Dic 192018
 

Prendo spunto da un articolo pubblicato su TGCom, “Due turiste scandinave violentate e sgozzate in Marocco, arrestato un uomo” (https://goo.gl/shkffz).

Screen Dell’Articolo
(https://goo.gl/shkffz)

Non leggo TGCom in genere ma sono stato attratto da questo articolo in quanto in quei giorni ero io stesso in Marocco. L’articolo è semplice, parla della violenza e l’uccisione perpetrate su due turiste scandinave, il titolo dice già più che a sufficienza. Sono i commenti che mi inquietano.

“Leggo che le turiste hanno preso le relative precauzioni per la sicurezza. Mi sfugge in che modo!!? In quelle zone si va in giro con una guida o almeno in comitiva di 5-6 persone e non due ragazze da sole.”

“30 viaggi in Marocco. nel 1981 ho fatto un giro in moto con la mia ragazza stavo attento perchè conosco la mentalità di una buona parte degli abitanti, comunque ci sono stati momenti poco simpatici. bel paese ma le donne mai sole e sempre davanti all’uomo”

“In Marocco si gira accompagnate, inutile dire che è un paese sicuro. Non lo è”

“Se fossi una donna giovane e carina, non viaggerei mai in un Paese islamico per un mese, al di fuori di un villaggio turistico o escursioni di gruppo organizzate”

(https://goo.gl/shkffz)
Screen dei commenti
(https://goo.gl/shkffz)

Questo è quello che riusciamo ad esprimere? Come se se la fossero cercata. La vittima è colpevole di essersela cercata, soprattutto quando la vittima è donna. 
Il tutto ovviamente per tacere del resto dei commenti a sfondo razzista. In Italia quest’anno le donne uccise (la parola femminicidio non mi piace) sono state almeno 94 (https://goo.gl/Lm1BjL) e se andiamo a cercare, anche di queste il più delle volte si è scritto che se la sono cercata, chi perché cercava droga, chi perché si era vestita in maniera provocante, chi se l’era cercata in altro modo. Non ci si ferma mai a riflettere sulle cause, sul carnefice. Si discute sul fatto che la vittima avrebbe dovuto limitare la propria libertà pensando all’eventualità, forse alla probabilità, di essere stuprata e ammazzata. Da un uomo. Educhiamo le donne da millenni al fatto che siano loro a dover passare la vita a guardarsi attorno per proteggersi e lasciamo agli uomini il diritto di guardarle con concupiscenza, parlare di cosa le farebbero se le avessero sotto mano, mancare di rispetto, violare intimità. Si da per scontato che sia normale che due donne sole vengano uccise, sgozzate e ne venga lasciato il corpo per strada e che sia un loro errore non proteggersi.
Un po’ come dire a un tizio che passeggia in autostrada “Beh, se cammini in autostrada è normale che finisci sotto una macchina”.
Risulta normale che la vita di una donna sia come camminare in autostrada, e che la vita di un uomo sia come guidarci. Mica è colpa sua se ti ha investito, mica ti ha visto, sei tu che camminavi lì. Non serve correggere correggere le auto se è normale che in autostrada vadano ai 130. Non serve correggere gli uomini se è normale che stuprino e ammazzino donne che se la cercano.

Per parlar poi del Marocco, del razzismo degli altri commenti, della presunzione che sia un luogo pericoloso io ne so molto poco. So che in nessun paese prima di andare in Marocco ho incontrato sconosciuti che mi dicessero “Ehi, Alì Baba, non andare in quella direzione di sera, meglio di là che lì non è sicuro” o “Ehi, Alì Baba, stai cercando il mercato, è da quella parte!”. Eppure lì mi è successo ed in più di una città. Provate a Roma, a Milano, a Napoli, a Torino, a Bari a girare per i quartieri malfamati e vedete in quanti spontaneamente vi diranno di andare in un altra direzione. Eppure anche in Italia vengono violentate turiste (https://goo.gl/ZKcQdZhttps://goo.gl/ve3wiChttps://goo.gl/yaX8N7,
https://goo.gl/64fcJ3) e ogni volta se la sono cercata, qualcuna addirittura per prendere soldi dall’assicurazione, così dicono i soliti informati.

Sono le donne che sbagliano, che se la cercano. Se vanno a carezzare una belva affamata è normale vengano morse. Ma nessuno si pone il problema che siano gli uomini questa bestia affamata. Che sia questo continuare a dare la colpa alla vittima a rendere i carnefici forti.

Aggiornamento 20/12/2018 ore 16:05
Sembra si sia trattato di un atto terroristico e che i colpevoli siano già stati arrestati. Fonte: https://bit.ly/2R82O0v

Lug 302018
 

Post modificato alle 20:30 del 29 luglio 2018

Siamo nel 2018, direte voi. Che senso ha parlare oggi di fascismo, di comunismo, di destra di sinistra, andiamo avanti e lasciamo perdere queste categorizzazioni, non esistono più i fascisti e i comunisti!
Vero. Verissimo, ma solo parzialmente. Di certo non può esistere una visione come era quella del comunismo, ne quella di un fascismo se presi dal punto di vista tecnico, economico e politico. Soprattutto non esiste, per forza di cose, la possibilità che si mettano in discussione la proprietà privata, il sacro stipendio di un lavoratore ne il successo dell’imprenditore.
Forse.
Per ora.
Ma se si parla di fascismo o antifascismo non si parla di questo. Al di là delle discipline economiche di cui per lo più queste parole si sono spogliate restano gli ideali. La visione dei diritti, della libertà.

Dopo le lotte per ottenere diritti per le donne, parità nel mondo del lavoro, autodeterminazione, dopo le lotte per allontanare la discriminazione per idee, sesso, provenienza, estrazione sociale, etnia, religione siamo in una nuova fase. Sotto più fronti sembra che la politica torni a togliere i diritti. A chi? Come sempre alle donne, ai non cattolici, ai poveri creando tasse a favore dei ricchi (leggasi Flat Tax https://goo.gl/nX1NVv ).

In una città come Verona la risposta ad una protesta silente di donne che lottano per il loro diritto all’autodeterminazione è il saluto romano di un consigliere comunale. (https://goo.gl/d2Hv2U )

Un consigliere -un conigliere forse- che tra l’altro ritratta fingendo fosse un normale saluto. Su questo sono d’accordo, un fascista vero dovrebbe avere le palle di portare avanti con fierezza quel gesto. Quello non è un fascista vero.

Ma nel frattempo ci si trova a ridiscutere la legge 194 (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Legge_22_maggio_1978,_n._194), impugnando l’ideale del Cattolicesimo, ci si trova a usare il Cattolicesimo ancora per giustificare il non voler fare entrare nei porti i rifugiati, a voler imporre il crocefisso sulle pareti di scuole in cui neppure l’intonaco sta attaccato. In soldoni si vuole togliere diritti a chi già ne ha pochi e cerca speranza, alle donne perché tornino (se mai hanno smesso di esserlo) sottomesse agli uomini, si tolgono ancora diritti ai Continue reading »

© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Privacy Policy Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: