Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

L’era dei social tradizionali sta per finire

Disclaimer iniziale: questo è un articolo di opinionismo spiccio che potrebbe risultare parzialmente divisivo, un po’ iperbolico, nostalgico e magari pure saccente. Ma (spoiler iniziale) ha anche una morale positiva. Quindi vedete voi, ecco.

Frequento internet da più di qualche anno, più o meno da quando ha iniziato a essere noto sul territorio italiano e si viaggiava ancora con rumorosi modem analogici

Suono di un modem analogico

e da allora ho assistito a una lunga serie di cicli che rendevano estremamente importante e apparentemente insostituibile un nuovo paradigma di navigazione rendendo obsoleto e inutile il precedente. La mia sensazione è che stiamo vivendo la fine di un nuovo ciclo e l’inizio di un altro e che le vittime sacrificali siano questa volta i social network per come li conosciamo oggi.

Agli albori della rete non esistevano i motori di ricerca, come non esistevano i social network.

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Samantha Cristoforetti vive sempre insieme ai suoi capelli

Nelle scorse settimane c’è stata una polemica su Samantha Cristoforetti e il modo in cui avrebbe portato i capelli durante un video di presentazione sulla Stazione Spaziale Internazionale. Immagino molti di quelli che stanno leggendo questo articolo l’abbiano sentita anche solo di passaggio.

Spero che ognuna delle persone che stanno leggendo questo articolo, sì, tu, parlo con te, si sia mortalmente annoiato di sentirne parlare ma sia stato attratto dal contrasto e l’assonanza tra il titolo e l’immagine in evidenza.

Per ovvi motivi non parlerò dei capelli di Samantha Cristoforetti ma tra le polemiche recenti, è quella che mi ha fatto più sorridere e dato che stavo pensando da un po’ di scrivere di questo meccanismo ho pensato di farlo ora. Ovviamente dopo che la polemica stessa è un po’ scemata.

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Notizie da campagna elettorale

Siamo nel bel mezzo di una nuova campagna elettorale. Immagino ve ne foste accorti. Io da parte mia ho una posizione politica ben strutturata e come sempre mai riconosciuta dalla gran parte dei partiti, non è un problema e non mi butterò certo in una bagarre mediatica di quello lì è cattivo, beh i tuoi sono più brutti, sì ma il tuo ha detto nel ’96 che non avrebbe più mangiato i biscotti, va bene ma i biscotti sono buoni. Il mio settore è decisamente un altro ed è quello dell’uso consapevole della tecnologia. E cosa succede quando si entra forte forte in una campagna elettorale?

La proliferazione delle Fake News

Come succede da qualche anno nel momento in cui si arriva vicino ad elezioni le fake news proliferano. Indignare gli elettori per rendere più polarizzato il voto spostandolo verso gli estremismi è il modo più efficace che gli esperti di marketing che seguono i partiti hanno trovato per influenzare l’opinione pubblica.

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Fact Check Explorer, il motore di ricerca contro le Fake News

Quanto bello sarebbe se esistesse un motore di ricerca per le Fake News? Per sventarle intendo, non per trovarle.
Google ha annunciato a fine marzo 2022 (https://short.staipa.it/gfce) il lancio di Fact Check Explorer, raggiungibile dall’indirizzo https://toolbox.google.com/factcheck/explorer o digitando Fact Check Explorer in google stesso.

Non è ancora perfetto e ricco di informazioni ma sta velocemente crescendo. Digitando alcune parole chiave relative ad una notizia il tool fornisce, se presenti, una serie di collegamenti a fonti esperte che forniscono verifiche o smentite della notizia stessa. Di ogni collegamento viene mostrata una brevissima sintesi di cosa aspettarci nell’articolo suggerito.

ricerca sula parola chiave plasma con factcheck explorer: https://toolbox.google.com/factcheck/explorer/search/plasma;hl=it


Come parole chiave si possono usare per esempio nomi di persone, luoghi, argomenti, brevi descrizioni, frasi di personaggi famosi o altro.

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Come funzionano la propaganda no-vax e quella pro-putin?

Fino a qualche anno fa le fake news erano solamente leggende metropolitane. Ne ho analizzato la differenza nell’articolo Come riconoscere una Fake News?

Con l’avvento di Internet e dei social network la situazione però è cambiata e tutto quello che prima era una chiacchierata al bar è diventata progressivamente una forma di propaganda globale che impatta su una grossa fetta di popolazione con risultati allarmanti, soprattutto perché La percezione della realtà nei social è spesso diversa dalla realtà.

Ma chi è che si occupa di mettere in giro e sfruttare questa disinformazione? E soprattutto come viene veicolata?

La comunità no-vax ha superato i 62 milioni di seguaci sulle principali piattaforme social, una quantità di persone in grado di muovere e far fatturare in un anno più di 36 milioni di dollari, e di generare profitti per le grandi aziende tecnologiche che gestiscono i social stessi fino a un miliardo di dollari l’anno.

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Festa della donna? Non esattamente

Oggi è l’8 marzo, in Italia chiamiamo questa giornata festa della donna, un momento per festeggiare le tanto bistrattate donne, per spendere un po’ di soldi in mimose, ristoranti e feste. E poi? E poi il giorno dopo tornare al vecchio comune vivere.

Ci sono delle storture in tutto questo. Innanzi tutto, il nome. Perché dovrebbe essere una festa? Che cosa esattamente dovremmo festeggiare? Nel resto del mondo l’8 marzo non è la festa della donna, ma la Giornata internazionale della donna. Ma noi siamo la nazione che rinomina titoli come “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” in “Se mi lasci ti cancello“, abbiamo un po’ il sadico gusto di cambiare i titoli rovinandone poeticità e significato per piegarli al commercio.

Credo che Giornata internazionale della donna renda un po’ di più l’idea del fatto che oggi non è un giorno in cui meramente festeggiare le donne che ci circondano, ma un giorno nel quale riflettere sulle disuguaglianze sociali che differenziano lo status della donna da quello dell’uomo.

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Guerra Ucraina

Sull’Ucraina, sui poteri forti, sui grandi progetti occulti

Qualche settimana fa avevo ricominciato a scrivere articoli, ho alcuni “titoli” già pronti da riempire e un po’ di materiale. La verità però è che non ho troppa voglia di scrivere. Tornerò nelle prossime settimane con un po’ di materiale. Ho dato un nuovo stop inizialmente per problemi personali e ora perché la situazione mondiale mi crea qualche difficoltà di concentrazione.
C’è qualcosa però che ci tengo a scrivere, e che va scritto ora, non tra una settimana o tra un mese. O forse che andava scritto già qualche giorno fa.

Come è stato sul Covid anche sulla guerra in Ucraina stanno girando una quantità di Fake News disarmante, anche e soprattutto perché parte della guerra è propaganda. La guerra, dall’una e dall’altra parte, al netto dei morti e delle distruzioni è propaganda. Chi attacca deve giustificare le proprie scelte con una narrativa che renda eroico e necessario l’intervento, chi si difende deve alzare il morale dei cittadini e dei militari.

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WhatsApp, nuova funzione anti Fake News

WhatsApp oltre a essere l’applicazione di messaggistica più usata in Italia e in molte parti del mondo, è fisiologicamente uno dei principali vettori di diffusione delle Fake News. Già lo scorso anno gli sviluppatori dell’applicazione avevano aggiunto un blocco sul numero degli inoltri che è possibile fare per un singolo messaggio, lo scopo era quello di rendere più difficile, per una notizia diventare virale (anche se questo termine oggi non è così bello da usare). Lo scopo è stato raggiunto in termine di una grossa diminuzione di invio dei messaggi ma la tendenza resta quella di inoltrarli senza fare alcuna verifica.

A tal proposito per i più virtuosi che le verifiche invece preferiscono farle consiglio i miei articoli a questo link: https://www.staipa.it/blog/fakenews

In questi giorni WhatsApp, sta attivando in Italia una nuova funzione che ha lo scopo di diminuire ulteriormente il diffondersi delle Fake News.

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Tre miei articoli sulle Fake News sul sito Cicap Veneto.

Sul sito del Cicap Veneto, https://veneto.cicap.org/ potete trovare tre miei articoli sulle Fake News:

Qui in generale gli articoli che ho scritto e che scriverò: https://veneto.cicap.org/tag/stefano-giolo/

Se vi va di leggerli e di condividerli ben venga, se siete incuriositi dal Cicap e non lo conoscete…

Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP) è un’organizzazione di volontari, scientifica ed educativa, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito con l’obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico.



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Come riconoscere una Fake News? Parte 6: Strumenti di indagine per le immagini

Dopo aver approfondito e capito come funzionano le Fake News e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell’esserci incappati abbiamo iniziato a vedere gli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle Fake News. Molto spesso, per convincere della veridicità di una notizia vengono usate come prova delle foto. Sicuramente è il metodo più sicuro per convincere, ma spesso è anche il metodo più veloce per farsi scoprire.
Nella gran parte dei casi sono i piccoli dettagli a farci scoprire l’inganno e non è assolutamente facile dare un metodo utile a scoprire tutti i casi di foto false. Proverò a proporre alcuni strumenti ed alcune metodologie, spesso una o l’altra funzionano, molto più spesso però sono l’esperienza e l’inventiva di chi indaga a fare la differenza.

Google Immagini

Avete una foto e volete sapere cosa sia e dove sia stata scattata.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 5: Strumenti di indagine

Dopo aver approfondito e capito come funzionano le Fake News e come riconoscerle e come comportarsi a fronte dell’esserci incappati arriviamo finalmente agli strumenti tecnici che possiamo usare per indagare sulle Fake News.

Archive.org

Archive.org forse non è propriamente uno strumento per riconoscere o indagare su una Fake News ma molte volte ci viene in aiuto quando un articolo su una testata giornalistica viene modificato senza scuse e spiegazioni per recuperare la versione vecchia. Si tratta di un servizio che archivia tutti i siti internet periodicamente. Le testate giornalistiche hanno un numero di salvataggi altissimi, i blog semisconosciuti come il mio molto meno.

La prima pagina di Repubblica.it del 09 Febbraio del 2006

Sul sito è possibile anche forzare l’archiviazione di una pagina

Cosa utile, ad esempio, quando si vuole salvarne una versione prima che venga modificata.

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Come riconoscere una Fake News? Parte 4: Come riconoscerle

Dopo aver compreso come sono fatte le Fake News è finalmente arrivato il momento di acquisire alcuni strumenti per riconoscerle e dimostrane la falsità.
Tutti richiedono uno sguardo attento e un po’ di esperienza ma non sarà difficile acquisire entrambi. I primi strumenti che proporrò saranno probabilmente i meno interessanti in quanto si basano su evidenze quasi banali, ma sono strumenti che chiunque può usare. Non serve essere informatici, ne avere troppa manualità con determinati strumenti per riconoscere le Fake News più banali, via via impareremo invece strumenti più sofisticati non alla portata di tutti.
Nessuno diventerà un vero debunker leggendo i miei articoli, ma se alla fine chi legge avrà avuto modo di allenare e far crescere il proprio pensiero critico allora avrò raggiunto l’obiettivo che mi sono fissato.

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