Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

La retorica dell’avvelenamento del pozzo

Non sempre i dati possono essere fraintesi, e non sempre un’idea di qualche genere è facilmente attaccabile. A volte le evidenze portano in una direzione che non è quella dove vorremmo si andasse e non c’è modo di far invertire la rotta con il ragionamento e le informazioni.

Di come i dati possano essere esposti in maniera fuorviante ne ho parlato in Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News (https://short.staipa.it/p51n9) e in Cherry picking, le fake news amano le ciliege (https://short.staipa.it/gq0xv), in Come la narrazione sensazionalistica uccide una notizia vera (https://short.staipa.it/ak6g6) ho parlato anche di come non farsi del male da soli esponendo un’idea, ma non è nessuno di questi il caso, quando tutto depone contro di noi resta un solo strumento, una sola fallacia argomentativa: l’avvelenamento del pozzo.

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Cherry picking, le fake news amano le ciliege

Esistono svariati modi per utilizzare dati e informazioni e piegarli verso conclusioni che non sono quelle corrette, di recente nell’articolo Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News (https://short.staipa.it/p51n9) ho parlato di come si possa utilizzare la statistica per forzare il significato di dati verso una direzione diversa da quella che dimostrano, e nell’articolo Come la narrazione sensazionalistica uccide una notizia vera (https://short.staipa.it/ak6g6) ho parlato di come una semplice narrazione scorretta possa danneggiare invece una mozione etica e positiva.

Si tratta di fallacie logiche:

Le fallacie sono errori nascosti nel ragionamento che comportano la violazione delle regole di un confronto argomentativo corretto. I ragionamenti fallaci appaiono come rigorosi e logici, ma in realtà non sono validi (da non confondere con “veri”):
-valido è riferito alla correttezza logica degli argomenti (come le premesse che implicano le conclusioni);
-vero riguarda invece la veridicità delle proposizioni con cui si enunciano gli argomenti.



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Come la narrazione sensazionalistica uccide una notizia vera

Le Fake News hanno quasi sempre la caratteristica di distrarre dalla tematica principale e portare a un’idea tramite le emozioni (https://short.staipa.it/avp0h), o fornendo i dati in maniera artefatta (https://short.staipa.it/p51n9). Si tratta di uno dei modi più affidabili per riconoscere se una notizia abbia o meno probabilità di essere affidabile. Il problema è che non tutti quelli che forniscono informazioni vere lavorano in maniera altrettanto deontologicamente corretta. O meglio, capita spesso che anche nel fornire informazioni valide e a fin di bene, vengano utilizzate argomentazioni tipiche delle fake news con il grave rischio di invalidare tutto l’impianto dell’informazione, e questo fenomeno sta accadendo sempre più spesso.

Facendo un esempio astratto: siamo in un remoto passato nel quale i tubi dell’acqua di case e acquedotti vengono realizzati in piombo perché è un materiale semplice da lavorare e non ci sono tecnologie migliori (era davvero così ai tempi degli antichi romani).

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Salute Mentale

Giornata mondiale della salute mentale

Il 10 ottobre, dal 1992, è un giorno riconosciuto a livello internazionale per sensibilizzare le persone riguardo alla salute mentale.

Sono molte ancora le persone che considerano non malattie, le malattie mentali, che sull’argomento hanno poco altro da dire se non “non pensarci”, o “vai dallo psicologo? Vuol dire che sei matto?”. In qualche modo è naturale, sono spesso malattie poco visibili dall’esterno, è più facile considerare malattia qualcosa che fa venire bozzi sulla pelle, la febbre o reazioni del corpo visibili ma molte delle persone che ci circondano hanno invece problemi invisibili e delicati.

Per questo è importante capire che quei problemi sono reali, e comuni, che andare da uno psicologo o uno psichiatra non è una debolezza, al contrario richiede l’enorme forza di ammettere di avere bisogno di aiuto.

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Conoscenza

Giornata internazionale per l’accesso universale alle informazioni

Nell’ottobre 2019 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 28 settembre Giornata internazionale per l’accesso universale alle informazioni (IDUAI).

Perché non è così scontato che le informazioni siano facilmente e completamente fruibili alle persone. Perché alcune nazioni bloccano l’accesso, perché alcune popolazioni non hanno la possibilità economica, perché alcune persone non hanno la capacità cognitiva o tecnica.

Anche nella nostra nazione la libertà di stampa non è ai massimi mondiali (https://it.wikipedia.org/wiki/Indice_della_libert%C3%A0_di_stampa) e il nostro livello di alfabetizzazione (https://short.staipa.it/i4m3r) non aiuta alla capacità media di discernere tra informazioni e Fake News (https://short.staipa.it/fake).

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Perché odi gli immigrati. O gli omosessuali. O le donne. O i tossici. O…

Il cambiamento sta avvenendo ormai da qualche anno, prima sottovoce quando al bar la gente diceva “Io non ce l’ho con loro ma…“, poi complice una certa politica tutti quei “io non sono [omissis] ma..” è diventata nella pratica la formula di una nazione tanto da arrivare al governo e venire sdoganata come normale, ampiamente accettata. Conosco perfino persone che pur lavorando nel sociale e con poveri e stranieri non provano nessuna pietà per chi arriva in barcone, e questo vale per ognuna delle minoranze che vengono regolarmente vessate. Non è solo questione del fatto che vessare una minoranza sia più semplice, che faccia sentire un’appartenenza, che aiuti a distrarci da problemi più immediati o ci faccia sentire migliori. Forse esiste un altro meccanismo insito nell’uomo a spingere la massa in quella direzione.

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La disaffezione dal “Social”

Il processo in me è iniziato da un po’, ammetto di essere sempre stato piuttosto altalenante nell’uso dei Social Network. So ad esempio di averne abusato ai tempi dei forum quando la parola “Social Network” non era ancora stata coniata ma sui forum si conoscevano persone reali, iniziavano discussioni reali che si perpetravano a volte anche per mesi o anni e che sfociavano in cene, concerti, amicizie, talvolta matrimoni. La venuta di quelli che oggi si chiamano Social Network al contrario è corrisposta ad una maggiore asocialità. Ma non è di questo che voglio parlare. I Social Network sono riusciti a sostituire i vecchi bar di paese in tutto e per tutto, in primis in quello che era la voce di paese, la leggenda metropolitana perpetrata, il mi ha detto mio cugino divenuto il ha condiviso il mio amico, si è espansa fino a diventare realtà come un tempo diveniva realtà nel piccolo quartiere o nella cittadina.

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Alex pt2 (Umanità)

(Precedente: Alex pt1)

Non puoi capire come gli innesti cibernetici ti cambino fino a quando gli innesti cibernetici non ti hanno cambiato. Non puoi capire fino a che punto tutte quelle stronzate del fatto che ti facciano perdere umanità non siano affatto stronzate. Il primo innesto l’ho fatto quasi per gioco, per moda. Non avevo ancora i miei seguaci all’epoca ma ero entrato nel gruppo da poco. Ognuno di loro aveva la propria caratteristica speciale, che lo rendeva più minaccioso. Gli anni dei tatuaggi, dei piercing o delle creste in testa erano passati, cioè voglio dire tutti li avevano e non era più un segno di distinzione, era quasi conformismo almeno tra chi viveva nei bassifondi, gli innesti sottocutanei tradizionali erano anche questi roba passata. C’era chi si era fatto innestare un braccio bionico solo per il gusto di averlo e di essere più forte senza dover sostituire necessariamente un braccio non più funzionante, c’era chi si era fatto innestare mezza calotta cranica in acciaio a vista, chi denti in titanio affilati.

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Informatica e tecnologia non sono la stessa cosa

Negli ultimi anni si continua a dire che ci sia stato un boom dell’informatica, che l’informatica sia entrata nelle nostre vite, e sempre più spesso si sente un amico definirsi “informatico” perché “bravo con il computer”, spesso si chiama “informatico” il nostro amico che sa installare Linux, che ci sistema il disco danneggiato o che ci aggiusta il PC.

Il termine informatica e informatico sono sempre più usati e sempre più a sproposito. Si guarda i bimbi meravigliati che capiscono al volo l’iPad o il tablet di turno e si resta a bocca aperta pensando “io di informatica non ci capisco niente”. E così si dimostra la propria tesi.
Molti genitori danno in mano oggetti tecnologici ai loro figli con la convinzione che “ne capiscano più di loro”, ma pochi si rendono conto e spiegano al figlio che sotto quella tecnologia c’è un mondo.

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Perché ho smesso di scrivere

In questi giorni mi sono interrogato sul mio scrivere, anzi per l’esattezza sul mio non scrivere.
Perché non scrivo?
Non sento più il bisogno di scrivere?
Talvolta si, ma è ciò che vorrei scrivere a bloccarmi, o meglio chi leggerebbe e non trovo sensato scrivere solo per me, perché ciò che è scritto lo è per essere letto.
La vita è più frenetica, il tempo è meno, vivere da soli ti lascia determinate libertà ma contemporaneamente ti porta via molti tempi morti un tempo utilizzabili per creare, scrivere, comporre, suonare.
L’età fa calare determinati impeti letterari ma neppure questa ne è la causa.
Un tempo la mia vita era più “tumultuosa” come quella di ogni adolescente o ragazzo e amavo creare “mondi” immaginari o pseudo reali ed applicarli alla realtà del momento, scrivere cose struggenti ed applicarle a realtà non necessariamente tali, scrivere racconti o pezzi poetici da psico killer e camuffarli da rabbia adolescenziale, scrivere di uno sguardo incontrato per strada come fosse l’amore di una vita, magari applicarlo ad uno sguardo di persona reale ma non necessariamente corrispondente per giustificare il mio scrivere d’un amore che in realtà non esisteva.

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Lampione avvistato a Oslo dopo l’attentato

Da qualche giorno spopola “l’incredibile video” di un avvistamento di un ufo durante l’attentato di Oslo.

Il video in oggetto, e che ormai abbiamo visto decine di volte è questo

Lo trovo, inquietamte, davvero inquietate. Soprattutto per la quantità di persone che si bevono l’avvistamento ufologico lanciando pure fantasiose ipotesi del tipo che la mente del terrorista fosse controllata dall’ufo, o che gli alieni vengano a controllarci nei momenti importanti della storia o addirittura che viaggiatori del tempo vengano a vedere gli stessi istanti.

A nessuno sfiora l’idea di pensare ad una spiegazione razionale, a nessuno sfiora neanche lontanamente l’idea che ci sia una spiegazione neppure scientifica, ma semplicemente stupida.
Intanto i siti fanno un sacco di click, la gente sogna incredibili mirabolanti sconvolgimenti del mondo e incredibili complotti dei governi che ci nascondono le informazioni privandoci della conoscenza di fatti che potrebbero cambiare l’andamento della storia.

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