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Il Blog di Stefano Giolo

Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Tempo di lettura 1 minuto

Il 17 maggio è la giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, lo è ormai dal 2004, e pian piano sta prendendo piede e sempre più associazioni, aziende, istituzioni stanno facendo attenzione a questo tema.

Ma è così importante e urgente? Sì. Lo è. Pensa cosa significa essere discriminati perché si ama qualcuno. Pensa cosa significa sentirsi ogni giorno dire di essere sbagliato, di essere contro natura. Contro natura come Albatros, Anatra, Ariete, Bisonte americano, Bonobo e altre scimmie, Cane, Cervo, Cigno nero, Cimice, Delfino, Elefante, Gabbiano, Gatto, Giraffa, Iena, Leone, Libellula, Lucertola, Macaco giapponese, Marmotta, Moscerino della frutta, Orso, Pecora, Pinguino, Pipistrello, Puzzola, Tartaruga, Tricheco… (fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0_negli_animali). Pensa cosa significa sentire barzellette che dipingono il tuo amore e i tuoi desideri come divertenti macchiette su cui ridere. Pensa ogni giorno vedere ridicolizzato ciò che sei e che non hai scelto di essere da una maggioranza che si comporta come se tu non esistessi.

Questo è l’omofobia, la bifobia e la transfobia. E non importa se dietro ci sia un retaggio religioso o di provincialismo o di qualunque altra “giustificabile” esperienza. Non importa se “a me stanno simpatici”, “ho tanti amici così”. Perché finché c’è divisione, finché c’è lui e me ci sarà sempre omofobia, bifobia e transfobia (e razzismo e discriminazione e molto altro).

Servono a questo i pride (https://it.wikipedia.org/wiki/Parata_del_Pride), quello che molti chiamano ancora Gay Pride, e serve per questo che siano dei grandi carrozzoni di divertimento e trasgressione. Perché chi soffre vuole essere visto, considerato. Non sarà un giorno di festa, una parata, un po’ di baldoria a offendere e ferire quanto una vita a sentire barzellette sui froci.

Pensiamoci, scendiamo in piazza, facciamo un po’ di casino tutti assieme e poi torniamo a casa pensando che tutto sommato la cosa più importante è essere felici.


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