Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Sei donne che hanno cambiato il mondo

Gli scienziati famosi sono soprattutto uomini.

Galileo Galilei, Isaac Newton, Albert Einstein, Enrico Fermi, Luis Pasteur, Charles Darwin… perché non ci sono donne che hanno contribuito altrettanto alla scienza?

Gabriella Greyson, fisica e divulgatrice scientifica, in Sei donne che hanno cambiato il mondo ci racconta di questo, sfatando il pregiudizio che le donne non siano adatte a questi ruoli e spiegandoci attraverso la vita di sei scienziate, dei loro successi e delle discriminazioni che hanno vissuto i modi in cui nonostante abbiano contribuito a cambiare il mondo per i più siano state dimenticate. Marie Curie (1867-1934), Lise Meitner (1878-1968), Emmy Noether (1882-1935), Rosalind Franklin (1920-1958), Hedy Lamarr (1914-2000) e Mileva Marić (1875-1948), sono le donne di cui viene tracciata la storia completa ma sono molte altre quelle che vengono citate, da Ipazia, a Fabiola Giannotti (1960-) attuale responsabile del CERN, Barbara Mc Clintock (1902–1992), Wu Chien Shiung(1912 – 1997), Vera Rubin (1928 – 2016), Jocelyn Bell (1943-), Lisa Randal (1962-) a Samantha Cristoforetti (1977-).

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Ipazia. La vera storia.

Ho chiamato mia figlia Ipazia. Ormai immagino sia noto per chi mi conosce o mi segue, o forse no.

Ma chi è Ipazia? Cosa evoca questo nome? Sicuramente la forza di una donna che nel 400 CE poteva permettersi di insegnare la scienza agli uomini e di gestire uno dei più grandi musei biblioteca del mondo ad Alessandria d’Egitto. Una donna che ha combattuto per ideali di libertà e di conoscenza contro chi invece preferiva che la conoscenza non proliferasse. Sicuramente un esempio rimasto nella storia e cantato da poeti, scrittori e filosofi. Filosofa, scienziata, o strega viene considerata martire per la scienza. Ognuno ha provato a portare la storia di questa donna verso la propria posizione. Scienziati, religiosi, cattolici e protestanti, ognuno ha raccontato di lei una storia diversa usando i propri pregiudizi, i propri interessi.

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Perché odi gli immigrati. O gli omosessuali. O le donne. O i tossici. O…

Il cambiamento sta avvenendo ormai da qualche anno, prima sottovoce quando al bar la gente diceva “Io non ce l’ho con loro ma…“, poi complice una certa politica tutti quei “io non sono [omissis] ma..” è diventata nella pratica la formula di una nazione tanto da arrivare al governo e venire sdoganata come normale, ampiamente accettata. Conosco perfino persone che pur lavorando nel sociale e con poveri e stranieri non provano nessuna pietà per chi arriva in barcone, e questo vale per ognuna delle minoranze che vengono regolarmente vessate. Non è solo questione del fatto che vessare una minoranza sia più semplice, che faccia sentire un’appartenenza, che aiuti a distrarci da problemi più immediati o ci faccia sentire migliori. Forse esiste un altro meccanismo insito nell’uomo a spingere la massa in quella direzione.

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