Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Aquile Randagie

Aquile Randagie

Sono tante le storie che andrebbero conosciute e raccontate, che hanno qualcosa da insegnare a tutti anche a distanza di ottant’anni. Molte servono anche a ricordarci chi siamo, da dove siamo venuti, dove dovremmo andare. A ricordarci perché facciamo quello che facciamo.
Una di queste è la storia delle Aquile Randagie, un piccolo gruppo di scout che dopo il decreto del duce che chiudeva tutte le associazioni giovanili continuarono nelle loro attività.
Giocare? Andare nei boschi a dormire nelle tende? No.
Lasciare il mondo migliore di come lo avevano trovato, formare buoni cittadini liberi. Presero posizione e si opposero al fascismo aiutando ebrei e perseguitati dal nazifascismo ad oltrepassare il confine svizzero salvando vite a costo delle proprie. Morire pur di aiutare il prossimo.
Nel loro essere rivoluzionariamente pacifici arrivarono a fine guerra a preservare le vite dei nazifascisti stessi perché venissero mandati a giusto processo piuttosto che lasciarli linciare dalla folla inferocita; insegnandoci ancora una volta cosa significa amare il nostro prossimo.

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Laudate Hominem

C’è una diatriba interna ormai tra quello che è il cristianesimo, il messaggio contenuto nei vangeli -apocrifi o meno poco importa- e la vita reale di chi lo professa. Non dovrebbe neppure servire farne esempi ma quando esponenti politici portano alta la bandiera di un cattolicesimo convinto e si trovano a rifiutare tutto ciò che è caritàaccoglienzaamore per il prossimo, quando parte dei cattolici stessi portano la bandiera di questi politici convinti che incarnino i loro valori diviene chiara la dicotomia tra il messaggio che un giovane uomo predicava in giudea duemila anni fa e quello raccolto oggi. Parlarne in maniera asettica, senza abbassarsi allo stesso livello non è mai facile ma qualcuno prima di me, ha trovato il modo elegante e razionale di esprimerlo con un eleganza oggi ancora irraggiunta.

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L’antifascismo ha fallito

Post modificato alle 20:30 del 29 luglio 2018

Siamo nel 2018, direte voi. Che senso ha parlare oggi di fascismo, di comunismo, di destra di sinistra, andiamo avanti e lasciamo perdere queste categorizzazioni, non esistono più i fascisti e i comunisti!
Vero. Verissimo, ma solo parzialmente. Di certo non può esistere una visione come era quella del comunismo, ne quella di un fascismo se presi dal punto di vista tecnico, economico e politico. Soprattutto non esiste, per forza di cose, la possibilità che si mettano in discussione la proprietà privata, il sacro stipendio di un lavoratore ne il successo dell’imprenditore.
Forse.
Per ora.
Ma se si parla di fascismo o antifascismo non si parla di questo. Al di là delle discipline economiche di cui per lo più queste parole si sono spogliate restano gli ideali. La visione dei diritti, della libertà.

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Bologna

Bologna
25/05/2004
(Da “Contrapposizioni” Stefano Giolo, Edizioni Il Filo)

È ancora fermo a quell’ora
l’orologio della stazione.
Quando la gente saliva sul proprio sogno,
per un viaggio che non era l’ultimo
né il più bello forse,
ma era il loro,
la vita.
Persone immerse nella routine,
tristi, §
felici,
amanti,
piccoli infanti.
Ed ora sono un ora,
una crepa in un muro
coperte da torri lontane
da persone non nostre che ci fanno pensare più che loro.

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