Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

WhatsApp, nuova funzione anti Fake News

WhatsApp oltre a essere l’applicazione di messaggistica più usata in Italia e in molte parti del mondo, è fisiologicamente uno dei principali vettori di diffusione delle Fake News. Già lo scorso anno gli sviluppatori dell’applicazione avevano aggiunto un blocco sul numero degli inoltri che è possibile fare per un singolo messaggio, lo scopo era quello di rendere più difficile, per una notizia diventare virale (anche se questo termine oggi non è così bello da usare). Lo scopo è stato raggiunto in termine di una grossa diminuzione di invio dei messaggi ma la tendenza resta quella di inoltrarli senza fare alcuna verifica.

A tal proposito per i più virtuosi che le verifiche invece preferiscono farle consiglio i miei articoli a questo link: https://www.staipa.it/blog/fakenews

In questi giorni WhatsApp, sta attivando in Italia una nuova funzione che ha lo scopo di diminuire ulteriormente il diffondersi delle Fake News.

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Tre miei articoli sulle Fake News sul sito Cicap Veneto.

Sul sito del Cicap Veneto, https://veneto.cicap.org/ potete trovare tre miei articoli sulle Fake News:

Qui in generale gli articoli che ho scritto e che scriverò: https://veneto.cicap.org/tag/stefano-giolo/

Se vi va di leggerli e di condividerli ben venga, se siete incuriositi dal Cicap e non lo conoscete…

Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP) è un’organizzazione di volontari, scientifica ed educativa, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito con l’obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico.



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Come riconoscere una Fake News? Parte 6

Dopo aver approfondito e capito come funzionano le Fake News e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell’esserci incappati abbiamo iniziato a vedere gli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle Fake News. Molto spesso, per convincere della veridicità di una notizia vengono usate come prova delle foto. Sicuramente è il metodo più sicuro per convincere, ma spesso è anche il metodo più veloce per farsi scoprire.
Nella gran parte dei casi sono i piccoli dettagli a farci scoprire l’inganno e non è assolutamente facile dare un metodo utile a scoprire tutti i casi di foto false. Proverò a proporre alcuni strumenti ed alcune metodologie, spesso una o l’altra funzionano, molto più spesso però sono l’esperienza e l’inventiva di chi indaga a fare la differenza.

Google Immagini

Avete una foto e volete sapere cosa sia e dove sia stata scattata.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 5

Dopo aver approfondito e capito come funzionano le Fake News e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell’esserci incappati arriviamo finalmente agli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle Fake News.

Archive.org

Archive.org forse non è propriamente uno strumento per riconoscere o indagare su una Fake News ma molte volte ci viene in aiuto quando un articolo su una testata giornalistica viene modificato senza scuse e spiegazioni per recuperare la versione vecchia. Si tratta di un servizio che archivia tutti i siti internet periodicamente. Le testate giornalistiche hanno un numero di salvataggi altissimi, i blog semisconosciuti come il mio molto meno.

La prima pagina di Repubblica.it del 09 Febbraio del 2006

Sul sito è possibile anche forzare l’archiviazione di una pagina

Cosa utile ad esempio quando si vuole salvarne una versione prima che venga modificata.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 4

Dopo aver compreso come sono fatte le Fake News è finalmente arrivato il momento di acquisire alcuni strumenti per riconoscerle e dimostrane la falsità.
Tutti richiedono uno sguardo attento e un po’ di esperienza ma non sarà difficile acquisire entrambi. I primi strumenti che proporrò saranno probabilmente i meno interessanti in quanto si basano su evidenze quasi banali, ma sono strumenti che chiunque può usare. Non serve essere informatici, ne avere troppa manualità con determinati strumenti per riconoscere le Fake News più banali, via via impareremo invece strumenti più sofisticati non alla portata di tutti.
Nessuno diventerà un vero debunker leggendo i miei articoli, ma se alla fine chi legge avrà avuto modo di allenare e far crescere il proprio pensiero critico allora avrò raggiunto l’obiettivo che mi sono fissato.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 3

Come sono fatte le Fake News?

La caratteristica principale di una Fake News, posto che non si tratti di una Fake News causata semplicemente da un errore è quella di colpire. Secondariamente lo scopo è quello di far guadagnare qualcosa a chi la crea. Che sia un guadagno economico, di consensi o solamente di buon umore nessuno mette in giro una Fake News per rimetterci. Questa è già un’informazione importante. Se un’azienda dichiarasse qualcosa che le faccia perdere consensi o clienti probabilmente quella sarebbe una notizia vera. Viceversa se dichiarasse qualcosa che aumenti eccessivamente i consensi (spesso purtroppo è il caso delle azioni caritatevoli e umanitarie) sarebbe da osservare con sospetto. Questo ovviamente non significa che nessuna azienda faccia azioni umanitarie o caritatevoli ma che il modo in cui le pubblicizza può far venire il sospetto di azioni mirate alla pubblicità.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 2

Il secondo passo per riconoscere una Fake News è capire perché esistono. Gli strumenti tecnici per riconoscerle sono secondari all’aver capito come funzionano dal punto di vista pratico e spesso emozionale.
Vogliono controllarci? Sono scemi e non sanno scrivere un articolo? Ci stanno prendendo in giro? Un po’ e un po’.

Perché esistono le Fake News?

Esistono svariati motivi che fanno si che esistano, cercando di riassumere i più importanti definirei

Scherzo

Capita abbastanza spesso che per una presunta goliardia qualcuno pensi di mettere in giro una voce falsa. Probabilmente è il caso di chi mette in giro voci come quelle del passaggio a pagamento di qualche social network

Ovviamente se ne hanno parlato al TG è stato per dire che è una bufala e il tuo logo (qualunque cosa sia) non diventerà mai blu.
Simili sono tutte quelle situazioni in cui si propone qualche azione da fare che non abbia effetti pubblicitari (quelle le vedremo dopo).

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Come riconoscere una Fake News? Parte 1

Prima di affrontare gli strumenti per riconoscere una Fake News il primo passo è sapere cosa sono e di conseguenza essere più preparati a riconoscerne le caratteristiche.
In primo luogo le Fake News, se le consideriamo prettamente come notizie false sono sempre esistite. Basti pensare alla convinzione religiosa che il sole o la luna fossero esseri senzienti o credenze analoghe. Già allora probabilmente era possibile dividerle in informazioni false dovute all’ingenuità della popolazione e informazioni false utilizzate da individui più intelligenti per assoggettare individui che lo erano meno.

Cosa sono le Fake News?

Le Fake News sono tutte informazioni oggettivamente false e che vengono diffuse, ma questa terminologia ha ormai privato il concetto di molte sfumature che credo sia importante conoscere, anche per valutare su quali abbia senso investire il proprio tempo e quali possano essere tranquillamente ignorate e lasciate nel domenticatoio.

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Come riconoscere una Fake News?

Il tema delle Fake News oggi più che mai è di attualità. Se un tempo potevano quasi sempre essere relegate al termine meno pesante di bufala o di leggenda metropolitana, trasmettendosi quasi sempre per via orale da persona a persona oggi anche grazie ai social media e ai social network queste notizie si espandono in maniera così veloce che è stato coniato il termine virale. E da qualche tempo abbiamo pure imparato quanto il termine scelto sia appropriato.

Mi capita sempre più spesso che qualcuno mi invii una notizia e mi chieda se è vera o falsa. Non è un lavoro che mi piaccia fare e di Debunker è pieno il mondo. Più esperti di me, più conosciuti di me. Però noto con piacere che la sete di sapere come riconoscere una fake news è grande. Sarebbe bello poter costruire un sito o un sistema nel quale io inserisco una notizia e lui mi dice se è vera o falsa, no?

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La colpa delle Fake News è vostra

Da qualche anno si parla sempre più spesso di Fake News. Tutti preoccupati dal fenomeno, tutti ad accusare tutti di Fake News. Fa sorridere come solo qualche anno fa si chiamassero bugie, o diffamazioni, o notizie false. Oggi sono tutte Fake News.

Ma di chi è la colpa delle Fake News? Di chi le crea o di chi, in una sorta di analfabetismo digitale, non è in grado di distinguere il vero dal falso?
Cosa cambia rispetto alla notizia che ci viene raccontata da un amico al bar che ci racconta che negli stati uniti escono i coccodrilli dagli scarichi o che suo cugino si è ritrovato in un fosso che gli mancava un rene?
Essenzialmente nulla. L’unica reale differenza è la diffusione estremamente più capillare e veloce che gli da ulteriore ma apparente credibilità.

La questione però è che la diffusione di queste false credenze non è dovuta al mezzo di trasporto, non conta che sia la voce, il giornale, internet, un social network, un cellulare perché in tutti i casi il mezzo di trasporto siamo noi: le persone.

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Di Maio, George Orwell e la politica odierna

Mi ero ripromesso di non scrivere più di partitica, di non nominare più esponenti politici e di non immischiarmi più in queste cose. Lo avevo fatto perché ormai tutti si sentono in diritto di sentenziare dall’alto di podi da espertoni facendo spesso magre figure e ho cercato con tutto me stesso di non appartenere mai più a queste schiere di imbecilli. Ma per quanto io non sia in genere molto patriottico quando un leader politico trasforma la bandiera nazionale in un simbolo strumentalizzato del proprio partito, quando lo fa a pochi giorni dal 2 giugno dicendo di tirarla fuori come rivendicazione, allora termina anche ogni armistizio. Quando mi si toglie la libertà di essere patriottico perché esserlo mi farebbe apparire come appartenente ad una fazione si sta ledendo il mio diritto di essere Italiano. Quando non è più la loro bandiera ad essere il loro simbolo ma è la mia allora siamo al primo grande balzo verso un fascismo, verso una battaglia sporca di fango e schifo.

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Complottismo e Anticomplottismo

Negli ultimi anni, l’espansione di Internet e la conseguente accelerazione e popolarizzazione dell’informazione ha cambiato il nostro mondo in diversi modi.

Umberto Eco aveva riassunto in una maniera quantomai efficace quanto stava accadendo, era il 10 giugno 2015 durante l’incontro con i giornalisti in occasione della laurea honoris causa in Comunicazione e cultura dei media conferitagli dall’Università di Torino, parlava di Twitter ma in generale dei social media

…dà diritto di parola a legioni di imbecilli, i quali prima parlavano solo al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la società. […] Sono della gente che di solito veniva messa a tacere dai compagni […] e che adesso invece ha lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. […] Credo che dopo un poco si crei una sindrome di scetticismo, la gente non crederà più a quello che gli dice Twitter.



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