Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Fact Check Explorer, il motore di ricerca contro le Fake News

Quanto bello sarebbe se esistesse un motore di ricerca per le Fake News? Per sventarle intendo, non per trovarle.
Google ha annunciato a fine marzo 2022 (https://short.staipa.it/gfce) il lancio di Fact Check Explorer, raggiungibile dall’indirizzo https://toolbox.google.com/factcheck/explorer o digitando Fact Check Explorer in google stesso.

Non è ancora perfetto e ricco di informazioni ma sta velocemente crescendo. Digitando alcune parole chiave relative ad una notizia il tool fornisce, se presenti, una serie di collegamenti a fonti esperte che forniscono verifiche o smentite della notizia stessa. Di ogni collegamento viene mostrata una brevissima sintesi di cosa aspettarci nell’articolo suggerito.

ricerca sula parola chiave plasma con factcheck explorer: https://toolbox.google.com/factcheck/explorer/search/plasma;hl=it


Come parole chiave si possono usare per esempio nomi di persone, luoghi, argomenti, brevi descrizioni, frasi di personaggi famosi o altro.

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Come funzionano la propaganda no-vax e quella pro-putin?

Fino a qualche anno fa le fake news erano solamente leggende metropolitane. Ne ho analizzato la differenza nell’articolo Come riconoscere una Fake News?

Con l’avvento di Internet e dei social network la situazione però è cambiata e tutto quello che prima era una chiacchierata al bar è diventata progressivamente una forma di propaganda globale che impatta su una grossa fetta di popolazione con risultati allarmanti, soprattutto perché La percezione della realtà nei social è spesso diversa dalla realtà.

Ma chi è che si occupa di mettere in giro e sfruttare questa disinformazione? E soprattutto come viene veicolata?

La comunità no-vax ha superato i 62 milioni di seguaci sulle principali piattaforme social, una quantità di persone in grado di muovere e far fatturare in un anno più di 36 milioni di dollari, e di generare profitti per le grandi aziende tecnologiche che gestiscono i social stessi fino a un miliardo di dollari l’anno.

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Festa della donna? Non esattamente

Oggi è l’8 marzo, in Italia chiamiamo questa giornata festa della donna, un momento per festeggiare le tanto bistrattate donne, per spendere un po’ di soldi in mimose, ristoranti e feste. E poi? E poi il giorno dopo tornare al vecchio comune vivere.

Ci sono delle storture in tutto questo. Innanzi tutto, il nome. Perché dovrebbe essere una festa? Che cosa esattamente dovremmo festeggiare? Nel resto del mondo l’8 marzo non è la festa della donna, ma la Giornata internazionale della donna. Ma noi siamo la nazione che rinomina titoli come “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” in “Se mi lasci ti cancello“, abbiamo un po’ il sadico gusto di cambiare i titoli rovinandone poeticità e significato per piegarli al commercio.

Credo che Giornata internazionale della donna renda un po’ di più l’idea del fatto che oggi non è un giorno in cui meramente festeggiare le donne che ci circondano, ma un giorno nel quale riflettere sulle disuguaglianze sociali che differenziano lo status della donna da quello dell’uomo.

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Guerra Ucraina

Sull’Ucraina, sui poteri forti, sui grandi progetti occulti

Qualche settimana fa avevo ricominciato a scrivere articoli, ho alcuni “titoli” già pronti da riempire e un po’ di materiale. La verità però è che non ho troppa voglia di scrivere. Tornerò nelle prossime settimane con un po’ di materiale. Ho dato un nuovo stop inizialmente per problemi personali e ora perché la situazione mondiale mi crea qualche difficoltà di concentrazione.
C’è qualcosa però che ci tengo a scrivere, e che va scritto ora, non tra una settimana o tra un mese. O forse che andava scritto già qualche giorno fa.

Come è stato sul Covid anche sulla guerra in Ucraina stanno girando una quantità di Fake News disarmante, anche e soprattutto perché parte della guerra è propaganda. La guerra, dall’una e dall’altra parte, al netto dei morti e delle distruzioni è propaganda. Chi attacca deve giustificare le proprie scelte con una narrativa che renda eroico e necessario l’intervento, chi si difende deve alzare il morale dei cittadini e dei militari.

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WhatsApp, nuova funzione anti Fake News

WhatsApp oltre a essere l’applicazione di messaggistica più usata in Italia e in molte parti del mondo, è fisiologicamente uno dei principali vettori di diffusione delle Fake News. Già lo scorso anno gli sviluppatori dell’applicazione avevano aggiunto un blocco sul numero degli inoltri che è possibile fare per un singolo messaggio, lo scopo era quello di rendere più difficile, per una notizia diventare virale (anche se questo termine oggi non è così bello da usare). Lo scopo è stato raggiunto in termine di una grossa diminuzione di invio dei messaggi ma la tendenza resta quella di inoltrarli senza fare alcuna verifica.

A tal proposito per i più virtuosi che le verifiche invece preferiscono farle consiglio i miei articoli a questo link: https://www.staipa.it/blog/fakenews

In questi giorni WhatsApp, sta attivando in Italia una nuova funzione che ha lo scopo di diminuire ulteriormente il diffondersi delle Fake News.

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Tre miei articoli sulle Fake News sul sito Cicap Veneto.

Sul sito del Cicap Veneto, https://veneto.cicap.org/ potete trovare tre miei articoli sulle Fake News:

Qui in generale gli articoli che ho scritto e che scriverò: https://veneto.cicap.org/tag/stefano-giolo/

Se vi va di leggerli e di condividerli ben venga, se siete incuriositi dal Cicap e non lo conoscete…

Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP) è un’organizzazione di volontari, scientifica ed educativa, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito con l’obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico.



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Come riconoscere una Fake News? Parte 6: Strumenti di indagine per le immagini

Dopo aver approfondito e capito come funzionano le Fake News e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell’esserci incappati abbiamo iniziato a vedere gli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle Fake News. Molto spesso, per convincere della veridicità di una notizia vengono usate come prova delle foto. Sicuramente è il metodo più sicuro per convincere, ma spesso è anche il metodo più veloce per farsi scoprire.
Nella gran parte dei casi sono i piccoli dettagli a farci scoprire l’inganno e non è assolutamente facile dare un metodo utile a scoprire tutti i casi di foto false. Proverò a proporre alcuni strumenti ed alcune metodologie, spesso una o l’altra funzionano, molto più spesso però sono l’esperienza e l’inventiva di chi indaga a fare la differenza.

Google Immagini

Avete una foto e volete sapere cosa sia e dove sia stata scattata.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 5: Strumenti di indagine

Dopo aver approfondito e capito come funzionano le Fake News e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell’esserci incappati arriviamo finalmente agli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle Fake News.

Archive.org

Archive.org forse non è propriamente uno strumento per riconoscere o indagare su una Fake News ma molte volte ci viene in aiuto quando un articolo su una testata giornalistica viene modificato senza scuse e spiegazioni per recuperare la versione vecchia. Si tratta di un servizio che archivia tutti i siti internet periodicamente. Le testate giornalistiche hanno un numero di salvataggi altissimi, i blog semisconosciuti come il mio molto meno.

La prima pagina di Repubblica.it del 09 Febbraio del 2006

Sul sito è possibile anche forzare l’archiviazione di una pagina

Cosa utile, ad esempio, quando si vuole salvarne una versione prima che venga modificata.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 4: Come riconoscerle

Dopo aver compreso come sono fatte le Fake News è finalmente arrivato il momento di acquisire alcuni strumenti per riconoscerle e dimostrane la falsità.
Tutti richiedono uno sguardo attento e un po’ di esperienza ma non sarà difficile acquisire entrambi. I primi strumenti che proporrò saranno probabilmente i meno interessanti in quanto si basano su evidenze quasi banali, ma sono strumenti che chiunque può usare. Non serve essere informatici, ne avere troppa manualità con determinati strumenti per riconoscere le Fake News più banali, via via impareremo invece strumenti più sofisticati non alla portata di tutti.
Nessuno diventerà un vero debunker leggendo i miei articoli, ma se alla fine chi legge avrà avuto modo di allenare e far crescere il proprio pensiero critico allora avrò raggiunto l’obiettivo che mi sono fissato.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 3: Come sono fatte

Come sono fatte le Fake News?

La caratteristica principale di una Fake News, posto che non si tratti di una Fake News causata semplicemente da un errore è quella di colpire. Secondariamente lo scopo è quello di far guadagnare qualcosa a chi la crea. Che sia un guadagno economico, di consensi o solamente di buon umore nessuno mette in giro una Fake News per rimetterci. Questa è già un’informazione importante. Se un’azienda dichiarasse qualcosa che le faccia perdere consensi o clienti probabilmente quella sarebbe una notizia vera. Viceversa se dichiarasse qualcosa che aumenti eccessivamente i consensi (spesso purtroppo è il caso delle azioni caritatevoli e umanitarie) sarebbe da osservare con sospetto. Questo ovviamente non significa che nessuna azienda faccia azioni umanitarie o caritatevoli ma che il modo in cui le pubblicizza può far venire il sospetto di azioni mirate alla pubblicità.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 2: Perchè esistono

Il secondo passo per riconoscere una Fake News è capire perché esistono. Gli strumenti tecnici per riconoscerle sono secondari all’aver capito come funzionano dal punto di vista pratico e spesso emozionale.
Vogliono controllarci? Sono scemi e non sanno scrivere un articolo? Ci stanno prendendo in giro? Un po’ e un po’.

Perché esistono le Fake News?

Esistono svariati motivi che fanno si che esistano, cercando di riassumere i più importanti definirei

Scherzo

Capita abbastanza spesso che per una presunta goliardia qualcuno pensi di mettere in giro una voce falsa. Probabilmente è il caso di chi mette in giro voci come quelle del passaggio a pagamento di qualche social network

Ovviamente se ne hanno parlato al TG è stato per dire che è una bufala e il tuo logo (qualunque cosa sia) non diventerà mai blu.
Simili sono tutte quelle situazioni in cui si propone qualche azione da fare che non abbia effetti pubblicitari (quelle le vedremo dopo).

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Come riconoscere una Fake News? Parte 1: Cosa sono

Prima di affrontare gli strumenti per riconoscere una Fake News il primo passo è sapere cosa sono e di conseguenza essere più preparati a riconoscerne le caratteristiche.
In primo luogo le Fake News, se le consideriamo prettamente come notizie false sono sempre esistite. Basti pensare alla convinzione religiosa che il sole o la luna fossero esseri senzienti o credenze analoghe. Già allora probabilmente era possibile dividerle in informazioni false dovute all’ingenuità della popolazione e informazioni false utilizzate da individui più intelligenti per assoggettare individui che lo erano meno.

Cosa sono le Fake News?

Le Fake News sono tutte informazioni oggettivamente false e che vengono diffuse, ma questa terminologia ha ormai privato il concetto di molte sfumature che credo sia importante conoscere, anche per valutare su quali abbia senso investire il proprio tempo e quali possano essere tranquillamente ignorate e lasciate nel domenticatoio.

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