Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

Il mito dell’intelligenza artificiale di Erik J. Larson

Parlo spesso di Intelligenza Artificiale (https://short.staipa.it/3qsdr) e cerco di inquadrarla nella realtà al netto dei miti e delle esagerazioni dei media (https://short.staipa.it/661lc). “Il mito dell’intelligenza artificiale. Perché i computer non possono pensare come noi” di Erik J. Larson è un saggio che tratta proprio di questo, sfidando le convinzioni comuni sull’intelligenza artificiale. Larson smonta la narrazione dominante secondo cui i computer potranno in breve tempo raggiungere o superare l’intelligenza umana, offrendo una prospettiva critica e scientificamente fondata.

Larson esplora i limiti intrinseci delle attuali tecnologie di Intelligenza Artificiale, mostrando come i modelli di machine learning e gli algoritmi complessi manchino di capacità fondamentali del pensiero umano, come la comprensione contestuale e la coscienza.

Continua a leggere

Perché l’Intelligenza Artificiale non è intelligente

C’è un’aura di mito e di mistero attorno all’idea di Intelligenza Artificiale, in parte dovuta all’ovvia ignoranza tecnologica ma in larga parte dovuta al marketing aggressivo di chi la sviluppa o agli allarmismi per ora immotivati.
Dall’altra parte, c’è chi la critica aspramente come una tecnologia estremamente sopravvalutata portandone esempi di fallimento. Vorrei cercare di esplorare quale sia lo stato attuale di quello che l’Intelligenza Artificiale può o non può fare.

Ho già parlato di Intelligenza Artificiale in diversi articoli (https://short.staipa.it/3qsdr), dei problemi etici che la riguardano (https://short.staipa.it/g50at), della sua sostenibilità (https://short.staipa.it/w7n3s) del suo impatto sulla medicina (https://short.staipa.it/bm3ei), dei possibili sviluppi futuri (https://short.staipa.it/5pc8z

Continua a leggere

Un quinto degli effetti avversi del covid era grave

Sembra quasi di farlo apposta, ma la realtà è semplicemente che in qualsiasi momento si voglia fare una veloce ricerca di Fake News ci si trova qualcuno che ne campa. Anche tra i media che vengono scritti e realizzati da persone che formalmente risultano giornalisti qualificati.

Il titolone “Speranza: «Sapevo che un quinto degli effetti avversi era grave»” calza a pennello con il mio recente articolo Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News (https://short.staipa.it/p51n9), ed è un ottimo esercizio di ragionamento e di comprensione di come alcuni media marcino sull’ignoranza dei propri lettori alimentando paure e scontri senza farsi alcuno scrupolo.

blank

Che la cosa sia efficace è dimostrato ovviamente dai commenti presenti sulla pagina Facebook del giornale stesso, dove insulti, minacce e auguri delle peggiori cose si sprecano in abbondanza.

Continua a leggere

blank

Perché vedo così tante notizie di giovani che muoiono improvvisamente?

Negli ultimi anni, in particolare dopo il picco della pandemia Covid e delle polemiche sulle vaccinazioni, si sentono numerose persone lamentarsi di quella che sembra essere una nuova moria: quella di ragazzi e giovani che sembrano morire con una frequenza molto più alta del normale, quasi sempre per problemi cardiovascolari.

Cosa c’è di vero? Davvero molti giovani stanno morendo per motivi cardiovascolari?
La risposta veloce è . Sì, ma.
Chi vive di questo allarmismo o in questa paura attribuisce queste morti a una correlazione tra l’assunzione del vaccino Covid e la morte stessa, come se l’alta quantità di morti fosse causata dall’alta quantità di vaccinazioni.

Parliamone. Parliamone con dati che sono pubblici e disponibili a tutti. A chi crede a questa teoria e a chi no.

Esiste correlazione tra vaccini e le morti precoci?



Continua a leggere
blank

Le soluzioni semplici sono quelle sbagliate

Le soluzioni semplici sono quelle sbagliate.
Anche questo slogan, per esempio, è sbagliato.
Perché si tratta di una semplificazione spinta.

Esistono moltissimi problemi nel mondo, problemi che spesso possono essere visti da molteplici lati e posizioni, ideologiche e no. Il riscaldamento globale, l’inquinamento, i diritti delle donne, la biodiversità, le guerre nel mondo, la povertà, l’immigrazione, le pensioni, la riduzione delle nascite, l’invecchiamento del paese, la gente che dice cattiverie sui social, fare la radice quadrata, il calo della qualità media del giornalismo, la sicurezza informatica, trovare un modo di guadagnare di più, l’impossibilità di costruire una macchina che si autoalimenta… chiunque stia leggendo potrebbe aggiungere decine di tematiche che ho mancato di inserire e che per lui sono più importanti di queste, o meno importanti.

Continua a leggere

blank

La retorica dell’avvelenamento del pozzo

Non sempre i dati possono essere fraintesi, e non sempre un’idea di qualche genere è facilmente attaccabile. A volte le evidenze portano in una direzione che non è quella dove vorremmo si andasse e non c’è modo di far invertire la rotta con il ragionamento e le informazioni.

Di come i dati possano essere esposti in maniera fuorviante ne ho parlato in Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News (https://short.staipa.it/p51n9) e in Cherry picking, le fake news amano le ciliege (https://short.staipa.it/gq0xv), in Come la narrazione sensazionalistica uccide una notizia vera (https://short.staipa.it/ak6g6) ho parlato anche di come non farsi del male da soli esponendo un’idea, ma non è nessuno di questi il caso, quando tutto depone contro di noi resta un solo strumento, una sola fallacia argomentativa: l’avvelenamento del pozzo.

Continua a leggere

blank

Festa della donna? Non esattamente

Oggi è l’8 marzo, in Italia chiamiamo questa giornata festa della donna, un momento per festeggiare le tanto bistrattate donne, per spendere un po’ di soldi in mimose, ristoranti e feste. E poi? E poi il giorno dopo tornare al vecchio comune vivere.

Ci sono delle storture in tutto questo. Innanzi tutto, il nome. Perché dovrebbe essere una festa? Che cosa esattamente dovremmo festeggiare? Nel resto del mondo l’8 marzo non è la festa della donna, ma la Giornata internazionale della donna. Ma noi siamo la nazione che rinomina titoli come “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” in “Se mi lasci ti cancello“, abbiamo un po’ il sadico gusto di cambiare i titoli rovinandone poeticità e significato per piegarli al commercio.

Credo che Giornata internazionale della donna renda un po’ di più l’idea del fatto che oggi non è un giorno in cui meramente festeggiare le donne che ci circondano, ma un giorno nel quale riflettere sulle disuguaglianze sociali che differenziano lo status della donna da quello dell’uomo.

Continua a leggere

blank

Cherry picking, le fake news amano le ciliege

Esistono svariati modi per utilizzare dati e informazioni e piegarli verso conclusioni che non sono quelle corrette, di recente nell’articolo Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News (https://short.staipa.it/p51n9) ho parlato di come si possa utilizzare la statistica per forzare il significato di dati verso una direzione diversa da quella che dimostrano, e nell’articolo Come la narrazione sensazionalistica uccide una notizia vera (https://short.staipa.it/ak6g6) ho parlato di come una semplice narrazione scorretta possa danneggiare invece una mozione etica e positiva.

Si tratta di fallacie logiche:

Le fallacie sono errori nascosti nel ragionamento che comportano la violazione delle regole di un confronto argomentativo corretto. I ragionamenti fallaci appaiono come rigorosi e logici, ma in realtà non sono validi (da non confondere con “veri”):
-valido è riferito alla correttezza logica degli argomenti (come le premesse che implicano le conclusioni);
-vero riguarda invece la veridicità delle proposizioni con cui si enunciano gli argomenti.



Continua a leggere
blank

Come la narrazione sensazionalistica uccide una notizia vera

Le Fake News hanno quasi sempre la caratteristica di distrarre dalla tematica principale e portare a un’idea tramite le emozioni (https://short.staipa.it/avp0h), o fornendo i dati in maniera artefatta (https://short.staipa.it/p51n9). Si tratta di uno dei modi più affidabili per riconoscere se una notizia abbia o meno probabilità di essere affidabile. Il problema è che non tutti quelli che forniscono informazioni vere lavorano in maniera altrettanto deontologicamente corretta. O meglio, capita spesso che anche nel fornire informazioni valide e a fin di bene, vengano utilizzate argomentazioni tipiche delle fake news con il grave rischio di invalidare tutto l’impianto dell’informazione, e questo fenomeno sta accadendo sempre più spesso.

Facendo un esempio astratto: siamo in un remoto passato nel quale i tubi dell’acqua di case e acquedotti vengono realizzati in piombo perché è un materiale semplice da lavorare e non ci sono tecnologie migliori (era davvero così ai tempi degli antichi romani).

Continua a leggere

blank

Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News

Negli ultimi anni assistiamo tra le varie “cattiverie” dei social a un fenomeno di grammarnazi che provano profondo piacere nell’offendere chi manca una h, un accento, o una coniugazione verbale. Non importa se questo avvenga a causa di ignoranza della grammatica della lingua italiana o di un errore di battitura, come non importa se chi ha scritto si chiami Mario Rossi o Kinari Mudaliar. Non sto necessariamente demonizzando il tenere all’importanza del formalismo linguistico, ne sono un profondo difensore anche io, ma è importante riflettere su questo fenomeno prima di proseguire con l’argomento dello snobismo della matematica. Chi tiene molto alla correttezza linguistica da un lato tende a dimenticare che storicamente esiste un distinguo tra il linguaggio parlato, dove molte forme scorrette sono comunemente accettate, e quello scritto dove tali forme scorrette non sono accettabili e che i social sono più simili a un ambiente di linguaggio parlato che uno formale di linguaggio scritto.

Continua a leggere

blank

Uso consapevole dei social network

La percezione della realtà sui social network è un tema di grande attualità e importanza, che merita una riflessione approfondita. Sempre di più in una società in cui tutto spinge alla fruizione delle notizie attraverso i social. I giornali ormai vengono in larga parte seguiti e commentati soprattutto sui social network, gli eventi mondani vengono pubblicati sui social network, i politici pubblicano le loro dichiarazioni suo social network invece che attraverso siti istituzionali. Per qualcuno che abbia frequentato Internet nell’era pre social tutto questo è assurdo e va contro il senso e il valore di libertà e pluralità su cui Internet stessa è stata fondata, ma non solo. Il fatto che tutte le cose vengano pubblicate su un principale canale privato impedisce quel controllo automatico che l’utente è costretto a fare quando deve scegliere una fonte di informazione.

Continua a leggere

blank

Pensieri Lenti e Veloci

“Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman è un libro che mi ha colpito per i suoi spunti illuminanti. Parlarne in modo sintetico significa inevitabilmente semplificarlo, vista la quantità di informazioni che contiene. Si tratta di una profonda esplorazione della psicologia umana applicata alla decisione.

L’autore, premio Nobel per l’economia, ci guida in un viaggio affascinante dentro la mente umana, mostrandoci come prendiamo decisioni, risolviamo problemi e formuliamo giudizi.

Il libro si occupa di vari aspetti: da come distinguere un’informazione vera da una falsa, a come credere o meno a una storia, a come valutare se un investimento o un rischio siano convenienti, a come si tende a scegliere un candidato politico.

Il fulcro del libro è la contrapposizione tra due sistemi di pensiero: il Sistema 1 e il Sistema 2. Il Sistema 1 è il nostro pensiero automatico, rapido e intuitivo.

Continua a leggere