un vestito nero, un bellissimo vestito nero. Un po’ oscuro forse ma su di te, sulla tua pelle candida, sul tuo corpo non poteva che essere perfetto. Ricordo come fosse oggi i tuoi capelli castano chiari, lisci ma voluminosi scendere fino metà schiena scalati in modo da avere la zona centrale più lunga. Il rosa chiaro della tua pelle spuntare da dietro ai lati dei tuoi capelli dove la maglia finiva con una scollatura larga ma non volgare lasciando immaginare dove la curvatura del tuo collo andava ad attaccarsi al di sotto di orecchie perfette ed invitanti.La maglia era nera,…
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Vattene, pre ferisco
Stefano Giolo

Vattene lontano da me.Lontano come oltre la vita, oltre la morte.Lontano.Ricordo ancora come fosse oggi la prima volta che ti incontrai, lo ricordo più di quanto la mia mente sia in grado di ricordare gli anni, i decenni ed i secoli che intercorrono tra quel momento ed oggi.Ricordo ogni singola piega della pelle del tuo volto, del tuo collo, ricordo il movimento delle tue mani e la delicatezza delle tue dita, ricordo ogni sfumatura che i tuoi capelli illuminati dal sole presero quel giorno, ricordo il tuo modo di muovere le labbra e la semplicità del tuo sorriso che faceva apparire…
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Immergersi in te stesso (edited)
Stefano Giolo
Acqua, Aiuto, Bellezza, Casa, Chiara, consapevolezza, cuore, depressione, Emozione, fiori, Il tempo, Immagine, infinito, Inizio, Istanti, Luce, Luna, mani, mondi, movimento, Occhi, Ora, pazzia, Pelle, percorso, racconto, rumore, sangue, sguardo, Silenzio, sogni racconti, Spazio, Subacquea, Tempo, vento, Vista, Volto
*il racconto è stato modificato dopo la pubblicazione iniziale*Non è buona norma in genere immergersi in solitaria, in tutti i corsi insegnano a scendere sempre con in compagno ma d’altronde sono molte le cose che non è buona norma fare, ad esempio scendere con un bombolino ean 70 in una immersione profonda, ad esempio, ma non credo che nessuno dei due rappresenti un problema per l’attività che ho scelto di fare oggi.Questa è una bella sera di una stellata come poche volte se ne vedono, complice l’inverno e lo scarso turismo la gran parte delle luci sono spente e questo permette di vedere…
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Navigando
Stefano Giolo

Il turno di lavoro oggi è stato duro, più duro del solito e sento la stanchezza chiudermi gli occhi, apro i finestrini e metto l’aria al massimo per cercare di svegliarmi meglio per questa ultima mezzora di strada e poi potrò infilarmi sotto le coperte. Il termometro indica che fuori ci sono dodici gradi ed io indosso solo la t-shirt dell’Oktoberfest 2011, ottima situazione per svegliarmi fuori un po’.Il navigatore da qualche giorno quando punto casa dopo un po’ sembra impazzire e mi indica un altro luogo, gli altri giorni questa cosa mi fa incazzare terribilmente oggi stranamente invece mi…
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Informatica e tecnologia non sono la stessa cosa
Stefano Giolo

Negli ultimi anni si continua a dire che ci sia stato un boom dell’informatica, che l’informatica sia entrata nelle nostre vite, e sempre più spesso si sente un amico definirsi “informatico” perché “bravo con il computer”, spesso si chiama “informatico” il nostro amico che sa installare Linux, che ci sistema il disco danneggiato o che ci aggiusta il PC. Il termine informatica e informatico sono sempre più usati e sempre più a sproposito. Si guarda i bimbi meravigliati che capiscono al volo l’iPad o il tablet di turno e si resta a bocca aperta pensando “io di informatica non ci…
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Andate e ritorni
Stefano Giolo

Ancora una volta inizierò scrivendo “è da molto che non scrivo qui”, e mi chiedo anche perché mi ritrovo a farlo. Negli anni ho raggiunto la convinzione che scrivere un blog sia privo di senso a meno che lo scopo non sia professionale, di autopromozione o simili. Ti chiedi “a chi può interessare leggere ciò che scrivo?”.Negli ultimi mesi sono cambiate molte cose, cose perse, cose trovate, cose ritrovate. E persone. La prima cosa ritrovata, perché è più bello parlare di quel che si trova che di quel che si lascia, è la voglia di scrivere, e la motivazione soprattutto.…
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Perché ho smesso di scrivere
Stefano Giolo
adolescente, Amore, Bibbia, Cultura, Cyberpunk, desiderio, Facebook, Film, Il tempo, Immagine, Informazione, lavoro, mondi, morte, Occhi, Ora, parto, Passato, Pensiero, Persone, Poesia, rabbia, Racconti, racconto, Ricordi, Scoutismo, Scrivere, scrivere racconti, sentimentale, sentimento, sguardo, sogno, sorriso, Strada, suonare, Tempo, Violenza, Vita, Volto
In questi giorni mi sono interrogato sul mio scrivere, anzi per l’esattezza sul mio non scrivere.Perché non scrivo?Non sento più il bisogno di scrivere?Talvolta si, ma è ciò che vorrei scrivere a bloccarmi, o meglio chi leggerebbe e non trovo sensato scrivere solo per me, perché ciò che è scritto lo è per essere letto.La vita è più frenetica, il tempo è meno, vivere da soli ti lascia determinate libertà ma contemporaneamente ti porta via molti tempi morti un tempo utilizzabili per creare, scrivere, comporre, suonare.L’età fa calare determinati impeti letterari ma neppure questa ne è la causa.Un tempo la…
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Sull'omeopatia
Stefano Giolo

Un piccolo estratto dal racconto di The Man About town del 1838 scritto da Cornelius Webbe Il protagonista è Waggle un uomo con l’abitudine di scherzare con chiunque incontri per strada e seppure lo faccia in modo bonario e non offensivo alla fine risulta fastidioso a tutti. — “Cos’è l’omeopatia?” Gli chiese L una o due sere fa. Ero sicuro che avrebbe ottenuto una risposta “Beh, direi che è la via più vicina e il modo migliore per tornarcene a casa…” questa fu la risposta. “No, no…vieni qui e dimmi, da quanto vedo qui – e prende la Gazzetta delle…
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Il mio mondo di scrivere è cambiato.
Stefano Giolo

Il mio mondo di scrivere è cambiato, si il mondo non il modo. Accorgermene è stato quasi improvviso, quasi in quanto in realtà sotto sotto me ne stavo accorgendo da anni. Ho scritto diversi libri, quelli che ho completato sono tutti di Poesia. Ho pubblicato “Contrapposizioni” che in quel momento era il meglio di ciò che avevo ma che pecca a tratti dei difetti della gioventù, ho tentato poi di pubblicare “Ritratti” che nonostante sia ormai datato a rileggerlo mi emoziona ancora, è ricco di citazioni, cita ognuno degli altri libri che ho scritto e mai pubblicato, contenine significati più…
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Ricordi d’Abruzzo
Stefano Giolo

Credo sia e resti per sempre una delle esperienze più forti della mia vita, una delle esperienze di vita che più mi hanno segnato, con voi, Tommaso, Davide, Marco, Sofia, Chiara, Alice, Stefano e con tutti i ragazzi che c’erano alle tendopoli. Ricordo i loro sguardi, le loro parole, a volte straniti, persi a volte svegli come pochi.Ricordo l’unione che solo la vecchia buona banda di B.P. crea in pochi istanti. Fratelli, fratelli mai visti prima ma che tali resteranno per tutta la vita. Fratelli. Fratelli a lavorare accanto a me per altri fratelli che ancora mi cercano dopo questi…
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Parallelismi 4
Stefano Giolo

Scrivere per me è come camminare, passo passo, come viaggiare. Inizia un progetto, anzi no, inizia un passo che può essere una poesia, un racconto, una singola frase, e poi intravedo il secondo, non lo vedo, non so come sarà ma lo intravedo, talvolta ne intravedo diversi altri. E mi incammino. Ad un certo punto mi trovo talvolta, non sempre, a conoscere la meta dove arriverò, ma mai la strada, solo qualche passo, i prossimi passi. Una volta scrissi una frase, parlava di un uomo che fuggiva immobile da un albero, ci vollero sette anni per raggiungere la meta e…
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Osservare sguardi
Stefano Giolo

Osservare sguardi 20/08/2009 Capita talvolta di sentir raccontare una storia commovente, in mezzo a tanta gente. Sentire raccontare una storia commovente, magari di incontri, di affetti fraterni riscoperti, di vite difficili che incontrandosi cambiano il corso. Più di una volta mi sono ritrovato a non seguire il racconto ma i vostri sguardi. Restare a fissare gli sguardi attenti, osservare sorrisi e lacrime spuntare, guardare l’emozione formarsi lentamente, creare e maneggiare e scolpire e modificare espressioni di una profondità quasi innaturale. Lasciarmi carezzare non dalle parole ma dalle anime che si rivelano, dalla sensibilità dall’essere vivo di chi mi circonda.
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