M'accorgo

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M’accorgo d’essere un po criptico negli ultimi post.
Segnali a chi sa, segnali a chi non sa, mancanza di segnali, ma in pratica nulla.
Non ho scritto nulla.
Ora sto qui allora, diviso tra due sogni, da un lato un calice di Recioto dall’altro una tazza di Tè alla Cannella fatto in casa, il tè dell’accoglienza si chiamava dove mi hanno insegnato a farlo.
Solo finalmente, sul divano di casa, una casa deserta, vuota, piena solo dei suoni che ho scelto, degli odori che ho scelto, dei silenzi che ho scelto.
Il presepe che ancora attende i magi ancora lontani, su di un altro scaffale, l’albero spento.
Jazz.
E l’attesa di un sogno, di un altro.
L’odore di Cannella e di Vino dolce si spandono. Odori da gustare nel tempo ancor molto prima di saggiarne il gusto.
Gli occhi chiusi.
E il silenzio, la calma, la tranquillità.
Ebbro di tali profumi infine assaggio quel che è più consono all’istante e mi lascio scivolare addosso ciò che è la mia vita.
Sia quel che sia quel che dev’essere quel che sarà.
Sia quel che sia.
La bacchetta sbatte sul bordo del rullante, tac – tac – tac – – tatac in controtempo tac – tac – tac – – tatac, il basso parte con un semplice riff, ed infine il sax tenore inizia il suo solo, sensuale solo dal suono sornione. Si alterna col piano che fa accordi accennati.
Si unisca chi vuole alla Jam! Questa sera si suona, questa sera è Jazz!
Questa sera è Jam e non si attende che il suono di un sogno, il sogno di un suono, il rosso del caldo suono di un sorriso.
In un sogno.

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Disclaimer su racconti e poesie

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazione di vissuti, sogni e immaginazioni. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona, sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato, sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

Una risposta a “M'accorgo”

  1. Avatar euridice
    euridice

    Apprezzo molto i momenti come quello che descrivi tu, la stasi apparente del corpo e l’oscillare dei pensieri… i momenti in cui si scivola e si apprezza il fatto stesso di pensare, gustando, come dici, quel che è più consono all’istante…

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Citazioni a caso

Come regola generale, nessuno scrittore dovrebbe far figurare il suo ritratto nelle sue opere. Quando i lettori hanno gettato un’occhiata alla fisionomia dell’autore, di rado riescono a mantenersi seri.Edgar Poe
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