Staipa’s Blog

Esercizi di stile, poesie o urla.

Laudate Hominem

C’è una diatriba interna ormai tra quello che è il cristianesimo, il messaggio contenuto nei vangeli -apocrifi o meno poco importa- e la vita reale di chi lo professa. Non dovrebbe neppure servire farne esempi ma quando esponenti politici portano alta la bandiera di un cattolicesimo convinto e si trovano a rifiutare tutto ciò che è caritàaccoglienzaamore per il prossimo, quando parte dei cattolici stessi portano la bandiera di questi politici convinti che incarnino i loro valori diviene chiara la dicotomia tra il messaggio che un giovane uomo predicava in giudea duemila anni fa e quello raccolto oggi. Parlarne in maniera asettica, senza abbassarsi allo stesso livello non è mai facile ma qualcuno prima di me, ha trovato il modo elegante e razionale di esprimerlo con un eleganza oggi ancora irraggiunta. Fabrizio De AndrèRoberto Dané, ne La buona Novella. Ascoltandola, leggendone il testo, approfondendo anche le parole del Faber

Avevo urgenza di salvare il cristianesimo dal cattolicesimo. I vangeli apocrifi sono una lettura bellissima con molti punti di contatto con l’ideologia anarchica.

oggi è come trovarsi tra le mani un messaggio che ti guarda negli occhi fisso, che ti dice in faccia urlando sotto voce la sfida a una scelta tra amare o strumentalizzare un messaggio per giustificarsi.
Tutto, o quasi, per me si racchiude in Laudate hominem, la traccia che chiude l’album gettando un monito, una domanda, un giudizio impietoso nelle sue parole.

Laudate dominum
Laudate dominum
Il potere che cercava il nostro umore
mentre uccideva nel nome d’un dio,
nel nome d’un dio uccideva un uomo:
nel nome di quel dio si assolse.

[…]poi chiamò dio quell’uomo
e nel suo nome […],
altri uomini uccise .

Non voglio pensarti figlio di Dio
ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.

Laudate dominum
Laudate dominum

Ancora una volta abbracciamo la fede
che insegna ad avere […] il diritto al perdono […] sul male commesso
nel nome d’un dio che il male non volle[…]
finché restò uomo[…].

Non posso pensarti figlio di Dio
ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.

Qualcuno […] tentò di imitarlo
se non ci riuscì fu scusato
anche lui
perdonato perché non s’imita […] un dio,
un dio va temuto e […] lodato…

Laudate hominem

No, non devo pensarti figlio di Dio ma figlio dell’uomo,
fratello anche mio.
Ma figlio dell’uomo, fratello anche mio.
Laudate hominem.

Una visione più laica forse ma più umana ed emotiva, più viva. Una visione che non autorizza a sentirsi migliori, a sentirsi come i farisei contro cui si scagliava, che non autorizza a sobissare gli altri perché diversi da sé, che non autorizza a temere chi la pensa diversamente tanto da volerli rendere inoffensivi, che non autorizza ad arroccarsi dietro crocefissi appesi, porte chiuse. 
Che non autorizza a sentirsi assolti nel male che si perpetra togliendo i diritti ai più deboli.

Il potere che cercava il nostro umore
mentre uccideva nel nome d’un dio,
nel nome d’un dio uccideva un uomo:
nel nome di quel dio si assolse.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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