Staipa’s Blog

Esercizi di stile, poesie o urla.

È mozione

Lo so che sono sensazioni che ogni umano ha provato nella sua vita. Per voi sono probabilmente
cose di una banalità sconfinata, ma non per me.
Lo capisci perché non mi sono mai sentito uno di voi?
Io non avevo mai provato prima di ieri la sensazione della pelle che per un contatto casuale si sveglia e innalza come una ola di infiniti omini elettrizzati, o se l’avevo mai provata è rimasta perduta nei ricordi di vite passate, non avevo mai provato la rabbia che ti fa ruggire e dare zampate come un leone per difendere qualcosa che non ti appartiene solo per la giustizia o la difesa di un bisogno altrui, né la paura.
La paura. Quanto è bella la paura? La paura di iniziare, quella di finire, la paura di fare la cosa sbagliata. Io non sapevo cosa sono, non le avevo mai provate tutte queste cose che per te sono banali, che per te sono alla base dell’essere umano, dell’essere un essere umano.

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Sgancio

C’è un esercizio che si fa negli allenamenti intensivi di atletica leggera, lo fa soprattutto chi ha bisogno di potenza esplosiva come i velocisti o gli ostacolisti, e si fa prevalentemente in inverno lontano dalle competizioni in modo da non appesantire il corpo eccessivamente.
L’eserzio si chiama “Traino”, consiste fondamentalmente nell’avere attaccata alla vita una cintura spessa di pelle e ad essa una corda lunga pochi metri ed una slitta liscia con un perno. Sul perno si mettono gli stessi pesi che si utilizzano per il sollevamento pesi: 10, 20, 30 kg o più, in base all’allenamento.
Non è un esercizio stupido, richiede una certa tecnica e preparazione, non puoi correre strappando o ti farai del male, ne puoi rallentare improvvisamente o verrai travolto. Si parte con la corda tesa e si accelera in modo continuo ma rapido, si corre la metratura prevista e poi si rallenta abbastanza velocemente da non sprecare troppe energie ed abbastanza lentamente da non trovarsi il traino tra i piedi.

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Racconti

Achille

Fu così che infine scelse di pugnalarsi nell’unico punto in cui il suo corpo era vulnerabile, non lo fece per morire, ne scelse di voler soffrire per punire una propria scelta od errore.
Si pugnalò nell’unico punto in cui avrebbe potuto creargli dolore, forse morte, e scelse di farlo accanto ad una persona che conosceva appena, una persona di cui aveva però piena fiducia.
“Questo è il più grande dono che possa farti” disse.
“Questo è il dono della conoscenza di ciò che sono, il dono della mia stessa esistenza”
Fu così che scelse di porgergli l’elsa dell’arma.
“Questo è il più grande dono che possa farti” disse.
“Non importa cosa sceglierai di farne”.

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Risonanze

*Questa cosa di tutte queste novità, e di andate e di ritorni sta toccando corde che non si muovevano da anni
– Non è bello?
*Non lo so, e come quando il catarro di anni si comincia a scrostare dai seni paranasali
-Vista così è meno piacevole…
*Fa male e fa bene, fa bene il catarro che si stacca ma fa male, non so se hai presente: fa bene ma fa quel male che vorresti fermarti

 

 

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Lama

È affilando la tua lama che cambio, che al termine del mio mese genetlìaco inizio un mondo nuovo senza compromessi.
È sempre stato l’inizio
-la fine-
il capodanno reale che a dispetto del mondo ho sempre festeggiato
in
solitudine
raccolta.

Affilo la lama del tuo coltello e lascio tu possa scegliere di usarlo
non temo più quello nè altro
non temo più
non tremo più

lascio che il mondo resti indietro
-o vada avanti, non mi importa-
mentre incontro un nuovo mondo che sa di vecchio mondo
un vecchio mondo che sa di nuovo mondo

affilo la tua lama perché ora la so usare
non userò la tua lama perché non ho bisogno di usarla

è la mia strada,
quella mi è stata negata per lasciarmi il tempo di vederla
quella che mi è stata negata per darmi modo di dimostrane l’attaccamento
è la mia strada.

Ed improvviso una luce si accende.

 

 

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Racconti

Come una freccia lanciata nel cielo

Finalmente ciò che avevo iniziato e nato dagli esercizi di stile recenti e da dell’altro è terminato, ha una sua dignità un suo essere ed è ora per me di lasciarlo andare non tanto alle spalle quanto per la sua strada qualunque essa sia.
Verrà a chiamarmi quando sarà ora, a bussarmi alla spalla dicendo “Hei, io sono qui, è il momento”.

Come un arciere lancia una freccia in una direzione ma non avrà mai la certezza di dove questa sia arrivata fino a quando non la vedrà piantarsi.

Un tributo ad Elisabetta Grieco che ha così celermente e precisamente trasposto su carta l’idea che avevo in testa nell’immagine che aveva in testa lei pur non avendo ancora letto una versione completa dell’opera stessa e pur non avendola io ancora finita nel mentre.
Mi sono reso conto solo a posteriori che rappresentava ciò che vi è dentro molto più di quanto avrei mai potuto immaginare in quei giorni.

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L’inizio della fine, l’inizio di un inizio

Sono sulla fine del progetto che ho messo in piedi dagli “esercizi di stile” che ho presentato su questo blog negli ultimi mesi, credo di aver costruito un qualcosa che va molto al di là delle mie aspettative, non so se lo saranno anche di chi leggerà ma per la prima volta dopo dieci anni dalla pubblicazione di “Contrapposizioni” ho per le mani un prodotto che mi soddisfi finalmente a pieno e che possa essere paragonabile in termini di sperimentazione e qualità.
Scrivendolo ed ancor più componendone le parti mi sono chiesto se mai avrei potuto avere un’idea sufficientemente forte e bella per poter proseguire a scrivere dopo averlo terminato, mi chiedevo se la spinta che ho ricevuto anche grazie a chi mi legge qui sarebbe bastata, se nella mia testa potesse starci ancora qualcosa di nuovo o se la vena si sarebbe nuovamente sopita.

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Ritorno online

Dopo qualche giorno di vari probiemi dovuti dal passaggio da un hosting ad un altro finalmente riecco online e funzionante il bLog, anzi il sito perché tale sta pian piano diventando.

Da ora è online anche www.staipaproduct.it che si appoggia allo stesso hosting e chissà, pian piano la cosa si allargherà un pochino.

Beh per chiunque mi segua buon ritorno!

Ah un post purtroppo è andato perso nel passa di qua, passa di la, cancella, ri fai eccetera….

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Il mio mondo di scrivere è cambiato.

Il mio mondo di scrivere è cambiato, si il mondo non il modo.
Accorgermene è stato quasi improvviso, quasi in quanto in realtà sotto sotto me ne stavo accorgendo da anni.

Ho scritto diversi libri, quelli che ho completato sono tutti di Poesia. Ho pubblicato “Contrapposizioni” che in quel momento era il meglio di ciò che avevo ma che pecca a tratti dei difetti della gioventù, ho tentato poi di pubblicare “Ritratti” che nonostante sia ormai datato a rileggerlo mi emoziona ancora, è ricco di citazioni, cita ognuno degli altri libri che ho scritto e mai pubblicato, contenine significati più o meno nascosti nei meandri delle frasi, come e meglio di “Contrapposizioni“, e soprattutto contiene tanto, tanto me. Ho cercato di pubblicarlo ma ho avuto solo problemi, tanto da dovermi rivolgere ad avvocati. Ci proverò ancora, lo so già,
Poi… finito ritratti ho cominciato a dire che scrivo poco, che non scrivo più.

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Stupidolandia!!! Il sito intelligente.

Dopo tanti anni, dopo continui rinvii, prove, promesse non mantenute, dopo andate e ritorni, prove e riprove, puffi e patuffi ecco finalmente qui, di nuovo qui, di nuovo presente, di nuovo tra noi….

Stupidolandia!!! Il sito intelligente.

Questa volta contrariamente al passato il sito sarà (si spera) realmente interattivo, gli utenti abilitati potranno inserire nuovo materiale, modificarlo, sarà possibile (questo sicuramente) lasciare commenti ed interagire.
Il progetto è all’inizio e sono in cerca di collaboratori ma… finalmente Stupidolandia!!! è tornata!

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Il mio blog e Facebook

Un problema comune di chi importa il proprio blog su Facebook è che le persone commentano su facebook invece che sul blog e poi il blog risulta privo di commenti….
Lavorando a Stupidolandia ho trovato una cosa stupenda!
Da ora potete commentare finché volete su Facebook e i vostri commenti appariranno anche sul bLog!

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