Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Non era previsto 2

Ragionare, scegliere, costruire.
Erigere, distruggere, divenire.
Rinunciare forse.
Scegliere una direzione.
E poi qualcosa -dentro- esplode.
E non c’è un perché, non conta quello che hai scelto.
Il cervello, la mente, qualcosa -dentro- sceglie la direzione opposta.
Qualcosa -dentro- decide che il mondo non è quello di fronte,
ma la scia che come una cometa lasciavi dietro.

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Non era previsto

Come descrivere l’esplosione di un cervello, i pezzi di pensieri esplosi sparsi attorno a pezzi interi a mescolarsi formando forme nuove?
Come descrivere l’esplosione di un cervello senza immaginarne un colpo di pistola o di fucile?
Come descrivere l’esplosione di un cervello che però non sia cruenta, né dolorosa, dolce piuttosto o spiazzante anche se improvvisa, i pezzi di pensieri esplosi sparsi attorno a pezzi interi a mescolarsi formando forme nuove?
Come descrivere?
Niente altro che la sospensione dell’incredulità.

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Una rivoluzione immaginaria

Una rivoluzione immaginaria

Riflettevo su questa cosa ancora anni fa, avevo un età in cui ci si sente destinati a cambiare il mondo, in cui ci si sente di poter essere “la persona diversa”, quella intelligente, quella che può fare la differenza. Mi guardavo attorno e pensavo a come generazioni di giovani abbiano nel tempo cambiato o quantomeno provato a cambiare il mondo. Penso alle generazioni che negli anni 70 hanno creato fermenti che anche in una nazione piccola come l’Italia hanno cambiato l’istruzione, lasciamo perdere se nel meglio o nel peggio, al fermento artistico che univa poesia a musica a pittura a performance artistiche, alle comuni in cui musicisti di estrazioni diverse contribuivano a vicenda a creare opere di altri senza pensare ai guadagni, tornando indietro alle generazioni che hanno combattuto per la patria con o senza fucile in mano, quelli che hanno contribuito alle ricostruzioni.

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Immemori battaglie pt5: -lampo-

Non è lo sparare l’atto principe dell’azione, è solo la conseguenza. Tutto l’insieme dell’atto è soprattutto nella respirazione e nell’attesa. Un susseguirsi di momenti in cui riempi i tuoi polmoni, stabilizzi il corpo e attendi un susseguirsi di istanti che sarebbero quelli sbagliati. Dal puntare al momento in cui premerai il grilletto passano solo pochi secondi di inspirazione, attesa, stabilizzazione della mira. Poi arriva l’istante esatto, subito dopo è troppo tardi. La mano incomincerà a tremare, il peso dell’arma a pesare, il cuore accelererà pompando il sangue e non potrai fare altro che abbassare l’arma e ricominciare un nuovo ciclo.
Il nemico è là, in fondo alla canna del mio fucile, allineato al mirino, poco più in basso per bilanciare la curva della traiettoria lunga.

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Immemori battaglie pt4: Spari?

“Puzzi di grappa Baffo.”
Nessuna risposta.
“Puzzi di grappa, Stronzo mi vuoi dire che hai fatto la sta notte? Sei rimasto a scolarti la bottiglia? Non sembrerebbe, è ancora quasi del tutto piena!”
Nessuna risposta.
“Hai una bottiglia nascosta da qualche parte?” si stava alterando.
“Senti Biondo. Lo sai che non bevo, non troppo almeno.” Baffo sembrava realmente dispiaciuto e altrettanto dispiaciuta parve la risposta di Biondo.
“Lo so, qui beviamo tutti, non c’è modo di sopravvivere a questo senza bere ma non mi piace affatto come ti stai comportando, sembri bloccato, in panico, e lo sembri da giorni. Allunga un braccio in avanti.”
Baffo allungò in avanti il braccio, la sua mano tremava. Lui rimase in silenzio.
“Ti rendi conto che tu sei probabilmente il miglior tiratore tra di noi?

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Immemori battaglie pt3: Lettere e notti

Succede in notti come queste, notti subito prima o subito dopo di una battaglia, notti insonni, che accade. Dovresti pensare a fare un briefing per il giorno successivo o un debriefing del precedente ma non importa. Non ci riusciresti comunque. E forse è la grappa che hai buttato giù per non pensarci o il manto stesso della notte, del silenzio attorno mentre il mondo sembra scomparso e così lontano ma le inibizioni se ne sono andate, resti solo con te stesso e con i demoni che questa guerra avrebbe dovuto esorcizzare, i demoni da cui volevi scappare il giorno in cui hai iniziato questa strada ti osservano e ti ruotano attorno. Osservi il tuo zaino. Sai che è pronto, non ti serve neppure controllarlo. Sai che è pronto per fuggire al primo cenno di pericolo eppure lo hai scelto. Lo hai scelto tu questo percorso, hai scelto tu di lottare per questa causa, hai scelto tu di andare verso la gloria o la morte.

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