Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Toccare il fondo.

Toccare il fondo.
Lasciarsi andare e toccare il fondo abbandonando ogni certezza.
Toccare il fondo pinneggiando in giù fino a quando ti manca l’aria, senza bombole, senza nulla.
Toccare il fondo, quella sabbia laggiù nel buio, nel nulla nell’acqua fredda -nera- che ti blocca il respiro il cuore, l’anima. La pressione sui polmoni che spinge.
Toccare il fondo.

Quella sabbia bianca laggiù nel buio riflette la luce del sole.

Quando il tuo sogno più grande si spezza perché lo hai preso sotto gamba, quando perdi tutte

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Sulle persone che amano la montagna

Ci sono tre sport che amo in questo periodo. Ne ho fatti molti, più di quanti potrei ricordarmi cercando di fare un elenco in questo momento, non sono mai stato un patito di nessuno di questi, forse dell’atletica leggera a suo tempo. Gli sport che amo in questo periodo sono nell’ordine il running, la subacquea e il trekking. Ognuno ha il suo perché nell’economia della mia vita, ognuno ha il suo ruolo specifico.
Il running lo vivo come espressione massima di solitudine. Lo vivo così un po’ perché non sopporto molto di dover andare al ritmo di qualcun’altro che sia più o meno veloce di me. E non sopporto molto l’idea di costringere qualcun’altro al mio ritmo. Facendo running ho modo di pensare, di ragionare, di estraniarmi dalla realtà e osservando solo quei due metri che separano me dai prossimi tre passi lasciare fluire il tempo.

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Il rumore delle cose che iniziano

Fare una recensione dei un libro di un’amica, di una persona che si conosce, non è mai semplice. Se poi si tratta di un libro con questo livello di successo sul mercato la cosa diventa più difficile. Il libro in se l’ho letto già da diverso tempo, ho iniziato a leggerlo il giorno stesso in cui è arrivato sul mercato ed ho finito pochi giorni dopo. L’ho letto tutto d’un respiro, ascoltandone i suoni e le immagini, immedesimandomi negli ambienti creati ad arte quanto un brano di Battiato.
Non è facile fare una recensione del genere perché non ritengo che il libro sia privo di difetti e se da un lato evidenziarli sarebbe un delitto e probabilmente più un gusto personale, nasconderli sarebbe quantomeno falso, ma in tutta quella bellezza, dall’inizio alla fine, in tutta quella bellezza delle immagini, delle situazioni della delicatezza ogni difetto in questo libro scivola in secondo piano, coperto dai suoni, dai rumori di qualcosa di bello.

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Racconti

Immergersi in te stesso (edited)

*il racconto è stato modificato dopo la pubblicazione iniziale*
Non è buona norma in genere immergersi in solitaria, in tutti i corsi insegnano a scendere sempre con in compagno ma d’altronde sono molte le cose che non è buona norma fare, ad esempio scendere con un bombolino ean 70 in una immersione profonda, ad esempio, ma non credo che nessuno dei due rappresenti un problema per l’attività che ho scelto di fare oggi.
Questa è una bella sera di una stellata come poche volte se ne vedono, complice l’inverno e lo scarso turismo la gran parte delle luci sono spente e questo permette di vedere il tutto illuminato solo dagli astri e dalla luna che sta salendo lentamente all’orizzonte tra i monti. L’aria è frizzante e viva, e l’acqua assolutamente calma, un’ottima notte per un’esperienza come questa.

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Il lago nel mare.

Ci sono luoghi nel mondo, neanche troppo lontani da noi dove accadono piccolezze infinitesime che danno visioni, che cambiano la prospettiva di vedere, che rovesciano l’essere, per sempre o anche solo per qualche istante.
Un po’ torna alla mente il nostro vecchio naufragio di qualche anno fa mentre si naviga tutti al largo di Chioggia, il sole forte anche se non caldo, l’odore del sale, i delfini che saltano, e ancora le onde che scivolano sotto la chiglia.
Obiettivo il relitto dell’Eudokia II una nave cargo abbastanza grande da entrarvi, e visitarne le cabine, la sala macchine, osservare la crepa dello scontro con la nave che l’ha fatta affondare, casa di molteplicità di pesci e colori.
Ma non è l’Eudokia che più mi fa pensare ma l’aria.
Così vicino a noi, così facilmente riproducibile e al contempo così raro da vedere c’è un fenomeno che accade all’interno dei relitti, o nelle grotte sommerse, o volendo anche in una semplice scatola immersa nell’acqua.

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…..wow!

La partenza per Catanzaro è questa sera, non pensavo di connettermi più ma sta mattina voglio rilassarmi qualche minuto.
Ieri sera abbiamo fatto un immersione esplorativa in una zona che non avevamo mai visto, una bruttura di sabbia ovunque con una stupenda corona di alghe piena di pesci e di gamberi ma solo negli ultimi due metri di immersione,

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Le pozze di Arsiero.

Ieri ad Arsiero non è andata come l’ultima volta, questa volta la corrente era dolce, anche se l’acqua a causa del temporale della sera prima sul fondo toccava i 13 gradi.
Però…. sole stupendo, tantissima gente, tuffi e….. grigliatona a 10 euro! E che grigliatona!
Da tornarci al più presto, con sub, non sub, amici e amiche!
Nuotare in mezzo ai pesci, lasciarsi galleggiare nell’acqua o lanciarsi dalle pietre o da un ponte, prendere il sole in tranquillità sulla spiaggia o sugli scogli, lasciarsi attraversare dal sole.
Già un posto come pochi.

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Notte…

Il lago.
La notte.
Il lago nel buio la notte, tra le stelle e le luci della costa lontana,
e scivolare sulla superficie liscia, scivolare come senza attrito.
Non un sentore di umidità sulla pelle scoperta, non un soffio di vento in più ne in meno.
Scivolare nel buio della notte tra le luci tra il cielo e l’acqua, tra il silenzio e il sciacquio delle onde.
Non un filo di umidità sulla

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..ieri.

Ieri… ieri è stata rilassante.
Sveglia alle ore sette (era domenica) ore otto circa partenza con il Trovatello smontato in una station wagon, quaranta minuti e siamo sul lago, si monta il gommone ci si butta in acqua (previo indossamento di attrezzatura subacquea e varie chiavi inglesi attaccate qua e là) dotati di pallone, bombola per gonfiarlo, e corde.
ci facciamo trascinare dal gommone fino al punto dove si trova la piattaforma subacquea e…
beh… aspetta dai.. devo troppo raccontare il trascinamento!!! Fantastico quando il motore ti punta dritto in faccia e senti l’acqua talmente forte che sembra il vento e ti attraversa il cappuccio scompigliandoti i capelli, senti la faccia che si muove tutta come in un lancio dal paracadute e non vedi altro che bolle, bolle bolle, il gommone gira e tu ti senti trascinato di qua e di là come un peso morto, tutto concentrato sulle mani che non devono mollare la presa… figata….

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