Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Missione alle origini dell’universo

Missione alle origini dell’universo è un romanzo per bambini scritto Stephen Hawking e sua figlia Lucy Hawking. Credo non ci sia grande bisogno di presentare chi sia Stephen Hawking, lo abbiamo visto mille volte in tv, sui social, citato e a volte presente in serie tv, ovunque. Probabilmente l’astrofisico più citato e conosciuto dell’ultimo secolo, forse più di Carl Sagan.

La storia inizia con due bambini e un maiale. Il problema è che il maiale non può più stare a casa da loro e devono trovare un luogo nell’universo dove questi possa vivere felice. Tra un colpo di scena e l’altro si troveranno a combattere contro un potentissimo gruppo di potere che controlla i complottisti del mondo per ottenere che la scienza non possa progredire attraverso la ricerca. Detto così sembra assurdo, ma è proprio questo il bello.

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Fai da te le tue ricerche

Siamo ormai da tempo nell’era dell’informazione, la tecnologia permette di condividere il sapere in tempi estremamente ridotti, tutto corre e sembra sempre più alla portata di tutti farsi un’opinione, capire, studiare, scavare nella conoscenza e così sono tanti quelli che non si fidano, quelli che fanno da sé le proprie ricerche.

Il discrimine però tra fare queste ricerche in maniera accurata e farle in maniera superficiale però è spesso lo stesso discrimine tra scoprire una (probabile) verità e convincersi di una grande castroneria.

A questo punto come si fa a trovare informazioni affidabili e scartare informazioni inaffidabili in tutto il marasma di pro-cose, no-cose, complotti falsi, e complotti veri?

Ovviamente non ci sono metodi certi, anche il più esperto dei ricercatori della rete, come dei ricercatori di qualunque campo, può cadere in errore.

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Il mondo va comunque avanti

C’è una questione che molte persone devono ancora capire, ed è una questione che ci portiamo avanti da millenni e che probabilmente ci porteremo avanti ancora.

Via via sempre meno, via via scomparendo nei meandri dei dimenticatoi.

Il mondo va avanti anche senza i no-qualsiasicosa

  • Il mondo è andato avanti nonostante chi non voleva che le persone fossero curate perché doveva decidere il divino
  • Il mondo è andato avanti anche se hanno bruciato Giordano Bruno perché sosteneva esistessero altri pianeti
  • Il mondo è andato avanti anche se si voleva bruciare Galileo perché diceva che il sole gira attorno alla terra
  • Il mondo è andato avanti anche se molti erano convinti che non si potesse volare come hanno fatto i fratelli Wright
  • Il mondo è andato avanti anche se il petrolio sembrava più promettente della corrente continua di Edison
  • Il mondo è andato avanti anche se Edison screditava la corrente alternata di Tesla che oggi usiamo
  • Il mondo è andato avanti anche se la gente pensava che la corrente elettrica fosse pericolosa
  • Il mondo è andato avanti anche se prima di Elena Lucrezia Corner a nessuna donna era stato permesso di laurearsi
  • Il mondo è andato avanti anche se non volevano che Marie Curie in quanto donna fosse una scienziata e meritasse un Nobel
  • Il mondo è andato avanti anche se quando Marie Curie quel secondo Nobel lo ha vinto non volevano lo ritirasse perché troppo emancipata
  • Il mondo è andato avanti anche se molti uomini non volevano dare il voto alle donne
  • Il mondo è andato avanti anche se alcuni esseri umani non volevano considerare gli africani umani al pari degli altri
  • Il mondo è andato avanti anche se alcuni uomini non volevano considerare le donne umani al pari degli altri
  • Il mondo è andato avanti anche se qualcuno non voleva venissero usate le cellule staminali
  • Il mondo è andato avanti e l’aspettativa di vita raddoppiata anche se alcuni sono convinti si stesse meglio quando si moriva a 45 anni
  • Il mondo è andato avanti anche se le persone avevano paura del GSM, del 2G, del 3G, del 4G, del 5G…
  • Il mondo sta andando avanti anche se molti sono ancora critici sui mezzi elettrici
  • Il mondo sta andando avanti anche se qualcuno nega il riscaldamento globale
  • Il mondo sta andando avanti anche se qualcuno pensa che l’esplorazione spaziale non dia benefici
  • Il mondo sta andando avanti anche se qualcuno ha paura ad ogni tecnologia nuova senza rendersi conto che è vivo grazie ad essa
  • Il mondo andrà avanti anche se qualcuno non vuole riconoscere diritti alle categorie LGBTIQ+
  • Il mondo andrà avanti anche se qualcuno è convinto che esista una “famiglia naturale” e in natura esistono incesti, coppi miste, poligamia, omosessualità, omicidi, infanticidi, interazioni positive tra specie diverse e non si capisce a quale concetto di “naturale” fare affidamento
  • Il mondo andrà avanti anche se qualcuno ha paura e diffidenza nei vaccini o nella medicina
  • Il mondo andrà avanti anche se qualcuno pensa vogliano metterci dei chip
  • Il mondo andrà avanti nonostante quelli che remano sempre contro

Il mondo andrà sempre avanti e i no-qualsiasicosa resteranno sempre e inesorabilmente le anonime comparse che hanno permesso al resto di brillare.

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I social possono influenzare la mia mente?

La domanda i social possono influenzare la mia mente? sembra quasi provenire da una storia di fantascienza o da una versione aggiornata di 1984 di George Orwell, quello che ha inventato il concetto di Grande Fratello. Sembra ridicolo che frequentare un sito possa influenzare la nostra mente no? Eppure, entro certi limiti questo accade e il miglior modo per evitarlo è quello di esserne consapevoli.

Il meccanismo su cui si basa la possibile influenza sulla nostra mente è essenzialmente lo stesso su cui si basa la pubblicità. Molti di noi sono convinti di esserne immuni, io ad esempio dico sempre che alla fine degli spot pubblicitari non mi ricordo neppure la marca del prodotto, eppure tutti noi costruiamo involontariamente dei preconcetti che ci spingono a credere migliori determinate marche rispetto ad altre pur non avendole mai provate.

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L’algoritmo di Google. L’algoritmo di Facebook. Ma cos’è l’algoritmo?

Nel giornalismo o nel complottismo si sente spesso parlare di cose come l’algoritmo. Si parla dell’algoritmo di Facebook, che potrebbe a seconda dell’occasione inviarci le pubblicità che più ci colpiscono, o renderci dipendenti dai social o peggio controllare le nostre menti. Si parla dell’algoritmo di Google, che saprebbe tutto di noi, dove siamo, quali interessi abbiamo, tutti i nostri reconditi segreti. Ho letto dell’algoritmo che diffonde il sovranismo, lavoratori comandati da algoritmi, politici che usano meglio di altri gli algoritmi, algoritmi per scovare gli evasori, algoritmi per scrivere il proprio curriculum, Facebook che cambia algoritmi per oscurare pagine politiche. In questi giorni ho sentito parlare del fatto che i nuovi vaccini siano stati sviluppati da algoritmi e di un algoritmo che sceglierà in che ordine vaccinarci.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 3: Come sono fatte

Come sono fatte le Fake News?

La caratteristica principale di una Fake News, posto che non si tratti di una Fake News causata semplicemente da un errore è quella di colpire. Secondariamente lo scopo è quello di far guadagnare qualcosa a chi la crea. Che sia un guadagno economico, di consensi o solamente di buon umore nessuno mette in giro una Fake News per rimetterci. Questa è già un’informazione importante. Se un’azienda dichiarasse qualcosa che le faccia perdere consensi o clienti probabilmente quella sarebbe una notizia vera. Viceversa se dichiarasse qualcosa che aumenti eccessivamente i consensi (spesso purtroppo è il caso delle azioni caritatevoli e umanitarie) sarebbe da osservare con sospetto. Questo ovviamente non significa che nessuna azienda faccia azioni umanitarie o caritatevoli ma che il modo in cui le pubblicizza può far venire il sospetto di azioni mirate alla pubblicità.

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Complottismo e Anticomplottismo

Negli ultimi anni, l’espansione di Internet e la conseguente accelerazione e popolarizzazione dell’informazione ha cambiato il nostro mondo in diversi modi.

Umberto Eco aveva riassunto in una maniera quantomai efficace quanto stava accadendo, era il 10 giugno 2015 durante l’incontro con i giornalisti in occasione della laurea honoris causa in Comunicazione e cultura dei media conferitagli dall’Università di Torino, parlava di Twitter ma in generale dei social media

…dà diritto di parola a legioni di imbecilli, i quali prima parlavano solo al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la società. […] Sono della gente che di solito veniva messa a tacere dai compagni […] e che adesso invece ha lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. […] Credo che dopo un poco si crei una sindrome di scetticismo, la gente non crederà più a quello che gli dice Twitter.



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Una rivoluzione immaginaria

Una rivoluzione immaginaria

Riflettevo su questa cosa ancora anni fa, avevo un età in cui ci si sente destinati a cambiare il mondo, in cui ci si sente di poter essere “la persona diversa”, quella intelligente, quella che può fare la differenza. Mi guardavo attorno e pensavo a come generazioni di giovani abbiano nel tempo cambiato o quantomeno provato a cambiare il mondo. Penso alle generazioni che negli anni 70 hanno creato fermenti che anche in una nazione piccola come l’Italia hanno cambiato l’istruzione, lasciamo perdere se nel meglio o nel peggio, al fermento artistico che univa poesia a musica a pittura a performance artistiche, alle comuni in cui musicisti di estrazioni diverse contribuivano a vicenda a creare opere di altri senza pensare ai guadagni, tornando indietro alle generazioni che hanno combattuto per la patria con o senza fucile in mano, quelli che hanno contribuito alle ricostruzioni.

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Chi sta facendo la guerra santa?

Da un po’ non capita che qui io scriva di politica, il titolo del blog è ancora poesipolemipolitica ma ammetto di aver mollato un po’ su quest’ultima.
La causa è piuttosto semplice in realtà, ossia il fatto che negli ultimi cinque o sei anni sono aumentati esponenzialmente in rete quelli che non sanno distinguere la politica dalla partitica, quelli che non sanno neppure cosa sia la politica e credono di parlarne ogni giorno pubblicando link con titoli altisonanti, quelli che si bevono ogni cosa dalle scie chimiche ai complotti spaziali credendo di essere per questo più acculturati e intelligenti di chi ha una formazione scientifica e lavora nei settori di competenza, questo mi ha fatto passare la voglia di discutere pubblicamente di politica.
Oggi tuttavia sono abbastanza infoiato da non aver voglia di non parlarne.

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Lampione avvistato a Oslo dopo l’attentato

Da qualche giorno spopola “l’incredibile video” di un avvistamento di un ufo durante l’attentato di Oslo.

Il video in oggetto, e che ormai abbiamo visto decine di volte è questo

Lo trovo, inquietamte, davvero inquietate. Soprattutto per la quantità di persone che si bevono l’avvistamento ufologico lanciando pure fantasiose ipotesi del tipo che la mente del terrorista fosse controllata dall’ufo, o che gli alieni vengano a controllarci nei momenti importanti della storia o addirittura che viaggiatori del tempo vengano a vedere gli stessi istanti.

A nessuno sfiora l’idea di pensare ad una spiegazione razionale, a nessuno sfiora neanche lontanamente l’idea che ci sia una spiegazione neppure scientifica, ma semplicemente stupida.
Intanto i siti fanno un sacco di click, la gente sogna incredibili mirabolanti sconvolgimenti del mondo e incredibili complotti dei governi che ci nascondono le informazioni privandoci della conoscenza di fatti che potrebbero cambiare l’andamento della storia.

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Come cercare un informazione corretta e non di parte.

A volte, sempre più spesso a dire il vero oramai, mi guardo intorno leggendo le notizie sui giornali, e provo ribrezzo.
Interessandomi ai Misteri della scienza (i misteri, bada bene, non i Mysteri dei sognatori di  assurdità che vedono incredibili misteri in foto a bassissima definizione scambiando artefatti grafici con costruzioni ciclopiche e occhi rettiliani).
Guardo i media e vedo quanto sia stupido cercare complotti di cose come “il nuovo ordine mondiale”, i rettiliani appunto, il controllo delle nostre menti da parte di incredibili (e improbabili se viste con un occhio un minimo scientifico) tecnologie, o chissà quali forze.
Più ci penso più penso che siano proprio queste teorie complottistiche ad essere una distrazione dalla realtà.
Dal “complotto” che ci gira attorno tutti i giorni, ogni giorno.

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Il Credo del Fuffaro (sul complottismo)

Qui mi sono imbattuto in un interessante ed esaustivo elenco delle strategie più usate dai ciarlatani in generale e da quelli che bazzicano il web in particolare.
Ho pensato di riproporlo con qualche modifica per adattarlo a ciò che accade in forum e blog (l’originale si riferiva nello specifico all’ambiente dei newsgroup), in quanto veramente illuminante, anche perché quella che ho linkato è la versione italiana di una lista di fuffosità varia redatta inizialmente da un gruppo statunitense, a dimostrazione del fatto che tutto il mondo è paese: le regole che seguono, vi ricordano il comportamento di qualcuno, per purissimo caso?

Per essere un Fuffaro come si deve, è necessario seguire le seguenti norme:

1.

Preferite sempre la chiave di lettura cospirazionista rispetto alla chiave di lettura noiosamente banale: le spiegazioni naturali, come ad esempio che a Roswell sia caduto un pallone-sonda, sono per i sempliciotti e per le spie del governo.


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