Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

La disaffezione dal “Social”

Il processo in me è iniziato da un po’, ammetto di essere sempre stato piuttosto altalenante nell’uso dei Social Network. So ad esempio di averne abusato ai tempi dei forum quando la parola “Social Network” non era ancora stata coniata ma sui forum si conoscevano persone reali, iniziavano discussioni reali che si perpetravano a volte anche per mesi o anni e che sfociavano in cene, concerti, amicizie, talvolta matrimoni. La venuta di quelli che oggi si chiamano Social Network al contrario è corrisposta ad una maggiore asocialità. Ma non è di questo che voglio parlare. I Social Network sono riusciti a sostituire i vecchi bar di paese in tutto e per tutto, in primis in quello che era la voce di paese, la leggenda metropolitana perpetrata, il mi ha detto mio cugino divenuto il ha condiviso il mio amico, si è espansa fino a diventare realtà come un tempo diveniva realtà nel piccolo quartiere o nella cittadina.

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Come smettere di ricevere SMS pubblicitari da Vodafone (e forse altri operatori)

Come molti altri sono stato per qualche tempo cliente di Vodafone, e come molti altri dopo aver cambiato operatore telefonico ho cominciato a ricevere SMS pubblicitari per convincermi a tornare in Vodafone. Nel tempo ho provato a telefonare al 190, ha mandare lettere di reclamo e altre strade e nessuna ha sortito l’effetto sperato. Stanco di ricevere sms su sms alla fine ho provato a scrivere pubblicamente sulla loro pagina Facebook, per provare a richiedere il blocco dell’invio degli SMS per il rientro in Vodafone. Ovviamente con il mio stile…
Finalmente ho ricevuto risposte:

Dopo aver scritto a loro via chat fornendo il mio numero di telefono ho ricevuto un sms sul numero con scritto “Ciao, rispondi a questo messaggio scrivendo ACCETTO seguito dal Codice Numerico che ti abbiamo inviato tramite Facebook”, al quale ho risposto appunto “ACCETTO 1xxxxx”

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A quanto pare ora non ricevo più sms pubblicitari da parte di Vodafone e mi sono liberato da quella che sembrava una ex morosa disperata alla ricerca di riallacciare un rapporto.

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Una rivoluzione immaginaria

Una rivoluzione immaginaria

Riflettevo su questa cosa ancora anni fa, avevo un età in cui ci si sente destinati a cambiare il mondo, in cui ci si sente di poter essere “la persona diversa”, quella intelligente, quella che può fare la differenza. Mi guardavo attorno e pensavo a come generazioni di giovani abbiano nel tempo cambiato o quantomeno provato a cambiare il mondo. Penso alle generazioni che negli anni 70 hanno creato fermenti che anche in una nazione piccola come l’Italia hanno cambiato l’istruzione, lasciamo perdere se nel meglio o nel peggio, al fermento artistico che univa poesia a musica a pittura a performance artistiche, alle comuni in cui musicisti di estrazioni diverse contribuivano a vicenda a creare opere di altri senza pensare ai guadagni, tornando indietro alle generazioni che hanno combattuto per la patria con o senza fucile in mano, quelli che hanno contribuito alle ricostruzioni.

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L'evoluzione della privacy su Facebook

di Antonio Dini | 17-5-2010

Se su Google si cerca “privacy” e “Facebook”, escono 756 milioni di risultati. Ci sarà un motivo, no? O meglio, ci sarà un problema. Perché di problema si parla, quando si fa riferimento alla privacy e a Facebook. L’azienda americana che è diventata l’attuale incarnazione dello spirito dei social network mantiene un aspetto trasgressivo: considera la privacy dei suoi adepti meno importante della pubblicità, e sostiene che è così anche per le giovani generazioni digitali.

Padri analogici, figli digitali. Privacy stretta, nessuna privacy. Mettiamo tutto online, e poi perdiamone il controllo. Lasciamo che le foto e i commenti e i video e tutto il resto poi torni un giorno contro di noi: quando un datore di lavoro vuole fare un controllo dopo un colloquio, quando una fidanzata vuole sincerarsi che il promesso sposo sia davvero appassionato solo di lei, quando un curioso vuole scoprire più cose su di noi per mille scopi: seguirci per la strada, scrutarci da dietro un angolo buio, denunciarci al vicinato della nostra personale Peyton Place.



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Facebook, chat private diventano pubbliche

Articolo tratto da attivissimo.blogspot.com

blankUna falla in Facebook permetteva agli utenti di leggere le chattate private dei loro contatti (quelli che Facebook molto impropriamente chiama “amici”) e di vedere le richieste di “amicizia” in sospeso di quei contatti  e (secondo PcMag.com) di qualunque utente Facebook. La funzione di chat è stata temporaneamente rimossa e poi riattivata dopo aver corretto la falla, segnalata inizialmente dal sito Techcrunch.com.

Come funzionava? Nelle opzioni di privacy di Facebook c’è un’opzione che permette a un utente di avere un’anteprima del proprio profilo così come lo vedono i suoi “amici” (Account – Impostazioni sulla privacy – Informazioni del profilo – Anteprima del mio profilo). Immettendo il nome di un contatto nella casella Guarda l’anteprima di come il tuo profilo viene visualizzato da una persona specifica, si accedeva alle chat private e alle richieste di “amicizia” di quel contatto.

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Re-Return to Facebook, i nostri diritti saranno suoi per sempre.

Facebook fa marcia indietro
le licenze tornano agli utenti
In seguito alle critiche il social network reintegra le vecchie disposizioni: foto e multimedia restano agli iscritti nonostante la cancellazione dell’account

Facebook fa marcia indietro le licenze tornano agli utenti

Non sono bastate le spiegazioni. Contro l’ira degli utenti di Facebook, minacciati da una restrizione alle licenze che avrebbe reso il social network padrone

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L'arte italiana scompare dalla Rete

Roma – Pochi giorni fa il Ministro Rutelli ha annunciato il rientro nel nostro territorio di opere d’arte italiane trafugate e portate illegalmente all’estero. Dal 21 dicembre al 2 marzo, sessantotto manufatti d’epoca romana, greco-romana ed etrusca, avranno temporaneamente casa in una mostra al Quirinale, di ritorno dalle teche di prestigiosi musei e gallerie di tutto il mondo (tra i quali il Metropolitan di New York), per poi trovare collocazione nei più importanti musei della penisola.

L’intellighenzia italiana, con in prima fila il ministro Rutelli, si è felicitata e congratulata per quello che rappresenta indubbiamente un notevole successo per i beni culturali nostrani.

Queste opere però – e non solo queste – sono condannate da una misconosciuta legge italiana ad un limbo burocratico dal quale sarà ben difficile tirarle fuori, e che rischia di consegnarle all’oblio più completo.

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Colossi a Confronto… hihihi

Steve Jobs

Steven Paul Jobs (Green Bay, 24 febbraio 1955) è un informatico statunitense. Cofondatore di Apple Inc. e Pixar, è CEO di Apple Inc. ed è membro del consiglio d’amministrazione di The Walt Disney Company, di cui è il maggior azionista. È noto per aver portato al grande pubblico uno dei primi computer con mouse e interfaccia ad icone. Secondo Fortune, la rivista americana che ogni anno stila la lista dei venticinque business men più influenti del globo, nel 2007 Steve Jobs sarebbe diventato lui l’uomo più ricco e potente del mondo, davanti di 6 posizioni all suo nemico storico Bill Gates


Steve Ballmer

Ballmer è la prima persona diventata miliardaria (in dollari americani) per le stock options ricevute come dipendente di un’azienda della quale non è stato né il fondatore né il parente di un fondatore.
Nel World’s Richest People ranking del 2007, la rivista americana Forbes ha sistemato Ballmer come trentunesima persona più ricca del



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Nuovo pericolo su MSN: Gadoo il sito che fa spam, e lo fa fare a voi!

Dopo l’appellio di “Attenti a Checkmessenger.net” di qualche settimana fa gli utenti MSN ci ricascano…. mi chiedo cosa ci sia nel cervello di chi da a destra e a manca la propria password di msn… anzi mi chiedo se a questo punto non mi basti chiedere la carta di credito di chi si iscrive al mio sito per fare soldi…
Badoo.com è un network di incontri con possibilità di fare ricerche tra gli utenti, conoscere gente nuova eccetera. Ben fatto, carino, con tutte le foto e tutto quello che volete…
ma….
Ma c’è un ma.
Nell’iscrizione chiede la password del vostro contatto MSN (e se non erro anche ICQ, GTalk o altri, ma io non mi ci sono iscritto quindi non posso esserne certo)
Gli utenti che vi si iscrivono ovviamente non ci pensano due volte e gli regalano la propria password, esattamente come col caro Checkmessenger, con la differenza che questi ti promettono di vedere i contatti online invece di quelli che ti hanno eliminato dalla lista (che tra l’altro da MSN direttamente non te li vedi già i contatti online?!?!)


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L'Europa sorride a Firefox, l'Italia meno.

Uno studio afferma che, nell’ultimo anno, la quota di diffusione di Firefox è cresciuta in Europa di diversi punti percentuali. In controtendenza l’Italia, dove il browser perde qualcosa

Mérignac (Francia) – Le statistiche pubblicate negli scorsi giorni dalla società francese XiTi, che analizza i dati di accesso di milioni di siti web europei e internazionali, indicano che Firefox ha raggiunto una quota media di diffusione tra gli utenti del Vecchio Continente superiore al 24%: circa il 5% in più di quanto registrato nello stesso periodo dello scorso anno.

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Attenti a Checkmessenger.net

Attenti a Checkmessenger.net, il sito che promette favori ma ruba le password

Questo articolo è preso dal blog attivissimo

Circola da qualche tempo la segnalazione di Checkmessenger.net, un sito che si definisce “il più grande portale su MSN Messenger in Internet” e promette di aiutarvi a scoprire i contatti MSN che vi hanno cancellato e soprattutto di farlo “in modo rapido, gratuito e sicuro“.

Il sito stesso chiarisce di non essere affiliato a Microsoft: “CheckMessenger.NET NON ha nessuna relazione con MSN Messenger o Microsoft Corporation” e garantisce i suoi visitatori dicendo che “CheckMessenger.NET NON conserva né gli indirizzi di posta elettronica né LE password degli utenti che utilizzano questo servizio“.

Ma secondo GXware.org, in un articolo di Salvatore Aranzulla, non c’è da fidarsi, perché c’è sotto la trappola: Checkmessenger.net

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