Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Sulle persone che amano la montagna

Ci sono tre sport che amo in questo periodo. Ne ho fatti molti, più di quanti potrei ricordarmi cercando di fare un elenco in questo momento, non sono mai stato un patito di nessuno di questi, forse dell’atletica leggera a suo tempo. Gli sport che amo in questo periodo sono nell’ordine il running, la subacquea e il trekking. Ognuno ha il suo perché nell’economia della mia vita, ognuno ha il suo ruolo specifico.
Il running lo vivo come espressione massima di solitudine. Lo vivo così un po’ perché non sopporto molto di dover andare al ritmo di qualcun’altro che sia più o meno veloce di me. E non sopporto molto l’idea di costringere qualcun’altro al mio ritmo. Facendo running ho modo di pensare, di ragionare, di estraniarmi dalla realtà e osservando solo quei due metri che separano me dai prossimi tre passi lasciare fluire il tempo.

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Una rivoluzione immaginaria

Una rivoluzione immaginaria

Riflettevo su questa cosa ancora anni fa, avevo un età in cui ci si sente destinati a cambiare il mondo, in cui ci si sente di poter essere “la persona diversa”, quella intelligente, quella che può fare la differenza. Mi guardavo attorno e pensavo a come generazioni di giovani abbiano nel tempo cambiato o quantomeno provato a cambiare il mondo. Penso alle generazioni che negli anni 70 hanno creato fermenti che anche in una nazione piccola come l’Italia hanno cambiato l’istruzione, lasciamo perdere se nel meglio o nel peggio, al fermento artistico che univa poesia a musica a pittura a performance artistiche, alle comuni in cui musicisti di estrazioni diverse contribuivano a vicenda a creare opere di altri senza pensare ai guadagni, tornando indietro alle generazioni che hanno combattuto per la patria con o senza fucile in mano, quelli che hanno contribuito alle ricostruzioni.

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Rileggermi, scrivere, rileggermi. Io non sono me?

Talvolta mi capita di rileggermi, di rileggere quello che ho scritto e mi faccio delle domande.
Ricordo perfettamente per chi ho scritto ogni singola parola, ricordo perfettamente perché ho scritto ogni singola parola, ricordo perfettamente quando ho scritto ogni singola parola, ricordo perfettamente lo stato d’animo di ogni singola parola, ricordo perfettamente le parole che ho scritto prima di arrivare a scegliere quella parola, ricordo perfettamente i significati reconditi inspiegati nascosti tra le pieghe di ogni frase, ricordo perfettamente.

Quello che non ricordo è chi abbia scritto, cioè, voglio dire leggo alcune cose come

Sei il cruccio di Venere
sua contendente,
concorrente.
E la tua bellezza è vino.
E la tua dolcezza assenzio.
E il tuo pensiero bianco spino
di una rosa bianca un tempo rossa
rosa.

E mi chiedo: ok, so perché ho messo bianco spino, ma poi ci penso e… a me il bianco spino non verrebbe mai in mente.

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Porto rosso…

Ci pensi mai al mio vestito elegante artistico trasandato?
Ci pensi mai alla notte trascorsa tra le vie di Verona?
Io penso alle tue scarpe che ti ferivano i piedi, alla tua gonna bianca.
Ci pensi mai al parlar di Jazz con un viandante, al passeggiare con te sulle spalle?
Ci pensi mai al bicchiere di Porto Rosso?
Alla complicità di quel giorno?
Di quei giorni?
Passa ogni tanto, attraversa la mia mente, scorre dolce, lieve, scorre.
Se ne va.
Ma se penso a quel che era, quello è il giorno più bello.
Era tutto già morto, tra il bello del passato e il brutto del tempo successivo.
Era il limite massimo.
Apice.
Pienezza.
E pensarci è dolce malinconia

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Odori

C’è l’odore dell’erba dell’estate che avanza senza una primavera decisa, c’è il profumo del tempo e del tuo dentro.
Quell’odore che non potrei scordare come tu non dimentichi le mie mani. Odore liquido, metallico, caldo di un calore avvolgente come immergersi in un lento declivio, come sussurri impercettibili.
E c’è l’odore della pioggia e dei fantasmi

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M'accorgo

M’accorgo d’essere un po criptico negli ultimi post.
Segnali a chi sa, segnali a chi non sa, mancanza di segnali, ma in pratica nulla.
Non ho scritto nulla.
Ora sto qui allora, diviso tra due sogni, da un lato un calice di Recioto dall’altro una tazza di Tè alla Cannella fatto in casa, il tè dell’accoglienza si chiamava dove mi hanno insegnato a farlo.
Solo finalmente, sul divano di casa, una casa deserta, vuota, piena solo dei suoni che ho scelto, degli odori che ho scelto, dei silenzi che ho scelto.
Il presepe che ancora attende i magi ancora lontani, su di un altro scaffale, l’albero spento.
Jazz.
E l’attesa di un sogno, di un altro.
L’odore di Cannella e di Vino dolce si spandono. Odori da gustare nel tempo ancor molto prima di saggiarne il gusto.
Gli occhi chiusi.
E il silenzio, la calma, la tranquillità.

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Le cose cambiano

Sono solo a casa, da qualche giorno, ancora per diversi giorni.
La casa deserta, girando per la casa ci sono diversi mondi.
Camera mia sconvolta, disfata, in disordine, il letto sfatto.
Il salotto in ordine, pronto ad accogliere.
La cucina in fermento, ordinata, pulita ma con ancora il profumo del cibo appena cucinato, ho preparato il panino per domani, con la cotoletta e l’insalata, ho preparato la cena, carne cotta ai ferri col vino rosso, verdura.
Le tartarughe ed i pesci che mangiano felici, l’orto bagnato e sistemato.
Camera mia in disordine.
Mondi. Mondi distinti.
Il mio mondo dentro, quello che vedo io, e i mondi esterni.
Ascolto ad libitum “Alessandra” di Biagio Antonacci, di quando Biagio era un po’ più… vero forse.
Non ha nulla a che fare con il mio stato d’animo ma è sempre stata una canzone di “pausa” di riflessione.

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Guida, Alcool e Velocità

Questa è una riflessione che voglio fare da diverso tempo, ed oggi un fatto accaduto ad un mio amico mi da la spinta di scriverne.
Questo mio amico una bella sera è andato a cena al ristorante con i propri genitori, ha bevuto quel che si può bere ad una cena con i propri genitori, poi ha preso la macchina, con loro dentro, e si è avviato guidando verso casa. Prontamente due prodi poliziotti armati di etilometro lo fermano trovandolo con un tasso alcolico dello 0.6%. Il risultato sono patente annullata (aveva già qualche punto in meno), dove per annullata significa “ti rifai gli esami di scuola guida pagando tutto il dovuto”, 2.500 € di multa e processo in sede penale per tentato omicidio, ovviamente dovendosi pagare anche l’avvocato. Facendo i conti credo che il conto raggiunga agevolmente i 4.000, 5.000 euro. Senza eccesso di velocità ovviamente.


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