Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Le sfiorò le mani

Era una serata come un’altra, come mille o come nessuna. Attorno le auto in movimento erano poche, finite le feste la gente era ormai stufa di andare in centro ed era il momento giusto per frequentarlo prima che alla gente tornasse la smania degli acquisti grazie ai saldi.
Era in piedi, era ormai il momento di salutare gli amici dopo una serata piacevole seppur breve, s’era parlato di ogni cosa, di forse e di ma e di certo e di altro ed ancora. Una serata come altre. Di fronte a lui a ridere e parlare un vecchio amico, e due nuove e la distanza frapposta della novità, del non essere nella zona di confort seppure confortato da una situazione piacevole.

Lui le sfiorò le mani. Voleva sentire solo la consistenza di quei guanti di pelle morbida e niente altro. Lui le sfiorò le mani e mentre le sfiorava le mani il mio sguardo cadde su quelle quattro mani, sulle due a stringere le altre due, e sullo sguardo di lui.

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Risonanze

*Questa cosa di tutte queste novità, e di andate e di ritorni sta toccando corde che non si muovevano da anni
– Non è bello?
*Non lo so, e come quando il catarro di anni si comincia a scrostare dai seni paranasali
-Vista così è meno piacevole…
*Fa male e fa bene, fa bene il catarro che si stacca ma fa male, non so se hai presente: fa bene ma fa quel male che vorresti fermarti

 

 

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Vaghe divagazioni

A volte capita di trovare un brano musicale, per caso, per destino, o per sconosciuta serendipità, oggi ne sto ascoltando ossessivamente uno, in questi giorni ne stavo ascoltando ossessivamente un altro.
Sono settimane che vorrei scrivere qualcosa che si chiamerà “Il Destino Razionalista” che spiega tutto questa serendipità che ognuno incontra ogni giorno nella propria vita, ma lo spiega nel modo più scettico e razionalista che mi sia mai capitato di pensare: il destino concetto irrazionale spiegato con il razionalismo.
Nel frattempo questo razionale lato si scontra contro incontri contrari al controllo, che rivolgono, stravolgono, coinvolgono momenti, persone inaspettate.
Lo rifuggo e rincorro, con parte e parte trafitto da parte a parte.
In passato ci ho messo mesi a scrivere qualcosa come quello che vorrei scrivere, ma non c’è fretta perché anche questo è cambiamento.

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“La difficoltà della solitudine si palesa quando la si confronta ad una compagnia piacevole‏”

04/01/2015
Sono scivolato nei meandri di pensieri che non riesco a fissare,
Tra voglia di scrivere cose ed incacacità di farlo,
Incastrato tra me stesso e me stesso come un cuneo‏.

Incastrato tra me e te.
Incastrato.

Mi manchi, mi manca parlarti, viverti, sfiorarti.
Essere, camminare.

E non so se è solitudine o qualcosa
non so se è nulla o desiderio.

Giro lo sguardo verso te e vedo me,
lo giro ancora ed ancora incontro il mio sguardo.
Tra me e me, tra me e te.

Il tempo cura le ferite del cuore.
La mente regola il tempo che cura le ferite.
La mente regola il tempo che cura se stessa.

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Il Violino Nero

Il Violino Nero
di Maxence Fermine
Editore Bompiani

Johannes Karelsky, protagonista de Il violino nero, è un musicista dal genio precoce destinato a conoscere gli abissi della passione in una Venezia di fine Settecento immersa, a dispetto delle precise indicazioni storiche, in un’atmosfera onirica che ripropone l’icona funesta della città, forse ispirandosi all’immagine pittoresca dell’Italia fissata dalla tradizione del romanzo nero e fantastico. L’incontro con un misterioso liutaio, antico allievo della famiglia Stradivari, è il motore di una storia che sviluppa con grazia il tema del

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iPhone

l ristretto manipolo di cronisti che per primi hanno avuto la fortuna di impugnare e provare la novità Apple sono sorpresi di come le linee pulite, l’aspetto essenziale di iPhone richiamino alla mente l’idea di perfezione e di archetipo platonico e, allo stesso tempo, offrano un tocco e una maneggevolezza piacevoli, caldi, qualcosa che vive di vita propria e di assolutamente ergonomico. L’esatto contrario dei classici cellulari!

La prova del fuoco
Il cronista impugna iPhone e inizia una

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