Mag 282018
 

Mi ero ripromesso di non scrivere più di partitica, di non nominare più esponenti politici e di non immischiarmi più in queste cose. Lo avevo fatto perché ormai tutti si sentono in diritto di sentenziare dall’alto di podi da espertoni facendo spesso magre figure e ho cercato con tutto me stesso di non appartenere mai più a queste schiere di imbecilli. Ma per quanto io non sia in genere molto patriottico quando un leader politico trasforma la bandiera nazionale in un simbolo strumentalizzato del proprio partito, quando lo fa a pochi giorni dal 2 giugno dicendo di tirarla fuori come rivendicazione, allora termina anche ogni armistizio. Quando mi si toglie la libertà di essere patriottico perché esserlo mi farebbe apparire come appartenente ad una fazione si sta ledendo il mio diritto di essere Italiano. Quando non è più la loro bandiera ad essere il loro simbolo ma è la mia allora siamo al primo grande balzo verso un fascismo, verso una battaglia sporca di fango e schifo. Quando un partito rivolta la realtà e dopo aver ottenuto consensi grazie alle fake news, ed essere stato fondato dalla società che gestisce la maggior parte dei siti di fake news fa la vittima dicendo che le notizie false sono quelle degli altri e contemporaneamente negando le proprie stesse dichiarazioni, quando un uomo che se parla libero non sa coniugare un verbo esce con un video che palesemente non è farina del suo sacco, con un discorso scritto da un professionista della comunicazione, con un incipit, una tesi, delle spiegazioni e una conclusione ma una infinità di tagli di scena perché nella pratica non sarebbe mai in grado di farlo intero, allora cominci a renderti conto che qualcosa sta andando storto.
Ma è quando ti accorgi che una grande quantità Continue reading »

Dic 122016
 
Una rivoluzione immaginaria

Riflettevo su questa cosa ancora anni fa, avevo un età in cui ci si sente destinati a cambiare il mondo, in cui ci si sente di poter essere “la persona diversa”, quella intelligente, quella che può fare la differenza. Mi guardavo attorno e pensavo a come generazioni di giovani abbiano nel tempo cambiato o quantomeno provato a cambiare il mondo. Penso alle generazioni che negli anni 70 hanno creato fermenti che anche in una nazione piccola come l’Italia hanno cambiato l’istruzione, lasciamo perdere se nel meglio o nel peggio, al fermento artistico che univa poesia a musica a pittura a performance artistiche, alle comuni in cui musicisti di estrazioni diverse contribuivano a vicenda a creare opere di altri senza pensare ai guadagni, tornando indietro alle generazioni che hanno combattuto per la patria con o senza fucile in mano, quelli che hanno contribuito alle ricostruzioni.
Io cosa avrei potuto fare? Noi cosa avremmo potuto fare? Qual’era la rivoluzione culturale o sociale che avremmo dovuto portare?

Una rivoluzione immaginaria
Negli anni ho riflettuto ancora su questo, e non è che io non abbia fatto nulla, che non abbia fatto il mio dovere per cambiare le cose, che non lo stia facendo ogni giorno per quello che posso. Non importa cosa io faccia, ma mi guardo intorno e penso che la mia generazione abbia fallito nella propria rivoluzione, che stia muovendo una rivoluzione immaginaria e che le successive stiano seguendo lo stesso triste declino.
Quello che Umberto Eco diceva pochi anni fa “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli”, “Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”, “lo scemo del villaggio a detentore della verità”. Lo ha detto ricevendo la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media” all’Università di Torino.
Internet è tecnologicamente costruita per non essere controllabile, bloccabile o censurabile in senso assoluto (che che ne dicano i vari complottisti) ma ci siamo fatti prendere la mano da questo e non solo ci siamo ritrovati in mezzo a questa rivoluzione di libertà senza esserne pronti ma non siamo neppure pronti a formare sull’argomento chi sta arrivando dopo di noi, a distinguere una notizia vera da decine di siti zeppi di notizie false e bravissimo ad attirare click. Schiere di utonti si schierano in questa nuova rivoluzione immaginaria, tutti devono avere un opinione e nessuno deve informarsi, lasciando scomparire le poche notizie vere, quelle scientificamente attendibili, quelle giuridicamente attendibili, quelle tecnicamente attendibili, molto più noiose e meno “di pancia” di quelle forti ed urlate.
Ed allora nella nostra rivoluzione proteggiamo la costituzione perché ce lo dice l’urlatore di turno e poi ci lamentiamo se il parlamento e il presidente della repubblica si comportano esattamente come scritto nella costituzione. E ci piacciono i complotti come le scie chimiche, le sirene, i vaccini che fanno male, l’olio di palma, l’11 settembre, siamo andati o no sulla luna?, tutte cose che con un minimo di ricerca filologica e bibliografica si possono smontare senza neppure essere dei grandi esperti, ma sono quelli che fanno click. Ci lamentiamo che qualche mega associazione massonica ci vuole fregare i soldi e non ci rendiamo conto che a fregarci i soldi sono proprio questi siti che alimentano complotti e che ad ogni nostro click o condivisione, guadagnano soldi. Non ci rendiamo conto che alcuni, per non dire molti, degli stessi sono gestiti dagli stessi partiti politici in cui crediamo e che sanno perfettamente che l’urlo spegne il nostro cervello e ci fa passare la voglia di fare fact checking.
Sembra che tutte queste persone che temono il controllo della mente, il controllo dei media, il controllo dell’opinione pubblica siano a loro volta le vittime predilette di chi vuole farlo.
Internet non può essere controllata, per questo siamo noi a dover controllare.
I complotti esistono. Senza andare a cercare chissà dove Ustica, il Vajont, lo scandalo della Banca di Roma, la P2, Gladio, la Mobby Prince, l’omicidio di JFK. Ma fanno meno notizia di “CONDIVIDETE PRIMA CHE CI CENSURINO!!!!” nel frattempo mentre noi guardiamo le scie chimiche, il governo non eletto (leggetevi l’articolo 92 della costituzione se vi state già infuriando), le matite copiative che fanno scandalo solo quando si perde ma quando si vince andavano bene, i vaccini, Stamina, mi viene il sospetto che il vero complotto sia la nostra ignoranza, l’incapacità di discernere ben sfruttata da chi invece sa perfettamente cosa sta dicendo e facendo.
Non stiamo muovendo una rivoluzione, o stiamo credendo di farlo, non stiamo liberando il popolo dall’ignoranza ce lo stiamo gettando perché è più facile andare dietro agli urlatori che andare a fare ricerca,  più facile fidarsi del leader di turno che avere una propria coscienza critica. Non stiamo muovendo una rivoluzione, stiamo mettendo le basi perché tale rivoluzione non possa mai più avvenire, e lo stiamo facendo con la convinzione di stare lottando per la libertà, e se in queste parole anche io rientrerò nella schiera degli imbecilli di cui Eco parlava, potrò sempre e comunque essere fiero di non essere ne il primo ne l’ultimo, ma compagno di molti altri imbecilli.

 

 

Feb 122015
 

Ecco qui, seguito della prima finalmente la recensione dei partecipanti alla seconda serata, non mi occupo di classifiche, ne mi interessa saperle, quindi scartati o non li ascolto, come sempre, come solamente ascoltati.

Nina Zilli “Sola”: Co me al so li to, non sop porto il suo mo do di canta re. Pro va a fa re un blu es, bana lotto, e sen za morde nte, e pri vo di corre tta silla bazione. Maaa aaaa aaaa aaaa aaaa il fi naaa aaa aaaa leeeeeeeee……. è ancora piùùùùùùùù banaaaaaaleeeeeeeeeeeeeeee………

……mmmmm……yyyyyeeeeehhhh

Marco Masini “Che giorno è”: il titolo della canzone è ciò che dice ogni volta che lo riesumano, ho sempre trovato che sia uno dei cantanti con la voce più interessante del panorama italiano, testi e depressione a parte, ma parte in modo un po’ insicuro che fa decadere anche questa mia speranza, anche nell’urlato sembra abbia meno mordente rispetto ai bei tempi, probabilmente non si era svegliato del tutto. Per il resto banalità disarmante. Peccato.

Anna Tatangelo “Libera”: tutti dicono che sembra una ragazzina, sarà ma a me sembrava vecchia anche da ragazzina, come sempre ha una buona voce ed un buon controllo della stessa, apprezzo molto che non si sia presentata con una canzone di Gigi, perché trovo siano estremamente poco personalizzabili, sembra sempre che le canti lui. La canzone di questa volta invece è intensamente inutile, ma le da la possibilità di mostrare la propria voce senza inutili gorgeggi, nell’insieme in ogni caso resta inutile.

Raf “Come una favola”: probabilmente la bella addormentata nel bosco, o la bestia addormentata nel bosco, anche lui riesumato e non troppo ripulito si cimenta con un brano dal testo melenso all’estremo, mi da l’idea dell’artista che non può andar in pensione perché non esistono garanzie da parte del governo e che ha bisogno di raccogliere quei due soldi per pagare l’affitto, il ritornello potrebbe essere un po’ accattivante se non steccasse, e palesasse la mancanza di voce. Probabilmente cantata da Renga o da un buon cantante il pezzo poteva essere interpretato e reso un bel pezzone seppur estremamente sanremese.
Raf è proprio messo male e mi spiace.

Il Volo “Grande amore”: no non sono “il volo” purtroppo, sono “il volo“, comunque nonostante questo hanno lo stesso la giacchetta anni 70 ed il pezzo inizia molto bene, interessante l’intro di piano e la voce bassa classicamente italiana al limite tra il pop e l’opera, ottima base tra il rock e la classica. Non ho dubbi, per quanto mi riguarda Il volo sono i vincitori morali, ottimo tiro e gusto da opera musicale moderna. Posso sbilanciarmi dicendo: vinceranno il premio della critica, arriveranno in bassa classifica, comprerò l’album.
Sanremo 2015 è valso esistere anche solo per far sentire loro.
Lo so che ai più probabilmente faranno schifo, ma siamo in Italia, è normale.

Fighi.

Irene Grandi “Un vento senza nome”: il cantato sembra un po’ sfasato col pianoforte, ma la sua voce… è sempre la sua voce e sta invecchiando gran bene. Lontana dai fasti rockettari di un tempo il pezzo ha un buono spessore che la sua voce amplifica, molto sanremese, classico, senza troppi fronzoli, senza infamia e con poca lode sta nel mucchio.

Lorenzo Fragola “Siamo uguali”: se è il suo cognome poteva scegliere un nome d’arte, se è un nome d’arte poteva sceglier il cognome, ma il fatto che diriga Lucio “Violino” Fabbri mi fa sperare in bene ed in effetti la voce è interessante e anche il pezzo, anche se qualcosa nel modo di cantare mi infastidisce, probabilmente la pronuncia simile a quella di mio nipote di 4 anni. Vocce troppo tremolante verso la fine, non regge, e troppe rime baciate che rendono pesante il pezzo.

Biggio e Mandelli “Vita d’inferno”: davvero? Voglio dire… si, ok, se ha cantato Emanuale Filiberto possono farlo anche loro, va bene… anzi, ammetto che lo stanno facendo con stile, prendendo in giro alla grande la banalità sanremese, peccato non siano neanche lontanamente ai livelli di Elio e abbiano come di consueto un ironia sempliciotta, che rende tutto ciò uno spreco. Peccato, alla fine poteva essere una scelta vincente, potevano lasciarlo fare a qualcuno di più adatto.

Bianca Atzei “Il solo al mondo”: stimo il maestro con i capelli blu. Il suo modo di cantare è estremamente trito ritrito e di moda, un misto tra Giusy Ferreri e Emy Winehouse, ma peggiorando entrambe. Se possibile. Perde anche quel poco di Giusy Ferreri che a volte mi ricorda la immensa Linda Perry. Quel pochissimo. Non capisco perché vada di moda cantare infilandosi una patata a bloccare l’epiglottide. E con quei ra llentammen ti amm metà de lle frasi. Ce ne sono già state altre due o tre che cantavano così in questa edizione, potevo farne a meno. Giusi Ferreri costava troppo e quindi ne hanno clonata una più economica?

Moreno “Oggi di parlo così”: mi ero dimenticato che faccia avesse e pensavo fosse un altro, avevo stima in lui quando è venuto fuori i primi tempi per la capacità di affrontare dal vivo un genere improvvisato ad alto livello evitando le volgarità tipiche del genere, ho grandi aspettative. Apprezzo molto il vestito elegante invece di quello tipico irriverentemente brutto dell’Hipop, lo apprezzo. Davvero. Non passa il tempo a lamentarsi e voler entrare nel ghetto, diretto ma mai inutilmente volgare, rime ben fatte, rispettoso e consapevole dell’ambiente in cui si trova. Non male, non lo farei vincere ma non male.

KuTso “Elisa”: Interessanti. Mi ricordano un po’ i quintorigo, seppur ovviamente di livello ben più basso, ma trovo interessante l’irriverenza del modo di cantare diverso dalla media, anche se è più l’impatto scenico che la qualità. Quantomeno sono diversi dalla massa e questo è un gran punto a favore.

Kaligola “Oltre il giardino”: forse un nome un pochino pretenzioso, soprattutto con la K iniziale, non so se l’effetto dell voce nelle prime frase sia stato un errore, spero di si, per il resto mi sembra il gemello dei gemelli diversi. Carino il ritornellino canticchiato e fischiettato, ma credo andasse più negli anni 90 che oggi. Con il nonno direttore mi da l’idea dell’ennesimo rapper che non vuole uscire dal getto ma entrarci.

Enrico Nigiotti “Qualcosa da decidere”: ma Alex Britti non aveva cantato ieri? Anzi questa canzone non l’aveva cantata qualche anno fa? Comunque anche qui Britti dimostra una scarsa attitudine vocale e sarebbe meglio se le canzoni si limitasse a scriverle e suonarle, solo che qui praticamente non suona neppure. La cosa divertente è che davvero praticamente non suona. Stonato, scadente. Il pezzo forse poteva non essere neppure male, per il resto raccapricciante.

Davvero.

Chanty “Ritornerai”: Ci ma ncava una che ca nta co nlepause che lealtre tre oquattro non lavevanofatto anco ra. Anzi ancooaoaoaoaoo roaoaooaoaoo… ci volevoaoaoaoao anchoeoeoeoeo leieieiei. Passando su questo interessante pezzo con la base di piano, buona voce e inte rpretazioneoeoeoeoe, puntasse meno a far sentire la voce sarebbe stato un buon pezzo, mi ricorda un po’ gli anni ottanta/novanta delle parte melodiche dei Fugees ma con gusto moderno, ooioioooioioiiooioio.

Attendo ansiosamente gli ultimi giovani della serata di domani

Ago 052012
 

L’italiano medio è d’accordo con il governo: spera che il rigore possa salvare l’Italia

Set 242011
 
Dichiarazione della Gelmini sulle scopete del CERN

Dichiarazione della Gelmini sulle scopete del CERN (fonte)

Io mi deprimo all’idea che il nostro ministro dell’istruzione sia ignorante a questo punto, e soprattutto che si permetta di fare dichiarazioni su cose che non conosce vantandosi pure di assurdità..

“Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. “

Dico… qualcuno ritiene credibile che tra il CERN a Ginevra e Il gran sasso in Abruzzo ci sia un tunnel scavato sotto terra? Dalla svizzera al centro Italia un tunnel?? Non lo sa che i neutrini vengono sparati attraverso la crosta terrestre e non vengono influenzati dalla materia se non in minima parte?

Per altro gli autori dell’esperimento suppongono di sbagliarsi e chiedono supporto alla comunità scientifica per aiutarli a dimostrare se vi sia un errore o se il dato sia reale, e a quel punto bisognerà vedere quanto cambierà se semplicemente sarà un allargamento della relatività co che cosa implicherà, di certo non la faciloneria di “possiamo andare più veloci della luce”.

Per il resto in italia l’investimento per la ricerca è sotto l’1%, nelle nazioni a forte crescita come giappone e cina toccano il 40%…

Continuo a chiedermi perché i ministri non li facciano fare a chi sa qualcosa di ciò che deve amministrare.

Ecco il suo articolo… vediamo se almeno lo cambierà…

Giu 162011
 

Oggi ho fatto uno strano percorso, un po’ per caso. Google ha attivato una funzione nuova su google maps, qualcosa che mostra le mappe che hai visitato in precedenza, e così un po’ per caso sono capitato di nuovo a l’Aquila.

Ci ho passeggiato con Street View, ho passeggiato in quelle vie che ricordo ancora come fossero le vie della mia città, la zona rossa che ricordo meglio delle vie di dove abito ora da pochi mesi. Ho camminato da piazza del duomo, giù verso il palazzo del governo e ancora fino ad arrivare sul ciglio della strada a vedere dall’alto i palazzi, e a seguire la strada fino alla casa dello studente.
La differenza è stato che per la prima volta ho visto i palazzi intatti, ricordo ancora ogni crepa, ricordo i palazzi per arrivare alla casa dello studente, uno con un piano crollato in un ala e quindi con un ala abbassata rispetto al resto, uno con gli apartamenti che si vedevano da dentro, ricordo le case sventrate, quella vasca da bagno, quell’accappatoio ancora appeso, e per la prima volta ho visto tutto intatto.

Il guaio è che non c’è poco o nulla oggi di intatto e quelle immagini risalgono a ben prima del terremoto, risalgono a ben prima di come la ricordo, di come si è impressa, incisa nella mia anima e mi sembra di poter girare le strade e guardare un palazzo e poter dire “andatevene, tra poco questo palazzo non esisterà più”, “andate via, questa parete crollerà”, “uscite, questa casa cederà”…

L’emozione è tanta ed è strana, è come vedere un’altra città, ed invece sto vedendo quello che doveva essere, che doveva continuare ad essere, quello che vogliono farci credere che sia ancora.

Non so se sarebbe più giusto eliminare quelle immagini o preservarle per sempre come ricordo indelebile di come era, certo bisognerebbe far vedere al mondo come stanno le cose nella realtà, quanto è stato ricostruito davvero.

Mag 042011
 

“Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.

Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è Continue reading »

Apr 212011
 

‎”Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d’impunità. […] ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.”

– V. Alfieri, Della tirannide (1777) –

Mar 282011
 

A volte, sempre più spesso a dire il vero oramai, mi guardo intorno leggendo le notizie sui giornali, e provo ribrezzo.
Interessandomi ai Misteri della scienza (i misteri, bada bene, non i Mysteri dei sognatori di  assurdità che vedono incredibili misteri in foto a bassissima definizione scambiando artefatti grafici con costruzioni ciclopiche e occhi rettiliani).
Guardo i media e vedo quanto sia stupido cercare complotti di cose come “il nuovo ordine mondiale”, i rettiliani appunto, il controllo delle nostre menti da parte di incredibili (e improbabili se viste con un occhio un minimo scientifico) tecnologie, o chissà quali forze.
Più ci penso più penso che siano proprio queste teorie complottistiche ad essere una distrazione dalla realtà.
Dal “complotto” che ci gira attorno tutti i giorni, ogni giorno.

Basta guardare una qualsiasi trasmissione con cognizione di causa per accorgersi di quanto le notizie siano usaste solo per modificare la visione dell’opinione pubblica.
Se si parla de l’aquila in tv non si fa che fare propaganda prò governo nascondendo sempre la voce delle persone realmente interessata, mettere attori che fingono non fregherà forse le persone più intelligenti ma quante delle persone che guardano queste trasmissioni le guardano in modo critico rispetto a quelle che si bevono quanto detto dalla TV perché “lo hanno detto in tv”?
Non serve essere delle cime in statistica per vedere come le statistiche che vengono pubblicate nei telegiornali sono esposte ad arte. Il famoso discorso che se siamo in due e io mango due polli mentre tu zero abbiamo mangiato mediamente un pollo a testa non è stupido. Perché qualcuno dirà che da quando c’è il nuovo governo metà delle persone riescono a mangiare due polli, altri diranno che da quando c’è il nuovo governo metà delle persone non mangiano, ma nessuno riporterà mai le informazioni per intero.

Non lo fanno mai.

Per questo è necessario leggere, leggere gli articoli di entrambe le idee, di tutte le idee senza voler escludere a priori quanto scritto da una fazione o dall’altra, perché spesso leggere quanto scrive la fazione opposta alla nostra ci aiuta a comprendere meglio anche i dati forniti dalla nostra.

Spesso usando servizi online come google news o aggregatori di notizie simili (ignorando che anche qui i complottisti dicono che google è al servizio del “nuovo ordine mondiale” e quindi travia le nostre menti) si riesce a vedere la stessa notizia scritta da più autori, da più fazioni, da più visioni e… beh cambiano drasticamente le prospettive.

Una cosa che più di tutte mi fa andare su tutte le furie è che giornalisti che non sanno nulla di scienza trattino argomenti come il terremoto o i disastri nucleeari in atto in Giappone scrivendo informazioni assolutamente inverosimili, non come gravità ma come sussistenza dei, allo stesso tempo come non diano le informazioni utili, come la reale gravità della situazione che spesso viene diminuita probabilmente per non far votare contro al prossimo referendum, o come ci si focalizzi sulla struggente storia di un bimbo salvato e si distolga l’attenzione sui milioni di persone in pericolo.

Non serve andare a pensare all’America, all’11 settembre agli alieni e alla massoneria, alle scie chimiche e a chissà quali assurdità per distrarsi da quello che sta succedendo ogni giorno nel nostro paese, da ciò che i nostri governi vogliono farci scegliere, amare o credere.

La soluzione non è andare in cerca di chissà quali teorie, è di informarsi, di informare e soprattutto di votare e far votare.
Ogni giorno.
Ogni santo giorno.

Mar 142011
 

E’ critica la situazione a Fukushima, dove a tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone, si lotta perevitare una nuova Chernobyl. Le barre di combustibile sono rimaste scoperte in tutti e tre i reattori della centrale nucleare di Fukushima 1 ed in uno di essi potrebbe essere cominciato il processo di fusione. Ad aggravare la situazione una nuova forte scossa di assestamento di magnitudo 6,2 avvertita anche a Tokyo. Intanto, si continuano a contare le vittime: 5.000 secondo l’ultimo bilancio che però si ritiene possa salire fino a 10 mila. Sul fronte economico la Borsa diTokyo ha chiuso gli scambi con una perdita del 6,18%; ferma la produzione nei maggiori impianti automobilistici del paese. La Bank of Japan ha immesso sui mercati valutari denaro liquido per 12mila miliardi di yen. La Farnesina ha reso noto che è sceso a due il numero degli italiani di cui non si hanno notizie.

TOKYO CHIEDE AIUTO A USA PER REATTORI – Il Giappone ha chiesto agli Stati Uniti aiuto per contribuire a raffreddare le centrali nucleari danneggiate: lo rende noto la Us Nuclear Regulatory Commission, Continue reading »

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