Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

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Giornata internazionale della pace

Il 21 settembre è la Giornata internazionale della pace, istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67.

Non è una giornata stupida, è una giornata in cui è bene ricordarsi che la pace non è per sempre e non è scontata. Dal 1945, solo in paesi europei, ci sono state moltissime guerre o partecipazioni a guerre, l’Italia stessa ha partecipato a tra le 6 e le 10 guerre.

Fonte: https://www.termometropolitico.it/1336836_guerra-europa-i-paesi.html

Ci sono state guerre combattute ai nostri confini e poco lontano. Abbiamo rischiato che qualche conflitto si allargasse al nostro territorio.

Viviamo in un periodo relativamente stabile ed è facile abituarsi alla tranquillità, a rilassarsi credendo che nulla del genere possa più succedere. Eppure, quasi nessun cittadino comune si sarebbe aspettato neppure una pandemia globale, o l’attacco delle torri gemelle, o molti altri eventi catastrofici che tuttavia si son verificati.

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Giornata mondiale dei profughi

Il 20 giugno è la Giornata mondiale dei profughi. Le sento già le eco dei soliti. “Siete Radical chic”, “ci vogliono sostituire”, “basta con queste giornate mondiali, non se ne può più!”

La Giornata mondiale dei profughi commemora l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati (Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Non una cosa dell’altro giorno decisa dalla sinistra antisociale che promuove la sostituzione dei lavoratori ma qualcosa che esiste da più di settanta anni. E la giornata esiste dal 2001 nel cinquantesimo anniversario della Convenzione.

La chiesa cattolica festeggia una giornata simile dal 1914, ora celebrata ogni anno nell’ultima domenica di settembre.

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Giornata mondiale dell’acqua

Il 22 Marzo è giornata mondiale dell’acqua, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992.

Facile osservare la terra e rendersi conto di quanto sia azzurra, il 70% della superficie terrestre è ricoperta di acqua. Il che la fa sembrare virtualmente infinita, eppure non è così.

Sul nostro pianeta il 97% dell’acqua è salata e si trova nei mari e negli oceani del restante 3%, quel 3% si trova per il 69,7% nei ghiacciai e nelle nevi perenni e per il 20% nelle falde sotterranee. L’acqua presente in superficie e quindi disponibile per l’uomo è circa lo 0,3% di quella sul nostro bel pianeta azzurro.

E noi la inquiniamo quotidianamente. La perdiamo in acquedotti fallati. La usiamo per farci docce infinite e bagni nella vasca. La lasciamo aperta mentre ci laviamo i denti.

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Razzismo non è patriottismo

Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale

Razzismo non è patriottismo. L’immagine di apertura di questo articolo dice già molto di quello che ho da dire. Nascondersi dietro al patriottismo per giustificare il proprio razzismo è da conigli. Tutti i “prima gli italiani” che significano “prima i bianchi”, “prima noi”, “prima quelli come noi” sono frasi da conigli che vogliono nascondere il proprio razzismo, la propria paura del diverso, la propria xenofobia.

xenofobìa (o senofobìa) s. f. – Sentimento di avversione generica e indiscriminata per gli stranieri e per ciò che è straniero, che si manifesta in atteggiamenti e azioni di insofferenza e ostilità verso le usanze, la cultura e gli abitanti stessi di altri paesi, senza peraltro comportare una valutazione positiva della propria cultura, come è invece proprio dell’etnocentrismo; si accompagna tuttavia spesso a un atteggiamento di tipo nazionalistico, con la funzione di rafforzare il consenso verso i modelli sociali, politici e culturali del proprio paese attraverso il disprezzo per quelli dei paesi nemici, ed è perciò incoraggiata soprattutto dai regimi totalitari.



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Le nuotatrici

Tendo a recensire molti libri, ma raramente recensisco un film. Non è un caso, non sono un grande cinefilo e sono pochi i film che mi colpiscono in un modo che mi spinga a parlarne su questa piattaforma, soprattutto tra i film recenti.

Non è tra questi Le Nuotatrici diretto da Sally El Hosaini e presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival del 2022.

Mi ha colpito perché racconta di una storia vera, quella di Yusra e Sara Mardini, due sorelle Siriane che allo scoppio della guerra nel loro paese hanno scelto di tentare di raggiungere l’Europa. La storia è raccontata anche nel libro “Butterfly”, di Yusra Mardini

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Vederlo consapevoli che è una storia vera è un pugno nello stomaco, perché nonostante sia la storia di due ragazze, essenzialmente fortunate, mostra la difficoltà di un viaggio che migliaia di persone percorrono quotidianamente per tentare di sopravvivere a guerre, persecuzioni, clima.

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Ci piace essere i buoni. Ma lo siamo?

Il discorso è sempre lo stesso. Guardare un mondo lontano e gli errori degli altri ci rende automaticamente migliori. Facile vedere come i bianchi americani siano cattivi e i neri americani siano vittime. Facile puntare il dito. Ci fa sentire migliori perché noi non siamo così, noi non discriminiamo per il colore della pelle, per la provenienza, per la religione, noi non siamo così.

Alcuni di quelli che ora alzano gli scudi virtuali e scagliano armi di condivisione di massa forse li hanno alzati e scagliati anche quando al governo avevamo un Ministro dell’interno e Vicepresidente del Consiglio che sbandierava a gran voce di star chiudendo i porti, si vantava di lasciare le navi al largo lasciando affogare migranti come formiche per salvargli la vita. Lo voglio sperare perché in caso contrario sarebbero davvero persone strane e leggermente bipolari.

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I buonisti, Bibbiano e la Sea Watch

Un paio di giorni fa ho condiviso su Facebook un articolo che ho trovato interessante dal sito Linkiesta. Il titolo, decisamente provocatorio, era “Due americani hanno ammazzato un buonista. E voi razzisti avete perso un’altra occasione per stare zitti” (link: https://tinyurl.com/y4mdugnd poi rimosso da www.linkiesta.it/). Avevo trovato molto buono il titolo, nonostante apparentemente offensivo perché aveva la capacità di mettere in cortocircuito il cervello di buona parte dei lettori. Un po’ per le stesse ragioni per cui probabilmente tu stai leggendo questo articolo. “I buonisti, Bibbiano e la Sea Watch” mi aspetto che attiri chi mi conosce che penserà mi si sia fuso il cervello e chi non mi conosce che sarà pronto a scagliarsi contro una a caso delle fazioni che oggi dividono il mercato della comunicazione di massa.

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Carola Rackete

Carola Rakete e la disobbedienza civile

Ciò che tutti noi vorremmo è una disobbedienza civile di massa. Ma questa non può essere forzata. Deve essere spontanea, per meritarsi tale nome e avere successo.

Mahatma Gandhi

Credevo non ci fosse molto da dire su Carola Rakete e la sua disobbedienza civile. Non credevo neppure ci fosse molto da dire sulla disobbedienza civile in sé. Eppure quando si prova a parlarne con le persone reali, quelle che ci circondano, ci si trova a scontrarsi con una forma di ignoranza o di renitenza.
Frasi come “sì, capisco le persone, poverette, ma le leggi vanno rispettate”, “No no, è vero ma se ritengono che le leggi siano sbagliate devono provare a cambiarle secondo le vie giuste”. Devono, tra l’altro, non dobbiamo.
Credevo fosse oggettiva l’assurdità di non far sbarcare 45 migranti da una nave di una ONG ignorando completamente gli altri 300 circa arrivati nella stessa settimana autonomamente.

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Chi lotta contro i diritti dell’uomo e chi lotta per i diritti del pesce

Lo so. Alla domanda “In che mondo vivranno i nostri figli?” rispondo sempre “Nello stesso in cui viviamo noi e in cui hanno vissuto i nostri genitori e i genitori dei nostri genitori e così via“. Il mondo alla fine è sempre la stessa declinazione di bellezze e brutture. L’uomo si crede migliore di chi è venuto prima (e di chi verrà dopo) e ogni volta si meraviglia nello scoprire di essere invece peggiore. Di fatto cambiano le situazioni ma non i meccanismi di base. Cambiano i tempi ma non l’uomo.
Una domanda più pertinente per me sarebbe: “Ma in che mondo stiamo vivendo noi?“.
In questi giorni mi sono trovato ad affrontare un paradosso che come direbbe una mia cara amica, “non mi ci sta in testa“. Non trovo una definizione migliore. In poche ore mi sono trovato a leggere articoli di un gruppo parlamentare che lotta per diminuire i diritti dei cittadini (https://goo.gl/L7PbCY

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Laudate Hominem

C’è una diatriba interna ormai tra quello che è il cristianesimo, il messaggio contenuto nei vangeli -apocrifi o meno poco importa- e la vita reale di chi lo professa. Non dovrebbe neppure servire farne esempi ma quando esponenti politici portano alta la bandiera di un cattolicesimo convinto e si trovano a rifiutare tutto ciò che è caritàaccoglienzaamore per il prossimo, quando parte dei cattolici stessi portano la bandiera di questi politici convinti che incarnino i loro valori diviene chiara la dicotomia tra il messaggio che un giovane uomo predicava in giudea duemila anni fa e quello raccolto oggi. Parlarne in maniera asettica, senza abbassarsi allo stesso livello non è mai facile ma qualcuno prima di me, ha trovato il modo elegante e razionale di esprimerlo con un eleganza oggi ancora irraggiunta.

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Di me in me, ossia la storia di chi potevamo nascere

Ci ho riflettuto molto in questi anni, ogni volta che mi è successo, o che non mi è successo. Ho fatto ricerche, mi sono documentato: schizofrenia hanno detto.          
Non lo è, per il semplice fatto che è reale, che ricordo dettagli che non potrei ricordare se fosse immaginazione. Dicono che negli anni mi si sia strutturata nella testa tutta una quantità di cose che non ho affrontato e che questo abbia costruito dei ricordi che si possono assimilare a ricordi reali ma che non lo sono, come sogni.
Io non ricordo il dolore nei sogni.         
Non mi sono mai svegliato dai sogni provando sulla pelle o nelle ossa il ricordo fisico del dolore. Ovvio, dicono che mi sia addormentato in una posizione che mi ha causato dello spasmo, ci sono infinite giustificazioni ma non sono sufficienti. Non lo sono mai del tutto, anche perché non si tratta di sogni: attraverso il confine e vivo l’altra parte, e accade da dopo la prima volta in cui sono morto.

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