Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

C’è un abisso

C'è un abisso 

C’è un abisso per sempre nascosto
(c’è un abisso da sempre nascosto)
((c’è un abisso nel sempre, nascosto))

C’è un abisso da cui ti proteggo
(da cui mi proteggo)
((da cui li proteggo))

E crea un eco nel suono,
(se suono)
((quel suono))

un riverbero interno che crea quella dissonanza implicita
(quei silenzi)
((le distanze))

un vuoto come un crepaccio nel bianco liscio di una morbida nevicata.
(morbido liscio delicato)
((molle livido deflorato))

Sta vibrando. Chiede una vittima e suona le sue deboli campanelle.
(suonano campane)
((suonano i suoni di sottili sottilità))

C’è un abisso da sempre nascosto,
(c’è un abisso per sempre nascosto)
((c’è un abisso nel sempre. Nascosto.))

oggi suona
(Urla)
((Strappa))

come chiamato da un complemento.
((Urla))
(((Scappa)))

Come spaventato di poter infine trovare pace.

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Louder than words

We bitch and we fight
Diss each other on sight
But this thing we do…
These times together
Rain or shine or stormy weather
This thing we do…
With world-weary grace
We’ve taken our places
We could curse it or nurse it and give it a name.
Or stay home by the fire
Felled by desire, stoking the flame.
But we’re here for the ride.

It’s louder than words
This thing that we do
Louder than words
It way it unfurls.
It’s louder than words
The sum of our parts
The beat of our hearts
Is louder than words.
Louder than words.

The strings bend and slide
As the hours glide by
An old pair of shoes
Your favorite blues
Gonna tap out the rhythm.
Let’s go with the flow
Wherever it goes.

We’re more than alive.

It’s louder than words
This thing that we do
Louder than words
The way it unfurls.
It’s louder than words
The sum of our parts
The beat of our hearts
Is louder than words.

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Noemi

Non è passato moltissimo da quando ho criticato la produzione della cantante Noemi dicendo che la stavano sprecando, scrivevo testualmente

La sua vocalità è indubbiamente superiore a molte delle cantanti che girano, ma la musica? La musica ha solo lo scopo di supportare la voce. Musica piatta.
Togli la voce e resta un giro blues a caso, che cambia giusto un po’ per il ritornello.
Stimo molto la voce, la tecnica vocale di Noemi, più di quanto si possa stimare la banalità della voce di Grignani, e forse come cantante farà strada, ma il brano, il brano specifico non durerà perché non c’è musica, perché non c’è un atmosfera elaborata e costruita ad arte, così come nella gran parte degli artisti italiani di ora.

Parlavo del brano “Briciole” il suo primo singolo, inizialmente non incluso nel primo album “Sulla mia pelle” ed incluso successivamente nella versione Deluxe (altra nota negativa verso la produzione che per vendere di più fa comprare due volte lo stesso album ai fan accaniti [o ottiene di farlo scaricare?!]).

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The Trippers: post concerto.

Non so ben dire come sia andato il concerto dell’altra sera, ci sono pareri contrastanti.
Da un lato io so di aver suonato veramente male, sotto tono e zeppo di errori, ci ho dato dentro con l’improvvisazione come non mai per recuperare gli errori, ripetendo ad libitum lo stesso errore per confondere il pubblico (“ah… ma allora non è un errore, deve essere voluto…”) o facendo assoli prettamente ritmici con l’utilizzo delle sole tre note che in quel momento mi parevano suonar decenti su un pezzo di cui avevo scordato la tonalità, assoli che poi alla fine alla gente piacciono perché ti fanno “muovere” ma non si possono fare due ore di concerto così e uscirne indenni.
I pareri contrastanti sono appunto invece quelli del pubblico e della cantante. Tania era ed è ancora esaltatissima dalla serata, come fosse stata la serata più spettacolare da qui a anni a dietro, il pubblico seppur scarso in quantità ci ha chiesto il bis (non è come dai concerti professionali, di solito il bis non lo chiedono mai) e noi siamo pure riusciti a darglielo con un pezzo che avevamo eliminato in fase di scelta dei tempi.



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M Style!

Lunedì 6 ottobre nascono gli M Style!
Forse.
Diciamo che per ora dopo due anni di ricerche ho trovato un piccolo gruppo di musicisti disposti a sperimentare tra Metal, Funk, Jazz e Blues con me e veder cosa ne può venir fuori.
Ero, sono e resto convinto possa venirne fuori qualcosa di spettacolare!
Rincorro questo sogno da tanto.
Il nome definitivo probabilmente non sarà M Style, ma la musica si.

Nel frattempo i Dazzle One perdono la chitarra di Marco e si preparano ad una fase riorganizzativa che parte dalle base e dalle motivazioni del gruppo, e questo potrebbe portare ad ulteriori grossi cambiamenti, anche e soprattutto da parte mia.
Chi vivrà vedrà. Gli altri in roulotte. E soprattutto chi fa da se dica trentatrè.

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Novit

Ecco qualche novità musicale.

  • Parte forse da oggi il nuovo progetto Jazz con Giuliano alla chitarra! Il progetto sarà Chitarra, Batteria e Sax, più sequencer ed effetti vari. Vedremo gli sviluppi tra qualche mese se la cosa andrà in porto.
  • Partirà a breve il progetto "M Style" (nome provvisorio) di confine tra Jazz, Funk, Metal e Blues con alla chitarra il già conosciuto Pasq dei Dazzle One e alcune new entry
  • Infine sto cercando cantante di impronta Rock e buone capacità interpretative per un altro progetto che ritengo al momento prioritario, ma di questo parlerò in privato con l’interessato. Le possibilità di sviluppo sono ampie. Se sentite qualcuno….


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Ciao Jeff.

STRONCATO DA UN TUMORE A 41 ANNI
Non ce l’ha fatta il chitarrista Jeff Healey
Il musicista blues canadese, cieco dalla nascita, suonava da sempre con la chitarra appoggiata sulle gambe

Jeff Healey (Ap)TORONTO – Jeff Healey non ce l’ha fatta a sconfiggere il retinoblastoma, il tumore con il quale aveva dovuto convivere fin quasi dalla nascita e che già gli aveva preso la vista.

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Racconti

…sì.

Mentre a circa dieci giorni dall’assunzione a tempo indeterminato (che doveva essere la novità grande, ma non quella molto grande) scopro che io e i miei colleghi non verremo assunti se non fra un tempo allungato, indefinito, il mondo ruota. Non lentamente, no. Ruota.
Scrivo. Di nuovo. Non c’è un motivo preciso, forse un po’ la stanchezza e un po’ la solitudine cronica, il vedere la mia vita proiettata verso un futuro di successo esteriore e insuccesso interiore, di continue novità, cose positive nel lavoro e in altri ambiti che alla fine sono funzionali al vivere ma non all’essere, cosa che invece mi manca.
Inizia così questo periodo lunghissimo, inizia così il mio … prossimo? Ormai il mio ultimo libro, inizia così, ma…. ma forse è già vecchio.
Il mondo gira, ruota, e il lavoro improvvisamente ha uno stop, o no, non uno stop, è come se al 38esimo chilometro di una maratona ti dicessero “beh dai… dovete continuare a correre qualche chilometro in più… facciamo altri 30, però se riusciamo vi fermiamo prima, si comunque al limite se superate gli altri 30 al limite ne fate un altro po’ dai, comunque vi facciamo sapere”.


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James Brown, il grande.

Esordì alle fine degli anni Quaranta come interprete di gospel, destreggiandosi anche alla batteria, all’organo ed al pianoforte. Alla metà del decennio successivo fondò la sua prima band (firmando un contratto con una delle più celebri case discografiche dell’epoca, la King Records): i The flames che, alla fine del 1955, composero il loro primo pezzo, Please, please, please (vanta ben 40 dischi d’oro), che schizzò immediatamente nella hit parade americana. Seguirono due album e altri singoli come Night train, che ottennero tutti un ottimo successo.

Negli anni Sessanta Brown fu stabilmente in vetta alle classifiche dei dischi di rhythm & blues con brani come Prisoner of love, I got you, It’s a man’s world, Cold sweat e I’m black and I’m proud. Nel 1962 venne registrato un concerto tenuto all’Apollo Theater che darà vita all’album Live at the Apollo, diventato un best seller.

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E' morto Syd Barrett


LONDRA – E’ morto Syd Barrett, co-fondatore dei Pink Floyd e figura di spicco del progressive rock inglese a cavallo fra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70. L’artista, 60 anni, è deceduto due giorni fa, ma la notizia è stata data soltanto oggi da un portavoce della sua vecchia band. I funerali si svolgeranno in forma privata.

Il cantante e chitarrista negli ultimi 30 ha vissuto lontano dalle scene, in una casa alla periferia di Cambridge, in Inghilterra. Si sa che soffriva di diabete, ma le cause della morte non sono state rese note.

Nato a Cambridge nel 1946, Barrett fondò i Pink Floyd nel 1965. Lasciò la band tre anni dopo, quando la collaborazione con gli altri divenne difficile anche a causa dell’abuso di droga. Dopo essere uscito dal gruppo, Barrett ha registrato degli album come solista, mantenendo sempre rapporti artistici con i suoi ex compagni David Gilmour e Roger Waters.

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