Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Sull’emozione pt.2

“Le emozioni sono l’esclusione di alcune funzioni del cervello rispetto ad altre.” Si tratta di una semplificazione enorme, forse. Ma forse potrebbe essere una focalizzazione al limite del perfetto. Questa frase l’ho sentita in questi giorni mentre camminavo e vivevo il mondo.

Secondo Treccani l’emozione è:

emozióne s. f. [dal fr. émotion, der. di émouvoir «mettere in movimento» sul modello dell’ant. motion]. – Impressione viva, turbamento, eccitazione: l’e. della vincita, di quell’inatteso incontro; le e. del viaggio; andare in cerca di nuove e.; essere in preda all’e., a un’intensa e.; essere preso, essere sopraffatto dall’e.; la forte e. gli impediva di parlare. In psicologia, il termine indica genericamente una reazione complessa di cui entrano a far parte variazioni fisiologiche a partire da uno stato omeostatico di base ed esperienze soggettive variamente definibili (sentimenti), solitamente accompagnata da comportamenti mimici.



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Sull’emozione

La questione è che tu,
-per me-
sei emozione pura.

Come essere legati ad una corda elastica pronti a lanciarsi da un ponte,
come ascoltare un disco inedito dei Pink Floyd da adulto,
come arrivare in vetta dopo giorni di strada e respirarne l’aria.

Premere quell’interruttore,
-spegnere le emozioni dentro di me-
equivale a ignorare quello che sei.

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Louder than words

We bitch and we fight
Diss each other on sight
But this thing we do…
These times together
Rain or shine or stormy weather
This thing we do…
With world-weary grace
We’ve taken our places
We could curse it or nurse it and give it a name.
Or stay home by the fire
Felled by desire, stoking the flame.
But we’re here for the ride.

It’s louder than words
This thing that we do
Louder than words
It way it unfurls.
It’s louder than words
The sum of our parts
The beat of our hearts
Is louder than words.
Louder than words.

The strings bend and slide
As the hours glide by
An old pair of shoes
Your favorite blues
Gonna tap out the rhythm.
Let’s go with the flow
Wherever it goes.

We’re more than alive.

It’s louder than words
This thing that we do
Louder than words
The way it unfurls.
It’s louder than words
The sum of our parts
The beat of our hearts
Is louder than words.

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Roger Waters…. The Wall…. 2011

Da sempre alla domanda “se potessi tornare indietro nel tempo dove vorresti andare?” la mia risposta è “Al concerto di The Wall di Roger Waters del 1990 alla caduta del muro di berlino”.

Beh ecco…. l’1 e il 2 aprile 2011 Roger Waters sarà a Milano a riproporre The Wall… ok non credo ci saranno Bryan AdamsThe BandPaul CarrackThomas DolbyMarianne FaithfullJames GalwayJerry HallThe HootersCindy LauperUte LemperJoni MitchellPaddy MoloneyVan MorrisonSinead O’Connor e gli Scorpions come vent’anni fa… ma se le scenografie sono anche solo  lontanamente simili a quelle… beh non ho parole.

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Il cammino.

La vita.
Non è forse un cammino, interiore ed esteriore?
Oggi, ieri, ho camminato molto, viaggio esteriore ed interiore.
Con amici.
La fatica, il sudore che scende, la tua acqua che finisce, un amico ti porge la sua, e si riprende, ancora, in salita, dove non vedi nulla, dove pian piano cominci a veder e il panorama di ciò che hai passato dietro, dove poi cominci a veder finalmente una meta.
E poi sei lì. Chi ha camminato sul serio e faticato, chi per un motivo o l’alto ha preso la seggiovia, che importa?
Sei lì, lassù. E con gli altri puoi ridere del mondo, di quei puntini accaldati che neppure riesci a scorgere là lontano, tra il lago ed altri monti, nella pianura sconfinata, ovunque attorno a te, ma sotto di te.
E osservare lontano il mondo che hai abbandonato, almeno per un po’, osservarlo con attorno Il “Nessun dorma” che impera.


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Shine on your crazy diamond

Oggi scrivo di me, di te, di parole sparse, arse, rintocchi di campana che suonano nella testa. Il tempo che corre, corre, corre, il tempo che va. Va indietro. Io vado avanti. Mi passano giorni, settimane, mesi. Passa il tempo e se ne va. Shine on your crazy diamond, lo scintillio dei tuoi occhi. La luce che in qualche modo inaspettatamente illumina i ricordi del passato dando ad esso valore in relazione a ciò che ha portato. Ed ha portato a futuri che non lo riguardano, ha portato a me, a ciò che sono ora. Alla tua immagine riflessa nello specchietto mentre imiti, rappresenti, ma non ricordi chi non sei. E guardo le ore correre, un altro giorno andato, guardo il calendario, è su gennaio, son corsi tre mesi dall’ultima volta che l’ho guardato? La luna è piena. Questa notte. Piena di ricordi, di silenzi, di aspettative per un futuro che è davanti a me, imminente, quasi dietro oramai.

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The Wall

Ho appena rivisto The Wall di Roger Waters (musiche dei Pink Floyd)… non ho parole. Credo sia in assoluto uno dei film più belli della storia. Vi consiglio vivamente di vederlo. Il film tra l’altro è del 1982, quando sono nato io… le musiche che contiene sono state spesso colonna sonora della mia vita.



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